La Ragioneria dello Stato: Lombardia, Veneto, Emilia Romagna mantengono tutta Italia

lombardia tasseTre Regioni del nord tengono in piedi un Paese intero. Nelle scorse ore la Ragioneria dello Stato ha reso pubblici alcuni dati che anticipano il quadro della distribuzione geografica delle risorse erogate nel 2014 dal settore pubblico.

Le cifre permettono di osservare lo Stato nel suo atteggiarsi dinanzi ai vari territori e quello che emerge è un quadro desolante, ma a ben guardare piuttosto edulcorato. Benché tutti abbiano riportato in modo acritico i dati della Ragioneria e abbiano evidenziato quanto sia bassa la spesa pubblica in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna (in relazione ad altre aree), il trattamento subito da queste tre regioni è molto più vergognoso di quanto quelle stesse cifre non dicano.

Esaminare la spesa senza informare sui prelievi, come la Ragioneria ha fatto, significa in effetti raccontare solo una mezza verità. È un’omissione grave, che emerge con chiarezza anche dal modo in cui tutti i media hanno presentato la notizia.

In cima alla classifica, tra i reprobi ultraprivilegiati inondati di spesa pubblica, si collocano tre minuscole realtà dell’estremo Nord (Trentino, Tirolo meridionale e Valle d’Aosta), mentre le quattro maggiori regioni settentrionali (Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Piemonte) sono certo in fondo alla classifica, ma a una distanza non poi abissale da quelle del Centro-Sud. Il «trucco», appunto, sta nel dare i dati della spesa ignorando quelli dell’imposizione fiscale.

Per studiosi liberi da condizionamenti e curiosi di capire la realtà, non è comunque difficile trovare i dati corretti: basta elaborare la gran massa delle informazioni che la stessa Ragioneria fornisce. Ma è chiaro come questo doppio disastro lo sfruttamento di alcuni che serve a difendere politiche assistenziali (e distruttive) a favore di altri cerchi di essere nascosto dall’apparato politico e burocratico nazionale. Se l’occhio non vede e il cuore non duole, la ridistribuzione territoriale può proseguire senza intoppi.Quando però nei prossimi mesi lo Stato italiano ci renderà edotti in merito alla bilancia tra le risorse ricevute e quelle spese nei vari territori, la fotografia che emergerà (tenendo presente quanto è avvenuto negli anni passati) sarà quella di un’Italia divisa in tre fasce: con pochissime regioni che danno tantissimo ricevendo molto meno; talune realtà che grosso modo danno quanto ricevono; e, infine, un Sud che invece contribuisce in maniera molto limitata e riceve una gran quantità di denaro.

Negli anni scorsi questa rappresentazione era facilmente riconoscibile in alcuni studi di Gian Angelo Bellati dell’Unioncamere del Veneto, ma in seguito a risultati assai simili è arrivato anche il sociologo Luca Ricolfi in un volume di successo significativamente intitolato Il sacco del Nord. Sul sito «Noise from Amerika» ha più volte trattato questo tema pure Lodovico Pizzati, che a proposito dei dati del 2007 rilevava, ad esempio, come ogni veneto perdesse 3.900 euro e ogni lombardo addirittura 6.000.In sostanza in questi anni è successo che di media un lombardo abbia dato allo Stato tra 5 e 6mila euro all’anno più di quanto non abbia ricevuto in servizi nazionali e locali. Il che significa che una famiglia lombarda standard composta da quattro persone ha perso più di 20mila euro ogni anno in opere di solidarietà a favore della spesa pubblica concentrata nel Sud. In un decennio si è vista sottrarre l’equivalente di un appartamento di proprietà.

La spesa pubblica è alta al Nord e abnorme nel resto del Paese, generando una tassazione e un debito che ci stanno uccidendo. Provare a negarlo mettendo la polvere sotto il tappeto, però, non ci aiuta in nessun modo.

(da http://catenaumana.com/economia/lombardia-emilia-e-veneto-mantengono-tutto-il-paese/)

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2 Comments

  1. Giancarlo says:

    Come può essere che un articolo del genere non stimoli qualcuno a commentarlo.
    Il coraggio non sta di casa negli italioti?
    Qualche meridionale non ha nulla da dire ?
    Ebbene sappiate tutti che è una vergogna quello che ora sapete tutti.
    Tre regioni mantengono l’italia ?
    Loss von Rom diicevano i sud-tirolesi, e noi Veneti cosa diciamo ?
    Cara roma capitolina la tua capitolazione è solo questione di tempo e poi finalmente liberi dai tuoi marchingegni, dai tuoi parassiti, dai tuoi intrighi, dai tuoi negasti programmi cialtroni, e via dicendo….
    WSM

  2. Giancarlo says:

    Deve essere chiaro a tutti che è impossibile continuare con questo sistema italiota.
    L’italia per chi non lo sapesse sta affondando nelle sabbie mobili che i politici hanno creato ignorando i problemi, lasciando mano libera alla criminalità e curando allegramente i propri interessi di partito e non.
    Dunque siamo arrivati alla fine della corsa e da oggi in poi i conti andranno pagati.
    Iniziamo dai 600 miliardi chiesti dai Veneti all’italia denunciandola all’ALTA CORTE DI GIUSTIZIA DEI DIRITTI DELL’UOMO a STRASBURGO, in 20 anni l’italia ha sottratto ai VENETI 600 miliardi……..
    Continuiamo con il dire che l’oro depositato presso la Banca d’Italia, negli USA ed in Inghilterra, è di proprietà del POPOLO ITALIANO e quindi in proporzione alla popolazione, il VENETO vanta la sua quota di proprietà che rivendica con atti ufficiali in corso d’opera.
    Infine l’indipendenza del VENETO è già stata dichiarata unilateralmente con tanto di referendum certificato ben due volte sia in campo nazionale che internazionale e dunque valido a tutti gli effetti come autodeterminazione del POPOLO VENETO e suo diritto naturale appartenendo da oltre 1.100 anni alle nazioni più importanti di Europa. Quindi si può dire da sempre……… I romani non ci hanno mai conquistato ma avevamo accettato la pax romana e con accordi di alleanza contro eventuali comuni nemici.
    Come si vede siamo pronti a raccogliere i frutti della mala politica italiota e rivendicare tutti i nostri diritti che saranno onorati quando l’italia non riuscirà più a tirare a campare sfruttandoci come ha sempre fatto.
    Per gli altri italiani non ho pena, dal momento che amano il loro paese e quindi glielo lasciamo quasi intatto come lo vogliono loro. Noi ormai vogliamo un’altra realtà !!!!
    E’ sempre e solo questione di tempo.
    WSM

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