La scuola dei professori e dei presidi (asini) a caccia del 6 politico. Per loro stessi

di GIANLUIGI LOMBARDI CERRIburocaticamente e prima inte prare

Esiste, spinta ormai a limiti inaccettabili, la situazione della scuola italiana.

Questa è dovuta a programmi e docenti non più all’altezza della situazione. I programmi sono principalmente stati rovinati da persone smaniose di mettere in mostra personali filosofie senza avere a disposizione strumenti oggettivamente validi atti a verificare il successo o l’insuccesso delle innovazioni nei programmi.

Vale la pena di ricordare che per ogni nuova regola che si vuole introdurre in un qualsiasi settore  è indispensabile disporre di strumenti e di metodologie per il controllo obbiettivo dei risultati.

Senza questi controlli qualsiasi nuova Regola o Legge che dir si voglia, non vale la carta su cui è scritta. Dopo un rigoroso controllo degli insegnamenti, controlli che vengono fatti con il metodo Pisa o Invalsi, metodi contestatissimi perché non oggettivi, rimane da controllare tre attori importanti:  i direttori scolastici, i docenti e gli allievi.

Per gli allievi si dovrà ritornare al vecchio, ma sempre valido metodo della valutazione con punteggio da 1 a 10, comprensibile da tutti senza le acrobazie di parole usate più per barare al gioco che per dare una chiara visione della situazione.

Con i soliti vecchi stadi di rimando a ottobre o  di bocciatura immediata o successiva e con il peso determinante del voto in condotta (talchè i bulli sarebbero immediatamente colpiti).

I docenti sono oggi oggetto delle più disparate regole di valutazione, regole che si basano più su giudizi politici che non su giudizi tecnici.

Riteniamo indispensabile attivare un metodo ,più volte applicato per scelta presso singole scuole, ma mai accettato ufficialmente ed esteso a tutte le scuole nazionali.

 

GIUDIZIO SUL DOCENTE

Ed ora vediamo come dovrebbe essere ricavato il giudizio sul docente.

a.- giudizio dei genitori degli allievi espresso in decimi ad esame superato dal singolo allievo  , con la garanzia che il suddetto allievo non tornerà più sotto la docenza della stessa persona.

Il giudizio dei genitori di un corso completo verrà MEDIATO (ossia verrà fatta la media dei singoli voti)

b.-Giudizio del direttore: il direttore esprimerà il proprio voto  da  0- 10

c.-Giudizio dei colleghi: anche questo è un giudizio che conta e dovrà essere segreto valutando ognuno da 0 -10  . Alla fine si calcolerà  la media dei giudizi

 

Se la media dei tre giudizi a,b,c sarà negativa al docente  verrà data la possibilità di riscatto in altri due cicli scolastici se il risultato sarà ancora negativo il docente esaminato avrà possibilità di scelta verso un’altra scuola o verso l’allontanamento dall’insegnamento.

Se opterà per il trasferimento un ulteriore giudizio negativo comporterà un definitivo allontanamento dalla scuola.

 

GIUDIZIO sul DIRETTORE

 

Il Direttore verrà nominato a seguito di un regolare concorso.

Il giudizio  sarà composto da:

a.-  giudizio dei genitori all’uscita totale della scuola da parte dell’allievo

b.- giudizio a voto segreto espresso come media dei giudizi dei singoli docenti

c.- giudizio ponderato e motivato da parte dell’Ispettore Scolastico.

Se il giudizio totale dovesse essere negativo: prova d’appello per 1 anno .

Se il giudizio negativo  dovesse permanere: il direttore non potrà più esercitare detta funzione in nessuna scuola.

E , per concludere , la scelta dei docenti.

I docenti dovranno superare un concorso calibrato sulle esigenze numeriche e di specializzazione delle macroregioni in modo da evitare in maniera assoluta la famigerata categoria dei precari.

I Presidi , sceglieranno i docenti di cui necessitano nell’elenco dei vincitori nell’ambito della macroregione in modo da evitare i tanto dannosi trasferimenti a lunga distanza.

 

L’organizzazione dei concorsi dovrebbe prevedere un leggero eccesso di fabbisogno di docenti per tener conto delle supplenza e delle eventuali dimissioni.

A fine concorso l’eventuale piccolo eccesso di docenti classificati dovrebbero venire assorbito dal concorso svolto dopo due anni ( periodicità standard dei concorsi per evitare macroconcorsi).

 

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1 Commento

  1. Carlo Butti says:

    Si dimentica, come al solito, l’intervento più importante, propedeutico ad ogni altra riforma che voglia
    essere davvero incisiva e benefica: l’abolizione del valore legale dei titoli di studio. Finché ci culleremo nell’illusione che sia solo lo Stato, e non il mercato, a garantire l’affidabilità della preparazione professionale, non caveremo un ragno dal buco. Grazie all’autonomia, più o meno fasulla, che i diversi istituti, capeggiati da dirigenti più o meno somari, si saranno conquistata, si assisterà a una concorrenza al ribasso, dove risulteranno vincenti le scuole più prone alla facile concessione di diplomi. Aggiungerei l’obbligo, per tutti i professionisti, di indicare nei loro documenti ufficiali, l’anno e l’istituto in cui si sono laureati, secondo la proposta a suo tempo avanzata dal grande scienziato Adriano Buzzati Traverso, rimasta purtroppo “vox clamantis in deserto”. Sarebbe la morte dei voti facili e delle promozioni “politiche”, tanto care ai Sessantottini, che magari poi hanno fatto carriera nelle stanze del Ministero dell’Istruzione o negli uffici-scuola dei partiti politici, di sinistra e di destra, nessuno escluso.

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