La profezia di Casaleggio: spariranno Renzi e i giornali. Ma spariscono prima i 5 Stelle….

casaleggiodi CASSANDRA

Ci aveva abituati a colpi di scena strepitosi. Un po’ alla volta, Casaleggio stava facendo sparire un pezzo di qualcosa…. Per cominciare, disse a Lucia Annunziata – lo ricordate? – che Renzi sarebbe sparito. Alla vigilia del vo europeo dichiarò: “Renzi uscirà fuori dallo scenario politico”. E Renzi fece il botto storico per la sinistra, oltre che botto storico per la sinistra in Europa. Se va bene, ce lo ritroveremo anche al prossimo giro. E, in ogni caso, è Renzi al momento il vero successore di Berlusconi. Poi, è cosa di poche settimane fa, Casaleggio fece l’elenco dei giornali che sarebbe spartiti presto. Entro il 2027, aveva scritto, niente più carta stampata. Su questo, con lui, possiamo anche essere in linea di massima d’accordo, perché il web dilaga, perché ci sono sempre meno soldi per la carta stampata, perché è vero che la gente spende sempre meno per i giornali… e perché la tecnologia è il pane delle nuove generazioni. Quindi, a parte i pensionati che leggono al bar, il destino è piuttosto segnato.

Ma gli eventi che colpiscono il movimento sono talmente rapidi, veloci come gli aggiornamenti della stessa rete da cui sono arrivati, che a questo punto, di espulsione in espulsione, le fratture interne silenziosamente implose come accade dentro una dittatura democratica, stanno portando il principale partito d’opposizione alla sua frantumazione a poco più di un anno e mezzo dal voto.

La parabola grillina discendente è iniziata con l’ascesa salviniana. Dopo aver decretato che bisognava chiudere questo fenomeno mediatico-politico con il ritorno del Carroccio, a sua volta già purgato dopo che era arrivato nel 2012 al 12% nazionale di consensi nei sondaggi prima dello scandalo bossiano familiare e dei Belsito diamantati, per il movimento dei 5 Stelle si profila un nuovo destino. un po’ di qua e un po’ di là. All’opposizione quasi di se stesso.

Chiuso un rubinetto di sfogo, ritenuto meno gestibile e contenibile rispetto a quello padano, obiettivamente più istituzionale e testato da 25 anni di trattative dentro il palazzo, è sorprendente come un movimento che ha rappresentato il 25% dei consensi politici, e che quindi rappresenta e incarna la parola, il principio dell’opposizione, si stia misteriosamente e velocemente frantumando sotto la debolezza della sua stessa forza: l’impatto emotivo e il bisogno di riscossa e distacco rispetto ai partiti della tradizione.

O la gente non percepisce i 5 Stelle, chiusi nel mondo della rete, come opposizione reale, oppure qualcosa di più subdolo è stato inoculato dentro il sistema grillino. Perché, di solito, quando gli imperi cadono, il principale nemico è il nemico interno. E’ da lì che partono le prime crepe ed è da quella porta lasciata aperta che entra davvero il nemico esterno. Dalle debolezze interne, scaturiscono le condizioni per aprire ad un nuovo padrone.

Forse avrebbero dovuto intuirlo. Quando a metà maggio Casaleggio fu ospite Lucia Annunziata nella trasmissione “In mezz’ora”, l’attenzione fu davvero bassa:  l’intervista al Guru del Movimento diede “solo” il 5,2% di share, meno di Angelino Alfano che pochi minuti prima aveva raccolto il 5.6% di share.

Meglio di tutti aveva fatto Matteo Renzi che aveva raggiunto l’8,5%, con 1.603.000 telespettatori. E pensare che doveva essere finito.

 

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One Comment

  1. Dan says:

    Casaleggio doveva prevedere una cosa sola: che se fai incetta di voti promettendo alla gente un’imminente rivoluzione e poi non la fai, fai la fine dello str..zo: finisci dritto nel cesso ancora più in fretta di quanto c’hai messo a venire a galla.

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