La scimmia Vaticana

scimmiadi Benedetta Baiocchi  – Immigrazione, il Papa che vede solo il problema dell’accoglienza. Un diffuso senso di perdita di orientamento invade chi guarda al principio di legittima difesa….
E da facebook svetta, su tutti, il post del prof. Giuseppe Reguzzoni. Leggiamolo.
“SUFFICIT! Alla luce di quanto ci tocca sentire, vedere, sopportare, capisco sempre di più perché il card. Bergoglio, vescovo di Roma, chiedesse di pregare per lui. Effettivamente bisognava farlo di più, molto, ma molto, di più. Tempi ultimi. Tempi tragici. In ogni caso, il più cattolico dei poeti, Dante Alighieri, non pare andasse tanto d’accordo con il “suo” papa, Bonifacio VIII (cfr., tra gli altri, Inferno, XVIII). Il problema, allora, non era la dottrina, ma la politica. Schierandosi per una parte, quella che sostiene l’invasione, il vescovo di Roma dovrebbe sapere che qualche altra parte gli sarà contro. O, forse, non è solo un problema politico, ma c’è, diciamo così, qualche “debolezza culturale”? Cfr., su questo l’ intervista di Spaemann. Quindi si può criticare … o no? (L’immagine, pubblicata per gentile concessione della Sala Stampa vaticana, è tratta da un’iniziativa bergogliana e ben esprime la situazione odierna del Vaticano). PS Se uno mi vuole distruggere ho diritto, diritto naturale, di difendermi. O no?”.
 Macchè.

 

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2 Commenti

  1. Ric says:

    Il ricco , inteso come sovrabbondanza di mezzi e denari ha un contraltare armonizzato ed implicitamente funzionale , cioè i fenomeni apparentemente ostili come le invasioni . Coloro che beneficiano di abbondante benessere affinano empatia con sfumature soavi piuttosto che con le asprezze ; lo stridore delle disperazioni impotenti di disilluso popolo non giungono a turbare l’imperterrito cinismo e la bestialitá delle indifferenze al dolore che scorre senza soluzione di continuità. E per i saggi si decida una volta per tutte se religione sia intimitá profonda alla sacralità dell’essere con spinta al sommo bene oppure droga antica pro domo parassiti .

  2. renato says:

    Gli indici di ascolto ci dicono che i talk-show, o forse sarebbe meglio dire gli show-talk, godono di un alto indice di ascolto. Recentemente ne ho visto uno che mi ha confermato come alla base di queste trasmissioni tv lo spettacolo e il sensazionalismo primeggino sul resto. Per non insultare la ragione ed il buon gusto ignoriamo gli applausi della platea, artefatti di un pubblico ignorante e ben disposto. Uno degli ospiti in tele-collegamento, direttore di un quotidiano, ha sintetizzato la situazione italo-europea rispetto alla problematica dell’immigrazione con la parola caos, perché combattiamo tutti contro tutti. Difficile distinguere l’amico dal nemico con la proliferazione di questi ultimi e l’aleatoria configurazione dei fronti, sia religiosi che politico-economici, anche se va precisato che, a grandi linee, il caos è rivelatore di precise responsabilità da parte di certi governi in un contesto storico recente e remoto, che non vanno dimenticate o relegate in secondo piano. Il conduttore della trasmissione ha poi mandato in onda un servizio che, secondo lui, avrebbe dovuto dare un contributo chiarificatore su degli aspetti condivisi da molti comuni italiani che ospitano stranieri a carico del contribuente (particolare, unitamente al governo abusivo, da tenere sempre presente). S’è preso ad esempio il caso di una località toscana nella quale degli ospiti africani, in attesa di accertamenti relativi alla loro richiesta della qualifica di rifugiati politici, si rifiutavano di eseguire ordinanze dell’autorità locale perché non c’era campo per i loro telefoni satellitari. Cose dell’altro mondo direbbe una persona normale. Una forma di protesta del tutto legittima secondo i più generosi col denaro degli altri, vale a dire i diretti responsabili dell’invasione cui l’Italia è sottoposta da vent’anni a questa parte (5 milioni di individui non voluti possono essere considerati invasione). E’ molto difficile, se non impossibile, riconoscere anche un solo briciolo di logica nell’iniziativa del conduttore, comune ad altre simili prese in analoghi spettacoli. Ma come, siamo nei guai fin sopra i capelli e ci perdiamo in dettagli comportamentali forse per dimostrare che la pagliuzza è tanto importante quanto la trave ? Qui c’è davvero da dubitare della sanità mentale collettiva. Il modo di affrontare le situazioni difficili con l’assenza di un minimo di raziocinio indica chiaramente che non siamo in grado di giungere a qualsivoglia forma di soluzione dei problemi, anche i più elementari. E’ un fatto grave e non avvertito perché abituati a dare ascolto ad una genia che mira solo al soddisfacimento dei propri interessi personali, che equivale al disfacimento della società. Ha ragione A.Berardinelli quando scrive che “I migranti sono il nuovo proletariato europeo di oggi e di domani. Ci odieranno più di quanto i poveri hanno odiato i ricchi”. E’ l’epilogo della politica sinistroide di chiaro stampo italico, segnata dall’assenza di senso di responsabilità e rispetto verso la comunità.

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