La scuola del Nord? La Regione può decidere, se ha le palle

scuola_banchidi SERGIO BIANCHINI –  Prendo subito in parola Lombardi Cerri per quanto riguarda una possibile trattativa con il governo centrale sulla scuola (http://www.lindipendenzanuova.com/il-grande-nord-il-programma-e-la-nostra-liberta-sulle-orme-di-miglio)

 

Trattativa basata su scambio di utilità e in generale un sostegno del nord contro la cronica instabilità italica in cambio di cose precise e davvero possibili.

Il disastro scolastico nazionale ha molte facce ma su due in particolare appunterei l’attenzione. In primo luogo l’assunzione del personale docente ed in secondo luogo il curricolo degli alunni.

Entrambe le questioni sono mostruosamente diverse sia dalla prassi europea sia dal buon senso.

Gli insegnanti vengono, in teoria perché poi non facendo i concorsi in tempo ci sono sempre sanatorie, selezionati tramite concorsi nazionale e vincendoli sono liberi di scegliere la sede di primo insediamento e poi di chiedere il trasferimento in sedi più gradite su tutto il territorio nazionale.

L’idea giusta a mio parere è di fare concorsi distrettuali e ai vincitori dare la titolarità distrettuale e non nazionale. Per me il distretto dovrebbe avere una dimensione di circa 200.000 residenti con circa 20.000 studenti in età di obbligo scolastico. In pratica si tratterebbe di un territorio con una ventina di istituti scolastici e di presidi.

Verrebbe abolito il trasferimento nazionale automatico a domanda subordinato solo all’esistenza di un posto libero. Per cambiare sede il docente potrebbe comunque fare altri concorsi in distretti differenti come fanno i dipendenti comunali o provinciali o regionali.

Questa è l’idea sulla quale ci potrebbe e dovrebbe comunque essere una trattativa con il governo con inevitabili compromessi. Ad esempio l’area del trasferimento a domanda potrebbe essere mantenuta più ampia del distretto ma non nazionale. Potrebbe essere provinciale o anche relativa alla regione. Ma non oltre.

Un’ulteriore modalità di contrattazione col governo potrebbe riguardare una differenza nelle procedure di assunzione. Ad esempio, se il governo lo richiedesse si potrebbe lasciargli la discrezionalità totale sugli insegnanti di lettere ma dare ai distretti le assunzioni degli altri docenti. Questo vorrebbe dire riconoscere un’esigenza di uniformità culturale nazionale minima molto probabilmente cara ( sarà vero? oggi non sembra) ad un governo nazionale. In cambio però la gran massa dei docenti uscirebbe dal monopolio della procedura nazionale che genera (è fatta per questo) l’assoluta prevalenza del meridionalismo.

L’altro punto cruciale ed urgente di trattativa dovrebbe essere il curricolo alunni che in Italia è intorno alle 1100 ore annue di fronte alle 800 dell’Europa. Inoltre da noi ci vogliono 13 anni per arrivare dalla prima elementare al diploma mentre in europa servono 12 anni.

Si potrebbe lasciare intatta la disposizione delle materie e dei programmi riducendo le ore da 60 a 45 minuti normalizzando il tempo scuola obbligatorio normale.

Ciò genererebbe un avanzo di tempo docenza pari ad ¼ del totale e quindi la disponibilità, senza spesa aggiuntiva, di docenza per attività di recupero ed insegnamenti complementari a libera scelta degli alunni e delle famiglie. La nostra scuola avrebbe un immediato cambiamento di clima.

Bisogna vedere cosa ne penserebbe un ministro disponibile a trattare col nord.

Le porte giuridiche per un’operazione del genere ci sono già e dobbiamo dire che le regioni del nord non le hanno mai usate.

La via costituzionale  è obbligatoria per il governo e la regione ha il coltello dalla parte del manico visto che l’articolo 117 dice :

…..Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: rapporti internazionali e con l’Unione europea delle Regioni; commercio con l’estero; tutela e sicurezza del lavoro; istruzione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale; professioni; ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all’innovazione per i settori produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento sportivo; protezione civile; governo del territorio; porti e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di navigazione; ordinamento della comunicazione; produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia; previdenza complementare e integrativa; coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali; casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale; enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale. Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato.

 

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3 Comments

  1. luigi bandiera says:

    La scuola talibana ha una pecca che dovrebbe far pensare e molto: i punteggi sono differenti al sud rispetto al nord.
    QUINDI??
    I meridionali vincono i concorsi e i settentrinali NO..!

    Poi si e’ fatto passare che il sud ha l’intellighenzia (sono filosofi) mentre il nord ha le braccia (ILOTI).
    Si vede come va lo stato con quasi il 90% di “filosofi” del sud. Intendo nei posti di dirigenza in particolare. Prefetti docet ma non solo.

    SCUOLA, ma per insegnare cosa..?
    Che i nordici devono fare gli ILOTI mentre i suddici devono fare i dirigenti..?
    Questo tipo di scuola NON CI SERVE..!
    Basta italia..!
    italia basta..!
    E dato che ci sono:
    BASTA EUROPA..!!!

  2. caterina says:

    la proposta organizzazione concorsuale per fornire i docenti nelle nostre scuole dell’obbligo va benissimo che sia finalmente competenza regionale, ma l’unico punto con cui non sono d’accordo con l’autore è quello essenziale per riconoscere la peculiarità innovativa, che è incentrato sulla conoscenza della geografia fisica economica storica artistica del territorio oltre che letteraria richiesta al docente… pertanto l’apertura a docenti provenienti da tutta Italia in seconda istanza la si può ritenere più pertinente nelle materie squisitamente scientifiche come matematica chimica, o nei licei classici greco e latino, o nei linguistici inglese..o arabo.
    E’ proprio attraverso la letteratura che l’Italia unita si è adoperata al massimo per “formare gl’italiani” col risultato della distruzione della storia vera, che oggi si misura nell’ignoranza assoluta nei riguardi alle zone dove si vive, con la perdita della loro ricchezza e dei valori identitari, e indebolimento della coscienza di sé che sfocerà nello sradicamento degli individui…
    Non basta pensare alle carriere dei docenti…sarebbe ora che proprio profittando delle iniziative regionali si ovviasse alla decadenza generalizzata dell’istruzione fornita nella scuola oggi dell’obbligo, che si arricchisce sì di offerte nuove, informatica musica scacchi danza sport, ma proprio nella sostanza diventa sempre più debole… manca di basi e aumenta nella gioventù un senso di spaesamento che difficilmente nella vita potrà colmare…

  3. lombardi-cerri says:

    Meno male che comincia a venire a galla chi della materia capisce qualcosa. Bisogna che Salvini, se ci riesce, invece di correre dietro alle farfalle si dedichi esclusivamente a queste filiere : tutte percorribili.
    Invito tutti a non lasciar morire il dibattitto. Se ne potranno ricavare interessanti linee guida per i politici.

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