La nota spese dei meno validi in politica

di GIANLUIGI LOMBARDI CERRIsimboli_partiti_rimborsi

Stanno scoppiando scandali in molte Regioni per rimborso spese ingiustificate. Oltre , naturalmente, ai furti ed alle stecche, ma questi ultimi  sono un altro discorso. Le spese sono  una delle negatività operative che sempre più evidenzia che i rappresentanti del popolo o non sono minimamente all’altezza di gestire qualsiasi cosa o sono in evidente malafede.

Da svariati decenni, nell’industria privata, non succede niente di quanto avviene nel pubblico. Se non in quantità fisiologica.

Vediamo di analizzare la situazione

Anzitutto nella stragrande maggioranza degli impiegati di imprese private esiste almeno una minietica che impedisce di chiedere il rimborso di quanto non spetta. Perché non si sa, ma nei fatti è così. Nei pochi casi di pretese infondate l’autore viene cacciato dall’azienda senza se e senza ma. Un elemento da non trascurare è dato dal fatto che, i politici eletti negli enti pubblici sono scelti con un processo di selezione alla rovescia: i meno validi vengono eletti.

La regola dei meno validi in politica

Questi “meno validi” abituati ad una vita durante la quale mangiare un pezzo di cioccolata risultava un premio di una rarità eccezionale, il momento che si sono trovati a rivestire una carica inaspettata sognano di vivere una realtà da “Mille e una notte” e perciò si sfogano anche temendo che questo sogno possa venir troncato da un momento all’altro a vantaggio di persone più affamate di loro.

Non è così per tutti gli eletti, tanto è vero che si ha una rispettabile schiera non toccata dagli scandali, ma è un vizio abbastanza diffuso e malauguratamente in crescita. Esaminiamo da vicino le regole, poiché la soluzione per ridurre gli abusi ad un minimo accettabile è di una semplicità estrema. Ed è collaudata da anni nell’industria privata. Quando un qualsiasi dipendente esce per conto dell’azienda dal suo normale posto di lavoro, si reca, come si suol dire,  “in missione”.

Che cosa gli spetta, oltre la diaria?

Il rimborso delle spese di viaggio vitto e alloggio (commisurate naturalmente al livello di importanza che il personaggio ha nell’azienda ) . Inoltre le spese rigorosamente connesse al raggiungimento dell’obbiettivo della trasferta

Chi controlla la lista spese?

Il superiore diretto di chi si è recato in trasferta il quale superiore per equità ,per etica personale e per “cost consciuness”  (caratteristica questa lontana le mille miglia dalla mentalità del dipendente pubblico) opera allo scopo di evitare gli sprechi.

Chi fa le regole da applicare ai trasfertisti? Un dirigente  non personalmente interessato alle regole  che emette. Che cosa succede negli enti pubblici ?

Succede che le regole sono stilate dai diretti interessati i quali , per semplificare i discorsi hanno inventato il famigerato rimborso a piè di lista. Da qui sono comparse le mutande verdi, i vibratori e quant’altro.

Come fanno negli Usa

Ricordo che in USA nella dichiarazione dei redditi le fatture relative alla voce “ spese per produrre il reddito” per essere dedotte sono  rigorosamente specificate al punto che se offro il pranzo , durante una  missione , ad un gruppo di persone devo specificare la posizione che occupano nei confronti dell’azienda che rappresento, specifica che permette al fisco di effettuare anche controlli incrociati.

Certo, alla base di tutto questo ci sta un’altra regoletta da far digerire una buona volta ai sindacati: chi sgarrra  per una, due, tre volte ( non starò qui a litigare su un numero qualsiasi di volte, purché logico) va accompagnato più o meno gentilmente alla porta.

Per contro con l’andazzo attuale la punizione massima per un burocrate che ammazza un suo superiore è: cerca di non ammazzarlo più la seconda volta, sennò verrai sgridato.

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