La scuola di formazione asini. O giochi a pallone o non sei un campione

di GIANLUIGI LOMBARDI CERRIscuola-materna-suore-940x500

Seguo alcuni blog sulla scuola , poiché il problema  “SCUOLA”  è più vivo che mai. E’ però indispensabile delineare una premessa onde evitare strani fraintendimenti.

1.-Che la scuola italiana, dalle elementari all’università vada male, è al difuori di ogni dubbio. Va male anche spannometricamente , a prescindere dai sistemi di valutazione, prontamente contestati  da certi docenti. Va male perché la gran massa della gente non sa più esprimersi in un italiano appena appena. Va male perché , troppo spesso utilizza una logica da tapiro. Va male perchè sia sui giornali sia alla televisione leggiamo e sentiamo cosa culturalmente da far accapponare la pelle, specie da certi cosiddetti giornalisti.

2.-Che nella scuola italiana non vi sia più alcuna selezione né preventiva nè operativa tra i  candidati docenti o tra i docenti è di tutta evidenza.

3,-Che gli allievi somari procedano imperterriti, grazie ad esami ormai divenuti burletta è pure indiscutibile.

4.-Che perfino nelle università non si faccia selezione di allievi e di docenti è un altro dato di fatto. E ora veniamo alle proposte di rimedio.

5.-Che ci siano ministri e sottosegretari tipo Faraone, che non andrebbero bene neanche a spargere letame nei campi è pure una triste considerazione. Nei blog da me citati compaiono quelli che definirei “inventori”, ossia di persone che, a tutti i costi, devono inventare qualcosa, nei metodi e nelle materie di insegnamento.

Le cose più esilaranti che si sentono dire sono quelle relative a:

Introduzione massiccia dell’informatica.

Colpiti dalla novità (novità per i proponenti) tutto deve diventare informatic , dimenticando che scrivere in corretto italiano si impara a prescindere dal mezzo di scrittura e fare i “quattro conti della serva” si impara a mente e non con la calcolatrice, perché in caso di emergenza (emergenza neanche drammatica) e uno non ha in mano la calcolatrice “è un uomo morto”, anche perché occorre abituare i giovani, in vista dell’uso del computer, che l’ordine di grandezza del risultato deve essere di una dimensione “attesa” .

Diversamente, se uno mena ciecamente il calcolatore prende per buono tutto ciò che ne esce, anche le stupidaggini.

In conclusione non hanno capito che l’uso del calcolatore per GIOCARE si impara senza dover andare a scuola, mentre l’uso del calcolatore SERIO necessita di  studi impostati su una seria base.

L’apprendimento deve partire da una base indiscutibile, fornita da un docente o da un libro su cui, grazie all’aiuto del docente, si costruisce la cultura.

Il docente deve essere persona di cultura e di esperienza perché deve esemplificare il dettame appreso dalla base e correggere gli inevitabili errori degli allievi.

I collettivi scolastici di apprendimento sono amene barzellette perché gli allievi, per definizione e senza offesa “sono ignoranti” e quindi da loro non si può pensare che venga costruito alcunchè di corretto.

Filosofie di apprendimento

La filosofia di apprendimento è una, una sola che ha origine con l’inizio della vita intelligente e continua e continuerà per i secoli  a venire: un “animale” esperto insegna all’animale “inesperto, lo corregge anche con qualche intervento “duretto” e gli fornisce il massimo che può della propria esperienza. Quindi per i giovani umani esiste la medesima procedura. Non sono io che l’invento: è Madre Natura.

Apprendimento attraverso un docente, successivo studio per CAPIRE quanto appreso ( le famose “sudate carte”), applicazione con correzione degli errori da parte dell’esperto. Ogni altra soluzione è fuffa. Anche perché, come ogni altra cosa della vita, tutte le innovazioni devono essere sperimentate e valutate con metodi oggettivi.

Se una proposta non è valutabile oggettivamente la proposta non vale la carta su cui è scritta poichè se la misura dovesse essere solo soggettiva io sarei il più grande calciatore di tutti i tempi. Invece ahimè no. Uno è  bravo in funzione esclusiva dei palloni che mette nella porta avversaria. Niente palloni, niente campione!

 

 

 

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