La Russia di Putin vuole basi militari in Asia e Sud America

di CLAUDIO PREVOSTI

La rinata Russia di Vladimir Putin fa rotta anche all’estero per espandere la sua presenza militare e rilanciare la grandeur dei tempi sovietici. Lo ha annunciato, nel pieno della crisi ucraina, il ministro della difesa russo Serghiei Shoigu, citando nel nuovo Risiko russo Paesi come Cuba, Venezuela, Nicaragua, Seychelles, Singapore, Vietnam. «I colloqui sono in corso, stiamo siglando documenti importanti», ha rivelato, precisando che i negoziati non riguardano solo le basi militari, ma anche la possibilità di visitare porti in questi Paesi a condizioni favorevoli, come pure l’apertura di siti di rifornimento per i bombardieri strategici in pattugliamento.

Attualmente Mosca ha una sola base navale fuori dall’ex Unione Sovietica, a Tartus, in Siria, ma il suo destino resta incerto a causa della guerra civile in corso nel Paese. C’è poi la base di Sebastopoli, in Crimea, sul Mar Nero, nel sud dell’Ucraina, ma i russi sentono la città quasi come loro, al pari di tutta la penisola. Ed è pur sempre l’ex cortile di casa. Nel 2002 Mosca chiuse la sua base navale in Vietnam e quella radar a Cuba per motivi finanziari, ma da metà anni 2000 la Russia ha cominciato a rilanciare la sua marina e la sua aviazione militare, anche per proiettare l’immagine del Paese all’estero e per proteggere i suoi interessi nazionali nel mondo. Tornare Cuba mezzo secolo dopo la crisi dei missili, probabilmente con una base navale, in faccia agli Usa, suona come voler gonfiare i muscoli contro il nemico di un tempo.

Il desiderio di riaffermarsi anche come potenza navale in un mondo dominato dagli Usa passa inoltre per il Vietnam, dove Mosca potrebbe tornare nella base di Cam Ranh, aperta nel 1979 e chiusa poi per l’affitto troppo oneroso, quando la Russia putiniana non era ancora quella resuscitata dai petrodollari. Nell’ex Urss, invece, Mosca ha basi militari in Kirghizistan, dove sono stati dislocati anche paracadutisti, in Tagikistan, dove la brigata si è trasformata in divisione, e nelle due regioni georgiane separatiste dell’Abkhazia e dell’Ossezia del sud, mentre quest’anno sarà dispiegato un reggimento dell’aviazione (caccia) in Bielorussa.

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4 Comments

  1. indipendentista says:

    Il cencioso regime putiniano ha già basi in Asia (la Russia è Asia). Per quanto riguarda il Suda-America viene da ridere a crepapelle. Le sparate di questo ministrone sembrano quelle a cui era solito Shevernadze a un anno dal crollo dell’Urss (poi, crollata la baracca, si reinventò come statista georgiano.. così finirà la disossata Russia putiniana). Ma li avete visti i blindati russi in Crimea? Pezzi d’antiquariato. Mi faceva notare un amico ufficiale dell’esercito guidati anche “a ca**o”. Anche in quanto a proclami da tromboni belleriani e putiniani sono una faza una raza. A quando le “Sei mosse per mettere in scacco la Crimea”? Russia resuscitata da Putin? Come la “Lega” resuscitata da Maroni. L’unica cosa che possono fare è appunto mandare cecchini e mercenari in Bielorussia, che è in previsione la prossima colonia a ribellarsi.

    • maurizio says:

      Putin è il faro della libertà e del diritto internazionale nel mondo, l’unica speranza contro l’espansione dell’impero euroamericano che ci sta sequestrando tutti i nostri averi attraverso la politica finanziaria messa in atto dalle banche. Evidentemente c’è qualcuno che non capisce che in europa occidentale tutte le richieste di indipendenza sono soffocate con vari pretesti da un sistema dittatoriale che vuole reprimere in tutti i modi l’individuo privandolo persino della libertà di possedere contanti. Chi regge questo sistema sono gli Stati Uniti che controllano i politici europei attraverso la massoneria, i servizi segreti, lo spionaggio informatico, la forza militare, il traffico monetario ecc. Chiunque contrasti gli USA depotenziandoli a livello globale fa il nostro interesse.

      • som mb says:

        Sembra di leggere l’opinione di un comunista italiano degli anni ’50 su Stalin o degli anni ’70 su Breznev (sosia di Bossi). Putin è pappa e ciccia con gli americani e con la trojka ue. Quando i suoi connazionali decideranno di cacciarlo abbandonerà bidet d’oro e altre mercanzie alla Yukanovych per andarsi a godere i miliardi (di dollari) che ha accumulato in questi anni, magari ai tropici in compagnia dell’amico Banana di Arcore. Miligonzi smettetela di leggere la Pravdania e cercate di ragionare con la vostra testa se ne siete capaci.

    • Enrico says:

      Il cencioso regime putiniano si sta comprando mezza europa a partire dall’italia.

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