IL VELINOisis

La Russia ha cominciato ufficialmente a condurre operazioni in Siria contro l’Isis. Lo annunciano due ufficiali statunitensi citati da Reuters. Mosca, si legge nella notizia, “ha dato il via a missioni di ricognizione con aerei senza pilota (Uav)” nel paese mediorientale. Non sono stati forniti dettagli su quanti droni siano impiegati nell’operazione, ma di certo c’è che la Russia sta cominciando a muoversi attivamente a sostegno del presidente Bashar al Assad nelle manovre di contrasto al Daesh. Solo qualche giorno fa, infatti, Mosca aveva schierato una mezza dozzina di carri armati presso una base aerea a sud di Latakia. La sorveglianza aerea del nemico è cominciata dopo che la Russia ha raggiunto con Israele un accordo per quanto riguarda le operazioni in Siria. I due paesi, rappresentati rispettivamente dal presidente Vladimir Putin e dal premier Benjamin Netanyahu, si sono incontrati lunedì fuori Mosca e hanno stabilito un patto di non interferenza nelle rispettive operazioni nel paese mediorientale.

Al termine del coloquio, Netanyahu ha annunciato alla stampa che l’obiettivo dell’incontro era prevenire icomprensioni tra le attività delle IDF (Israel Defense Force) e quelle della Russia in Siria. In pratica, evitare che nei raid contro l’Isis ci siano rischi di “blue on blue”, cioè di vittime di fuoco amico o che una parte inteferisca in operazioni dell’altra. L’intervento russo apre nuovi scenari nella campagna internazionale anti-Daesh. La palla passa ora alla Coalizione a guida statunitense, che dovrà stabilire se ammorbidire la propria posizione nei confronti di Assad cooperando almeno in parte con lui per sconfiggere lo Stato Islamico. Un primo segnale in questo senso si ha dal colloquio venerdì scorso tra il segretario alla Difesa americano, Ashton Carter, e il suo omolgo russo Sergei Shoigu. Mosca, comunque, su questo punto è intransigente: tutte le operazioni che verranno condotte, infatti, sono tese a rafforzare la leadership del governo siriano, che negli ultimi tempi si era indebolita notevolmente a seguito dell’avanzata del Califfato nel paese.

La Russia per sostenere “físicamente” le forze di sicurezza siriane contro l’Isis ha schierato nella nazione mediorientale numerosi caccia e bombardieri (28 secondo il Washington Post), tra cui i Su-30 e i Su-25s e Su-24, apparecchi ad ala fissa progettati soprattutto per il Supporto aereo ravvicinato (Cas) delle forze sul terreno. Inoltre, sono stati trasferiti in Siria 14 elicotteri da attacco (i bombardieri volanti Mi-24) e da trasporto truppe (i Mi-17). A questo proposito, il New York Times aggiunge che presto verranno inviati mezzi di trasporto blindati (Apc) e 200 marines più diversi elementi delle spetnaz, le forze speciali. L’impegno russo in Siria “sul terreno” è il primo di un paese straniero che viene annunciato ufficialmente. Nella nazione, infatti, operano numerosi soldati iraniani ma finora Teheran si è limitata a spiegare che si tratta di “consiglieri militari” nonostante si tratti di elementi delle unità d’elite. A loro si aggiungono elementi di Hezbollah che combattono al fianco delle truppe di Damasco.