La Regione Veneto approva la dichiarazione di Bruxelles sull’autodeterminazione

icec“Con 29 voti a favore, 9 astenuti e 0 contrari la Regione del Veneto fa un passo in avanti verso l’Europa dei Popoli”. A scriverlo sui social e a darne notizia è il consigliere regionale di SiamoVeneto, Antonio Guadagnini.

“Lo scorso 9 dicembre 2015 – ricorda il consigliere sul suo sito – ha avuto luogo, presso il Parlamento europeo, un simposio internazionale sul tema dell’applicazione del diritto di autodeterminazione nell’Unione europea, organizzato dalla Ong ICEC (International Commission of European Citizens), dagli eurodeputati Mark Demesmaeker con il gruppo parlamentare europeo ECR (European Conservatives and Reformist Group), dall’europarlamentare Josu Juaristi con il gruppo parlamentare GUE/NGL (Confederal Group of the European United Left/Nordic Green Left), nonché dal movimento sociale fiammingo Beweging Vlaanderen Europa;

– a detto simposio internazionale hanno preso parte rappresentanti accademici, politici, istituzionali e portavoce di organizzazioni sociali di tutta Europa, in particolare di Scozia, Fiandre, Catalogna, Paesi Baschi, Veneto e Sud Tirolo;

– dal confronto delle molte autorevoli voci intervenute è scaturito un documento comune sottoscritto da rappresentanti sociali di sei nazioni senza stato sopracitate, una dichiarazione internazionale che prende il nome di “Dichiarazione di Bruxelles” e che in questi mesi è sottoposto alla sottoscrizione e ratifica di istituzioni, entità sociali e accademiche;

– già in altre numerose occasioni questo Consiglio ha dimostrato una coerente sensibilità ed attenzione verso il tema dell’applicazione del diritto di autodeterminazione con mozioni e risoluzioni approvate ad ampia maggioranza, in particolare con la mozione 19 del 22 settembre questo stesso Consiglio esprimeva formalmente il proprio supporto al pacifico e democratico al percorso di autodeterminazione intrapreso ed attuato dai cittadini catalani e dalle loro istituzioni, con la mozione 29 del 2 ottobre 2015 questo Consiglio esprimeva solidarietà ai rappresentanti istituzionali catalani ingiustamente perseguiti per aver favorito l’espressione democratica della volontà popolare dei propri concittadini in un pacifico percorso di autodeterminazione, con la risoluzione 4 del 17 novembre 2015 questo Consiglio esprimeva pieno sostegno all’iniziativa del Parlamento catalano finalizzata all’indipendenza della Catalogna;

Questo è il testo integrale della Dichiarazione di Bruxelles:

Dichiarazione di Bruxelles

Riconoscendo l’unicità della diversità culturale e linguistica dell’Unione europea e nel riconoscimento di una delle massime della UE ‘Uniti nella diversità’
Comprendendo la necessità di un dibattito e di cooperazione sulla situazione attuale e futura degli Stati in creazione, la loro lingua, l’identità culturale, le preferenze socio-economiche e l’auto-organizzazione per comprendere il ruolo democratico che le nazioni future possano svolgere nel mondo.
Concordando che due principi universali sono sanciti da atti internazionali.
In primo luogo il “principio della libertà di scelta”, un principio che appartiene a privati, nonché alle comunità di cui queste persone fanno parte per scelta libera e democratica.
In secondo luogo il diritto di auto-determinazione che è riconosciuto nel mondo e confermato con trattati internazionali.
Si ritiene che il futuro democratico dell’Unione europea sarà rafforzato attraverso il dibattito e la comprensione dei principi generali. Si ritiene inoltre che solo attraverso l’impegno e la cooperazione con le organizzazioni e le comunità possono essere potenziati e pienamente riconosciuti i principi fondanti dell’UE
Si auspica che attraverso il lavoro con queste organizzazioni e le comunità una più profonda comprensione dei principi di autodeterminazione sarà raggiunto a beneficio di tutta l’Unione europea e dei suoi cittadini.
Le organizzazioni e le persone firmatarie di questa Dichiarazione qui confermano:
L’autodeterminazione arricchisce e rafforza il dibattito sulle relazioni (inter)nazionali piuttosto che l’opporsi ad esso. Si considera come un passo necessario per sbloccare la situazione di stallo per quanto riguarda la discussione aperta sul diritto all’autodeterminazione.
L’impegno con la gente sul diritto all’autodeterminazione può fungere da catalizzatore per contrastare il sentimento corrente di disillusione politica visto in tutta l’Europa, animando i popoli per riattivarsi nel processo democratico.
In un contesto di pace e di solidarietà internazionale spetta alle nazioni storiche di decidere, democraticamente e da se stesse, circa il proprio futuro, in applicazione del diritto universale di autodeterminazione.
Che i diritti civili europei non possono essere revocati se non da una decisione di questi stessi cittadini o dalle loro istituzioni democraticamente elette.
Si appellano ai membri della Commissione, al Consiglio e al Parlamento europeo e ai leader europei di Stati e governi
Per osservare la neutralità verso queste nazioni in costruzione o in ripristino dei loro Stati indipendenti da strutture già esistenti
Per riconoscere che i trattati europei non contengono una base giuridica che consenta loro di affermare che le nazioni, quando indipendenti da Stati membri esistenti, porrebbero se stesse fuori della UE
Per essere consapevoli del fatto che ai cittadini dell’UE che desiderano portare la nazione in cui vivono al livello di uno stato indipendente non può essere negato il diritto di cittadinanza UE;
Per lavorare con quelle nazioni che intendono esercitare il diritto di autodeterminazione riconosciuto a livello internazionale.
Per accogliere Stati democraticamente legittimati che esplicitamente chiedano di preservare la loro adesione all’Unione europea e vogliano partecipare in modo diretto al processo decisionale europeo.

Bruxelles, mercoledì 9 dicembre 2015

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3 Comments

  1. giancarlo says:

    Senza cittadini l’U.E. non la esiste.
    Beh, adesso l’è come se no la esistesse.
    Come se fa a costruir n’entità del genere sensa consultar i popoli.
    I Francesi e i olandesi ja xà dito de no ala costitusion europea ( saria mejo ciamarla un tratato economico-bancario-valutario) che no l’è stada votada con tanto de referendum i tuti i paesi.
    Questa se ciama ditatura finansiaria o bancaria !!!!!
    Figuremose se l’italia l’a n’avaria fato far un referendum…….qua da nojaltri comanda la ciurma dei partiti e guai a chi va contro.
    Quando sentiremo che i popoli i vien consultadi direttamente su certi temi de importansa democratica alora e solo alora podaremo dir che el potere xè del popolo….fin da alora semo in man a na manega de sfruttatori e de ladri che podemo ciamar capre, capre e capre !!!!
    WSM

  2. luigi bandiera says:

    Sempre, e continua, dichiarazioni.
    A quando si passera’ ai FATTI pensati e appunto FATTI..?

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