La scuola italiana, capace solo di tirare bidoni

debito pubdi SERGIO BIANCHINI –

Anni fa partecipai ad un incontro di presidi delle scuole medie con presidi delle scuole superiori sul tema dell’orientamento. Cioè del lavoro che le medie avrebbero dovuto fare per orientare la scelta scolastica degli alunni dopo la licenza media.

Ad un certo punto intervenne il preside del liceo dicendo con il sorriso di chi sa di affermare cose considerate ovvie: – E’ chiaro che da noi non potete mandare gli alunni poco preparati e con poca voglia di studiare-.

Dopo di lui intervenne il preside di un istituto tecnico che col viso pensoso dichiarò: – contrariamente a quello che molti pensano, l’istituto tecnico ha un piano di studi molto esigente e nei primi due anni poco diverso da quello dei licei. Quindi la raccomandazione di chi mi ha preceduto vale anche per noi -.

Infine intervenne, col viso triste di chi è abituato alla sconfitta, un preside di scuola professionale dicendo:

-Sapete che noi al termine dei 3 anni dobbiamo dare un titolo che abilita a svolgere precise attività professionali le quali richiedono anche una capacità di relazione e di inserimento attivo nel mondo. Quindi l’idea che da noi si mandano gli alunni scadenti non è valida-.

Ascoltavo osservando i miei colleghi e gli insegnanti presenti. Erano tutti in crisi. Pensavano, come me, a quel 40-50% di alunni che ha un andamento scolastico, nella scuola media, problematico o addirittura gravemente problematico. Sono gli alunni a cui viene consigliato un breve corso di studi dopo la terza media.

Seguendo le richieste ragionevoli presentate dai presidi delle superiori cosa dovrebbe avvenire per questi alunni?

Ovviamente nessuno ha dato risposta a questa domanda, né allora né mai, e la famosa indicazione orientativa degli insegnanti di scuola media continua ad essere quella di sempre. I più bravi al liceo o dove vogliono, i medi agli istituti tecnici, i problematici sul piano cognitivo e/o comportamentale alle scuole professionali di stato o regionali.

Nelle assemblee con i genitori la preoccupazione maggiore dei relatori che preparavano la scelta dopo la media stava nel dimostrare che anche scegliendo dolorosamente un corso professionale non si era condannati per sempre: la strada dell’università non era comunque preclusa!

Questa era anche una forte preoccupazione della riforma Moratti.

L’università, il paradiso terrestre, non era negato a nessuno. Penosa consolazione per il realismo dei più. Ma l’università ormai anziché un paradiso sta diventando una funerea prospettiva. E l’inserimento rapido nel mondo del lavoro non è più la minaccia che i nostri genitori facevano ai figli svogliati o disubbidienti.

L’inserimento rapido nel mondo del lavoro è la meta agognata dai più mentre la visione del precariato docente o dei venticinquenni – trentenni disoccupati intristisce e preoccupa tutte le famiglie e il paese. Dunque sta maturando una situazione nuova dove il lavoro precoce ed un breve corso di studi non saranno più umilianti e dove un lungo corso di studi non sarà più onorante e remunerativo.

L’onore, l’apprezzamento sociale che sembrava scomparso, torna a posizionarsi fuori dal titolo di studi, torna nel rapporto tra l’individuo e le persone che lo circondano, in mezzo alle quali esercita le sue capacità lavorative e relazionali, preponderanti o almeno equivalenti e non accessorie rispetto alle competenze scolastiche.

La realtà comunque dello sviluppo ineguale (e della partenza ineguale) degli esseri umani rimane. La realtà del 50% (e forse più) che non ama e non è adatta all’apprendimento astratto e quindi a lunghi o lunghissimi iter di solo studio teorico rimane. Ma per fortuna l’ambiente lavorativo, a differenza di quello scolastico, è molto ricco di situazioni multiformi e flessibili o rigidamente stabilite ma anche fortemente controllate e guidate. Lo è perché dal lavoro è nata, nei millenni, la civiltà e si è sviluppata l’umanità reale giunta fino a noi.  Quindi negli ambienti lavorativi i vari tipi umani nelle loro varie fasi di sviluppo possono posizionarsi accettabilmente come è scritto ormai nel DNA di ciascuno.

In Europa la categoria dei giovani che “imparano facendo” è valutata intorno al 50%. Sono quelli che noi consideriamo “problematici” nella visione ristretta del nostro scolasticismo, contraddetto dalle vicende storiche del nostro paese.

Nella tumultuosa rinascita industriale del dopoguerra, la maggioranza degli industriali del nord Italia aveva si e no la terza media come titolo di studio. Questo dato vale non solo per l’industria piccola o media ma anche, con esempi clamorosi come Enzo Ferrari, nella grande.

Un sistema scolastico flessibile dovrebbe prevedere quindi, come ad esempio in germania, forti interazioni tra la scuola superiore ed il lavoro. In Germania complessivamente i risultati della commistione piacciono e l’ansia scolastica giovanile è molto minore che da noi. Ben venga e si accresca quindi l’apertura delle 200 e delle 400 ore di alternanza scuola lavoro negli istituti e nei licei e l’apprendistato rivivificato.

Ben venga anche un coraggio nostro di inventare, sperimentare, applicare forme e dinamiche nuove di organizzazione dei piani di studio, dell’apprendimento e del rapporto scuola lavoro. Sono sicuro che le idee non ci mancherebbero. Ci vuole però un vertice ministeriale ed universitario proiettato in queste direzioni e capace di riprendere in mano il potere organizzativo nella scuola.

Potere utilizzato per renderla funzionale agli obiettivi e non piegata ad accontentare il parassitismo o l’assenteismo. Come avviene nelle aziende di successo che non hanno bisogno di ricorrere a fustigazioni o muscolarismi incivili ma dove il potere organizzativo è indiscusso e indiscutibile.

Il lavoro scolastico, docente in primis, deve diventare un lavoro a tempo pieno, almeno per il 50% del personale. Un lavoro per gente motivata, colta, dinamica, ben retribuita, stimata dalla società e dal mondo non per reverente sottomissione ma per gli evidenti risultati positivi sullo stato d’animo e sulla volontà dei giovani.

 

 

 

 

 

 

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5 Comments

  1. caterina says:

    Fin che la maggior parte degli insegnanti ricoprono il ruolo come ripiego anziché per passione e motivazioni più alte rispetto alla pur legittima ambizione occupazionale che poi si complica con le aspettative di carriera, non vedo come l’istruzione pubblica possa assolvere alla funzione di preparare gli uomini del domani capaci di affrontare le sfide personali e sociali che la vita impone…
    Le passate generazioni hanno avuto attraverso la scuola anche inferiore maestri di vita che hanno sempre portato dentro di se’ come una voce guida e sostegno…
    Purtroppo non mi sembra che oggi la scuola dell’obbligo offra questa opportunità… eppure sarebbe fondamentale anche per il prosieguo nelle scelte per il futuro di ciascuno, più ancora del contesto familiare o sociale..

    • luigi bandiera says:

      La passione (non quella del CRISTO) serve per lavorare senza mai chiedere.
      Serve anche per istruirsi meglio per poi dare il meglio. Di piu’.
      Insomma per fare tutto meglio.

      E qua casca l’asino.

      Quanti di quelli che vanno avanti con gli studi lo fanno perche’ appassionati alla materia che studiano e quanti, invece, vanno avanti per avere un posto al SOLE..?
      Cioe’ vanno avanti per non fare un kax e pretendere di piu’..?

      Non dobbiamo dare colpe perche’ e’ nel DNA dell’homo, mai stato sapiens sebbene va su Plutone, quel motivo di dire fare baciare (gioco di una volta) per cui se ho studiato piu’ di te pretendero’ di piu’ di te, anche se non produco un kax: BANDA DEI QUATTRO docet.

      La tendenza, che poi fa moda, e’ da sempre stata questa: da quando, pero’, si sono fatti avanti gli scriba, i farisei e i dottori tutto si e’ compiuto. Hanno preso il sopravvento su tutti gli altri e ora li DOMINANO. Che sia nel bene o nel male (fatti di oggi docet) LI DOMINANO.

      L’avevano capita che FUNZIONAVA cosi’ in demoniokratia.

      Per andare su *LA PRATICA VALE PIU’ DELLA GRAMMATICA*, guardiamoci intorno e poi proviamo ad esternare quello che vediamo.

      In primis: le leggi sui poveri le fanno i ricchi;
      le leggi su una certa categoria le fanno le altre categorie.

      Le leggi sugli analfabeti le fanno i dottori… INCOMPRENSIBILI A LORO STESSI.

      Mai che un re si faccia la sua legge.

      Per forza le avra’ sempre e per sempre tutte contro anche se il detto e’: da sempre un re non si fara’ mai e poi mai una legge contro.

      Facciamo scorrere alcuni altri esempi:
      vediamo VENEZIA. Una cosa UNICA AL MONDO che solo i VENETI potevano fare, fin che erano liberi e senza komunisti in casa o tra i piedi. (Anche qua ci sarebbe da dire molto a proposito di sindrome di Stoccolma o come scrivo io sono degli stockolmone).

      Proseguiamo col disk e andiamo in giro e vediamo le altre citta’ che sono state costruite nel “vecchio” continente… che sono da FAVOLA..!
      Tutto questo realizzato in mancanza di KOMUNISTI..!

      Forse sono costruzioni costosissime, ho trascurato le piramidi che non ci riguardano sebbene in clima, anche li’, e’ mediterraneo e la gente impiegata li’ a lavorare sicuramente era pagata poco o niente, davano solo da magnar e da vestir, forse.

      Guardate che era come oggi… chi lavora e suda secondo voi e’ pagato giustamente..?
      Non cito la carta piu’ schifosa del mondo ma piu’ bella perche’ komunista… se no me vien mal de testa.

      Chissa’ come la prende il preside quando scrivo e lo ripeto spesso che: e’ meglio l’analfabetismo che la sottocultura.

      Sicuramente sarei da ROGO… perche’ appunto eretico.
      Vado a concludere se no nessuno legge, o e tanto nessuno legge, con questa intellighenzia, che poi per far ancora piu’ danni si e’ data alla politica, non progrediremo mai e poi mai.

      Cercasse di curarsi…
      Invece no, insiste e vuole stare sui suoi binari due parallele mai convergenti perche’ in politica puo’ succedere ma in natura MAI E POI MAI.
      Va ben, che vi devo di’..?

      Cara Caterina, se tutto va bene siamo ROVINATI..!

      AMEN

  2. luigi bandiera says:

    La cosiddetta scuola o meglio KST e’ lo strumento ideale per fare gli italiani. Agli albori era di sicuro cosi’.

    Lo si comprende meglio oggi 2 giugno… con la retorica che piu’ retorica, falsa e truffaldina, non si puo’, li’ a dire ma soprattutto a dimostrare che la BANDA DEI QUATTRO e’ piu’ forte che mai. Soprattutto nelle paghe.

    Tuttavia basta fare italiani anche perche’ con tutti gli africani e non solo in arrivo che italiani puoi mostrare..? Calcio docet.
    Quindi..?
    Meglio passare all’altra fase: fare gli europei per confondere meglio le idee e per fermare il senso di ribellione dei veri autoctoni sicuramente ignoranti, xenofobi e razzisti.

    La pelle, la lingua e ecc. dicono che certi non possono essere detti italiani, cosi’, tanto per fare come sempre e del tipo plebiscito del 1866; meglio passare all’altra fase (i presidi non vedono e non sentono. Anzi. Devono, come i prefetti che devono OBBIDIRE, alla GMGaribaldi maniera) che appunto bisogna fare, costi quel che costi tanto pagano sempre i soliti BASSI, gli EUROPEI con un tendente, nella dottrina, al GLOBALISMO.

    Si kompagni, siamo sullo stesso pianeta ma che kax dico, sullo stesso UNIVERSO per cui via tutte le frontiere e i muri, compresi quelli delle case e qua gli uomini rossi con i loro TEPEE, la vedevano giusta ma: furono MASSACRATI da quelli che oggi non vogliono muri e confini..! Questi, dopo aver massacrato civilmente DONNE, VECCHI E BAMBINI, si passano per amici del popolo. PRIMAVERE ARABE DOCET…

    Le istituzioni, in mano ai nord-africani cioe’ fino a roma da sempre predona, ci saranno contro tout court, sempre insomma.
    Il perche’ sta nel fatto che per loro costa troppo LAVORARE alla veneta maniera..!

    Fa specie che settentrionali anche di peso siano impegnati, col cuore e la mente, a imporci le volonta’ che sembrano di patria ma che invece sono tutt’altro… sembrano piu’ marziane che terrene ma comunque da conquistatori. Da BANDA DEI QUATTRO.

    Vediamo le varie parate e degli alpini e dei repubblikini…

    Diciamocelo, siamo sotto una dirigenza che assomiglia tantissimo alla corte dei re che, si nota o no, la rivoluzione francese voleva eliminare per sempre ma, kax se ci ritorno, Oliver Cromwell che capeggio’ la rivoluzione inglese dimostro’ che il popolo detto sovrano, per prenderlo per il kulo, disse: meglio il RE CARLO II che un Oliver Cromwell votato con tutto il suo animo e corpo per il bene del popolo non piu’ SUDDITO.
    Kol kax che e’ andata bene per il popolo inglese sotto il komunista Oliver C..

    Ci riprovarono i francesi e sono stati veramente bravi perche’ usarono non il bene per il popolo ma la “lama cadente” che fu veramente persuasiva. Eh, te credo mi..?

    Influenzo’ in modo chiaro (alla recoaro maniera) perfino la grande e Serenissima Repubblica Veneta (ma anche tutto il mondo) tanto che ancor oggi se vedono un’ombra dei SERENISSIMI sono pronti ad aprire i PIOMBI perche’ hanno paura che succeda come in Inghilterra con l’Oliver C…! IL RITORNO. THE RETURN.

    Come si potra’ avere l’INDIPENDENZA, o altro, per esempio la liberta’, in queste tristi condizioni intellettuali..?

    Scrivevo e ripetero’ fino alla nausea: l’intellighenzia occidentale e’ malata. SI, MOOLTO MALATA e, dai fatti li riconoscerete.
    AMEN.

  3. luigi bandiera says:

    Ed il problema rimbalza nella mia multinazionale tedesca dove lavoravo.
    A quel tempo c’era un clima poco simpatico: tentavano di accusare i lavoratori di essere poco produttivi. Il mercato e quindi la concorrenza erano spietati e i lavoratori, invece di prendere coscienza che bisognava correre e non camminare altrimenti perso il treno eravamo condannati a perdere posti.

    io risposi con una lettera/volantinata nell’interno con titolo (ma quanto mi ripeto kax):
    -BASTA BASTONARE I BUOI IN STALLA PER AVERE LA TOTAL QUALITY-

    La qualita’ totale era la carota per far produrre di piu’, o correre, l’asino. O l’ILOTA del terzo millennio.

    La dirigenza si offese e volle da me le spiegazioni. Se necessario le scuse.

    Dopo le spiegazioni (gia’ scritte qua) mi guardarono con un altro atteggiamento nei miei confronti.

    Fare il sindacalista non e’ facile se si rispettano certi canoni.

    La tendenza anche del di’ nostro e’ di scaricare il peso, le colpe e ecc. sempre sui BASSI (beh, il palazzo non poggia da sempre verso il BASSO..?).
    Cosi’ vale per la KST detta in italiano scuola.

    Nel mio tempo scolastico (anni 50) c’erano anche degli esperimenti… Scuola tecnica, scuola professionale e poi gli istituti vari…
    Un giovane che magari pensava ad altro dati i suoi ormoni, non sapeva piu’ che scuola frequentare.
    Nel corso sottufficiali e ufficiali andava cosi’:
    Stesso programma e stessi libretti di testo e finito il cvorso UGUALE i primi erano sotto e i secondi erano sopra.
    Va detto che nel corso ufficiali c’erano solo gli usciti dagli istituti tecnici e dall’università.
    Un bel sistema per fare la scala gerarchica. Fortuna si era in tempo di pace.

    Se cosi’ vale nell’industria e pare di si, siamo davvero in progressione in fatto di produttività.

    Ci sono studi come lavori che non tutti possono fare. PUNTO.

    Esempio, le donne in certi posti di lavoro e credo anche nello studio sono INSOSTITUIBILI.
    Ovviamente vale anche per i maschietti (ma ce ne sono ancora..?).
    Se facciamo noi grandi le scelte che dovrebbero fare i singoli giovani, a parte l’intromissione nell’io altrui, in tanti casi i puo’ davvero aiutare ma in molti altri sara’ il contrario. Vale dunque la candela..?

    Lo stato ormai ‘ il PADRONE.

    Si deve fare quel che a lui piace e, notorio, chi amministra lo stato stabilisce che cosa e’ permesso fare al tizio e al caio… che ballo ballare e o non ballare, per il momento ci fa ballare EL BAJON.

    Ci invitano ad andare in massa (da sempre ignorante per sua natura) a votarli perche’ cosi’ siamo noi stessi i responsabili del nostro destino nel bene o nel male. Male, solitamente.
    Prendiamo due esempi: Ponzio Pilato e la condanna a morte del GIUSTO;
    la formula dei giudici italiani per assolvere o condannare un accusato di crimini.
    Nello stesso caso tutto va a carico del POPOLO.
    E loro si lavano le mani ma, vogliono la supertrapaga perche’ hanno moolta responsabilita’. CIOE’ DI NULLA SE TUTTO E’ IN NOME DEL POPOLO, bue.

    A questo punto e ripetendomi ricordo che:
    IL POPOLO SCEGLIE DA SEMPRE BARABBAS E MAI IL GIUSTO;
    E, QUEST’ULTIMO CE L’AVEVA SU CON TRE DISTINTE CATEGORIE: SCRIBA, FARISEI E DOTTORI..!!
    Ho anche chiesto: perche’ ce l’aveva con loro..?
    R: = a 0 (zero).

    Ovviamente, tornando alla KST, se uno arriva e l’altro no non dovrebbe essere motivo per denigrazione.
    Invece, sembra che ci sia molto discrimine ed altro.

    Va bene, meglio mi fermi se no tiro in ballo la mia esperienza in merito lavorativo e ce ne sarebbe da far pensare… ad esempio che siamo piu’ farisei che sapienti.

    Bacio le mani…

  4. lombardi-cerri says:

    Il guaio è che operano persone che non devono mai rendere conto dei risultati del loro lavoro, misurati OGGETTIVAMENTE. E allora , per distinguersi, inventano l’acqua calda , per di più sporca.

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