La Repubblica degli ultimatum e delle banane padane

di GIULIO ARRIGHINI*

Qualcuno crede ancora a Santa Lucia? La santa accecata appartiene alle nostre tradizioni ma non rientra nella categoria dei martiri politici. Lo dico chiaro e tondo perché non siamo così ciechi da credere agli ultimatum della politica, i classici avanti e indietro che sono la ragion d’essere di molti governatori, capaci di armeggiare con la dialettica ma non con la vita reale.

Insomma, ma chi crede alla minaccia del governatore lombardo che dalle colonne dell’amico Corriere afferma: “Adesso, lasciamo pure passare l’estate. Ma subito dopo, alla ripresa, io tornerò alla carica sul mantenimento del 75% delle tasse nei nostri territori. Anche con gli alleati del Pdl: se non ci sarà un accordo, ci sarà il braccio di ferro con il governo”.

Intendiamoci, occorre svegliare sempre le coscienze degli alleati addormentati, che ti hanno garantito la vittoria. Ma chi crede ad uno strappo che porterebbe, inevitabilmente, ad una frattura con il Pdl? Anzi, peggio, ad una crisi nel centrodestra che metterebbe in crisi Lombardia, Piemonte e Veneto? E’ credibile tutto questo? Lo è tanto la favola elettorale del 75% delle tasse a casa nostra con la squadra che governa e con le regole che dominano il Paese.

La Lega è capace di mollare il Pdl? Se tornasse al voto, per il “tradimento” fiscale, perderebbe tutto l’asse della macroregione. Finché la controlla amministrativamente, può sventolarne la bandiera ipotetica. Ma dopo?

Dice ancora Maroni al Corriere che gli offre la visibilità domenicale dell’ultimatum: “Penso che il governo cadrà, anche se questo non significa in automatico il ritorno alle urne. Ci sono variabili importanti come il congresso del Pd e la ritrasformazione del Pdl in Forza Italia. In primavera ci saranno le europee e una gigantesca tornata amministrativa. Potrà questo fatto non avere conseguenze sul governo? Io non ci credo. Già adesso – conclude – il governo mi pare in preda a scricchiolii e spifferi, non passa giorno senza un penultimatum di Brunetta o di Epifani”.

E allora che vuol dire, che la Lega è pronta a un rimpasto di governo? E alle amministrative, gli scricchiolii e gli spifferi riguarderanno solo il Pd e il Pdl o anche quelli che hanno promesso e sono ancora a mani vuote?

Tralasciamo poi il fair play linguistico del vicepresidente del Senato  sul ministro per l’Integrazione. Non smette mai di sorprendere chi afferma che “Voto la fiducia al governo, i suoi provvedimenti e valuto l’azione dei ministri e non credo assolutamente opportuno  che si peschi all’estero per fare il governo in Italia”. Bene. La pensa così anche per la Lombardia, terra pescosa di conquista mediterranea?

E poi, perché preoccuparsi così dei ministri italiani? Sentite qua: “Se ci fosse stata ancora quella… la canoista, l’avrei detto anche nei suoi confronti. Non vedo perché cercare all’estero quello che potremmo fare benissimo in casa nostra”. “Scegliere ministri stranieri è una scelta sbagliata: non condivido gli italiani eletti all’estero e non condivido i ministri stranieri”. Una domanda: ma come, vicepresidente, fino a mezza giornata fa la Lega non aveva il gruppo dei padani all’estero, che si candidavano alle elezioni? Infine, ma non eravate quelli del “via da Roma”? Non lo abbiamo ancora capito….

Qualcuno su Facebook ha postato anche questo spillo: Sabato 13 luglio Congresso Provinciale di Monza e Brianza: nell’urna 2 schede in più rispetto ai votanti…e ora? Ardua scelta o si fa finta di niente come nelle Repubbliche delle Banane oppure si rifà tutto…magari alla presenza degli osservatori dell’Onu. Vedremo chi somiglia di più agli Orango…

*Segretario Indipendenza Lombarda

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4 Comments

  1. pippogigi says:

    Sono passati dalla Secessione al federalismo, poi al federalismo fiscale ed infine al 75% di tasse trattenute (praticamente come la Regione Friuli, meno di Val d’Aosta e Trentino-Sud Tirolo ma senza gli altri vantaggi delle Regioni a Statuto Speciale).
    Ancora un po’ arriveranno al “ci basta un caffè al giorno e il panettone a Natale…”
    In vent’anni non si è visto nessun risultato, cosa vi aspettate da chi si trova a proprio agio a sostenere il governo del “dire” di Letta e non pensa mai ad un governo del “fare” (per i padani…)

  2. alberto says:

    Per quel che mi riguarda, tutti i ministri e i politici di questo stato di merda dovrebbero essere mandati a casa ed essere soppiantati da ministri e politici esteri che provengano da Svizzera, Germania, Danimarca, USA, Canada e via dicendo. Come più volte ho ribadito, Maroni secondo me è un pagliaccio. Poco tempo fa diceva: “Mai alleanze con chi sostiene il governo Monti”. Un mese dopo era al guinzaglio di Berlusconi.

    • Miki says:

      Che fa, mi tenta? E quando disse “se vinco in Lombardia mi dimetto da segretario”? Doveva specificare “nel 2018”
      Uomo per tutte le cadreghe

  3. Dan says:

    >> “Adesso, lasciamo pure passare l’estate. Ma subito dopo, alla ripresa,….”

    Adesso lasciamo pure passare l’estate, poi l’autunno, l’inverno, la primavera… oh ma è già di nuovo estate ? E’ già passato un anno ? Eh no, cazzo, fa caldo. Facciamo passare anche questa poi…”

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