La rovina è l’euro. Schengen ce lo siamo tirati addosso

eurodi MARIO DI MAIO – Non è niente vero che l’esistenza dellU.E. si basa sul trattato di Schengen. Disgraziatamente si regge sull’euro che induce povertà e blocca il Pil delle economie più deboli, come preannunciato da Milton Friedman in tempi non sospetti e tranquillamente ignorato da Prodi, Ciampi, Amato e i loro sodali di Goldman Sachs. In Italia diversi economisti hanno cercato di spiegare l’inghippo, tra cui Alberto Bagnai e Claudio Borghi, puntualmente vituperati dalle televisioni di Stato. La verità è che l’Europa è andata avanti per decenni senza Schengen la cui approvazione è stata contrastata per le perplessità di diversi Paesi, timorosi dell’arrivo “dell’idraulico polacco”. Tra essi l’Italia, paese fondatore. Comunque, il caos di questi giorni è dovuto all’invasione afroasiatica che i nordeuropei si erano illusi di scaricare sugli stati mediterranei pensando di essere protetti a sufficienza dal trattato di Dublino.

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2 Comments

  1. Tutto vero, ma non dimentichiamo che si sapeva che gli altri non avrebbero mosso un dito (come i recenti fatti hanno dimostrato) per prevenire l’esodo afro-asiatico verso l’Europa via-Italia. Aiutati dalla ben nota cialtroneria dei nostri rappresentanti sia a Roma che a Bruxelles, a nord delle Alpi nessuno ha preso le iniziative che la situazione imponeva, finché non si sono trovati gli immigrati sulla soglia di casa. E a quel punto lo spirito europeo si è mostrato in tutta la sua grandezza: ognuno ha pensato ai fatti suoi ed ha preso le decisioni che l’indecisionismo della presidenza ha favorito. L’Italia, come di norma, ha giocato a fare alternativamente la parte di Pierino e della vittima. Eppure ce n’era ben donde per rinfacciare a Junker e Barroso la loro inettitudine e per prendere finalmente quelle iniziative di sbarramento da lungo tempo auspicate e mai realizzate. Come ricordato ci sono i responsabili della catastrofe in casa nostra che dovrebbero essere messi alla gogna per ciò che hanno fatto.Gli si dovrebbe togliere la pensione e qualunque altro benefit e condannarli ai lavori socialmente utili, solo perché l’eta avanzata non consente di utilizzarli in modo più proficuo.

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