La “Pummarola secessionista” scatena il razzismo industriale

di GIANFRANCESCO RUGGERI

Si sa che la pummarola è sacra in larga parte di quell’informe e scalcagnata entità che si chiama italia. È un marchio di fabbrica, uno stile di vita, un simbolo caro e quasi sacro: cosa c’è di meglio che la pummarola ‘n coppa?

Qualche giorno fa la ditta Pomì, ovvero il Consorzio Casalasco del Pomodoro che ha sede in provincia di Cremona ha lanciato una campagna in cui spiega ai consumatori l’origine della materia prima che impiega, ovvero il pomodoro, che viene prodotta per il 75% in Lombardia, per il 20% in Emilia Romagna e per la quota restante in Piemonte e Veneto. Un messaggio di chiarezza corredato da una bella cartina e dalla rivisitazione delle storico slogan O così o Pomì, che è diventato Solo da qui. Solo Pomì. Oltre alla campagna pubblicitaria la Pomì ha introdotto un eccellente sistema di tracciatura, tanto avanzato da permettere al consumatore di scoprire per ogni barattolo che acquista quale è l’azienda agricola che ha prodotto i pomodori, basta inserire un codice nel sito della società.

È bastato questo perché dalla Maradonia partisse una sorta di caccia alle streghe con un via vai di lamentele, insulti, minacce di boicottaggio e un fuggi fuggi di scemenze e di malcelato razzismo, il tutto supportato da prestigiosi, si fa per dire, organi di stampa nazionale, e da politicanti locali con molto tempo da perdere. Una persona sana di mente resterebbe sbigottita chiedendosi perché tutto questo? Cosa ha fatto di male la Pomì? L’accusa è quella di utilizzare solo pomodori “padani”, badate bene che la Pomì non usa affatto questo termine, si è permessa soltanto di precisare che utilizza solo pomodori freschi dei soci del Consorzio Casalasco, che come tali sono coltivati nel cuore della Pianura Padana, ad una distanza media inferiore ai 50 km dagli stabilimenti di confezionamento: tanto basta per scatenare la feroce reazione dei pummaroli doc, che l’hanno accusata di produrre niente popodimeno che una famigerata pummarola padana, peggio una pummarola secessionista!

Due concetti, pummarola e secessione, che associati tra loro hanno evidentemente sconvolto i cavalieri del Sacro Ordine della Pummarola ‘n Coppa! Tutto ciò deve essere sembrato un sacrilegio, un’inconcepibile assurdità, come se Berlusconi gridasse viva Inter o andasse a letto con Cecchi Paone: da non credere, inaudito!

Ovviamente la Pomì non è animata da alcuna intenzione politica, secessionista o indipendentista, magari le aziende padane prendessero posizioni secessioniste! La Pomì voleva solo dare maggiori informazioni ai consumatori e tranquillizzarli, così come ha cercato di spiegare in un suo comunicato che ha accompagnato il lancio della campagna pubblicitaria: i recenti scandali di carattere etico/ambientale che coinvolgono produttori ed operatori nel mondo dell’industria conserviera stanno muovendo l’opinione pubblica, generando disorientamento nei consumatori verso questa categoria merceologica. Il Consorzio Casalasco del Pomodoro e il brand Pomì sono da sempre contrari e totalmente estranei a pratiche simili, privilegiando una comunicazione chiara e diretta con il consumatore. Per questo motivo l’azienda comunicherà sui principali quotidiani nazionali e locali, ribadendo i suoi valori e la sua posizione in questa vicenda. Si tratta di un atto dovuto non soltanto nei confronti dei consumatori, ma anche nel rispetto delle aziende agricole socie, del personale dipendente e di tutti gli stakeholders che da sempre collaborano per ottenere la massima qualità nel rispetto delle persone e dell’ambiente.

Il comunicato è stato vissuto persino peggio della campagna pubblicitaria, se l’utilizzo di soli pomodori “padani” poteva generare l’accusa di una pummarola secessionista con relativa lesa maestà di un simbolo sacro sotto certe latitudini, il comunicato ha fatto sì che nella Maradonia e dintorni si siano sentiti direttamente chiamati in causa. I mezzi di informazione, che non avevano notizie migliori da dare perché probabilmente erano a corto di vallette e veline che postano foto con le chiappe al vento, hanno addirittura parlato di una rivolta sul web contro la Pomì. C’è chi ha accusato la Pomì di speculare su un disastro ambientale di cui quel medesimo nord è altamente responsabile, unitamente alle forze camorristiche, alle istituzioni ed alle amministrazioni locali. C’è chi invece ha minacciato scrivendo: da meridionale vi ringrazio per avermi chiarito le idee sulla prossima azienda da boicottare.

Agli internauti si sono aggiunti i politiconi, l’assessore campano all’agricoltura Daniela Nugnes ha dichiarato che sono inaccettabili interventi in danno alle imprese agricole e alla Campania da parte della distribuzione nazionale per scelte che sembrano non supportate da dati scientifici e che mi auguro non siano motivate da mera speculazione. Notate, sono scelte non supportate da dati scientifici!

Segue il tweet di Caldoro presidente della Regione: pomodori al nord è solo marketing, il sapore dei nostri è un’altra cosa: sono migliori e controllati. Non perde l’occasione di dire la sua neppure la ministra dell’agricoltura, Nunzia de Girolamo che si dichiara sconcerta che una primaria azienda abbia sentito la necessità di specificare non solo che il suo pomodoro è italiano, ma che proviene da determinate regioni, quelle settentrionali. Il made in Italy è unico e indivisibile e se qualcuno pensa di andare sui mercati internazionali con un’identità di provincia appartiene a un mondo che non esiste più.

Secondo il Fatto Quotidiano il 4 novembre La Repubblica avrebbe addirittura tacciato la ditta di “razzismo industriale”: ho scoperto che esiste anche questo, il razzismo industriale. Poerì a nóter! Sono veramente rimasto allibito e sconcertato dalla violenza verbale e dalla sistematicità dell’attacco cui la Pomì è stata sottoposta per aver semplicemente detto che usa pomodori prodotti dai soci della cooperativa che sono tutti della zona, per essere stata chiara e trasparente. Questa storia dimostra però tante cose interessanti su cui riflettere:

1) il sistema sud sa sempre come fare quadrato, tutti gli abitanti della Maradonia hanno fatto sentire la loro voce, dal più pinco palla fino ai più importanti esponenti politici;

2) il sistema padano come al solito va in ordine sparso, così la Pomì è rimasta sola e nessuno dei nostri politici, opinionisti, buongustai ha speso una parola per difenderla da questa vergognosa e ignobile aggressione;

3) al sud esiste molta gente che non ha nulla da fare nella vita e passa il tempo cercando ogni pretesto buono per rompere le balle a chi in Padania ancora lavora, prova ne sia che qui da noi nessuno smetterebbe di lavorare se gli dicessero che il cacciocavallo o la mozzarella di Battipaglia sono fatti solo con latte della zona: chissenfrega!

4) la De Girolamo è evidentemente inadatta al ruolo che ricopre perché se lei rimane sconcertata perché una primaria azienda ha sentito la necessità di specificare non solo che il suo pomodoro è italiano, ma che proviene da determinate regioni, io, da addetto ai lavori, rimango sconcertato da questa sua dichiarazione che sconfessa il principio che sta alla base dei marchi DOP, DOC e IGT che sono la vera forza ed eccellenza delle produzioni agricole italiane e che prevedono un determinato e limitato areale di produzione, ad esempio ol Formai de Mut – DOP non è un generico formaggio italiano, ma può essere prodotto solo nell’alta Val Brembana. Ben venga chi caratterizza il suo prodotto, ben venga chi lo lega ad un territorio perché solo così si eleva la qualità e solo così si riesce ad esportare in un mondo globalizzato pieno di prodotti generici, insomma l’esatto contrario di quanto sostiene il ministro che dichiara se qualcuno pensa di andare sui mercati internazionali con un’identità di provincia appartiene a un mondo che non esiste più: dimettiti De Girolamo!

5) il patriottismo italico ha raggiunto livelli preoccupanti, se si è giunti a dichiarare che non solo l’italia è una e indivisibile bensì anche il made in Italy è unico e indivisibile: oh Signur!

6) la lamentela e il piagnisteo sono sempre lo sport nazionale del sud, campioni del mondo forever! Qualunque cosa capiti da Roma in giù è sempre colpa del nord, di un generico nord maligno, un nord tanto cattivo che gli manda solo 100 di miliardi di euro all’anno. Così se ci sono dei rifiuti smaltiti illecitamente al sud è tutta colpa del nord, di tutto il nord compresa la Pomì, che per solidarietà nazionale dovrebbe comunque compare dei pomodori campani, di tutto cittadini nordisti che sono dei meschini, degli “infami” solo perchè hanno paura di mangiare i pomodori della Maradonia, mentre invece per solidarietà nazionale dovrebbero mangiarne anche loro, ammalarsi anche loro, perché è colpa loro se i rifiuti sono seppelliti al sud. E non cambia nulla se uno faceva l’edicolante o lavorava all’aeroporto di Linate è comunque colpa sua, basta che sia del nord ed è colpevole! Per principio. Detto da quelli che per decenni si sono lamentati che non si deve fare di tutta un’erba un fascio, che al sud non sono tutti disonesti, fa veramente sorridere. Poi scopri che al sud non solo sono seppelliti rifiuti tossici, ma anche rifiuti nucleari e per fortuna nostra in Padania non ci sono centrali, quindi almeno qui siamo certi che non è colpa nostra, così si scopre che le scorie vengono da Germania e Austria. Allora ci si chiede, ma la colpa è di chi ha prodotto i rifiuti o di chi li ha smaltiti illegalmente?

In tutto questo la sola nota positiva viene dalla Pomì che ha solo voluto far bene il suo lavoro, essere trasparente e che, convinta delle sue scelte, non ha fatto retromarcia ma ha ribadito il concetto comunicando che non volevano offendere nessuno, ma solo garantire trasparenza. Ecco, in questo schifo di paese anche voler lavorare bene è un crimine, è un reato.

Non ho mai comprato i prodotti Pomì, ma ora lo farò, non certo perché consideri la loro pummarola secessionista, che idiozia, solo perché mi sembra che la Pomì sia un’azienda che cerca di fare bene il suo lavoro, un’azienda che non ha fatto nulla di male e che ha subito una ingiusta aggressione, una azienda della mia terra che fa lavorare quanti qui vivono, meridionali compresi, invece di importare pomodoro made in Cina. Per di più se guardiamo l’immagine diffusa dalla Pomì, il cerchio rosso posto tra Lombardia ed Emilia mi ricorda ben altro, più che l’origine dei pomodori, mi ricorda l’epicentro del terremoto che ha sconvolto proprio quelle zone, l’Emilia e il Mantovano. Insultare e boicottare persone che hanno patito una simile disgrazia e che vogliono solo lavorare bene è francamente vergognoso, ignobile, indecente, rivoltante, meschino e chi più ne ha più ne metta. Basta Italia!

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

70 Comments

  1. Ugone says:

    Interessante la teoria De Girolamo: tutto quello che è italiano è genuino a prescindere da quale zona provenga, indicare la provenienza è provinciale e antiquato. Quindi io che vivo in Sardegna dovrei considerare una melanzana che proviene da Bari (500 Km, tra i quali 200 di mare, e minimo 2 giorni di viaggio) da una che proviene magari dalla Corsica (19Km e qualche ora di viaggio), solo perchè sopra c’è scritto Made in France…. Bel modo di ragionare, complimenti….

  2. salvo says:

    sondaggio:è più squallido l’articolo o i commenti?

  3. Sandi Stark says:

    Che bisogno avete dei pomodori? Se non sono ben maturi possono essere tossici e se assunti in quantità molto elevata, persino mortali.

    Fino a metà del 1800, nessuno si sognava di nutrirsi di pomodori, erano considerati velenosi se non frutta del demonio; si coltivavano solo come piante ornamentali.

    Furono le carestie dell’Italia Unita e la fame conseguente, a costringere alla coltivazione dei pomodori. Nemmeno i meridionali mangiavano pomodori, cercate nelle loro ricette di un paio di secoli orsono e non vi troverete traccia. E’ il ragù bolognese che si fa con il pomodoro, non quello napoletano.

    Il primo stabilimento di produzione di conserve di pomodoro nacque a Parma attorno al 1880. Prima della Prima Guerra Mondiale le popolazioni libere e prospere del Tirolo, del Litorale e dalla Valcanale, non conoscevano il pomodoro se non in alcune forme particolari come ad esempio il concentrato che serviva per il goulasch e la buzara.

    Fino agli anni ’20, nelle ex terre libere del Litorale e del Tirolo, non esistevano pomodori. Nè quelli da sugo, nè quelli da insalata. Controllate nei libri di ricette delle vostre nonne, prima del 1900 non vi era traccia di pomodoro nella cucina dell’attuale Nord Italia.

    Un buon passato di pomodori freschi fatti in casa può anche essere piacevole, molto saltuariamente e facendo attenzione di non mangiarne molto perchè tutti voi avrete già constatato i disturbi gastro enterici che può provocare il suo abuso.

    Saltuariamente… non ogni giorno e su ogni pietanza come pretende l’industria alimentare italiana che è giunta alla mistificazione di usare il pomodoro per qualsiasi tipo di pesce… obbrobrio gastronomico che cancella i delicati sapori naturali per massificare i gusti come nemmeno Mc Donalds è riuscito a fare.

    Non avete bisogno del pomodoro, i vostri orti producono tutti i vegetali autoctnoni che servono per farvi vivere sani. Vi hanno parlato della vitamina C contenuta nel pomodoro? Stupidaggini, i cavoli cappucci ne contengono molta di più e se li conservate come facevano le vostre nonne nei mastelli, ne avrete scorta per tutto l’inverno.

    Vi hanno parlato degli antiossidanti? Ammesso che esistano e che siano efficaci, ne trovate altrettanti nei vostri vegetali autoctoni, nella frutta delle vostre pianure e delle vostre valli, nel vino rosso delle vostre vigne, nelle bietole delle vostre campagne, nelle vostre carote, nella vostra frutta di bosco, nei vostri melograni, nel vostro aglio, nei vostri broccoli e cavolfiori, nel pesce dei vostri mari e dei vostri laghi eccetera.

    I nostri nonni che non consumavano pomodori erano più longevi di noi. Diversi di loro si rifiutarono di nutrirsi di pomodori per il resto della loro vita dopo il 1918, visto che che era il cibo degli invasori. Si può vivere senza pomodori, basta volerlo.

    • Gunther says:

      Lei sbaglia, in Italia il pomodoro veniva consumato già nel 16 secolo, suggerito dai medici stessi come cibo ricostituente.Si documenti meglio prima di affermare sciocchezze come quelle sulla cucina, longevità, gli antiossidanti ecc.

  4. Sandi Stark says:

    Signor Ruggeri non scriva siocchezze, dall’Austria non può giungere alcuna scoria radioattiva perchè in Austria non esistono centrali nucleari. Se ha appreso tale bufala dalla stampa italiana, ciò fa pensare che la sua credulità e la sua fiducia verso l’Italia sia ancora troppo elevata.

    L’Austria voleva, fare una centrale. Ma gli abitanti della Stiria, autonomi e liberi, votarono contro. La centrale fu bloccata e parzialmente convertita in uno gigantesco termovalorizzatore, con emissioni inquinanti irrisorie. Quel termovalorizzatore importa rifiuti da Napoli facendosi ben pagare, produce energia che rivende lautamente e riscalda la cittadina di St. Polten, distante quasi 50 chilometri dalla centrale.

  5. Enzo says:

    la trevigiana pasta “Jolly” indica nelle proprie confezioni la provenienza della farina nel tavogliere delle puglie. se la mettano via sti campani e si mettano a fare seriamente una politica ambientale degna della loro storia passata che abbia un barlume di validità, aimè, ormai una storia troppo antica, vecchia di quasi duemila anni!

  6. luigi says:

    A prescindere, sempre meglio il pomodoro San Marzano dell’Agro-Nocerino-Sarnese che pomi’ o pomo’

  7. Mauro Gargaglione says:

    Se un giorno i responsabili di questa azienda venissero tirati in ballo per discolparsi dalle accuse di razzismo territoriale e attentato all’unità dell’itaglia (un processo pubblico alla Barilla per capirci), suggerirei loro una risposta così:

    «Se fossimo razzisti come voi dite, avremmo fatto una campagna pubblicitaria in cui dicevamo chiaro e tondo che i nostri consorziati non si avvalgono di disperati di colore, pagati una miseria e in nero, costretti a vivere in condizini subumane, come è a tutti noto che succede in Campania e nella altre zone del Mezzogiorno.

    Non avremmo incolpato i meridionali di razzismo come fanno loro con noi perchè non ci interessa combattere il razzismo A PAROLE! Se vi piacciono i nostri prodotti e li trovate convenienti, comprateveli, altrimenti comprate altre marche».

  8. Diego Tagliabue says:

    Quando uno esporta merce all’estero (extraeuropeo), il Paese importatore esige un certificato di origine.

    La Pomì non potrà più esportare una goccia di sugo, dato che il certificato di origine è “razzista” verso i “poveri oppressi” della Magna Grecia.

    Puro delirio!

  9. bacca says:

    Per me articolo dell’anno de L’indipendenza !

  10. Simone says:

    Öl terú lè semper ö terú…

  11. Comitato Ultimi Veri Venexiani says:

    MADE IN TERRE DI SAN MARCO

  12. Sandrone says:

    Oramai è chiaro che il vero razzismo è quello del sud nei confronti del nord.

    D’altra parte basta entrare in confidenza con qualsiasi dipendente pubblico di origini duo siciliane di stanza in Lombardia e dintorni, in particolare tra gli insegnanti ( poveri bambini e ragazzi!), per sentir vomitare i più ritriti luoghi comuni ( la nebbia, la polenta, ecc.) e le più atroci fesserie sul piatto dove mangiano.

    La colpa però io la do per un bel due terzi alla Lega Nord che non ha mai davvero fatto un politica settentrionalista, si è sempre limitata alle pagliacciate folkloristiche per qualche gonzo di bocca buona, ed ha sempre appoggiato un centrodestra di incapaci riciclati

  13. Sebastiano says:

    Questi attacchi sono stati provocati dalla paura dei campani che la faccenda rifiuti possa far crollare le vendite dei loro prodotti, mettendo in ginocchio i comparti agroalimentare e lattiero-caseario, gli unici ancora funzionanti e che danno lavoro in Campania. La pubblicità della Pomì, seppur legittima e sacrosanta, è stata vista come una provocazione del tipo: “Acquistate i nostri prodotti che sono buoni perché sono fatti al Nord e non provengono dalla Campania.” Perciò queste proteste non vanno viste come le lamentele di “molta gente che non ha nulla da fare nella vita e passa il tempo cercando ogni pretesto buono per rompere le balle a chi in Padania ancora lavora” ma come il disperato tentativo di salvaguardare due comparti produttivi e non perdere gli ultimi posti di lavoro lasciati dalla crisi. Comunque, sulle responsabilità del Nord i “maradoniani” non insinuano che è colpa del Nord ma che ci sono forti responsabilità da parte di uomini e imprenditori del Nord, oltre che delle Istituzioni, e quindi vorrebbero che oltre ai camorristi venissero puniti anche loro. E’ anche vero però che dopo anni di sfottò ed insulti da parte nostra per le varie emergenze rifiuti, accusati di essere sporchi ed incivili solo perché napoletani anche se assolutamente incolpevoli ed anzi vittime, perché magari uno faceva l’edicolante e l’altro lavorava all’aeroporto di Capodichino e nulla avevano a che fare con la camorra & Co., adesso che si vedono trovare sotto terra fusti e rifiuti provenienti dal Nord, posso capire benissimo che se fossi napoletano probabilmente proverei anch’io un po’ di risentimento.

    • Gianfrancesco says:

      la pomì non ha parlato della campagna, quindi excusatio non petita, acusatio manifesta, se non dicevano nulla, tutto passava via liscio, anche perchè il problema vero per i comparti produttivi di quelle aree non è certo la pomì, ma i mille servizi di tg, report, striscia, le iene, ecc.

      purtroppo invece si tende a generalizzare a dire che è colpa di un generico nord, ovvio che al nord ci sono stati e ci sono dei delinquenti ma che un rifiuto venga da bergamo non significa automaticamente che l’imprenditore bergamasco sia colpevole. Se ti arrivano due ditte abilitate allo smaltimento di rifiuti, una ti chiede 100 e una ti chiede 85 tu ha chi dai l’incarico?

      o devi ipotizzare che quella che ti chiede 85 siccome è gestita da campani è composta da delinquenti?
      ma se ipotizzi che la ditta campana che ti fa il prezzo migliore è per forza una ditta delinquenziale non sei razzista?

      cosa cavolo deve fare uno? se gli dai da lavorare perchè ti fanno un buon prezzo sei colluso, se non lo fai sei razzista, possibile che qualunque cosa fai sei colpevole di qualcosa?

      • Garbin says:

        Ottima risposta, a ogni modo credo ormai evidente il fatto che i meridionali vogliono farci sentire in colpa per loro, così è più facile fregarci.

        Quindi se ti fidi della ditta napoletana e poi questa è formata da delinquenti è colpa del nord, se non ti fidi perchè il napoletano cerca sempre di fregarti sei un razzista.

        Se ne esce solo con la secessione.

        • Sebastiano says:

          Il problema è che molti sapevano! In alcune intercettazioni pubblicate qualche tempo fa, i camorristi dicevano esplicitamente come venivano smaltiti i rifiuti. Addirittura in una intercettazione, un imprenditore di Treviso ha esclamato: “I napoletani sono merda, vivono nella merda, facciamoli morire nella nostra merda!” Ovviamente non tutti erano consapevoli, però una buona parte si e a mio parere vanno puniti, perché questa gente è la stessa che non si fa scrupoli a scaricare rifiuti nei fiumi dietro casa e poi ci ritroviamo situazioni come l’inquinamento del fiume Lambro o del Lago di Como, che è uno dei più inquinati d’Europa. Però onestamente se io fossi napoletano e leggessi intercettazioni di questo tipo oppure la storia dei fratelli Gavioli che speculavano sull’emergenza rifiuti, http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2012/06/20/news/cricca-veneta-sui-rifiuti-di-napoli-arrestati-i-fratelli-gavioli-1.5291660, dopo tutti gli insulti subiti mi incazzerei anch’io ed ad ogni minima cosa salterei in piedi. Non voglio giustificare, ma li posso capire.

        • Aquele Abraço says:

          Meglio passare per razzista che cercare grattacapi e rogne

      • Sebastiano says:

        Il problema è che molti sapevano! In alcune intercettazioni pubblicate qualche tempo fa, è stato dimostrato che i camorristi spiegavano perfettamente come venivamo smaltiti i rifiuti. Addirittura qualcuno se ne compiaceva.

        • Marco Green says:

          Ha idea dell’ammontare di rifiuti (di ogni genere) smaltiti abusivamente nelle campagne campane?
          Ha un’idea della dimensione dell’eventuale apporto di rifiuti delle industrie “padane” (in questo caso le virgolette sono necessarie), portati in Campania dai camorristi legati alle aziende di smaltimento meridionali insediatesi in Padania?

          Evidentemente no, se è una persona seria non può averne un’idea, perchè sinché ci si basa sul sentito dire e su pochi casi quantitativamente non significativi, su leggende metropolitane alla Saviano, su intercettazioni (che invito a riportare qui nel dettaglio con tanto di fonti; in particolare vorrei leggere quella relativa all’imprenditore di Treviso che lei ha citato più sopra) di poche persone (ovviamente strapubblicizzate e ingigantite da imbecilli o da gente in malafede) e sulle sparate di un pentito (che invito ad ascoltare, per farsene un’idea, nell’intervista data alle Iene), non esiste al mondo che un meridionale si metta a sbraitare contro la comunità padana che, ripeto, NON HA NESSUNA COLPA riguardo al triste risultato di inquinamento raggiunto in Campania!

        • Gianfrancesco says:

          cerca di essere serio, che ci siano delle mele marce in Padania si sa, ma quando dopo aver messo all’indice i tanti o pochi imprenditori padani, hai sentito i meridionali dire che anche loro hanno colpa, anzi che la maggior parte della colpa è loro?

          quanti hanno smaltito sono meridionali, quanti non hanno controllato sono meridionali, quanti non hanno denunciato sono meridionali, vogliono prendersi le loro responsabilità o tutto si riduce a dire che è colpa di qualche imprenditore del nord che era complice?

          • Sebastiano says:

            Io generalmente cerco sempre di essere obiettivo nelle cose e mi informo prima di parlare. Ci sono sicuramente molti imprenditori campani che hanno smaltito abusivamente, ma stento a credere che una regione così poco industrializzata abbia così tanti rifiuti industriali, oltretutto alcuni radioattivi. Probabilmente l’apporto di rifiuti delle nostre industrie e di quelle estere è maggiore di quello che si vuol far credere. Comunque è mia buona norma fornire link e fonti di quello che cito, come ho fatto con i fratelli Gavioli (che non sono nemmeno stati degnati) ma le intercettazioni non sono più riuscito a trovarle purtroppo, altrimenti le avrei messe. Ad ogni modo da quel che ho visto e letto, i meridionali incolpano tre “entità”: camorra, istituzioni e imprenditori. Non ho mai sentito nessuno dire che è colpa del Nord o dei cittadini del Nord, ci mancherebbe altro. Anche nel caso Pomì, è stata attaccata l’azienda, non il territorio o i cittadini alla quale essa appartiene. Quindi le cose sono due: o diciamo che i meridionali sono tutti camorristi/delinquenti e quindi sono tutti collusi (chi più chi meno), oppure dobbiamo prendere atto che gran parte di loro sono vittime di questo sistema e che hanno ragione a protestare. Ma se prendiamo per buono il primo caso, allora dobbiamo considerarci anche noi collusi di questo sistema, visto che anche da noi sono successi, seppur su scala inferiore, casi analoghi. http://www.laprovinciadicomo.it/stories/Cronaca/rifiuti-sotto-il-sanna-iniziato-il-processo_1028238_11/ http://www.ilgiorno.it/brescia/cronaca/2013/07/13/919292-amianto-rifiuti-pericolosi-discarica-abusiva.shtml Io direi che ci sono mele marce del Sud e mele marce del Nord, che con la complicità di questa repubblica di banane in cui viviamo, hanno combinato questo disastro ambientale. Però i rifiuti sono lì e i malati di tumori e leucemie sono lì. Queste diatribe Nord vs Sud non hanno senso. Ci dovrebbe essere invece un scontro tra la società sana e quella marcia. E’ per questo che questo paese sta affondando.

            • Marco Green says:

              Cioè tu, dotto dispensatore del “tutto il mondo è paese, di quella citazione dell’ “impenditore di Treviso” non hai la fonte, l’hai riportata tutta a memoria?

              Sculta: va a ciapà per el cül vergü alter, che té ta sét padano come La Russa l’è en principe danés…

              • Sebastiano says:

                Di tutto quello che ho detto, questo è quello che hai da rispondere? Mi sembri un po’ a corto di argomenti..

              • Sebastiano says:

                P.S. Comunque che sono un dispensatore del “tutto il mondo è paese” lo dici tu non io..hai completamente travisato il mio ragionamento.

  14. giorad says:

    Terronia… che pena. Fino a quando dovremo subire questa ignominia per associazione?….

  15. jesse james says:

    I polentonci rimbecilliti da decenni di propaganda terronica si sveglino e comorino questi prodotti…. alla faccia di quelle facce di bronzo terroniche te c

  16. Albert Nextein says:

    Pomì ha fatto benissimo.
    Al sud, che si arrangino.

  17. luigi bandiera says:

    Non lo sapevo ma adesso che lo so ringrazio vivamente la POMì per tutte le informazioni che normalmente cerco ma che non trovo nei supermercati. Per colpa mia (sono miope per cui…).

    Vedremo di diventare clienti futuri dato che noi qua in famiglia ci si arrangia con la pomarola ‘n coppa. Compriamo pomodori dei campi qua vicini, massimo 15 Km. Siamo kriminali..?

    O siamo obbligati a comprare un Kilo in Veneto, un Kilo in FVG, un Kilo in Campania, un Kilo a TAA, e via discorrendo per far si che sta merrrrddd sia una e indivisibbile..??

    Marronna mia, che dobbiamo digerì mo tutt’al dì..??

    Veramente e’ da CONATI CONTINUI. Si, fin che durera’ questo uno e indivisibbile GRAN BEL KAXINO a tre bande bianke, rosse e verdi.

    E pensare che RECLAMANO I “BRIGANTI” come veri patrioti..!!!??

    Ma allora, dico io: sono contro o a favore di questo GRAN BEL KAXINO UNO e INDIVISIBBILE..???

    Ahaaa….

    Pe magna’ che si deve fa’..!! Ke si deve dì…

    continua

  18. marco says:

    Non ero a conoscenza di questa “conferma” circa il razzismo di stato imperante nella “democratica” i-taglia. Da oggi solo Pomì. E quei 100 miliardi/anno dal Nord verso il Sud senza ritorno o almeno un “grazie”, proviamo a tenerceli noi. Se almeno il 25% dei Padani si svegliasse, nessuno potrebbe opporsi alla volontà di 7 milioni di persone. SVEGLIA!!!!!

  19. Angelo says:

    Caro Gianfrancesco,
    a questo punto il 7 dicembre dobbiamo essere decisi, determinati e in tanti. A favore di chi almeno parla d’indipendenza…

  20. Rodolfo Piva says:

    Bravissima POMI’ . Anche io acquisterò d’ora in avanti i suoi prodotti mentre all’assessore campano Daniela Nugnes, al Presidente della Regione Caldoro ed al Ministro dell’Agricultura Nunzia di Girolamo mando un piccolo suggerimento: ” una volta almeno nella vita provate ad andare a lavorare sul serio e non per finta”.

  21. Giuseppe says:

    Quando si arriva a tali punte di maradonismo, vaIe a dire terronite acutissima, non si deve neppur pensare a concetti come secessione o simili, perché è chiaro che la patologia ha intaccato gli elementi portanti di quell’ormai famigerato Stato nazional-borbonico, borborigmico, centralisitico e insieme unitario, nonché napolitan-italico che è chiamato impropriamente Italia: occorre semplicemente avere la forza di soffiare un po’ forte per farlo crollare, come si fa con un castello di carte. Ma almeno quella forza occorre averla, perdiana!, e il fatto che la creatura, come dicono in Maradonia, sia ancora viva, la dice tutta sulle forze e determinazione che animano la nostra gente: siamo forti come lo è un moribondo, però sproloquiamo di “distinguo” e di rapporti da chiarire con lo Stato italiano. Cazzate, quando il vero potere è a Bruxelles e a Berlino. Il tutto da vere macchiette alla Crozza, ridicole al punto da sperare persino che la forza necessaria l’abbiano gli sporchi e viscidi culon-leghisti di Roma.

  22. Nunzia De Girolamo è invece perfettamente adatta al suo ruolo, difende l’indifendibile, l’italia.
    Quanto a ministro dell’agricoltura farà solo danni anche ai napoletani, non capire cosa significano e a cosa servono DOP, DOC, ecc… è come tentare di scrivere senza conoscere l’alfabeto, MINISTRA ANALFABETA, DIMETTITI.

    Non per nulla la “competente” ministra De Girolamo ha regalato una fornitura di pomodori datterini a Flavio Tosi ed ha dichiarato: «Questo è il mio regalo per il sindaco Tosi che apprezza i pomodori campani».
    Il ministro dell’Agricoltura e il sindaco si sono incontrati alla Fieracavalli 2013 a Verona.
    PS c’era anche Zaia che non si è scomodato a criticare la De Girolamo; da Tosi nemmeno me l’aspetto.

  23. ALAIN says:

    che la De Girolamo si debba dimettere è una grande verità,è una talmente ignorante che non solo non conosce la storia d’Italia ma nemmeno i principi logici del suo ministero.Del resto dell’articolo cosa dire,triste che si veda razzismo in ogni cosa ,forse il bero razzista e quello così prevenuto.Certo che in Italia finché ci sono idioti che polemizzano per cazzate mentre lo stato ci uccide non andremo avanti.

  24. giangiovanni says:

    Bravo Gianfrancesco, basta itaglia. Sono 147 anni che sopportiamo questa infamia. E’ ora di girar pagina.

  25. Trasea Peto says:

    7) Sostituire la parola “fascismo” con “dell’Ausonia”, o “della Maradonia”, o “dei scendicane”, o “dei magna-magna greci”:

    “Secondo l’ideologia fascista, una nazione sarebbe una comunità che richiede dirigenza forte, identità collettiva e la volontà e capacità di esercitare la violenza per mantenersi vitale. Per l’ideologia fascista la cultura è creata dalla società nazionale collettiva, dando luogo a un rifiuto dell’individualismo; il fascismo nega inoltre l’autonomia di gruppi culturali o etnici che non sono considerati parte della nazione fascista e che rifiutano di essere assimilati”

  26. Tuder says:

    Perfetto, visto che l’articolo fotografa bene la situazione, esorto tutti fare come loro, ossia quadrato attorno a questa ditta” . Comprando il loro prodotto, se a uno piace il sugo, ma soprattutto scrivendo alla ditta e a tutti i mass media. Questa è’ una guerra e come take va conbattuta

  27. Dan says:

    L’unica secessione che siamo buoni a fare

  28. Amedeo says:

    In nord lavora e produce, il sud vuole comandare, imbrogliare e sfruttare il prossimo e impedire al nord di lavorare correttamente. Al sud, ci sono i geni della truffa e dell’imbroglio.

  29. Enzino53 says:

    Fa bene la Pomi a smarcarsi dall’immondezzaio nel quale la malavita ha sprofondato il sud. Ancora una volta le colpe sono sempre del nord che li mantiene da sempre. Da oggi comprerò solo ed esclusivamente i prodotti Pomi per due ragioni: perchè non voglio avvelenare la mia famiglia e per il fatto che al meridione prendendo posizione gli facciamo del bene. Ultima cosa, come mai invece di protestare con la Pomi non vanno a spaccare qualche testa camorrista?

  30. Garbin says:

    I cittadini di maradonia sono solo delle faine, e pensano solo a come fregare denaro ai settentrionali, l’unico problema è che molti settentrionali fanno finta di non vedere, anche se vedono.

  31. lorenzo canepa says:

    TUTTI A COMPRARE LA PUMMAROLA POMI

  32. AUVERNO says:

    Tranquilla Pomì. Ieri mia moglie, che della politica si infischia altamente, è andata al supermercato e ha comprato la passata Pomì. Non gliel’ho detto io. Ha visto la notizia al TG e lo ha fatto. Questo grazie agli “indignati” per la campagna pubblicitaria.
    Che idioti…

  33. alessandro says:

    il boicottaggio dei prodotti di questa ditta da parte degli abitanti del sud è comprensibile perché evidentemente per loro la pummarola ha un valore simbolico. Qui da noi le informazioni relative alle merci che acquistiamo assumono un significato diverso. E’ il segno di un’ulteriore differenza tra le regioni padane ed il mezzogiorno. Differenza esistente, operante, concreta e viva, altro che italianizzazione della penisola! E’ questo genere di attenzione che ci protegge, tra le altre cose, dallo scempio ambientale che la camorra ha prodotto, con la complicità del popolo, a Napoli e dintorni e cha ha, probabilmente, avuto effetti disastrosi sull’economia e sui produttori di quelle aree.

  34. el puresin says:

    comprerò pomì,non solo perchè il prodotto non viene da zone inquinate da spazzatura,non solo perchè dà lavoro a gente vicina ame,ma anche perchè producendo vicino si inquina meno col trasporto!bast italia!!!!

  35. Diego Tagliabue says:

    Se è Napoli a fare pubblicità con l’oriGGine, allora va bene, vero?

    Maledetti scendicane-incassavaglia!

  36. L'incensurato says:

    Pomi’.. era un po’ che non la compravo. Non per chissa’ quali meriti Padanisti, ma qualche confezione la comprero’ volentieri: in fondo sono lavoratori onesti accusati ingiustamente.
    (Un po’ come i Padani, accusati di nazismo da dei fascisti di merda veri)

  37. salvo says:

    E’ evidente che la pubblicità sia stata fatta subito dopo la notizia della “Terra dei fuochi” campana e che quindi il significato dei pomodori “padani” sia quello di discriminare i pomodori campani.

    Detto ciò, tra le tante baggianate dell’articolo, mi piace ricordare questi punti.

    “3) al sud esiste molta gente che non ha nulla da fare nella vita e passa il tempo cercando ogni pretesto buono per rompere le balle a chi in Padania ancora lavora, prova ne sia che qui da noi nessuno smetterebbe di lavorare se gli dicessero che il cacciocavallo o la mozzarella di Battipaglia sono fatti solo con latte della zona: chissenfrega!”

    e…

    “Allora ci si chiede, ma la colpa è di chi ha prodotto i rifiuti o di chi li ha smaltiti illegalmente?”

    I camorristi sono delinquenti, mentre gli imprenditori del nord che smaltiscono rifiuti tossici a un decimo del prezzo di mercato sono considerati come eroi….VI prego accendete il cervello!!!!

    • gianluca says:

      Ecco lo il difensore d’ufficio in servizio permanente

    • Gianfrancesco says:

      tu sei certo che gli imprenditori del nord smaltivano ad un decimo? perchè i cammorristi avrebbero dovuto fare uno sconto del 90%? non bastava fare uno sconto del 15% e intascarsi l’85%?
      Mi sa che parli di cose che non sai, sparandole grosse ed esagerando giusto per parlar male di noi, anche tu per principio.

      • Marco Green says:

        Ha la coda di paglia: quel “al sud esiste molta gente che non ha nulla da fare nella vita e passa il tempo cercando ogni pretesto buono per rompere le balle a chi in Padania ancora lavora” coivolge anche lui, che fa appunto parte dell’infinita schiera degli sparaballe-fancazzisti che ovunque su internet riescono a far passare le loro cazzate antipadane, poi riprese dai loro connazionali e “bevute” dai soliti ingenui padani…

        Con questa gente non si potrà ragionare mai e il caso dell’inquinamento del territorio campano ne è l’esempio lampante: hanno fatto tutto loro, noi padani non c’entriamo niente ma nonostante questo riescono ad urlare che i responsabili saremmo noi (oltre, ovviamente, allo stato); il tutto, chiaramente, per ottenere nuovo assistenzialismo e magari rifilarci anche quei LORO rifiuti, compreso quelli radioattivi che secondo il camorrista pentito (ah, una fonte davvero impeccabile…) sarebbero stati “importati” dalla Germania.

      • luigi says:

        industriali padani canaglie, non vogliono la secessione perche’ a loro fa comodo vendere al Sud, Questi razzisti padani stanno sempre a lamentarsi, sono i primi a vivere di assistenzialismo, basterebbe guardare i dati ufficiali.

        • Marco Green says:

          Eccone un altro: un ragionamento assolutamente imbecille (il sistema padano “mantenuto” grazie dall’assistenzialismo che i padani “presterebbero” al sud) che questi bugiardi irrecuperabilli ripetono, ovunque, all’infinito…
          Si tratta di individui incapaci di fare una qualsiasi considerazione che abbia un minimo di complessità: nella loro ottusità “vedono” (si fa per dire) solo quello che gli fa comodo, lo ingigantiscono, rivoltano la frittata, ricorrono alla bugia, alla provocazione e al becero tifo da stadio.

          Secondo quello che raccontano questi personaggi, il meridione vorrebbe una “liberatoria” secessione ma sarebbe la Padania a imporgli di restare vincolato nel sistema italiano perchè interessata a mantenerlo come bacino di consumo.

          Adesso; prendiamo un esempio: la Fiat.
          La Fiat ha praticamente smesso di produrre in Padania, qui (a Torino) si assemblano solo l’Alfa Mito.
          Al sud, per dire, fanno la Punto, la Panda, la Giulietta, la Bravo e la Delta…
          Dove le si vendono quelle auto?
          Si vendono quasi tutte in Padania!

  38. pippogigi says:

    Di queste “perle” ne ho viste altre.
    Trasmissione Rai sull’agricoltura. Ricordiamo che la Rai è servizio pubblico pagata con il canone imposto ai padani.
    Viene intervistato un produttore d’olio d’oliva della Magna Grecia il quale ricorda che l’olio magnagreco costa meno di quello padano e a suo dire è più buono perché non è dolce.
    Conosco liguri che l’olio magnagreco non lo digeriscono proprio e ritengono l’olio d’Imperia il migliore in commercio.
    Penso che la cosa sia vera perché in Liguria l’olio è fatto con le olive locali (pensate alle olive taggiasche …) raccolte a mano. Mi risulta che l’olio magnagreco sia tagliato con quello tunisino, di infima qualità e l’olio toscano tagliato con quello spagnolo, di cui l’entità geografica denominata italia è il primo importatore al mondo.

  39. Alex Storti says:

    Splendido articolo,
    Alex

  40. Da Padova says:

    un articolo da divulgare

  41. Albert Nextein says:

    La ditta Pomì ha fatto benissimo.
    Al sud , che si arrangino.

  42. Francesco says:

    Ciao sono origine della Campania
    Ma italiano e concordo su tutto.
    Questo è un paese che va contro chi lavora o cerca di fare le cose al meglio .

  43. Nico says:

    Siete come le galline a cui è stato tagliato il collo e corrono senza testa…E’ vero che l’Italia è finita,ma arrivera’ una nuova entita’ ISLAMICA che dominera’ l’intera Europa. Il futuro è di chi partorisce figli. A Padova c’è la prima scuola di cinesi in Italia e gli stranieri nel giro di 30 anni saranno la maggioranza soprattutto in veneto…fatevene una ragione, siete una minoranza ! State attenti al musulmano,non offendetelo come fate con i Meridionali altrimenti fate la fine di Teo Van Gogh !

    • AUVERNO says:

      Secondo me il sabato i pusher si approfittano della gran richiesta e allungano la merce con sostanze che poi hanno questi effetti…

    • Aquele Abraço says:

      Voi sì che sapete risolvere dalla testa il problema emigratorio ….. a mitragliate come a Casal di Principe! Altro che galline mozzate!

  44. Antonia says:

    Bellissimo articolo, che descrive perfettamente l’insopportabile cultura del piagnisteo di certo sud

    • Veritas says:

      Davvero bell’articolo.
      Quanto al pomodoro meridionale non molto tempo fa ho letto un articolo che diceva come i cinesi si siano presi l’esclusivo commercio dei pomodoro in Campania, creando un grande consorzio.
      Mi dispiace non ricordare il nome del quotidiano.
      Se hanno in mano un tale consorzio, come non pensare che importino anche i loro pomodori dalla Cina per mischiarli a quelli della Campania??

Reply to Aquele Abraço Cancel Reply