La Quaresima virale del Nord. Non ci sono solo tv e social

di Alessandra Luigia Favotto Rodegher – E’ solo una riflessione. Quando ero bambina, la Quaresima era quel periodo di aspettativa della festa grande, la “ PASQUA”, perché noi bimbe come da tradizione, avremmo finalmente indossato il vestito e le scarpe nuove proprio per l’occasione.

Il venerdì Santo, la mamma, mi faceva notare come le campane fossero mute, in segno di rispetto per la morte di Gesù. Poi si faceva una visita in Chiesa, ed il sabato mattina , la mamma mi segnava la fronte con l’acqua del rubinetto, perché si diceva fosse tutta benedetta.

L’immancabile letterina di buoni propositi sotto il piatto di papà a Pasqua e l’uovo di cioccolato da aprire chiudeva la festa. Nel proseguo degli anni , la Quaresima, periodo di spiritualità e di preparazione a quel momento così grande per noi cattolici, quale la Pasqua, si è sempre più, ed uso un eufemismo, “sbiadito”.

Si è persa quella dimensione e quel significato religioso, a cui la Chiesa ci richiama. I motivi sono sempre gli stessi, lavoro, famiglia, impegni, etc..etc.. e poi il mantra: “ NON ABBIAMO TEMPO”. Già, il tempo!!!

Questo tempo di Quaresima 2020 , così drammatico che stiamo vivendo, ci costringe e ci obbliga, non per scelta, a riprenderci quel tempo, “ grazie” o a causa del corona virus, a guardarci dentro, insomma a ripensare e ritrovare umanità.

Suonerà come una bestemmia quella parola “ grazie al corona virus” per coloro che hanno perso un loro caro. Ho usato questa espressione grazie che potrebbe suonare quasi offensiva, per fare alcune riflessioni.

Penitenza: “ non somiglia forse questa forzata clausura ad una penitenza ? “. So bene che non è questo ciò che intende la Chiesa. Preghiera: “ anche se solo per paura, ed è tanta, questa, ci fa ritornare alla mente qualche invocazione a Dio, quindi a riconnetterci con Lui”. Umanità: “ da quanto tempo non passavamo con quel figlio che vedevamo sì e no distrattamente solo a cena e che ora quel “ tempo forzato” ci fa riscoprire ? “

Gli amici che si ricordano di te e ti chiamano, chiedendoti come stai. Io ho trovato persino il tempo di buttar giù questa riflessione. Il mio riferimento al Divino, non è certo un riflesso del Medioevo, castighi e punizioni caduti dall’alto. C’è un detto popolare attualissimo ora: “ QUANDO IL CORPO SI FRUSTA, L’ANIMA SI AGGIUSTA”. Anche io ho paura, sono avanti con gli anni ho figli e nipoti, e sono come si suol dire sulla stessa barca. E’ un paradosso , ma stranamente questo dramma, ci fa sentire più uniti ora che dobbiamo rimanere lontani,che prima con la libertà di incontrarci. Buona salute di cuore a chi avrà avuto la pazienza di leggermi. E’ solo una riflessione!!

 

Print Friendly, PDF & Email

1 Comment

  1. una bella trovata le messe trasmesse in tv locali o meno, col prete solitario da chiese bellissime, grandi e piccole, sparpagliate anche nei territori, diventate col tempo solitarie mete di passeggiate… e si scopre che tutte sono sorte per opera di popolazioni in occasione di pestilenze, come ringraziamento di essere sopravvissuti o propiziazione del favore di Dio, che alla fine, benché immateriale e distante, lo si è sempre sentito come padrone del mondo ma anche del destino di tutti…

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Articolo precedente

SCUOLA LIBERA, petizione online: un danno maturità a settembre. di Stato a settembre è inutile e dannosa. Ecco che fare

Articolo successivo

Senzasconti, De Pasquale, Poloni e Strada su Antenna 3