La quiete dopo la tempesta 5/ Dai boschi distrutti teleriscaldamento e fondi Ue che scadono…

asiagodi CORRADO CALLEGARI – Rilancio del mondo economico che ruota attorno al bosco, recupero del territorio, formazione con scuole forestali, utilizzo dei vivai per il rimboschimento, nuove segherie, controllo della fauna nelle zone di ripopolamento boschivo, ed ecco, da ultimo ma non da ultimo, un progetto: le aree maggiormente colpite dalla Tempesta Vaia non sono metanizzate. Ciò crea condizioni favorevoli per la creazione di reti di teleriscaldamento alimentate da biomassa legnosa.

In questi giorni nella vicina Valtellina, pure duramente colpita nel suo patrimonio boschivo, la presenza delle grandi reti di teleriscaldamento che riscaldano le città di Sondalo, Tirano e Santa Caterina Valfurva creano un polmone di sfogo per la tanta biomassa legnosa non adatta alle trasformazioni industriali.

Come dimostrato da FIPER in un recente studio, le reti di teleriscaldamento sono un importante volano per lo sviluppo delle filiere forestali ed aumentano il valore di macchiatico dei boschi, permettendo di valorizzare integralmente il legno ritratto dai boschi.

Il Veneto purtroppo si distingue a livello di arco alpino italiano per la pressoché totale assenza di reti di teleriscaldamento. La pianificazione del loro sviluppo anche nelle vallate ed altopiani regionali potrebbe rendere molto più resilienti le filiere forestali  e, assieme alla ricostruzione delle segherie, costituisce una delle basilari azioni strategiche in una logica di rilancio del settore foresta-legno a scala regionale.

 

FARE CONSORZIO FORESTALE

La proprietà forestale nel Veneto è decisamente dispersa ed anche le più grandi proprietà (foreste comunali, delle Regole o della Regione) superano raramente le poche miglia di ettari. Gestire emergenze come quella attuale e, soprattutto, pensare in futuro ad un rilancio delle attività forestali non è pensabile in mancanza di aggregazioni di grande dimensione delle superfici forestali.

Lo strumento per farlo esiste da tempo ed è il Consorzio forestale.

Nel Veneto i Consorzi forestali non esistono perché in passato si è ritenuto che fosse la Regione, attraverso i suoi Servizi Forestali, a surrogarne parte delle funzioni. Bisogna ora pensare di farli rinascere, forti dell’esperienza di Federforeste. Molti sono i buoni esempi a cui si può far riferimento e sicuramente molte aree regionali si prestano a mettere assieme in poco tempo estese superfici: si pensi ai boschi dell’Altopiano di Asiago, posseduti per gran parte dai famosi Sette Comuni od ai boschi del Comelico, per gran parte in mano ad una quindicina di Regole.

Le Foreste demaniali regionali, gestite da Veneto Agricoltura, potrebbero fare localmente da “nucleo di aggregazione”, dando l’avvio ai nuclei di fondazione dei Consorzi forestali: così potrebbe accadere attorno alla Foresta del Cansiglio per i boschi dell’Alpago, a quella di Sinistra Piave per i boschi della catena Cesen-Visentin, a quella di Giazza per i boschi delle Piccole Dolomiti e della Lessinia e così via.

 

FONDI DALL’EUROPA

Le idee per camminare hanno bisogno di risorse, e le risorse occorre chiederle, soprattutto quando si ha la consapevolezza che esistano. La Regione infatti pianifica l’utilizzo dei fondi FEASR e FESR attraverso gli strumenti del PSR e del POR.

Alla luce di quanto subito dal patrimonio forestale si potrebbe concordare con la Commissione europea un ritocco ai Programmi nella loro fase finale di programmazione, destinando una parte significativa delle risorse all’attuazione di alcune delle azioni descritte sopra (ad esempio la ricostruzione dei boschi degradati o l’acquisto di macchinari forestali adatti ad interventi su grande scala).

La programmazione 2014-2020 si sta avviando alla conclusione e sarebbe molto importante presentare nei bandi 2018-2019 una serie di progetti che aiutino a mettere in atto parte delle azioni descritte sopra, scambiare esperienze a livello europeo, promuovere la ricerca su tematiche di grande rilievo per le ricadute che possono avere nella ricostruzione del patrimonio forestale regionale. Di seguito si fornisce qualche esempio:

  • LIFE
    • Ricostruzione degli habitat in aree Rete Natura 2000 danneggiate da eventi catastrofici
  • Interreg Spazio Alpino
    • Collaborazione nello spazio alpino per la ricostruzione del patrimonio forestale danneggiato da eventi catastrofici
  • Interreg Italia Austria
    • Collaborazione transfrontaliera per valorizzare il legname di eventi catastrofici e ricostruire il patrimonio forestale.

 

 

Azione Breve periodo

(inf. 1 anno)

Medio periodo

(1-5 anni)

Lungo periodo

(oltre 5 anni)

Inventario dei danni +
Recupero e valorizzazione del legname schiantato + +
Difesa idrogeologica delle aree boschive danneggiate +
Difesa fitosanitaria + +
Ricostruzione delle superfici forestali danneggiate + +
Produzione vivaistica + +
Azioni complementari di prot. e val. delle foreste danneggiate + +
Pianificazione forestale +
Potenziamento della capacità di utilizzazione dei boschi. + +
Formazione tecnica e professionale + +
Rilancio delle prime lavorazioni + +
Realizzazione di  reti teleriscaldamento in comuni non metanizzati +
Aggregazione delle proprietà + +
Fondi europei +

 

Se il parametro è tematico, esse possono essere divise come nella tabella che segue:

Azione Recupero del legname Ricostruzione dei boschi Azioni di filiera
Inventario dei danni + +
Recupero e valorizzazione del legname schiantato +
Difesa idrogeologica delle aree boschive danneggiate +
Difesa fitosanitaria +
Ricostruzione delle superfici forestali danneggiate +
Produzione vivaistica +
Azioni complementari di prot. e val. delle foreste danneggiate + +
Pianificazione forestale +
Potenziamento della capacità di utilizzazione dei boschi. + +
Formazione tecnica e professionale + +
Rilancio delle prime lavorazioni +
Realizzazione di  reti teleriscaldamento in comuni non metanizzati +
Aggregazione delle proprietà +
Fondi europei + +

 

In ogni caso sarà necessario rivedere in modo profondo la politica forestale regionale, mettendo finalmente il bosco al centro dell’attenzione non solo dell’azione politica ma anche di quella dei diversi attori che operano nelle complesse filiere che partono dai boschi.

Un segnale forte sarebbe quello di ricostruire una forte Direzione regionale foreste, incaricata di seguire nel breve,medio e lungo periodo lo straordinario programma di rinascita dei boschi del Veneto.

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