La Libertà va presa, sennò si muore da schiavi italiani

di SANDRO MIGOTTO

Questo vuole essere il riassunto bonario di come negli ultimi trent’anni sia stato scientificamente tradito e raggirato, per l’ennesima volta, il Popolo Veneto e la cosa e’ valida anche per molti altri Popoli del Nord.

Ordunque creiamo un Partito, chiamiamolo con un nome di fantasia, ad esempio L. N., cavalchiamo la giusta protesta e rabbia degli abitanti Veneti, infarciamola con slogan razzisti e presentiamolo a elezioni qualsiasi. Come abbiamo ottenuto il primo eletto e’ fatta. Poi continuiamo a far proclami, a invocare fucili dalle valli bergamasche, ad analizzare l’acqua del Po; nel frattempo occupiamo tutti i posti di potere centrale e locale disponibili. Per il bene supremo della Patria dobbiamo  allearci con un Partito, chiamiamolo con un nome di fantasia, F.I. contro il vero terrore di questo Stato, i comunisti. Non importa se di fatto governano assieme agli altri da sessanta anni fingendo di litigare e continuando a depredare,  non importa se addirittura negli ultimi tre in un governo di disfacimento nazionale che sta facendo definitivamente collassare il Paese, l’importante è che i Veneti lavorino, paghino IMU, Tares,  tasse e stiano buoni… gli si concede qualche sbandierata, qualche processione, molte bestemmie, ma poi tutti in coda a votare, perche’ dicono sia un dovere. Poi, quando si andra’ magari a votare per una piccola cosa come l’autonomia del Veneto, come alla fine degli anni Novanta, meglio che molti degli eletti in questo movimento rivoluzionario siano assenti: qualcuno aveva una partita di tennis, altri erano a colloquio con la regina d’inghilterra, altri ancora cianciavano di devolution.  Questa casta di eletti, parlamentari, consiglieri regionali, consiglieri provinciali e sindaci devono avere una caratteristica comune: non devono mai proporre cose realizzabili, non devono mai votare una legge che in qualche maniera favorisca il Veneto. Devono solo sparare contro il Sud e contro i negri. Cosi’ dormono sonni tranquilli, e con loro i Veneti che, sfogati i bollenti spiriti, si sentono piu’ liberi.

Poi, esaurita l’onda del partito – per mancanza di fantasia –  bisogna diversificare, come in qualsiasi onesta e capace azienda. Allo scopo si creano nuovi partiti indipendentisti, chiamiamoli con altri nomi di fantasia come esempio VS  o IV, nei quali stazioneranno e presidieranno i trombati e i portaborse del partito precedentemente creato; non bisogna far mancare niente a nessuno, nessuno dovra’ restare indietro. Dato che i tempi son cambiati, si affina la strategia e pertanto si dovranno farcire questi nuovi giocattoli con illustri docenti universitari, che come i politici trombati ben si guardano dal rinunciare al loro stipendio pubblico, loro vivono in un mondo dorato, lottano di fioretto e pontificano; bene farebbero a denunciare le connivenze del mondo universitario con il mondo politico, a cui hanno sempre fornito appoggio e coperture. Poi per non farsi mancare niente si introducono nuovi elementi, ameriKani e qualche ufficiale della Benemerita.

In mezzo, per animare la scena metteteci litigi, denunce, riappacificazioni e fusioni: il bene trionfa sempre. Infine il colpo di scena per distogliere nuovamente l’attenzione dai problemi veri, la creazione di un movimento trans, chiamiamolo Plebe 13. Trans e’ il giusto nome, attraversa non la gente comune, gente che vota a destra o a sinistra, ma i politici. Ovvero in vista delle regionali future, i prossimi in odor di trombata e i perdenti delle correnti dei partiti, improvvisamente fulminati sulla via di Damasco dell’indipendentismo, saltano sul nuovo carro speranzosi di poter continuare ad oziare in parlamento o in consiglio regionale. I Patrioti Baschi o dell’IRA al cospetto di siffatti rivoluzionari paiono dei vili codardi. Questo Movimento proporra’ una domanda, con il cappello in mano al gigantesco Governatore – che ovviamente sara’ un membro influente di un Partito indipendentista –: chiederà se per piacere ci permettono di poter decidere con chi stare, se ci permettono di vivere come meglio ci aggrada, con i nostri usi e costumi; poi ovviamente non spiegano che  sara’ alquanto improbabile che si possa celebrare il referendum.

Per votare il decreto Roma Capitale – a causa del quale il Nord paghera’ le vergogne di Rutelli Vetroni e Alemanno – il grande Partito indipendentista ha assecondato il grande partito nazionale di centro destra, ma non e’ capace di convincere gli alleati a concedere qualcosa al Veneto. Gia’, perche’ la consultazione non servira’ a nulla se non come impatto mediatico. E magari non spiegano neanche che se anche si facesse, se anche vincesse il si sarebbe solo l’inizio della lotta e non certo la fine.

Fintanto che esisteranno i partiti, fintanto che non faremo piazza pulita di questi personaggi, dei professionisti dell’indipendenza che tra l’altro ogni 20 luglio ci spappolano le palle con la ricorrenza della battaglia di Lissa, beh, a Roma dormiranno sonni tranquilli e noi certamente moriremo da schiavi italiani.

La liberta’ non si domanda. Se si ha abbastanza coraggio, si prende e non si negozia con l’aguzzino. Mai. Volete voi veneti avere una vostra libera ed indipendente Nazione? Affermatelo con forza senza dover chiedere per piacere a nessuno; organizzate la consultazione popolare unilaterale e votate. Non servira’ a nulla, diranno molti: forse hanno ragione, ma almeno non avremo sprecato tempo in assurde pantomine nel sottobosco della politica regionale, non contribuiremo a creare una ennesima casta, non prenderemo in giro i Veneti e comunque, nel caso di vittoria dei si, porterebbe all’automatica dichiarazione di indipendenza unilaterale. Perche’ a questa prima o poi dovremo arrivare.

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37 Comments

  1. Miki says:

    Daccordo. Ma molto meglio “occupare i posti di potere” o lasciarli ai neoborbonici? Io la risposta l’avrei

  2. Riccardo Pozzi says:

    Molti anni fa Andreatta, che era uno che di certe cose se ne intendeva, ebbe a dire in una discussione privata poi riferita, che se non si mettevano 200 mila miliardi di lire ogni anno per il sostentamento del sud, il sud avrebbe fatto letteralmente la guerra. Sono pronti i padani con suv e bifamiliare a difendere con le armi la propria terra? Perché il sud le armi le ha già in mano, e in modo legale.
    Non ci raccontiamo storie, non ci crogioliamo in ipocrisie sugli usi e costumi, non ci perdiamo in peraltro comprensibili critiche al leghismo dei cui limiti abbiamo preso visione tutti. Vogliamo indipendenza? Basta smettere di recarsi il 16 di ogni mese a con gli f24 a pagare in banca i nostri dolorosi residui fiscali attivi. Ecco, l’indipendenza è fatta. Ne siamo capaci? Suvvia, amici, non è con i referendum purtroppo che arriverà un briciolo di autonomia ma con la dolorosa deflagrazione di un default economico. Niente paura, è solo questione di tempo.

    • Dan says:

      >> Basta smettere di recarsi il 16 di ogni mese a con gli f24 a pagare in banca i nostri dolorosi residui fiscali attivi. Ecco, l’indipendenza è fatta.

      E’ quello che dico io da un po’. L’indipendenza prima che una realtà politica è una cosa che nasce dentro la singola persona.

      E’ la persona che deve svegliarsi un mattino, guardarsi allo specchio e prendere la decisione di staccarsi. E’ la persona che deve coinvolgere il proprio vicino in modo che anche questo giunga un mattino all’epifania.

      Non ci sono leader, non ci sono partiti, non ci sono movimenti che non siano composti da singole persone che sono giunte a prendere la decisione di rendersi indipendenti in completa autonomia.

      Purtroppo al momento più che persone ci sono solo tante pecore. Fossero ancora pecore con il pallino per la religione come i musulmani, forse si potrebbe tentare una qualche mobilitazione puntando sulla volontà di dio, ma da noi oramai trionfa il cinismo…

      • Miki says:

        Appena giungesse alle orecchie sbagliate che gruppi di famiglie (migliaia,non 3) il giorno tal de’ tali non consegneranno l’f24 verrebbe la finanza un mese prima a massacrare di cavilli burocratici le famiglie medesime. Se poi,apriti cielo, in casa di uno di questi fosse rinvenuta una pistola ad aria compressa scatterebbe l’accusa di associazione a delinquere con finalità di terrorismo. Poi magari dopo 10 anni assolvono tutti,ma intanto il bel progettino ve l’hanno mandato in fumo.

        • Dan says:

          Tranquillo che se quelle famiglie avessero deciso di non consegnare gli f24, non sarebbe la decisione di un giorno prima ma una consapevolezza raggiunta con svariati mesi d’anticipo.
          Eventuali atti di forza a quel punto sarebbero ampiamente sconsigliati perchè potrebbe veramente sfociare in ribellione violenta.

  3. Luigi says:

    X Migotto e x Marco Mercanzin
    25 Luglio 2013 at 7:46 am #
    Grande lucidità Migotto.
    Breve, conciso e telegrafico.
    E tristemente realista.
    Questi sono i fatti, tutto il resto e’ fuffa.

    CI SIETE , VI MANCA UN PASSO : Way4freedom. La LIBERTA’ si avvicina a passi svelti, non, non distraetevi…
    Con rispetto, Luigi G.

  4. Gianmaro says:

    Finchè nessuno avrá il coraggio di sacrificarsi metetendo a repentaglio la propria vita per questa masnada di veneti decerebrati e coglioni, (pronti sempre a un’ora di lavoro in più pur di mostrare la macchina nuova o sfoggiare abiti firmati) con azioni dimostartive violente e illegali (per lo stato italian) saremo sempre qui a teorizzare, fantasticare e … Pagare tasse allo stato italiota.

  5. Rodolfo says:

    ..ma quale referendum, ma quale metodo pseudo politico…la liberta nella storia dell’uomo la si conquista SOLO con la forza. Tutto il resto sono chiacchere da bar. Ricordatevi che “liberta nostra = morte loro” . Quindi non molleranno mai. Ma guardatevi intorno, pensate all’egitto…e non solo.
    Qua bisogna INCAZZARSI DI BRUTTO.
    Rudy da brescia

  6. caterina says:

    FI è Forza Italia. LN sembra Lega Nord, o mi sbaglio?…
    si dice di creare un partito allora sarebbe meglio NL come Nord Libero… ma chi crederà a qualsiasi nuovo partito!..
    la libertà, soprattutto quando la si ha a portata di mano, dobbiamo prendercela! è quello che mi aspetto il 30 luglio dai consiglieri veneti riuniti per decidere sul referendum…
    non ci tradiscano! si guardino allo specchio e facciano l’unica cosa giusta di cui andar fieri: dare ai veneti la possibilità di decidere del proprio destino!

  7. daniele quaglia says:

    non è un referendum o un plebiscito che ci serve.
    Dobbiamo indire le libere elezioni del Popolo Veneto,come quelle già organizzate nel 2009 da LIFE-APV, ma con la massima partecipazione di movimenti politici indy.
    Il Popolo Veneto elegga direttamente i suoi rappresentanti nelle istituzioni Venete costituitesi in Autogoverno secondo il principio dell’Autodeterminazione.
    Nessuno lo può vietare nè tantomeno lo deve autorizzare
    E’ una cosa che ho più volte proposto ai Movimenti indipendentisti senza ottenere alcun loro interesse, quasi fossi un matto.
    Se il Popolo Veneto elegge il suo Parlamento e tutti gli organi che costituiranno la struttura politica della Repubblica Veneta, lo Stato italiano e tutti gli altri Stati dovranno solo prendere atto di un fatto compiuto per volontà del Popolo Veneto:la nascita della nostra Repubblica sorta senza tanti clamori proprio sotto il loro naso

    • MIGOTTO SANDRO says:

      Vedi Daniele, in Veneto ci sono almeno 3/4 Governi provvisori eletti da non si sa chi…. altrettanti anagrafi venete etc.

      La consultazione popolare unilaterale intanto ti dice se la maggioranza dei Veneti e’ favorevole all’indipendenza. E’ evidente che se prevarranno i SI, il giorno dopo dichiariamo l’indipendenza unilateralmente e si procede a creare un Governo Provvisorio basato su consenso reale.

      Poi che Roma prenda atto…. be’ ho i miei dubbi. Dovremo essere in grado di farglielo capire con le buone o con le cattive.

      • daniele quaglia says:

        dei 3/4 governi veneti devi escluderne due che hanno radici burocratiche in italia e/o all’occorrenza ricorrono alle istituzioni italiane per imporre le loro ragioni. Ne rimangono allora solo un paio e solo uno di questi è nato da elezioni democratiche convocate in 1993 comuni dell’ex lombardo-veneto e a tutte le organizzazioni internazionali nel 2009.
        Comunque non è un problema questo. E’ solo il Popolo Veneto che può esercitare il suo diritto all’Autodeterminazione con elezioni per proprie istituzioni che nel contempo ti daranno anche tutte le indicazioni sulla volontà dei Veneti perchè tutti concorreranno al voto per evitare di essere soggetti passivi delle decisioni di una sparuta minoranza.
        Abbiamo il diritto di autodeterminarci? Esercitiamolo e prendiamoci quello che democraticamente ci spetta

      • Adriano Giuliano says:

        Il grande problema del 30 sono i cosiglieri coinvolti in tangenti negli appalti.
        Non a caso lo scandalo del mose è venuto fuori ora e non qualche anno fa.
        I soliti ricatti all’italiana, con la magistratura agli ordini di roma, pronta a colpire a comando.

    • ermanno says:

      firmavi loris pal…

  8. Amedeo says:

    Arriverete all’Indipendenza solo quando Roma, con la complicità dei politici locali conniventi, avrà distrutto la Lombardia e il Veneto con le rapine fiscali. A loro interessano solo i vostri soldi, per finanziare gli stipendi e le pensioni dei parlamentari della Repubblica italiana.

  9. Francesc says:

    la prima parte su LN andava bene….quella su IV no, non sono proprio d’accordo..
    “La liberta si prende”…si si ok….ma come, se non in questo modo?? l’unico percorso pacifico, fattibile e SERIO l’ha proposto IV e non capisco perchè ci spari sopra

    • MIGOTTO SANDRO says:

      probabilmente perché non lo ritengo né percorribile né tantomeno fattibile……..

    • Dan says:

      La libertà si prende imponendo nel giro di una notte dei confini e pattugliandoli.
      La libertà si prende entrando di forza nei palazzi dei galoppini statali al fine di defenestrarli.
      La libertà si prende con le azioni concrete non giocando ad inseguire le ombre cinesi.

    • burma riot says:

      appunto, pacifico.
      Quindi non arrivera’ a nulla, perche’ Roma cambiera’ le carte in tavola tutte le volte che vorra’.
      E’ questa la strada che Roma VUOLE che venga imboccata, quella pacifica, controllabile, orientabile, in una tattica di rinvio a chissa’ quando delle riforme federali.

  10. Albert Nextein says:

    I veneti fanno benissimo a convocare questo referendum consultivo.
    I veneti farebbero benissimo se , contemporaneamente, organizzassero e poi attuassero una protesta fiscale.
    Io sono sicuro che si accoderebbero milioni di altri cittadini.
    E sarebbe la fine dello stato unitario.

  11. Tito Livio says:

    Concordo.

  12. Thomas says:

    Caro Sandro, ti contraddici da solo nel giro di 4 righe,
    Un referendum organizzato dalla regione, anche se istituito e vinto, non serve a niente mentre “organizzate la consultazione popolare unilaterale” dovrebbe far tremare l’Impero Romano?
    Suvvia!

    Sinceramente dalle premesse mi aspettavo ben altro spessore…
    A criticare l’operato degli altri (infarcendo il tutto con offese gratuite x ingraziarsi la massa dei delusi/inferociti) senza proporre alternative plausibili sono bravi tutti… io lo chiamo Italian Style!

    No stemo mai dismentegarse ki ke jerimo, ke semo … e ke voemo continuare a esare: “gens universa veneti appellati”

    • MIGOTTO SANDRO says:

      Nessuna contraddizione. Ma proprio nessuna.
      E’ una questione di metodo, di tempi e di obiettivi.
      Continuate a perseguire le vie “legali” e tra dieci anni saremo ancora qui a discutere.
      Facciamocelo da soli e subito il Referendum e il giorno dopo dichiariamo unilateralmente l’indipendenza.

      Se aspetti il placet da Venezia prima e Roma dopo, moriremo italiani…..

    • Dan says:

      >> Un referendum organizzato dalla regione, anche se istituito e vinto, non serve a niente mentre “organizzate la consultazione popolare unilaterale” dovrebbe far tremare l’Impero Romano?
      Suvvia!

      Il referendum opera all’interno dei limiti imposti dalla legge, mentre la consultazione popolare se ne sbatte. Il punto però è che una volta giunti alla decisione di indipendenza, ci sia veramente la volontà e la forza di imporre qualcosa.

      • Tito Livio says:

        Ma quali sarebbero queste leggi? sopratutto se si parla di referendum consultivo NON previsto dalla legge?

        • MIGOTTO SANDRO says:

          Gianni e Francesc.

          Non vi sembra strano che Eva Klotz che side in Consiglio Regionale del Sud Tirol da anni e i suoi siedono nei consigli provinciali e comunali voglia fare quello che io su questo giornale e sul territorio propongo da anni, ovvero la consultazione popolare unilaterale? Questi hanno una autonomia che noi ci sogniamo e hanno perfettamente capito che per via “legali” non avranno mai la liberta’

  13. FabrizioC says:

    Non mi piace l’articolo,ma su una cosa sono d’accordo:occhio a tutti i politici di professione con il piede in due staffe. Saranno i primi a ritirarsi se le cose non dovessero mettersi come vogliono loro.

  14. Dan says:

    Come ho già detto bisogna penetrare il territorio con tanti volantini: pochi, semplici concetti di buon senso.

  15. ermanno says:

    tanti schiamazzi per arrivare nelle ultime tre righe allo stesso significato del referendum . avere nero su banco la quantità numerica per proseguirealla dichiarazione unilaterale d indipendenza.

    Ah, davanti un monitor, un testo pieno di condizionali, e intanto lasciamo fare agli altri ….

  16. Marco Mercanzin says:

    Grande lucidità Migotto.
    Breve, conciso e telegrafico.
    E tristemente realista.
    Questi sono i fatti, tutto il resto e’ fuffa.

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