La neve, l’energia e il paradosso BellunENELese!

di MASSIMO VIDORI*

Parrebbe un storiella pedagogica di Socrate, se non fosse drammaticamente svolta sulla pelle e sui portafogli della nostra gente.

“C’era un padrone che aveva deciso di affidare ad un suo suddito il diritto di sfruttare tutte le acque di un vasto territorio per trarne energia.

Di questa energia usufruivano tutti i sudditi pagandola salatamente, molto più di qualunque altro suddito dei regni confinanti.

Certo la produzione di questa energia era fondamentale per quel regno, oltre a risultare a basso impatto ambientale per la globalità dei regni. In più i territori vicini usufruivano delle acque così attentamente raccolte per rinforzare la propria agricoltura durante i lunghi mesi della siccità estiva.

E quel vasto territorio? Esso era defraudato dei suoi fiumi e costellato di dighe, condotte, canali e laghi artificiali, quest’ultimi quasi inutilizzabili per altri scopi.

Ed i suoi abitanti? Essi pagavano l’energia come tutti gli altri e collateralmente si sorbivano l’olezzo estivo dei laghi in secca.

Certo negli anni qualche altro pegno lo avevano dovuto pagare, anche con la devastazione di famiglie e territori.

Ma poi, un inverno venne la neve, tanta.

Ed allora, proprio quando l’energia serviva maggiormente, quel suddito che produceva l’energia non riuscì a garantirla in quel vasto territorio per ben 2 volte.

Cosa successe?

Nulla!

Tutti gli abitanti si rimboccarono le maniche ed ognuno svolse la sua parte: chi spalando, chi sciando, chi camminando, chi “semplicemente” raggiungendo il suo posto di lavoro. Ed attesero alla luce delle candele che il suddito tornasse a rispettare quel normale contratto che regolava il rapporto con i suoi clienti: tu paghi regolarmente ed io ti fornisco l’energia. E loro pagavano.”

La morale?

Non c’è!

Meglio, è in quello che sarebbe dovuto succedere, ossia… la rivoluzione!

Facciamola perché anche la neve ce lo dice: la rivoluzione democratica.

Belluno autonoma nel Veneto indipendente, subito!

*Indipendenza Veneta Dolomiti

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4 Comments

  1. Ilaria Fabris says:

    Tutto vero.. ci arrangiamo sempre noi montanari.. ma l indipendenza non ci serve a niente.. forse serve ai magna magna della pianura.. fate qualcosa x aiutare i cittadini che vivono in montagna! Aggiustate un po’ le strade che qua servizi x il trasporto pubblico quasi zero.. e mandate un po’ di politici a farci un po’ di legna dato che adesso non possiamo più fidarci nemmeno della fornitura elettrica nonostante i prezzi.. in alternativa ci hanno dato i generatori che distruggono qualsiasi elettrodomestico con scheda, televisori, computer, ecc. Bravi! Addio Italia.. sto qua solo x i miei vecchi..

  2. massimo vidori says:

    Più che ingenuo39 attaglia disinformato39… e provvedo: sono tesserato di Indipendenza Veneta.
    Dolomiti è la caratterizzazione del movimento sul nostro territorio.
    Sani!

  3. Unione Cisalpina says:

    bene …
    proporrei di aprire una “Finestra sull’Oppressione italika”
    (magari un po’ lo fanno già Pongo e Tontolo) dando spazio a rakkonti e sillogismi sulla falsariga di kuello ke hai narrato, x illustrare (al passato), ai nostri cittadini, tutti gli abusi e violenze ke patiamo nel presente (… della kùi gravità ed ingiustizia sembrano non akkorgersene), inflitteci da kuesto immorale stato merdionale italiko a gestione autoritaria, razzistika, inefficxente e diskriminatioria roman_borbonika, ke invade e xvade ora, purtroppo, anke la nostra kultura e civismo indigeno…

  4. ingenuo39 says:

    *Indipendenza Veneta Dolomiti? Eccone un altro che vuole fermare il treno col “solito sistema” da solo.

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