LA SECESSIONE? NON SAREBBE UNA TRAGEDIA

di ROMANO FRANCESCO

La domanda più frequente che ci è posta è: cosa vi separa dalla Lega Nord? La prima risposta è “sicuramente la secessione”, che i leghisti hanno nel primo articolo del loro statuto, e spieghiamo perché. Non siamo per la secessione perché sarebbe fuori di ogni tempo. Dopo 150 anni che ai meridionali hanno fatto credere che l’Italia fosse unita non si può ora deluderli. E non si deve fare perché è il popolo meridionale che ha conosciuto e continua a conoscere un’emigrazione che lo priva continuamente di larghe fasce di generazioni.

Quasi un’intera generazione, quella degli anni sessanta, è emigrata per inseguire quell’Eldorado che rappresentava Torino con la sua Fiat, Milano con le sue fabbriche della Breda, dell’Ansaldo, della varesina IGNIS di Borghi con i frigoriferi e le lavatrici e chi più ne ha, più ne metta.

E l’emigrazione continua con la generazione dei trolley e dei PC, quella delle migliori menti di quel Sud che non può coltivare i talenti per lo sviluppo del territorio, che non può creare una nuova classe dirigente, fondata sulla creatività e merito.

E tutto dopo aver speso notevoli risorse delle famiglie meridionali, sono belli e istruiti e pronti a entrare nel mondo del lavoro. Di quel lavoro che continua a mancare al Sud.

Ci separa, ancora “l’accoglienza verso quei migranti che vengono a cercare il loro Eldorado in Italia”. E lo stiamo dimostrando con i tanti centri aperti in quel che fu il Regno delle Due Sicilie, Lampedusa in prima fila. Ci divide “la coerenza”. Resta inspiegabile come mai la Lega difenda a spada tratta la Croce, dove appunto morì Gesù Cristo, e non segue i suoi insegnamenti mostrando odio verso i più deboli, quello che furono i meridionali. Gesù disse: “Tutte le cose dunque che volete che gli uomini vi facciano, anche voi dovete similmente farle loro”. (Matteo 7.12).

Ci divide, ancora, “la politica padano centrica” fatta nelle istituzioni italiane, quelle stesse istituzioni che vogliono abbattere con la secessione ben in vista nel loro statuto. Quelle istituzioni che hanno affamato spendendo e spandendo ai danni delle Regioni meridionali. Si ricordino le multe di 5 miliardi per colpa di 670 lattai pagati con i fondi europei destinati al mezzogiorno d’Italia.

L’arroganza di far aumentare dal 7 al 10 percento le royalties del petrolio della Basilicata e destinare il 3 per cento non per la Basilicata stessa ma per i rigassificatori. L’unico rigassificatore è in Veneto.

Ci dividono “730 anni di unità del Sud”, unità che il Nord non ha mai conosciuto. Ci dividono “i milioni di morti meridionali” per la difesa dei loro confini.

Ci divide “l’arroganza di aver fatto quella legge elettorale” che lo stesso Calderoli ha definito una porcata.

Ci divide “il federalismo fiscale” che hanno fatto approvare sbandierandolo come il rimedio per tutti i mali italiani. Una precisazione è dovuta. Non siamo contro il federalismo. Ma quello vero e condiviso da tutti. Quello politico discusso con i meridionali.

Ci divide “il futuro che vorremmo“, almeno per il meridione, riunito in una maxi regione meridionale e nei confini di quello che fu il Regno delle Due Sicilie. Realizzabile, questo sì, costituzionalmente ai sensi dell’art. 132. E un appello, in tal senso, lo facciamo al Presidente Napolitano.

Quindi nessun secessionismo, nessun indipendentismo, perché con la futura Europa federale dei popoli e delle Regioni, un Sud territorialmente riunito avrebbe un ruolo di primaria importanza estendendo la sua influenza nel Mediterraneo.

Siamo convinti che eventuali separazioni non partiranno dal Sud. E comunque, se ciò avvenisse, non sarebbe una tragedia.

FONTE ORIGINALE: http://www.ondadelsud.it/?p=6886

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6 Comments

  1. Giorgio Lidonato says:

    Il Meridione è stato devastato dallo statalismo centralista e dai suoi accordi con le mafie. L’indipendenza sarebbe la vera opportunità per il Sud, che dovrebbe chiedere i danni ai politicanti di 150 anni e non di certo a chi ha lavorato e continua a lavorare come bestie (lavoratori, imprenditori) per mantenere uno Stato di ladri, rapinatori, assassini (repressioni, guerre di massa) e di truffatori, che hanno condannato il Sud al sottosviluppo e alla disperazione.

  2. Domenico says:

    Anche questo signore è un caso clinico.
    Qualcuno lo convinca a farsi aiutare..

  3. Bragadin says:

    Della serie "chiagn' e fott' ". Cosa dovrebbero dire i veneti, che di emigrazione (senza esportazione di mafie) ne sanno qualcosa, e vengono continuamente derubati per mantenere i "fratelli d'Italia"?

  4. Sandi Sark says:

    Cosa c'entra la Lega ed i meridionali? Esiste un'altro problema ancora non balzato all'attualità di cronaca ma è solo questione di tempo: le "terre irredente".

    Si tratta di 4 provincie (BZ, TN, GO, TS più altri comuni in prov. di UD) che furono annessi:

    – contro la volontà delle loro popolazioni (irredentisti certificati inferiori al 2%, differenza e proporzione dei volontari per l'Austria o per l'Italia e svariati altri indizi)

    – contro il Diritto Internazionale (tradimento di un'alleanza, guerra di aggressione)

    – contro i costumi democratici dell'autodeterminazione dei popoli (vedi ad es. i referendum annettivi concessi a tutti gli altri territori conquistati in precedenza dai Savoia dal 1848 fino al 1870).

    Le "terre irredente" non ebbero quindi un referendum di annessione.

    Due di queste provincie non poterono partecipare al referendum per la scelta della Repubblica del 1946

    Una di queste provincie fu occupata una seconda volta (1954) sempre senza referendum di annessione. Si trattava anche di uno Stato internazionale membro dell'ONU, ancora mai cancellato dall'ONU stessa, annesso ufficiosamente con un accordo tra Stati (dei quali ne rimane in vita uno solo) che violava gli atti precedenti.

    Tutte queste terre subirono (chi più chi meno) una massiccia inversione etnica e la colonizzazione da parte dello Stato occupante. A TS si assistette al fenomeno della vera e propria pulizia etnica (incruenta) visto che i cittadini originari furono di fatto espulsi dal territorio dopo il 1954 e sostituiti da altri immigrati di provata fede patriottica.

    Ma già dal novembre del 1918, in queste terre erano in atto delle persecuzioni nei confronti dei cittadini più in vista e meritevoli nei confronti del loro stato precedente, come pure nei confronti di chi parlava lingue diverse dall'italiano. Si stima che la sola città di TS abbia dimezzato i propri abitanti orignari per questi motivi, è noto che a BZ esiste ora una maggioranza "italiana" solo grazie alla colonizzazione di Stato, continuata fino agli anni '70.

    Alcuni di questi territori sono stati parzialmente indennizzati con delle autonomie funzionali (TN e BZ), altri territori come GO ma sopratutto TS sono stati spoglilati dallo Stato occupante, delle loro principali risorse economiche, tanto è vero che la popolazione si è dimezzata, il territorio va verso un rapidissimo declino e si assiste alla nuova emigrazione dei cittadini.

    Lo Stato italiano possiede questi territori illegalmente. Non è valido nemmeno l'accordo Gruber-De Gasperi, di BZ, perchè è in contestazione l'occupazione precedente, quella appunto del 1918.

    Vi sembra un "problemino" da poco?

  5. Nicola says:

    Ridicoli, dopo i miliardi di € che piovono ogni anno sulle regioni del sud hanno anche il coraggio di lamentarsi. Chissà perchè non vogliono l'indipendenza, staccarsi da mamma Lombardia fa paura vero? Lombardia libera!

  6. menego says:

    se scomissiemo con discorsi del genere vol dire che semo proprio fora strada.

    la xente del nord xe stufa de pagare par vedare i so schei butà nel cesso.

    cossa centra ste storie de migranti che ormai no se ghe ne poe pì!!??

    i meridionai ga da tornare quei che jera na olta. vivare del so laoro. punto!

    al nord ga da tornare che i veneti se rangia par conto suo e tuti i altri se rangia come che ghe pare!

    basta magnarìe e basta schei a sbafo a sti ladri italiani che da 150 ani ga fato solo dani!!!

    xe ora de finirla!!!!!

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