La maggioranza schizofrenica ora vuol rifare lo Stato “irriformabile”

di GIORGIO CALABRESI

Sembra essere una maggioranza molto schizofrenica quella che sostiene il governo Letta. Per giorni i due maggiori pilastri della stessa, Pd e Pdl (pilastri? insomma, pilastrini un po’ malmessi…) si sono beccati a distanza proponendo iniziative destinate a far inviperire l’alleato/avversario. Poi all’improvviso ieri mattina è stato annunciato un mega accordo per la riforma elettorale e le riforme istituzionali con l’obiettivo di rifare lo Stato. Per ora sono annunci, poi si vedrà nel concreto. Anche se questo Stato non è riformabile, al massimo posso fargli un maquillage.

Correzione del Porcellum ”entro l’estate” e via al percorso delle riforme costituzionali, che si chiudera’ in ogni caso con un referendum confermativo. La maggioranza trova un accordo, per nulla scontato, sul metodo ma continua ad essere divisa nel merito. Comunque,intraprende l’impervio cammino che dovrebbe portare non solo ad archiviare la legge elettorale ‘porcata’, ma anche ad ammodernare la parte seconda della Costituzione. Sul successo delle riforme, avverte Enrico Letta, si gioca la vita del governo e della legislatura. La partita all’interno della maggioranza entra ora nel vivo. L’intesa viene raggiunta in un vertice di primo mattino a Palazzo Chigi. Letta, con il vicepremier Alfano e i ministri Quagliariello e Franceschini, riunisce i capigruppo della maggioranza. Fin dal suo insediamento il premier ha legato il mandato del suo governo all’orizzonte delle riforme. Adesso, con un invito ai partiti a ”sminare” il lavoro da proposte e polemiche divisive, incassa il via libera alla ‘road map’. L’obiettivo e’ condurre in porto quella riforma complessiva delle istituzioni di cui si dibatte, sottolinea Quagliariello, ”da trent’anni”. E tornare a votare con una nuova legge elettorale che, promette Letta, ”non derivera” in alcun modo dal Porcellum.

Intanto, pero’, anche per ”rispondere alle richieste della Consulta” si introdurranno correzioni al sistema di voto attuale per eliminarne gli effetti distorsivi. Il percorso, dunque. Si parte il 29 maggio, quando in Parlamento, presente Letta, si discuteranno le mozioni che disegneranno il cammino delle riforme. Centrale sara’ il ruolo di un ‘Comitato dei 40′, i cui componenti saranno scelti nelle commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato, con rappresentanza proporzionale di tutti i gruppi. Nei tempi necessari a istituire il Comitato (serve legge costituzionale), si riunira’ una commissione di esperti nominata dal governo, con compiti consultivi: il suo lavoro sara’ la base della proposta di riforma che il governo presentera’ alle Camere. Ma anche i cittadini, a partire dai giovani, saranno coinvolti con una ”grande consultazione” on-line che partira’ prima dell’estate. Forma di governo (con apertura al semipresidenzialismo), superamento del bicameralismo perfetto, riduzione di deputati e senatori, revisione del sistema delle autonomie e legge sui partiti, sono alcuni degli interventi indicati dal ministro Quagliariello in audizione alla Camera. La riforma complessiva dovra’ essere scritta dal ‘Comitato dei 40′, mentre il via libera finale spettera’ alle assemblee congiunte di Camera e Senato. Poi, annunciano i ministri, qualunque sia la maggioranza ”ci sara’ un referendum confermativo” su quesiti autonomi, per evitare che il no su un punto faccia cadere tutto l’impianto. Capitolo a parte, e particolarmente delicato, la legge elettorale.

Nell’attesa di una riforma complessiva legata alla forma di governo, la maggioranza da’ l’ok a un ”intervento di salvaguardia” entro l’estate, per ”sterilizzare” il Porcellum ed evitare una bocciatura della Corte costituzionale. Nel merito pero’ le posizioni tra Pd e Pdl appaiono in partenza molto distanti. Il Pdl infatti spinge per una soglia del 40% al premio di maggioranza, che produrrebbe un sistema sostanzialmente proporzionale. Il Pd, al cui interno preme un ampio fronte per il ritorno al Mattarellum, con Guglielmo Epifani dice no al proporzionale, che creerebbe una ”palude” di ingovernabilita’. Il ministro Quagliariello iniziera’ gia’ questa settimana gli incontri con i partiti (anche d’opposizione) per trovare un accordo sulle modifiche al Porcellum. Ma il governo sarebbe pronto a presentare una propria proposta, nel caso di impasse. Intanto la volonta’ di essere protagonisti di una legislatura costituente si traduce anche nell’iniziativa della presidente della Camera Laura Boldrini per portare in Aula dopo l’estate la riforma dei regolamenti parlamentari. Obiettivo, accelerare l’iter dei provvedimenti senza che il Parlamento sia ”schiacciato” dal governo.

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2 Comments

  1. Albert Nextein says:

    Questi sono come la corte di francia ,chiusa a palazzo, nell’imminenza della rivoluzione.
    Si occupano e parlano di cose che interessano e macinano solo ed esclusivamente per loro.
    Se avessero a cuore l’interesse e la vita della gente comune, ridurrebbero immediatamente le tasse, ridurrebbero immediatamente le spese pubbliche , ridurrebbero immediatamente il debito pubblico, ridurrebbero la burocrazia a zero, ridurrebbero l’influenza della politica nell’ambito privato.
    Ma, siccome sono dei delinquenti e dei ladri irresponsabili ed impuniti, come tutti noi qui dentro sappiamo e sperimentiamo ad occhi ben aperti, non fanno alcun che.
    Continuano a venderci parole e propositi nei fatti irrealizzabili, tirando a campà finche la barca và.

    Lo stato, a partire da quel cesso della costituzione non sono da riformare, ma da demolire.
    E le riforme vanno fatte a colpi di referendum, e a colpi di espressione diretta del popolo su ogni materia.

  2. Alterego says:

    Ma ancora qualcuno crede che questo sistema di potere partitocratico sia in grado di riformare se stesso?
    Cercheranno di modificare la forma di governo al solo scopo di aumentare il centralismo.
    L’italia ormai non è solo sull’orlo del baratro ma è nel baratro.
    L’unica via possibile per il futuro è una confederazione di stati autonomi, primo passo per stati indipendenti.

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