La scuola deve restare nazionale. Ministro Bussetti che fa, non si dimette?

Scuoladi CASSANDRA – La Lega oggi esprime i massimi vertici della scuola e dell’università. L’istruzione è in mano al Carroccio. Tuttavia, nel dibattito sull’autonomia uno dei principali incagli è stata proprio la scuola. Gli alleati di governo hanno chiaramente detto che l’istruzione deve essere garantita a livello centrale, deve essere uniforme, uguale per tutti. Salta quindi l’assunzione diretta dei docenti su base regionale, vecchio storico pallino della Lega, ma soprattutto salta la Costituzione, ministro Bussetti, perché la scuola è già una competenza regionale, come dice l’articolo 117. In questa materia, le Regioni hanno già competenza e autonomia. Che succede, nessuno dice nulla?

No, perché alla fine interessa di più che saltino il ministro della Difesa e quello delle Infrastrutture. In altre parole, quello che ha ingaggiato il braccio di ferro su a chi debbano rispondere le motovedette militari e quello che dice no alla Tav, come era nel contratto di governo, seppure rimodulando l’opera.

Beh, i 5Stelle potrebbero chiedere la testa del ministro dell’Istruzione, ma di certo non si opporrà alla scuola centralista. Qualcuno si è forse accorto che lo snodo strategico per il futuro del Paese è in mano alla Lega? Oggetto del desiderio di tutti i governi democristiani, ambito ministero perché ha in mano le leve della formazione, della cultura, dell’orientamento, della formazione delle coscienze, oggi sembra un ministero per il doposcuola, tanto non è motivo di dibattito ma ministero di retroguardia. Davanti, ci sono altre battaglie. Stranieri e fisco, oggetto di incasso elettorale.

Intanto noi incassiamo, viva l’Italia.

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2 Comments

  1. giancarlo RODEGHER says:

    I boiardi di Stato, e tra loro ci sono anche molti ministri passati, presenti e speriamo non più futuri, si rifiutano di guardare in faccia la realtà. Realtà che dice che la scuola gestita da Roma fa schifo, è schizofrenica e aggiungo fallimentare sotto tutti i punti di vista.
    Nonostante ciò continuano a difendere l’indifendibile e facendo così si dichiarano collusi con quella ideologia malata che da decenni incatena la scuola italiana al volere della sinistra che non vuole rassegnarsi, assieme ai sindacati di categoria di togliere le loro grinfie da questa istituzione.
    Lo vediamo tutti gli anni le difficoltà di assegnare le cattedre, avere insegnanti di sostegno, libri di testo non degni di una scuola moderna, continue défaillance di intere scuole perché molti neo assunti, guarda caso meridionali, chiedono il trasferimento quasi sempre dal Nord al Sud. Insomma anche questo ministro dell’istruzione che abbiamo insiste nel tenere il potere a roma perché ciò fa piacere a chi si installa al governo e principalmente alla burocrazia del Ministero che altrimenti si troverebbe senza poteri né futuro carrieristico dato che sono per la maggior parte parenti o amici degli amici e via dicendo. Quindi l’autonomia tanto invocata dai Veneti con tanto di referendum viene offesa e pretestuosamente dilavata con richieste assurde nonché ideologiche. Ma quali interessi vogliono tutelare questi presunti soloni della cultura fallimentare dell’Italia????
    Finché avrò il privilegio di essere tenuto in vita dal Padreterno non mi stancherò mai di denunciare, criticare, elencare tutte le storture e le malefatte di coloro che siedono in Parlamento o al Governo e si prendono delle responsabilità in negativo di cui la loro coscienza ed anima saranno chiamate a rispondere davanti al Giudice Supremo che sarà anche buono e misericordioso ma poiché ha due qualità eccezionali che sono la Sapienza e la giusta giustizia non potranno sfuggire alla giusta condanna.
    Qualcuno leggendo potrà anche sorridere. Non me ne duole né mi offende, anzi vorrebbe dire che non ha capito ancora nulla e dovrà anch’egli ricredersi a tempo debito.
    WSM

  2. caterina says:

    Questa storia che l’istruzione deve rimanere a livello centrale e’ il fatale inganno della cosiddetta Unita’ d’Italia al motto “l’Italia è fatta, facciamo gl’italiani”, ovverosia ‘facciamogli dimenticare tutto quello che erano, storia,economia,arte,cultura,tradizioni e virtu’millenarie, e ricominciamo tutto d’accapo mettendogli nel cervello quello che vogliamo noi!… cioè il nulla…tant’ è che a milioni per scelta o per necessita’ se ne sono andati…e siamo qui ad arrovellarci il cervello per capire ancora, dopo esser diventati nessuno,se non campo di guerra per due guerre mondiali e terreno di sognatori, dal fascismo, al comunismo sovietico a quello europeista, come potremo risorgere dalla melma in cui sono affogate le potenzialità’ e le eccellenze espresse un tempo da questa martoriata e splendida penisola, fulcro di civiltà da due millenni e oggi commiserata e sbeffegguata da tutti, a partire da chi ancora la abita e pretenderebbe di modificarla secondo le proprie castranti ambizioni.

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