La Repubblica di Cospaia: quattro secoli di libertà e indipendenza

di REDAZIONE

Sabato e domenica prossimi con una serie di manifestazioni sarà festeggiato il 571/o anniversario della nascita della Repubblica di Cospaia, un lembo di terra tra l’attuale Umbria e la Toscana, situato nel comune di San Giustino, che per quasi quattro secoli (1441-1826) è stato un vero e proprio stato indipendente, forse il più piccolo del mondo, grazie ad una svista dei cartografi.

Sono in programma una camminata con guida alla riscoperta dei confini della piccola repubblica, spettacoli, una partita a scacchi viventi e tanti antichi giochi popolari come il tiro alla fune, la corsa del contrabbandiere e l’ albero della cuccagna. Ci saranno anche degustazioni di sigaro toscano abbinato a prodotti tipici locali, poichè la storia di Cospaia si lega anche a quella dello sviluppo della coltivazione del tabacco che tanta importanza ha avuto nella economia di quel territorio e dell’intera Umbria. Sarà anche presentato il libro «I picchetti della Truppa di Finanza della Sezione di Cospaia».

La storia di Cospaia è quella di un minuscolo lembo di terra in cui gli abitanti riuscirono a conquistare la libertà non con lotte violente e sanguinose ma solo per una banale svista topografica. Nel 1441 infatti, a causa di un errore nel tracciare i confini tra lo Stato della Chiesa e la Repubblica Fiorentina, Cospaia divenne una specie di porto franco per l’esercizio del contrabbando fin a quando nel 1826 il piccolo stato fu cancellato e il territorio venne quasi interamente incorporato nello Stato Pontificio.

Gli abitanti di quel territorio dimenticato per quattro secoli da cartografi e grandi stati si organizzarono come repubblica indipendente, senza leggi scritte, senza capi, senza soldati e senza dazi. Fecero così ottimi affari sia con il Granducato di Toscana sia con la Chiesa, dedicandosi soprattutto alla coltivazione del tabacco altrove proibita. In poco tempo Cospaia divenne una vera e propria «Capitale del tabacco» ma anche un luogo in cui la libertà venne assunta quale massimo valore dagli abitanti. Nell’ architrave della piccola chiesa resta ancora oggi la scritta con il motto che per secoli ha guidato la piccola repubblica: «Perpetua et firma libertas».

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