La “romantica” storia del mercenario Tullio Moneta

di GIORGIO RAPANELLI

Giovedì 30 gennaio 2014,  a Milano, presso lo “Spazio Theca” www.spaziotheca.com, proprio di fronte al Castello Sforzesco, è stato presentato il libro “Mercenario. Dal Congo alle Seychelles. La vera storia di Chifambausiku Tullio Moneta”, scritto da Giorgio Rapanelli e Ippolito Edmondo Ferrario, edito da “Lo Scarabeo Milano” (Ritter). Tullio Moneta e gli autori, in accordo con l’editore, hanno deciso di devolvere i diritti d’autore ad una missione di frati Cappuccini che opera fra l’Amazzonia e l’Italia.

La presenza del Maggiore Tullio Moneta, alto ufficiale del 5 Commando anglosassone al comando del famoso Colonnello Mike Hoare, e l’argomento del libro hanno richiamato parecchi appassionati: un bel gruppo di ex-paracadutisti ancora operanti, giovani impegnati nel sociale, antichi idealisti delusi da una Destra ormai omologata al Potere. Era presente un reduce milanese del 6 Commando di Bob Denard in Congo. Giunto in aereo da Palermo per conoscere il Maggiore Moneta pure Davide Mazzola, 35 anni,  Vigile del Fuoco, servizio di leva nei Marò e volontario nel 7° Reggimento Alpini Brigata Julia…

La raffinata  e funzionale sala delle conferenze da 50 posti a sedere era completamente piena, con persone in piedi, nonché in una sala attigua, ove si poteva seguire la conferenza da uno schermo gigante.

Al di là delle introduzioni, la serata si è incentrata sul “personaggio Moneta”, a cui il pubblico ha rivolto domande sulla sua vita e sulle motivazioni delle sue scelte. Tullio Moneta ha risposto in modo puntuale, senza nascondere le motivazioni della sua scelta, fatta non per denaro, ma per un iniziale spirito d’avventura, diventato poi consapevolezza di combattere con l’Armée Nationale Congolaise e con l’ONU contro i ribelli Simba e contro il marxismo che tentava la conquista del Congo. Egli ha agito, dal tentato golpe alle Seychelles ai molti lavori di intelligence  in Africa, Europa, Medio Oriente, sempre in difesa della libertà e degli interessi del Sud Africa e dell’Occidente. La qualifica di “mercenari” era stata da loro scelta per il sapore “romantico”, poiché i soldati del 5 Commando non si sono mai venduti  al miglior offerente, restando sempre dalla parte dell’Occidente, contro i Paesi comunisti, fino al crollo dell’Unione Sovietica.

Incisivo e pieno di ammirazione per Tullio Moneta è stato l’intervento finale della giovane Romina Bordin, di professione personal trailer, laureanda in Filosofia, praticante yoga, arti marziali, sport estremi, paracadutismo, e a tanto altro ancora.

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5 Comments

  1. Giorgio Rapanelli says:

    Ricordo che mentre gli intellettuali della Sinistra discutevano dei fatti congolesi, definendo i Simba quali patrioti marxisti che combattevano contro l’imperialismo occidentale, laggiù in Congo 250 mercenari del 5 Commando del colonnello Mike Hoare liberavano i tre quarti del Congo occupati da almeno 20.000 Simba, salvando migliaia di bianchi e decine di migliaia di neri congolesi dall’assassinio sistematico, dalla tortura e dal cannibalismo rituale dei Simba. Pure io, nei salotti progressisti tuonavo contro i mercenari razzisti e inneggiavo al patriottismo dei Simba. Fino a quando, nel 1966, andai in Congo e conobbi e vidi la verità. E a distanza di quaranta anni ho scritto la testimonianza di uno degli ufficiali di Hoare, il mio conterraneo Tullio Moneta, per ristabilire la verità su di lui e sui mercenari anglosassoni.

  2. Riccardo says:

    Che cazzo centra sto raduno di fascisti con l’indipendentismo!
    Iscrivetevi alla Fiamma!

  3. indipendentista says:

    Sapete cosa sono le edizioni Ritter ?

  4. Cesira says:

    Una affascinante vita per uomini duri.I grintosi volti degli statuari e affascinanti mercenari nella fotografia lo dimostrano.Altro che chiacchieroni salottieri o indipendentisti da romanzi comici a fumetti.

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