La Palma e l’Abete, il nuovo dialogo fra Oriente e Occidente

di CARMINE CASTORO

Mario Jose Molina, premio Nobel per la chimica per aver scoperto e studiato il buco dell’ozono, torna per parlare del nuovo ecologismo e dei motivi per il quale il dialogo fra civiltà è possibile solo con una moratoria sull’inquinamento. Proprio all’insegna del lustro della sua presenza e di quella di tante altre figure di spicco nel campo scientifico, istituzionale e intellettuale mondiale, si svolgerà sabato 26 e domenica 27 ottobre a Rimini la 44a edizione delle Giornate Internazionali di Studio del Centro Pio Manzù, e ancora una volta il presidente Gerardo Filiberto Dasi darà alla manifestazione una cornice internazionale di grandissimo prestigio.

Interverranno a “La Palma e l’Abete. Dialoghi interculturali fra Europa e Mondo Arabo: i comuni obiettivi per il reciproco sviluppo” – questo il titolo dell’edizione 2013 – , infatti, Lucio Battistotti, direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, Ghanim Taha Al Shibli, capo della Missione della Lega degli Stati Arabi a Roma, Nassir Abdulaziz Al-Nasser, Alto Rappresentante delle Nazioni Unite per l’Alleanza delle Civiltà, Abdelwahab Meddeb, islamista di chiara fama, solo per citare alcuni dei quasi quaranta ospiti di questa edizione.

Da sempre il Centro Pio Manzù è il punto di riferimento italiano per il dialogo fra l’Europa e il mondo arabo e in questi giorni delicatissimi, nei quali spirano ancora una volta venti di guerra in Medioriente, il Centro si interroga su quali azioni concrete si possano mettere in campo, sin da subito, per proseguire nel cammino di pace, ma anche per raccontare due mondi, metaforicamente quello della palma e quello dell’abete, che dal dialogo degli ultimi anni stanno nuovamente passando allo scontro.  Dunque, da un lato ferve l’interesse per la conoscenza e l’approfondimento del rapporto umano fra diverse civiltà; dall’altro, servono concrete analisi delle vie che possano garantire un’economia dello “sviluppo” non cieca verso le condizioni di limitatezza in cui versano le risorse naturali e la vessazione ambientale, non ottusa verso la fratellanza che sola può essere datrice di nuove filosofie nella produzione e nell’investimento. Ciò vuol dire che un siffatto rapporto di polarità tra Oriente e Occidente si costruisce o ricostruisce nell’odierno assetto degli Stati attraverso i notevoli flussi d’investimenti di capitali arabi nelle più diverse imprese della produzione tecnologica e industriale. D’altro canto la stessa polarità si ricrea nel corpo delle società multietniche le quali, volenti o nolenti, tendono a convergere in un’unica società unificata, a concepire la quale pare decisivo il presupposto della conoscenza.

Con questa densità di temi e piattaforme di discussione, al via sabato 26 ottobre con il discorso di apertura di Nassir Abdulaziz Al-Nasser, personaggio molto influente nella politica estera del suo paese, il Qatar.

La mattina si svolgerà poi la tavola rotonda dal titolo “Dignità e contributo della cultura araba nel dialogo con l’Occidente”. Sono attesi tra gli altri anche Hassan Hanafi, direttore del Dipartimento di Filosofia dell’Università del Cairo, vicepresidente della Società Internazionale di Filosofia, uno dei pensatori più originali dell’Islam contemporaneo e Abdelwahab Meddeb Poeta, romanziere, filosofo e saggista, professore universitario, che dirige la rivista internazionale “Dédale”.

Nel pomeriggio si discuterà invece de “L’anello sostenibile di un nuovo approccio tra Europa e Paesi Arabi”, con, fra gli altri, Hubert Jaoui, uno dei massimi esperti nel campo della creatività applicata e della gestione dell’innovazione e Mario J. Molina, massimo esperto a livello mondiale dell’inquinamento chimico e dei suoi effetti sull’ambiente, premio Nobel per la Chimica nel 1995. Sempre sabato 26 ottobre, nell’area talk show si parlerà di “Incontri: il ruolo delle fedi, ovvero una proposta dialogica”. C’è attesa per gli interventi di Izzedin Elzir, presidente dell’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia e imam di Firenze e per  quelli degli gli inviati speciali Antonio Ferrari e Stella Pende.

Domenica 27 ottobre verranno consegnate le onorificenze attribuite dal Comitato scientifico internazionale. Il premio Pio Manzù andrà come sempre a personalità ritenute meritevoli di encomio per il contributo reso a favore del progresso umano. In concomitanza con la seduta plenaria, Rai 2 realizzerà una diretta televisiva condotta dalla giornalista Francesca Nocerino.

 

 

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