BASTA “PORCELLUM”? CALDEROLI: “RIDUCIAMO I PARLAMENTARI”

di ELEONORA PAPIS

Periodicamente, diventa argomento di discussione politica, a seconda di come tira il vento e degli interessi dei partiti. Assecondato, pressoché da quasi tutti, che il “porcellum” di Calderoliana memoria ha superato i limiti della sopportazione popolare, entra nel vivo un nuovo percorso di riforma della legge elettorale.

Da oggi prende il via un ciclo di incontri bilaterali organizzati dal Popolo della Libertà con tutte le forze politiche per confrontare le rispettive posizioni. A dare l’avvio alla discussione con la delegazione berlusconiana formata da Ignazio La Russa, Gaetano Quagliariello e Donato Bruno sarà la Lega Nord. Incontro previsto verso le due del pomeriggio a Montecitorio. A seguire, toccherà al Pd rappresentato da Luciano Violante, Luigi Zanda e Gianclaudio Bressa. Domani sarà invece la volta del Terzo Polo e del Sel di Vendola. Infine, giovedì sarà la volta di La Destra, Grande sud, Rifondazione comunista e dipietristi.

Il giro di incontri è stato sollecitato da Schifani: “Non mi innamoro più di chi deve occuparsi della riforma elettorale, bensì dell’esigenza di dover riformare la legge elettorale in modo che i cittadini abbiano davvero la possibilità di scelta dei loro candidati e dei loro rappresentanti”. Già, perché nonostante l’inammissibilità del referendum l’aria che tira è pesante. Il presidente del Senato ha trovato manforte in Gianfranco Fini: “Serve una conferenza congiunta dei capigruppo di Camera e Senato per stabilire un calendario delle riforme istituzionali ed elettorale”. Il tutto da realizzarsi, nelle speranze di Schifani (nella foto) e Fini, entro fine legislatura.

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CALDEROLI: PRIMA RIDUCIAMO I PARLAMENTARI

Sulla questione della riforma elettorale è intervenuto l’ex ministro Roberto Calderoli: “Si sentono troppe chiacchiere in libertà sulla legge elettorale, per cui è bene fare chiarezza: la Lega è categorica in proposito nel ribadire che prima si riduce il numero dei parlamentari e poi si affronta la materia elettorale. Non vorrei dover pensare che il dibattito sulla legge elettorale serva soltanto ad evitare la riduzione del numero dei parlamentari”. Il parlamentare bergamasco aggiunge: “Patti chiari e amicizia lunga, in commissione ci sono prima gli emendamenti sulla riduzione del numero dei parlamentari, e ricordo che i nostri emendamenti porterebbero al dimezzamento dei parlamentari – per cui è ora che si arrivi al voto. E poi penseremo alla legge elettorale”. Un segnale inviato a qualcuno?

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Che il clima sia diverso rispetto a quello di un anno e mezzo fa, lo dimostra lo stesso Fini, che ha avuto parole di elogio per Silvio Berlusconi: “Ho visto che il presidente Berlusconi ritiene il Partito democratico un interlocutore di primaria importanza per una eventuale riforma della legge elettorale. Questo mi fa piacere perché è un segnale inequivocabile di una certa maturazione da parte del presidente Berlusconi che fino a qualche tempo fa era assertore di una sistema bipolare in cui non c’era sostanzialmente alcun punto di contatto tra le due coalizioni, con tutti i problemi che ciò ha causato”. Un po’ di ruggine, insomma, è rimasta

Fatte salve le posizioni istituzionali, che ne pensano i partiti della riforma delle legge elettorale?

Per il Pd, s’è espressa Anna Finocchiaro: “cambiare il “porcellum”, in un confronto ampio con tutte le forze politiche, per permettere ai cittadini, già nella prossima occasione di voto, di scegliere i propri rappresentanti in parlamento, evitare abnormi premi di maggioranza e impedire alleanze forzose incapaci di governare è la priorità politica che dobbiamo affrontare”. Se la capogruppo pidina ha chiesto una riunione congiunta delle due camere, massima disponibilità è arrivata anche dall’Udc, come confermato dal segretario Lorenzo Cesa: “L’importante è fare la riforma della legge elettorale, che le regole siano molto chiare: che il cittadino possa scegliersi l’eletto; che subito dopo la riforma, la legge elettorale dia la possibilità di formare governi stabili con una guida stabile; e che si mantenga questo clima di unità nazionale. Basta con questi scontri tra l’una e l’altra fazione. Bisogna arrivare ad una legge elettorale che permetta di governare senza troppa confusione tra le parti”. Anche lui ha aggiunto che oltre alla riforma elettorale sarebbe il caso di pensare ad altre riforme istituzionali, nonostante manchi poco più di un anno alla scadenza naturale della legislatura, semmai dovesse durare.

Ad escludere intese a due tra Partito Democratico e Pdl è Italo Bocchino del Fli: “Sulla legge elettorale serve una convergenza ampia che porti a un testo condiviso da approvare prima della fine della legislatura e assieme ad alcune modifiche della Costituzione, dal superamento del bicameralismo perfetto alla riduzione dei parlamentari. Fughe in avanti servono solo a inasprire il clima che, invece, oggi appare più sereno e utile a trovare una sintesi su un tema che è diventato una priorità per chi vuole rinnovare la politica italiana”.

Antonio Di Pietro non s’è negato alle trattative, ma ha posto condizioni: «L’Idv chiede fermissimamente il rispetto della volontà dei cittadini che hanno firmato per il referendum perché vogliono una riforma in un ambito bipolare, maggioritario e in cui i cittadini scelgono chi mandare in parlamento e chi a casa”. A ciò ha aggiunto il suo pallino fisso: “nessuna candidabilità per i condannati”.

Anche Vendola ha fatto le sue aperture, mentre la Lega Nord ha detto la sua – per ora – mandando avanti Matteo Salvini: “Berlusconi ultimamente è disorientato. La legge elettorale? Nel ‘96 ci provarono a lasciare la Lega sola e raggiungemmo il più grande risultato della storia della Lega. Se fanno un accordo Pdl con il Pd contro Lega e continuano a sostenere Monti, noi molliamo subito Formigoni e tutte le giunte al nord”.

E’ prematuro per trarre qualche conclusione. La partita è chiaramente aperta, su tutti i fronti.

 

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4 Comments

  1. Bike says:

    Ciao Licia io siceramente ci cipsaco molto poco di politica e questo e8 un male comunque mi dispiace tanto che tu abbia il raffreddore, ti cipsaco tantissimo, ce l’ho da tre settimane e sembra quasi che stia diventando cronica!!!Comunque volevo dirti che stanotte ho sognato i tuoi libri!!!in pratica prendevo il libro de le leggende del mondo emerso ma la copertina era diversa!!! C’era raffigurata una ragazza mezz’elfo con gli occhi chiarissimi e i capelli pif9 corti di Adhara era BELLISSIMA!!!! e appunto c’era questa ragazza vestita con una maglietta bianca e una gonnellina.. coricata in un prato azzurro con accanto un drago bellissimo!!!! e poi chiedevo se al negozio avevano anche le cronache e le guerre ma mi dicevano che erano finite!!! comunque davvero strano questo sogno!!!! tu che ne pensi??? anche gli altri, non pensate che sia davvero strano?? spero che mi rispondiate! saluti baci

  2. Marco says:

    Tutti i sistemi elettorali sono migliori di quello attuale, vergognosamente centralista e antidemocratico, visto gli elevati sbarramenti, addirittura ulteriormente punitivi per chi corre da solo, e l’ignobile premio di maggioranza: con la scusa della governabilità hanno buttato la rappresentatività.

    Ora Berlusconi vorrebbe alzare ulteriormente lo sbarramento per far fuori la Lega (che se l’è comunque cercata, visto che in precedenza ha appoggiato e promosso i criteri “sdoganati” col porcellum), un partito che in Padania, l’area geografica di riferimento, la più produttiva, quella che attualmente mantiene ancora in piedi questo stato, può potenzialmente raccogliere un 25-30%.

    il sistema maggioritario a uno o due turni o anche misto proporzionale come quello uscito dal referendum, con sbarramento accettabile e “recupero” per le forze concentrate localmente grazie alle possibilità di vincere nei collegi uninominali o anche il sistema alla tedesca, proporzionale con sbarramento, anche lì con meccamismo di recupero dei partiti concentrati localmente, sono sistemi elettorali validi e infinitamente meglio di quello attuale.

  3. Cantone Nordovest says:

    Il sistema elettorale non può che essere uninominale se vuole davvero rappresentare il Territorio : a Londra, quando un deputato si alza a parlare in Parlamento , si presenta formalmente a nome della Contea che lo ha eletto e non dice “il mio partito vota contro o a favore” – ma “la mia Contea è favorevole o contraria” (Federalismo Elettorale)

    Inoltre l’UNINOMINALE ha questo bel pregio : consente un più agevole controllo da parte della Comunità di riferimento sull’unico eletto che la rappresenta (specialmente quando sarà reso obbligatorio pubblicare sul web il resoconto della attività svolta come parlamentare – alla stregua di quanto già avviene in Nord-Europa)

  4. Domenico says:

    Una sola cosa: con un referendum del tutto regolare i cittadini scelsero il sistema maggioritario con collegi uninominali. Bisognerebbe tornare a quella legge elettorale perchè le modifiche successive sono state fatte ad usum dei partiti e la prossima sarà sicuramente fatta con lo stesso metro.

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