Le armi e la paura di quelli che governano

di GIAN LUIGI LOMBARDI CERRI

Quando l’Arciduca di Toscana, chiamato affettuosamente Canapone, nel timore (tra l’altro risultato infondato), di sommovimenti interni, ha preso la carrozza e se ne è andato pacificamente, senza portarsi via un soldo. Tranquillo che, a parte il dispiacere, sarebbe vissuto mangiando del suo.

Proprio come gli attuali governanti italioti, i quali, nonostante si sia prossimi ad una rivolta, certamente non infondata, non accennano neppure ad andarsene a casa, poiché la maggior parte di loro sarebbe incapace perfino di zappare la terra. Si stanno trasformando quindi in oppressori aguzzini. Dopo essersi tirati fuori dai piedi gli Alpini, considerati pericolosissimi, hanno fatto la caccia ai possessori di armi, persino a quelli che tenevano in casa la spada del nonno. Sotto questi “strumenti ciechi di occhiuta rapina” è pericoloso perfino puntare un dito. Non si sa mai, il dito potrebbe essere carico!

Lasciano quindi da parte rapinatori ed assassini poiché anche se rappresentano una minaccia certa per i cittadini, non rappresentano nessuna minaccia per la loro “cadrega”. Non appena hanno sentore di fronda pericolosa scattano come molle per arrestare una ventina di persone, molte delle quali ho il piacere di conoscere, e che valuto incapaci di ammazzare una mosca. E le arrestano senza badare alle leggi e relativi regolamenti, redatti sotto loro precise indicazioni, infischiandosi di queste Norme e anche della logica. Si sono accaniti per il cosiddetto tanko, terribile concorrente dei Merkava, dei Leopard 2 e perfino degli Abrams.

Certo che se sono tutti come un ex ministro della difesa farebbero estrema fatica a fare una distinzione essendo per loro, come unica caratteristica quella di avere i cingoli o le ruote da trattore. Mezzo bellico così pericoloso che, dopo essere stato sequestrato a seguito della prima dimostrazione dei Serenissimi, è stato rivenduto con regolare asta pubblica e regolarmente acquistato  dai veneti per ben 6000 euro. Ed eccoci al 25 aprile, festa secolare di San Marco.

I sinistri hanno tentato di accaparrarsi la piazza con la scusa che avrebbe ospitato la manifestazione organizzata dall’ANPI, ormai costituito da persone che, nella stragrande maggioranza (per pure ragioni anagrafiche ) la Resistenza non l’hanno mai vista. Purtroppo, i veneti che osano da secoli festeggiare San Marco hanno chiesto ufficialmente di recarsi nelle piazza antistante la basilica del Santo Patrono, per festeggiarlo. Apriti cielo! Pericolo di terza guerra mondiale! Non si sa mai che davanti a quel leone marciano , succedesse qualcosa di grave: “Soto la sata del leon no xe il Vangelo, ma xe…”

Continuiamo con le armi. Sono un vecchio cacciatore , ma posso capire l’atteggiamento degli animalisti che auspicano che si smetta di uccidere gli animali selvatici. Dissento tranquillamente, ma li capisco. Per lo Stato i cacciatori son ben di peggio: possiedono un’arma! Mentre loro vogliono avere ben salda in mano una mitragliatrice per falciare tutti (come è più volte  accaduto) quei soldati o quei cittadini  che non hanno nessuna voglia di farsi ammazzare per una qualsiasi ideologia sbandierata da capi che, per ogni evenienza, se ne stanno accuratamente a casa a farsi gli affari loro.

Pensate che nei giorni scorsi, sotto lo spauracchio della rivoluzione, essendo stata reperita una bomba (guerra 1915-18) in zona Adamello (che di bombe ed esplosivi vari è stato ed è tuttora pieno) si sono mossi interi reparti. La bomba è stata trovata in un terreno a proprietà ancora indivisa, talché uno dei familiari ha dovuto addossarsi l’intera colpa per evitare che il fratello ( che non è neanche cacciatore e  quindi  non possiede nemmeno una scacciacani), candidato alle prossime elezioni comunali fosse privato del diritto di candidatura. Siamo ormai alle regole della mafia applicate alla gestione di uno Stato definito (forse come sfottò) democratico.

D’altra parte per espressa volontà del PC e del PD (ennesima trasformazione del PC) l’aggettivo democratico viene applicato tutte le volte che la democrazia è stata esiliata: genitori “democratici”, medicina “democratica”, eccetera, eccetera. Andate avanti voi. Tranquilli, che non sbagliate! Per concludere, visto che stiamo parlando della festa di San Marco, ricordiamoci dei due marò del battaglione San Marco ignominiosamente abbandonati al loro destino da quei “signori” che continuano a parlare di patria (che scrivo volutamente con la P minuscola).

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12 Comments

  1. Albert1 says:

    Nel paese che vieta ai cittadini di possedere armi, gli unici ad averle son guardie e ladri – bravo chi riesce a distinguerli! Mai cedere un solo tocco di libertà! Le armi da fuoco sono strumenti di libertà! Il fatto che qualcuno faccia cattivo uso della propria libertà non è ragione sufficiente a privare tutti gli altri della loro. Mai fidarsi dello stato, e non solo quando s’improvvisa guardiano notturno – è altrettanto vergognoso quando pretende di essere il tuo medico, il tuo confessore, il tuo giudice…

  2. luigi bandiera says:

    La banda dei tre ci vuole DISARMATI E SENZA CERVELLO..!

    Essa, la banda, vuole solo braccia e gambe per farci correre e lavorare PER LORO.

    Non l’hanno capita in molti visti i voti che ricevono e i consensi di piazza..!!

    PSM
    WSM

  3. lucano says:

    Egr. LC Le regalero’, per tranquillizzarLa una pistola ad acqua… va bene?

  4. Dan says:

    Armi o non armi, se mancano quelli che le impugnano, non c’è molta differenza.
    Se si volesse veramente l’indipendenza e non si fosse più disposti a ragionare come delle squillo, tutto si trasformerebbe in un’arma.

  5. U.nione K.onfederale C.isalpina says:

    skorrevo kon piacevolezza il tuo rakkontare x poi, alla fine, imbattermi in kuesto:” … Per concludere, visto che stiamo parlando della festa di San Marco, ricordiamoci dei due marò del battaglione San Marco ignominiosamente abbandonati al loro destino da quei “signori” che continuano a parlare di patria (che scrivo volutamente con la P minuscola).

    ke dire… lascia xdere i marò, ke kon Venezia né i veneti non hanno nulla a ke fare… non trovo i kommenti e rilievi da me fatti in merito, molto + pikkanti di kuelli di Odifreddi ke rikopio, allertandoti in merito:”
    ODIFREDDI
    La nemesi dei marò
    La faccenda dei marò italiani sotto processo in India per omicidio
    è emblematica del sovvertimento della logica da parte delle istituzioni italiane. Ne abbiamo già parlato il 6 marzo 2012, rilevando come le rimostranze sollevate dall’India nei confronti dell’Italia di fronte a un atto di bullismo internazionale fossero le stesse, a ruoli invertiti, a suo tempo sollevate dall’Italia nei confronti degli Stati Uniti per il caso del Cermis.

    http://odifreddi.blogautore.repubblica.it/2012/03/06/pirati-veri-e-presunti/

    Sono passati due anni, e la situazione non è cambiata. Il governo italiano continua a pretendere la restituzione dei responsabili dell’episodio, indipendentemente dal fatto che essi siano o no responsabili di un duplice omicidio volontario. Responsabilità che dovrebbe appunto essere stabilita da un tribunale, fino alla sentenza del quale sarebbe bene astenersi da giudizi preventivi.
    Invece, i due marò sono presentati all’opinione pubblica nelle vesti delle eroiche vittime di una persecuzione. Come se non fossero stati loro a sparare e uccidere, in India, da una nave commerciale sulla quale prestavano un servizio militare, in base a una sgangherata legge di vigilanza firmata dall’allora ministro della Difesa, l’ex fascista La Russa, oggi giustamente additata come la fonte del problema dal ministro degli Esteri, l’ex radicale Bonino.

    Non parliamo delle telefonate che il presidente della Repubblica, l’ex comunista Napolitano, ha fatto ai due marò, manco fossero due astronauti sbarcati sulla Luna e in attesa di tornare sulla Terra. O della visita che un drappello di parlamentari in pompa magna, capitanati dai presidenti delle commissioni Affari Esteri e Difesa dei due rami del Parlamento, ha fatto in loco alle due malcapitate pedine di un gioco più grande di loro.

    L’argomento più ridicolo è forse quello sollevato a proposito delle lungaggini del sistema giudiziario indiano: come se il suo omologo italiano fosse invece noto nel mondo per la sua efficienza e rapidità.
    L’argomento più pretestuoso è invece la critica per l’appello, da parte del governo indiano, a una legge antiterrorismo: come se il nostro paese non impedisse persino l’uso delle bottigliette d’acqua minerale negli aeroporti, proprio in base all’isteria antiterroristica imposta una dozzina d’anni fa all’intero Occidente dall’amministrazione Bush.
    Chi di antiterrorismo ferisce, di antiterrorismo perisce. E forse questa potrebbe essere l’occasione adatta per vedere la trave nei propri occhi, stimolati dalla pagliuzza negli occhi altrui.

  6. erik says:

    Condivido parola per parola (eccetto sui maro). Ma siamo in pochi a pebsarla così sulle armi e per noi non c’e speranza.

  7. FrancescoPD says:

    .. cosa volete aspettarvi da un ministro degli esteri insignificante scansato da tutti e che andava a braccetto con un terrorista come arafat.
    Ma sul serio pretendete che si occupi dei Marò…?? su dai..

  8. pippogigi says:

    Consiglierei una lettura dei Promessi Sposi per la parte relativa alle “grida”, passate alla storia come “grida manzoniane”, si applica benissimo al malgoverno degli occupanti italiani.
    Comunque credo che oltre alla paura di trovarsi un milione di padani arrabbiati neri ed in armi gli italiani temano che venga impedito il diritto al saccheggio che hanno garantito a clandestini, nomadi e delinquenti vari. Non li mandano in galera figurarsi se vogliono che finiscano al camposanto….

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