La Regione Marche si accorge dei “portoghesi” dell’autobus

di TONTOLO

E’ risaputo che il senso civico non è merce comune ovunque. Ci sono latitudini alle quali esso è parte della convivenza quotidiana, altre in cui è paragonabile agli alieni, un sacco di persone dicono di averli visti e/o di crederci, ma non v’è certezza. Pagare il biglietto quando si prende un mezzo pubblico, oltre ad assomigliare molto a qualsiasi altra forma di compra-vendita, alla gran parte di noi risulta persino lapalissiano. Ma i “portoghesi”, si sa, più che ai confini con l’Andalusia sono ben radicati appena sotto la linea gotica.

Ieri, ho letto questa notizia al bar della Ginetta: “Salire solo dalla porta anteriore, mostrando il biglietto agli autisti dei bus. Lo dovranno fare i viaggiatori dei mezzi pubblici su gomma nelle Marche. L’ha deciso per contrastare l’evasione (cosa c’entri l’evasione non è dato sapersi, qui si ha a che fare con dei “free-rider” che pretendono di usufruire di un servizio senza pagarlo) la giunta regionale che ha modificato il Regolamento in vigore dal 2005, introducendo l’obbligo della salita dalla porta anteriore. La stessa disposizione è prevista nella proposta del nuovo contratto nazionale degli autoferrotranvieri. “Una scelta di buonsenso” secondo l’assessore Viventi”.

Ricapitolando: nelle Marche un sacco di gente a quanto pare non paga il biglietto del trasporto pubblico (che già di suo grava sulla collettività). Per farlo pagare è stato necessario far discutere una Giunta regionale (dei politici), la quale ha approvato un regolamento (con annessi e connessi burocratici). A fronte di questo po’ po’ di roba, un assessore se ne esce – felice e contento – a dire che la scelta fatta è di “buon senso”. Sì, nel paese del maccarone forse serve il “buon senso” per orchestrare una procedura pelasgica per far rispettare la cosa più normale che ci sia, pagare un biglietto.

Ora, nel mondo più o meno civile che sta intorno alla “Terra dei Cachi”, una qualsiasi azienda che nel libero mercato offre un servizio di trasporto, controlla se chi fa uso di quel servizio abbia pagato il biglietto. Ma qui, abbiamo a che fare con il l’apparato pubblico tricolorito, dove anche una banalità diventa un problema da sottoporre a qualche scienziato. Certo, in Austria – dove abitano gli austriaci però, non i bizantini – trovare un cittadino che usa il bus senza biglietto è come scovare un ago in un pagliaio. Ma andiamo all’estremo sud dell’Europa. In Spagna, mi han raccontato i Tontolos iberici, esistono trasporti pubblici come da noi. Ebbene – pensate un po’ che pazzia – da una vita si sale sul pullman dalla porta anteriore e delle due l’una: o si mostra l’abbonamento al conducente (che te lo oblitera, scalando il costo di quella corsa), oppure si paga il prezzo del biglietto sino alla meta che si desidera raggiungere. Una genialata vero? Tutto questo, senza bisogno di fenomeni democraticamente eletti che si riuniscono per capire come incastrare i “portoghesi”.

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4 Comments

  1. Roberto Porcù says:

    Nulla di nuovo sotto il sole. I miei amati figlioli andavano a scuola con il pulman per il quale noi li si muniva di abbonamento scolastico. Ad una certa età smisero di portarlo con loro per essere più fighi e di tanto in tanto a casa arrivavano multe. Smisero quando per essere ancora più fighi iniziarono a fornire generalità false.
    Si sa, questa è l’adolescenza e chi ha figlioli sono certo capirà.
    Un giorno quando ero sul pulman tra Mestre e Venezia, sali il controllore. Ero seduto negli ultimi posti e così ebbi modo di vederlo lungo tutto il pulman. Quando arrivò da me, gli chiesi perché a tre zingare, pardon, rom (o sinti) non lo avesse chiesto. “Ma tanto, anche se gli faccio il verbale quelli mica lo pagano!”
    Io al tempo i verbali dei ragazzini li avevo pagati ed ora che sono cresciuti i biglietti li fanno, ma c’è un qualcosa che stride nella faccenda.

  2. Matilde says:

    Non ci vedo nulla di strano nello scomodare una giunta regionale per questo, visto che il problema c’è e in qualche modo va risolto. Purtroppo, il buon senso non arriva sempre ovunque e il popolo italiano è famoso per cogliere al volo le occasioni in cui può fare il furbo, soprattutto al di sotto della linea gotica (da dove io provengo, pur avendo sempre pagato il biglietto). Quindi, a mali estremi, estremi rimedi… Non c’è altro modo, credetemi. Spero solo che con queste iniziative la gente arriverà pian piano ad abituarsi e comprenderà che pagare il biglietto dell’autobus è la normalità.

  3. Luke says:

    A Helsinki è così da sempre, non hanno mai considerato ipotesi alternative. Inoltre se sali da dietro e non gli fai vedere il biglietto/abbonamento, l’autista è autorizzato a sbatterti fuori a calci nel sedere, o a chiamare la polizia (ovviamente non succede quasi mai, giusto con qualche alcolizzato)

  4. Gian says:

    salire dalla porta anteriore e pagare il biglietto all’autista è obbligo da almeno 20 anche per le corse della SAD in Sud Tirol.

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