La ripresa dell’Italia? Assomiglia di più a un singhiozzo…

di REDAZIONE

Torna a calare, a sorpresa, la produzione industriale a marzo. Anche se è atteso un rimbalzo, marginale, ad aprile. Mentre rallenta la caduta dei prestiti a imprese e famiglie. La contabilità della crisi si aggiorna con i nuovi dati di Istat, Confindustria e Bankitalia. La ripresa, in sostanza, procede a singhiozzo, con indicazioni contrastanti. A marzo, l’indice destagionalizzato della produzione industriale cala dello 0,5% rispetto a febbraio. E, nella media del trimestre gennaio-marzo, registra un aumento dello 0,1% rispetto al trimestre precedente. Numeri che segnalano la difficoltà di una ripartenza netta dopo la lunga crisi. A pesare è soprattutto il comparto energia, che fa segnare una flessione marcata (-11,1%). In misura più lieve, cala anche quello dei beni di consumo (-1,6%). Si registrano invece aumenti tendenziali della produzione nei raggruppamenti dei beni intermedi (+2,9%) e dei beni strumentali (+2,7%). Incoraggiante è la crescita tendenziale della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+7,5%), della fabbricazione di mezzi di trasporto (+5,1%) e dell’industria del legno, della carta e stampa (+5,0%).

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5 Comments

  1. AUVERNO says:

    Non è singhiozzo. Sono rutti…

  2. Dan says:

    Solo un singhiozzo ?
    E’ più come essere seduti sopra la punta di un bastone e avere il singhiozzo ?

  3. Albert Nextein says:

    Da come la vedo io non c’è ripresa.
    La gente rimanda spese, e riduce i consumi anche alimentari.
    I pagamenti vengono ulteriormente dilazionati e rallentati.
    Il numero degli avvisi fiscali per il recupero di somme è in aumento.
    Gente che lavora a orario ridotto, tanti in cassa integrazione.

    Non tutto è così nero, ovviamente.
    Ma le difficoltà, i problemi, il dolore per la gente comune non si sta affatto riducendo.

    Io ritengo che le cose non miglioreranno, neppure a medio termine, 3-4 anni, di sicuro.

  4. pippogigi says:

    Ho l’impressione che la produzione sia così scarsa che una singola commessa ottenuta da una singola azienda faccia “balzare” la produzione dello 0,1%. Il fatto poi che qualcuno cerchi ostinatamente di mostrare che c’è la fine del tunnel, c’è la ripresa (cosa matematicamente impossibile con questa tassazione e crollo di consumi, redditi ed impiegati) ogni aumento di un misero 0,1% fa gridare vittoria e diventa una notizia.
    L’unica notizia è il continuo calo della produzione, dei redditi, dei consumi, l’uniche cose che aumentano sono le tasse ed i disoccupati. Scusate dimenticavo, anche il debito e la spesa pubblica aumentano…..

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