La Repubblica irregolare e meticcia

di GIULIO ARRIGHINI*

Ordinaria cronaca da 150 sbarchi nel ragusano, di 14 clandestini bloccati alla frontiera di Trieste. E la sorprendente richiesta della Fondazione Ismu, dell’Associazione Neodemos e del Forum Internazionale ed Europeo di Ricerche sull’immigrazione per   richiamare in Italia gli stranieri irregolari espulsi. E, per finire, il ministro Kyenge che afferma: “Rassegnatevi, siamo un Paese meticcio”. Ovviamente tutti concordi nel sostenere che l’immigrazione clandestina non è reato e che va abolito lo sponsor d’ingresso per lo straniero. Può autopromuoversi da sé. Certo.

Perché il criterio dei flussi non lo può stabilire la richiesta delle imprese. Lo decidono gli stranieri che vogliono venire a casa nostra.

Giusto pochi giorni fa persino la Caritas ha affermato che l’Italia non è più una meta preferita, la crisi rimanda indietro gli stranieri. Mentre aumenta la richiesta di aiuto delle nostre famiglie. Dal 2008 al 2012 le richieste sono cresciute del 31,4%, come riporta il 12° rapporto sulle povertà. Se vanno via quelli che non trovano lavoro, chi sono quelli che vogliono a tutti i costi far rientrare? Giusto così, una domanda…

Dalle nostre parti invece addirittura il bisogno di reddito dei nostri cittadini supera quello di occupazione ed è pari al 57,6%, con un aumento del 3% rispetto al 2011. Le donne sono in particolare la fascia più colpita, con il 62,4% e un incremento del 4,5%. Non è un caso se gli aiuti per la sopravvivenza sono arrivati a crescere del 44,5%, a conferma quindi che il welfare è inesistente, che gli enti locali spendono le poche risorse che hanno per l’assistenza, dalle abitazioni alla sanità agli asili, per le nuove categorie con redditi più bassi, che sono le numerose famiglie di stranieri con i loro ricongiungimenti.

Insomma, se dobbiamo rassegnarci a diventare meticci perché i flussi li decidono gli stranieri, se dobbiamo richiamare a casa nostra gli irregolari perché gli abbiamo fatto provare dispiacere ad essere fuorilegge, se dobbiamo lasciar fuori dalla Caritas le nostre famiglie affamate di diritti e di lavoro, ci dicano dove noi dobbiamo emigrare, magari trovando la stessa inesistenza di regole per la convivenza civile. Esiste un Paese senza regole, ministro Kyenge? Andiamo in Francia? Andiamo in Spagna? Andiamo in Gran Bretagna? Beh, lì magari no. Soprattutto dopo che l’emittente televisiva britannica Channel 4 ha deciso di mandare in onda dal vivo tutti i giorni il richiamo alla preghiera islamica del mattino durante il mese di Ramadan. Inoltre, nel primo giorno di Ramadan l’emittente interromperà la programmazione per quattro volte durante la giornata, in coincidenza con il richiamo ai quattro momenti di preghiera previsti. Per il resto del mese invece questi quattro momenti verranno segnalati sul sito Internet di Channel 4.

Bene, a quando in questo Paese l’imitazione della sveglia coranica?

Ora tutti stanno cavalcando l’annuncio del Papa, circa la sua visita a Lampedusa. Per un pastore, un atto dovuto davanti ad un fenomeno, quello dello schiavismo. Se sono morti nel mediterraneo 19mila migranti è perché è fiorente un mercato di carni umane, di basisti della schiavitù. Mercanteggiare in uomini è un reato, fermare gli sbarchi della disperazione è un dovere, è legittima difesa per un territorio che non può accogliere orde umane che pagano il biglietto alle mafie. Se questo non è chiaro, l’accoglienza diventa la premessa per fare affondare la nave su cui salgono i disperati. Forse non è ancora chiaro dove finiscono i senza lavoro? Quale mano d’opera vanno a costituire? Se questo va bene, allo Stato italiano, al ministro Kyenge, fondino lo Stato della Repubblica meticcia italiana, del libero scambio di schiavi, della clandestinità liberalizzata come gli spinelli. Poi si diano la sveglia, si colleghino all’ora prestabilita al satellite per la preghiera. Tanto, il nostro destino è essere seppelliti dalla cultura del più forte al quale stanno aprendo tutti i varchi possibili.

Segretario Indipendenza Lombarda*

 

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8 Comments

  1. Unione Cisalpina says:

    … Ovviamente tutti concordi nel sostenere che l’immigrazione clandestina non è reato e che va abolito lo sponsor d’ingresso per lo straniero. …

    l’immigrato o straniero ke entri klandestinamente in un Paese terzo, kommette una violazione (ke la si può anke konfigurare kome delitto), senza ke il soggetto abbia alkun diritto d’akkoglienza e permanenza nel territorio dello Stato, salvo il kaso di provata persekuzione politika o sociale nel suo Paese d’origine …

    x meglio komprendere la kuestione si assimili kuest’atto a kuello d’un forestiero ke entri in kasa mia (nostra, di ciaskuno di noi) senza kiedere xmesso, e prepotentemente ed arrogantemente pretenda k’io la akkolga e mantenga pure …

    kuale delitto kommette il tale e sin dove può arrivare il pretesto umanitario e del bisogno !? …

    xkè debbo accettare passivamente ke rimanga in kasa mia, sfamarlo, vestirlo, kurarlo dargli un sussidio ed essere kostretto, pure, a mantenergli la famiglia sua !? … e sin dove può arrivare il pretesto umanitario e del bisogno !?

    l’immigrazione klandestina di massa la si può klassifikare kome atto d’invasione…

    • Unione Cisalpina says:

      altroke meticciato del kazzo, Kyenge… si guardi Usa, UK, Francia, Germania, Russia, etc.

      ogni gruppo resta bianko, nero, giallo, rosso, latino, nordafrikano, etc. ed i konflitti razziali e sociali sono sempre lì, pronti a skoppiare (banlieu insegna e Londra pure)… magari aiutati anke dalle religioni…

      tra poko akkadrà anke kuà… kuesti invasori inutili, idesiderati ma kokkolati da klero e politici falsoni ed immorali, si sentiranno forti e la loro kollera razzista esploderà…

  2. Dino says:

    Dove è il peccato originale? Prima più di 20 anni or sono,mi avevano fatto notare che in un quartiere,Baggio,c’erano una trentina di marocchini. Abitavano in 6 nell’appartamento lavoravano e non disturbavano nessuno. Se uno alzava la voce gli altri intervenivano a tacitarlo, non volevano grane,erano clandestini,ci pensavano loro ad autocontrollarsi e cercar di integrarsi. A quei 2 politici cosa gli facciamo? il monumento alla loro dabbenaggine? La realtà è quella che tutti noi viviamo sui marciapiedi,cosa c’è dietro l’angolo? Potranno imparare la sintassi ma la semantica è diversa.I politici di Roma non possono risolvere i ns. problemi. Mica possono passare per razzisti

  3. lory says:

    e continuano arrivare i Clandestini ! per la gioia dei bacia banchi e dei sinistri sinistrati, però quello che più mi lascia perplesso è l’indifferenza e la stupidita del popolino che vota sempre a favore degli sporchi alleati degli invasori. sveglia !!!!!!!!!!!

  4. Franco says:

    Ma perché ‘ati africani non vanno tutti in congo?

  5. pippogigi says:

    Che l’italia (minuscola ovviamente) sia irregolare è evidente.
    L’italia non esiste e non è mai esistita. C’era l’Impero Romano, la Gallia Cisalpina, la Magna Grecia, il Regno dei Goti e quello dei Longobardi, la Repubblica di Venezia, il Ducato di Milano ma nessuna traccia dell’italia o dei suoi improbabili abitanti: gli italiani. Quindi uno Stato finto, artificiale, inesistente come la Jugoslavia o la Cecoslovacchia o come potrebbe magari un domani esistere lo Stato della Scandinavia o l’Iberica.
    Questa è già la prima irregolarità.
    Poi si passa ai vari plebisciti con cui ricchi e felici Stati preunitari sono stati conglobati a forza nel marasma italiano, mi vengono in mente l’Emilia, la Toscana. La Lombardia è stata conquistata, nessuno ha chiesto se preferivano restare asburgici. Per la Liguria ancora peggio: la Convenzione di Vienna prevedeva il ritorno allo status quo ante Napoleone, quindi doveva ritornare la Repubblica di Genova ed invece sono stati obbligati ad unirsi ai Savoia. Altra irregolarità.
    Infine il referendum tra Monarchia e Repubblica in cui i voti degli astenuti sono stati attribuiti alla Repubblica, se no vinceva la monarchia. Altra irregolarità.
    Vogliamo parlare del territorio Libero di Trieste? altra irregolarità.
    Quindi abbiamo uno Stato finto con abitanti inesistenti e creato con numerosi irregolarità.
    Come si può pretendere che chi nasce e vive con l’irregolarità poi pretenda un rispetto delle leggi e dei suoi confini? almeno in questo gli italici sono coerenti.
    Ma noi non siamo italiani e quindi abbiamo una ragione in più per andarcene da questo incubo chiamato italia, riappropriarci della nostra libertà e finalmente tornare indipendenti.

  6. Raoul says:

    NON SIAMO PIÙ UN POPOLO DI EROI,POETI NAVIGATORI SIAMO DIVENTATI UN POPOLO DI CACCASOTTO!

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