La nostra collaboratrice Rosanna Marani nella rosa di candidati per l’Ambrogino d’oro

La foto di Rosanna Marani nel Famedio della Gazzetta dello SportCon tutto il bene, auguriamo a Rosanna Marani, grande penna del giornalismo e nostra collaboratrice, di restare a lungo nella rosa di personalità e cittadini candidati quest’anno all’Ambrogino d’Oro. Come bel spiegato nel testo che divulghiamo di seguito e che Rosanna con ansia e stupore ci ha inviato.

L’Ambrogino a loro? Si vedrà. Alla giornalista Rosanna Marani, prima firma femminile de La Gazzetta dello Sport , e autrice dell’unica intervista a mamma Rosa Berlusconi, è la candidatura di Gianluca Comazzi. Al capotreno e al ferroviere aggrediti col machete nel giugno scorso, che entrano nella proposta di Andrea Mascaretti, mentre Alan Rizzi ha messo sul piatto d’oro delle benemerenze milanesi lo storico Il Baretto , celebre ristorante di via Senato. Fabrizio De Pasquale punta su Giuseppe Parazzini, il notaio che durante la manifestazione No Expo del primo maggio ha esposto sul balcone il Tricolore e non si è mosso neppure quando è stato colpito da un uovo. Ecco alcune delle preferenze dei consiglieri di Forza Italia per le assegnazioni delle Civiche Benemerenze, le cui candidature si sono chiuse ieri alle 12. Le liste sono fatte. I candidati ora attendono in una «campagna» silenziosa e di prestigio.

Centoquarantadue domande sono arrivate a palazzo Marino, delle quali 65 riguardano enti di vario tipo e 77 sono riferite a singole persone. Nelle prossime settimane sarà convocata la commissione, guidata dal presidente del consiglio comunale e composta dai capigruppo e dall’Ufficio di Presidenza, che deciderà gli «eletti», premiati il 7 dicembre e non potranno essere più di 35.

I nomi si susseguono in un «rosario» dal quale dovrà uscire la rosa vincente. Il vicequestore Antonio D’Urso, picchiato dai No Global durante il corteo No Expo del primo maggio, il capo della squadra mobile Alessandro Giuliano, autore degli aresti delle gang dei latinos, e alla memoria di Dino Abbascià, re dell’ortofrutta, è la terna nelle mani di Riccardo De Corato di Fratelli d’Italia. Da parte del Pd arrivano nomi quali l’ematologo Giorgio Lambertenghi e una delle tante candidature alla memoria, ovvero Italo Siena, morto qualche giorno fa, che nel 1987 fondò il Naga, l’associazione dedita a prestare assistenza agli immigrati bisognosi. Emanuele Lazzarini ha pensato al Teatro del Buratto mentre Anna De Censi a Francesca Corso, fondatrice dell’Icam, l’Istituto a custodia attenuata per detenute madri con prole fino a tre anni. A queste designazioni si aggiungono enti e società quali il Mercato Metropolitano e Milano Film Festival voluti da Sel.

(da Il Giornale, Elena Gaiardoni)

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