La secessione certificata

italiadi MARIO DI MAIO – Sugli smartphone e’ tutto uno scambiarsi disegni colorati che mostrano l’Italia divisa in due. A quanto pare la secessione a suo tempo non riuscita a Bossi l’ha fatta Grillo il 4 marzo con la componente meridionale del suo partito che ha letteralmente “occupato” il Mezzogiorno. E le schede elettorali certificano democraticamente la spaccatura del Paese reale che non tardera’ a confermarsi nei fatti.  Praticamente e’ come se si fosse celebrato involontariamente un referendum.

 Nonostante il problema dell’ incarico non e’ affatto escluso che Salvino riesca a mettere insieme una regolare squadra di governo e, visto che ha pescato voti dalle Alpi alle piramidi, come da programma dovrebbe sfruttare la situazione per avviare finalmente un federalismo autentico su tutto il territorio che finalmente ammodernerebbe tutta la Penisola. Con le attuali autonomie a macchia di leopardo non si ottiene gran che, mentre l’armonizzazione delle competenze e delle risorse si può’ realizzare introducendo autonomie “a geometria variabile” a somiglianza di quelle in vigore in Spagna.
Annientata la classe politica di “ieri” non dovrebbe essere difficile accordarsi con Di Battista e Di Maio che hanno in mano il pallino di tutto il Mezzogiorno e che non sono ne’ come Cutolo ne’ come Provenzano. Vale la pena di tentare al più’ presto, prima che il Sud ripiombò nel solito invincibile assistenzialismo clientelare a trazione mafiosa e che anche ai grillini non venga in mente di “resuscitare” la deprecata questione meridionale.
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5 Comments

  1. giancarlo says:

    Purtroppo vi è anche un’altra secessione e cioè quella dell’europa dall’italia.
    Se vediamo ed ascoltiamo il link sotto riportato mi pare che vi è un grande problema da risolvere.

    http://accademiadellaliberta.blogspot.it/2018/02/da-ascoltare-due-volte-ed-inviare-piu.html?m=1

    E non è solo una questione di libertà ma anche di democrazia vera.
    Adesso DI MAIO e SALVINI dovrebbero fare gli statisti e non i politici italiani.
    Hanno vinto le elezioni e gli italiani sono stati molto chiari e categorici. Il pd ha perso e se ne deve restare fuori anche perché stando con i poteri finanziari ci hanno reso tutti più poveri.
    Adesso o mai più è ora di poter cambiare. Caso contrario agli italiani non resta che fare veramente una rivoluzione di vecchio stampo !!!
    WSM
    WSM

  2. Giorgio Milanta says:

    Pare che a Giovinazzo – e non solo – la gente si stia recando in comune per chiedere i moduli del reddito di cittadinanza.

  3. caterina says:

    E’ il centralismo che va smantellato perche’ ha distrutto le potenzialita’ che avevano I diversi popoli presenti nella penisola dalle Alpi alla Sicilia, con tradizioni e culture millenarie diverse che da centosessant’anni hanno con la forza Savoia fascismo e repubblica cercato di omologare togliendone l’anima e mortificandoli e sfruttandoli fino a ridurli alla situazione odierna… Non si solleveranno se non restituendo a ciascuno la liberta’ di gestire I propri territori e instaurare le migliori relazione reciproche, senza ovviamente che queste possono venir imposte….

  4. Riccardo Pozzi says:

    Assomiglia a una cartina presabauda. Forse la questione settentrionale buttata da Matteo dalla finestra, tornerà dalla porta piuttosto chiara e inevitabile. Se ne accorgerà?

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