La Repubblica degli incompetenti

MONDO

di MARCELLO RICCI – “Il decreto luogotenenziale n. 151 del 25 giugno 1944 emanato dal governo Bonomi, tradusse in norma l’accordo che, al termine della guerra, fosse indetta una consultazione fra tutta la popolazione per scegliere la forma dello Stato ed eleggere un’Assemblea Costituente. 
Nell’aprile 1945 (fine della guerra) l’Italia era un paese sconfitto, occupato da truppe straniere, aveva un governo che aveva ottenuto la definizione di cobelligerante per aver rivolto le armi contro l’alleato di ieri , a fianco del nemico divenuto amico.”


Questa breve nota storica è per sottolineare quale meravigliosa occasione i popoli padani sciuparono. Quando si esce da evento epocale tragicamente devastante, guerra o terremoto e si ricostruisce, si correggono gli errori del passato. Così non fu. Occasione persa. Nel muro di cinta che imprigionava i popoli del Nord Padano, si erano aperte ampie crepe che  consentivano di riparare le mostruosità emersa dall’alchimia affarista e politica che ha permesso di considerare Nazione un’espressine geografica. L’etica dei guitti dei bassifondi di Napoli ha avuto la sua apoteosi nel vedere nel 2 giugno la giornata dedicata ai Rom e Clandestini.

Forse  è  la “pietas” che ha indotto, in nome di una botta infinita, ad occuparsi di loro. Che lo abbia fatto chi ha il ruolo di recuperare e soccorre tutti è nell’ordine delle cose, ma non per  chi a ruoli importanti determinanti nel governo del Paese  Il Pontefice fa il suo  mestiere, deve soccorrere, educare aiutare gli ultimi , le pecorelle smarrite e dare la luce ha chi non ha fede. Religione e politica sono robe diverse il regno di Dio e quello di Cesare non sono miscibili. Dio è perfetto , Cesare no e non lo sarà mai. I Cesari sono uomini e come tutti un misto di buono, meno buono e cattivo. Dipende dalle percentuali, come in tutto. I danni  e ancor più le catastrofi nascono quando un’alta ( non modica) quantità di persone sbagliate viene posta in posti che richiedono competenze che non hanno. Peggio quando i Cesari non sono tali , ma pretendono di esserlo.

Come in Dante:  un Marcel diventa / ogne villan che parteggiando viene,   Fico marcio rovina la composta. Quando l’intelligenza artificiale sostituisce quella reale , quando un computer non più strumento del cervello, vuole essere cervello non si è  nel dramma , ma nella tragedia. Non conoscere le differenze tra causa e effetto, tra strumento e azione, tra intelligenza cerebrale e artificiale significa sostituire al  “Cogito ergo sum” il digito ergo sum” (Giulio Tremonti). Purtroppo per ragion di stato si sono affidate leve importanti del governo del Paese ad arroganti incompetenti che si occupano di lavoro pur non avendo mai lavorato, infrastrutture e trasporti al “tontinello” di turno. Questo supera ogni immaginazione e ogni logica.


 Penso alla Padania che ho nel cuore, al suo diverso destino se autonoma e indipendente e quale ruolo avrebbe in Europa. Il 2 giugno rappresenterebbe veramente una solenne festa, se sulle macerie di una inutile guerra perduta tre volte nello stesso tempo (con tedeschi, con gli inglesi e con la dignità) , si fossero liberati i popoli dello stivali da quella maledetta, imposta unità che non giova ad alcuno dei forzatamente uniti.
Sempre tornado ai vinti dell’ultimo tremendo conflitto mondiale, i tedeschi sono risorti e come, i giapponesi alla grande, e l’Italia? Materia di riflessione.

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