Regione Lombardia: sabato e domenica le primarie della Lega

di GIANLUCA MARCHI

Dopo un paio di giorni di disorientamento, esulta la base della Lega Nord che plaude alla linea dura decisa dal Consiglio federale del Carroccio. Un unico election day ad aprile in Lombardia, per le politiche e le regionali, cosi’ come chiesto a gran voce dai militanti. Le notizie arrivate da via Bellerio “risvegliano l’orgoglio padano” con commenti entusiastici che sono piovuti subito in Rete, a cominciare dalle pagine Facebook di Roberto Maroni e Matteo Salvini, inondate di messaggi di approvazione. “Grande Bobo! Avete fatto cio’ che chiedeva il popolo lombardo”, ha scritto un militante del Carroccio, mentre c’e’ chi inneggia “alle armi del voto e della democrazia, al giudizio del Popolo e del Nord”. “Militanti – ha rincarato la dose ‘Magister Padanus’ – formiamo i nostri battaglioni e’ l’ora del riscatto morale”, mentre in tanti invitano a prepararsi per “la battaglia di aprile, per vincere da soli”. “Scelta opportuna, pragmatica e di responsabilita’ della Lega – scrive un fan di Bobo e Salvini – il nostro Movimento si dimostra, se ne ce ne fosse stato bisogno, realista e responsabile”. E anche il forum non ufficiale dei giovani padani, di solito altamente critico con il movimento, loda la Lega che stacca la spina richiamando una frase cara al Senatur: Formigoni “fori dai ball”. E oggi Maroni lancia le primarie per scegliere il futuro candidato governatore della Lega: “Sabato e domenica tutti ai bianchi gazebo della libertà, per firmare le nostre leggi popolari e per fare le primarie sul candidato a Governatore della Lombardia”.

Inutile dirlo: quanto deciso ieri mattina dal Consiglio federale è ciò che attendeva e sperava la grande maggioranza della base leghista. Sebbene ci fosse e ci sia chi non nasconde il timore di consegnare il Pirellone alla sinistra, non certo un bel viatico per l’obiettivo finale dell’Euroregione del Nord, quello di ritrovarsi la Lombardia per cinque anni in mano al Pd e situata fra Piemonte e Veneto guidate dalla Lega. E’ questa anche la preoccupazione maggiore di Roberto Maroni che, diventato segretario federale un po’ controvoglia, si era immaginato le elezioni lombarde del 2015 come la conclusione naturale del proprio incarico. Ossia una scadenza di medio raggio, verso la quale attrezzare il movimento passando per le politiche del 2013, probabilmente le più rischiose dal punto di vista del risultato atteso, e per le europee del 2014 che avrebbero dovuto essere il tranpolino di lancio verso le regionali, dove tentare di realizzare il “cappotto” fatto dall’asse Lombardia, Piemonte e Veneto.

Il caso Zambetti ha però scombinato i programmi e nello stesso tempo ha creato un tale disagio nella base leghista, dove alla fine la voglia di chiudere con la stagione formigoniana (supportata dalla Lega) ha prevalso sui timori di una possibile sconfitta elettorale. Per questo diventa fondamentale, da qui a Natale, la partita che si giocherà intorno alla nuova legge elettorale lombarda, che non solo dovrà eliminare il listino bloccato per rendere impossibili altri casi Minetti, ma  dovrà pure trovare la “quadra” intorno a una formula che consenta al Carroccio di non partire penalizzato qualora optasse per correre da solo, come molti sperano, ma come il voto a un solo turno non consiglierebbe.

Il profondo maldipancia della base leghista verso il proseguimento dell’alleanza con il Pdl e con il Celeste governatore, sempre più “arrogante”, è stato ben interpretato dal segretario della Lega Lombarda  (oltre che dal solito Bossi in virata repentina): Salvini  è sembrato uscire come il vero vincitore dalla riunione del Consiglio federale di ieri mattina. Più probabile che Maroni e Salvini abbiano interpretato un “gioco” delle parti, con il primo più manovriero e possibilista e il secondo più intransigente, nel tentativo di prendere tempo e capire come meglio posizionarsi rispetto anche alle attese dei militanti. Resta il fatto che a molti non è per niente piaciuto che Maroni si sia presentato nella sede romana del Pdl con Alfano e Formigoni per annunciare l’accordo sull’azzeramento della giunta: un errore di comunicazione? Forse sì e in diversi puntano il dito verso la sua portavoce non troppo popolare in via Bellerio.

Intanto la base sarà mobilitata: «La decisione del Consiglio federale verrà sottoposta a referendum il 20 e il 21 ottobre: 1500 gazebo nelle piazze lombarde per chiedere ai cittadini se condividono la scelta di votare in aprile e chi vorrebbero come governatore della Lombardia», ha annunciato Matteo Salvini a Tgcom24

Ora, però, la palla torna a Formigoni e al Pdl, che tuttavia potrebbero non avere interessi del tutto coincidenti fra loro. Sembra infatti difficile che possa scattare la ritorsione, invocata dal governatore, di fare andare al voto anticipato, insieme alla Lombardia, anche Veneto e Piemonte: molti pidiellini, a cominciare dal segretario Alfano, non ci sentono da questo orecchio. E anche l’ipotesi di andare al voto entro i 90 giorni previsti dalla legge cozzerebbe contro il buon senso che vorrebbe l’abbinamento con le politiche anche per motivi di risparmio. Insomma, da qui a Natale si giocherà una partita a scacchi fra Lega, Formigoni e Pdl il cui esito non appare affatto scontato. Per ora, comunque, a parlare è il governatore lombardo: “Con Alfano e Berlusconi la linea e’ unitaria e siamo tutti stupiti di questo cambiamento” da parte della Lega “di cui non conosciamo le ragioni”. E comunque il Pdl a questo punto appare alquanto indispettito e non perderà occasione per mettere in difficoltà Bobo Maroni, col quale pensava di avere siglato un patto che invece è stato sconfessato. Ma il segretario della Lega in tarda serata ha replicato: “L’intesa raggiunta nel corso dell’incontro a Roma con il segretario del Pdl, Angelino Alfano, riguardava esclusivamente l’azzeramento della giunta regionale della Lombardia e la realizzazione di una nuova legge elettorale regionale entro Natale, mentre non conteneva alcun riferimento alla durata della legislatura”.

Per quanto riguarda infine la richiesta leghista di far dimettere subito i consiglieri regionali rinviati a giudizio, sembra una misura per parare il colpo più insidioso che il Carroccio potrebbe subire di qui a breve: voci insistenti danno per ormai prossima la chiusura delle indagini con relativa richiesta di rinvio a giudizio per Davide Boni, ex presidente del Consiglio regionale, con alta probabilità che il giudizio venga accordato: in tal caso la Lega potrebbe contrastare la prevedibile ondata di fango mediatico  sostenendo di aver voluto la regola che costringerebbe Boni a dimettersi.

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20 Comments

  1. fabio ghidotti says:

    bisogna riconoscere che la Lega, politicamente, si è mossa bene da quando è scoppiato il “caso Zambetti”. Perchè un tentativo di intromissione ‘ndrinara è molto peggio di una corruzione pecuniaria o di un furto, e sono scattati i riflessi ancestrali.
    Adesso mi interessa molto di più cosa farà in prospettiva elettorale. Io tornerò a votarla in Regione solo se (dopo aver dato comunque un’occhiata al programma elettorale) si presenterà da sola.
    Una riedizione del patto con “forza italia” perpetuerebbe l’errore ideologico di fondo che l’ha portata ad allontanarsi dagli ideali originari, con tutte le conseguenze che conosciamo. La paranoia anticomunista (mi piacerebbe sapere dove li vedete, i comunisti…) che traspare da molti degli interventi qui sotto mi fa pensare che siamo ancora in alto mare…
    Gilberto, invece di andare a caccia di grilli, fatti sentire!

  2. Veritas says:

    Formigoni, con tutti i suoi difetti, resta il meno peggio se confrontato con qualsiasi altro della sinistra cattocomunista . Che organizzerebbe in tutta la regione moschee a gogo’, campi nomadi a volontà, matrimoni tra gay con adozioni, voto immediato agli extracomunitari, and so on…
    Allora? Furbescamente, il Formiga ha risposto che si va al voto subito, si vede che a lui interessa solo la sua persona e CL, non la regione Lombardia. Altrimenti non farebbe un cosa del genere.. a meno che… non l’abbia sparata per spaventare la Lega
    Peraltro, mi sembra molto strano che la Lega non tenga presente quanto sopra, rischiando, in caso di un Pisapia regionale, di esserne resa colpevole: In tal caso, addio ai militanti!!!
    Un particolare: Formigoni ha asserito che da un anno viene perseguitato dal quotidiano Repubblica e dal suo proprietario De Benedetti . E’ vero che i fari sono puntati solo sulla regione Lombardia anche da oltre un anno ma forse ciò non è dovuto solo a Repubblica ma anche a tanti altri gruppi o caste interessate all’Expo.

  3. Arcadico says:

    Correva l’anno 2000 e a me come semplice elettore leghista mi si costringeva a votare o per Formigoni o per Martinazzoli !!!

    Alla fine turandomi il naso, chiudendo gli occhi, morsicandomi la lingua ho sboccato e ho apposto la croce su … Partito Umanista.

    Quante prese per il culo da parte di amici e ex compagni di partito!

    Ora che anche la Lega ha ben compreso, a distanza di 12 anni (meglio tardi che mai) che questi 12 anni sono intercorsi invano siamo al Seppuku meglio conosciuto come harakiri o ancor meglio come cul de sac!!!

    Evito di ragionare il perché della scelta di allora perché il tempo è perso per sempre ma la non scelta-forte di allora creò le basi della non-scelta debole di oggi.

    Bene siamo al dunque! La real politic porta gli elettori della Lega ad entrare in una competizione elettorale nella peggiore condizione di partenza possibile!

    Chi è causa del suo mal pianga se stesso ed eviti di mostrare in giro la propria faccia!!!

  4. Nibbio says:

    Il candidato leghista ideale per la Lombardia è Roberto Castelli !

    Innanzitutto è di Lecco come Formigoni !

    Poi si chiama Roberto come Formigoni !

    Si veste nella stessa sartoria di Formigoni, ma aspetta i saldi !

    Lecco l’ha trombato come aspirante sindaco dopo 17 anni di sindaci leghisti: l’hanno fatto per permettergli di correre in Regione !

    Ha un anno più del “celeste” ma gli piacciono le barche ed il mare come all’unto di olio solare del Signore !

    Entrambi sono amici di un Daccò !

    Castelli era grande sponsor del Trota e Formigoni teneva nel listino la Tinca !

    Entrambi amano le vacanze economiche !

    Castelli poi si sente povero con 145.000 euro all’anno !

    Dategli una mano ! Aiutate un esodato del cerchio magico !

  5. Giancarlo Porta says:

    Perché se invece fosse la Lega a cacciare Boni, ci divertiremmo molto a seguire gli sviluppi sul ricatto di dove e’ finita una parte della presunta tangente di Boni e Ghezzi.La politica Italiana, sopravvive galleggiando sui ricatti di chi si accontenta di poltrone rispetto a vuotare il sacco.Povera Italia

  6. Mauro Cella says:

    Io sono personalmente molto interessato a cosa farà la Lega alle prossime elezioni.
    Ripresentarsi a fianco di Formigoni (magari con una bella Lista Civica che va tanto di moda) sarebbe veramente il classico pesce in faccia ai militonti ma anche una buona assicurazione di portare a casa un bel pò di posticini sicuri. Visto però quello che fin qui l’elettorato leghista ha inghiottito senza fare una piega è una tattica collaudata e sicura.
    Se vanno da soli, che presentano? Maroni stesso? Salvini? Diciamocela tutta, grazie alle “epurazioni” di Bossi in Lega di gente “vendibile” non è che ne resti tanta. Nel discorso seguito alla sua “investitura” Maroni aveva detto di voler riportare nella Lega chi se ne era allontanato per via del clima che vi regnava e chi era stato “ingiustamente” epurato. Perché non fare un bel gesto ed offrire la candidatura a Pagliarini per dimostrare che si è chiuso col passato?

    • Ferruccio says:

      Sarebbe l’ideale Paglarini lo voterebbe anche la SANTANCHE’

    • Crapa de legn says:

      Sarebbe allora meglio che la Lega offrisse la candidatura ad un ex (uscito o espulso) che sia rimasto single !

      Pagliarini uscito dalla Lega, aderì alla rete liberale di Capezzone, si candidò alle politiche, indipendente, nella lista della Destra di Storace, poi si candidò sindaco di Milano per la Lega Padana Lombardia, poi diventò Segretario dell’Unione Federalista !

      Non è un po’ troppo ed un po’ strano per un duro e puro ?

  7. Culitto Salvatore says:

    dopo aver letto questo articolo mi è perfettamente chiara una cosa: la lega non sa giocare a scacchi

  8. Franco says:

    Votare a maggio?Ottima idea,ma la lega con chi sarà “alleata”?Immagino sempre con il centrodestra degli “odiati” formigoni e berlusconi.In pratica non cambia niente,soltanto una insignificante modifica di facciata dell’attuale”sistema “cotto” e putrefatto.Nulla di sostanziale,soltanto la difesa ad oltranza delle ben retribuite “poltrone” e dei privilegi che l’italia concede ai suoi”fedeli” e obbedienti servitori,in nome di quella democrazia fasulla fatta di imbrogli e di imbroglioni !

  9. Crapa de legn says:

    La Lega di Bossi negava alle 11 quello che aveva dichiarato alle 9, poi lo riaffermava alle 14, salvo rinnegarlo alle 17…e così via, sempre incolpandone i servizi segreti, i servi di Roma ed i poteri forti ….!

    La Lega di Maroni sa far di meglio: afferma simultaneamente una cosa a Roma e l’opposto a Milano, rinnegando in perfetta sincronia l’uno e l’altro dei condottieri !

    Formigoni non ci capisce più nulla e preferisce dedicarsi alla moda !

    Tranquilli, corregionali lombardi, non agitatevi !

    Siate contenti come sempre dei vostri “politici” !

    COMUNQUE SI PONGANO LEGHISTI, PADELLINI E CIELLINI.
    IL CULO E’ SEMPRE IL NOSTRO !!!

  10. Giuseppe says:

    Per “purificarsi” bisogna correre dei rischi, che non chiamerei per nulla furbastrate. A me sembra che si sia iniziato un faticoso cammino con la dovuta umiltà e consapevolezza, e questo è bene per tutti i padani.

  11. pietro says:

    Si, cosi in Lombardia vincerà facilmente la sinistra e il piano della Lega di governare la regione con Maroni andrà a farsi benedire…

    • Culitto Salvatore says:

      ma è così importante chi governerà in lombardia? non è più importante che chi lo farà sia onesto e faccia il bene del popolo lombardo? se un tal personaggio dovesse essere della sinistra, della destra della lega o del partito vattelapesca che importanza potrebbe mai avere?

  12. Giovanni villella says:

    Non basta. Tentare di rifarsi una verginità espellendo un consigliere regìonale quando la casa brucia”

    Dove erano i controllii preventivi che una organizzazione politica degna di questo nome deve avere?

    Chi ha sostenuto formiconi e tutte le sue ruberie senza denunciare nulla è complice.

    Chi ruba ruba a Reggio Calabria è differente da chi lo fa a Milano?. i danari del San raffaele di don verzè (sant’uomo!!!!) sono danari uguali uguali a quelli delle cosche di Reggio.

    Solo che a Milano si parla di lobby e a reggio Calabria di ndrine .

    La lega é finita.
    Non esiste più.
    E l’Italia è più unità ora che 150 anni fa. Dal malaffare. Grazie lega che ci hai aperto gli occhi grazie ai tuoi politici incorruttibili che hanno saputo vigilare sul partito e che dopo 20 anni si sono accorti che anche a Milano qualcosa non va!
    W la lega, W l’indipendenza

    • Aquele Abraço says:

      Se ho ben capito la Lega sarebbe la principale responsabilie di tutti i mali degli ultimi vent’anni.
      Ma va dar via i ciap, terun!

      • Giovanni villella says:

        20 anni e non sentirli. Berlusconi, dell’utri, bossi, maroni, castelli, alfano, cosentino. Cuffaro.

        You get what you deserve…
        Green whanker

        F.to.
        M5S

  13. Zanetti says:

    Grande mossa! Finalmente anche in Lombardia aperte le porte al cattocomunismo e al vendolismo in salsa Pisapia grazie lega!

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