La lenta agonia della Lega. Il dilemma è: che fare?

di LUIGI PANDOLFI

Che succede nella Lega? Prima di rispondere a questa domanda, alcune considerazione preliminari. Io che mi sono tante volte occupato di questo partito, dei suoi paradossi e delle sue iperboli, del suo lato eversivo impastato a quello cialtronesco, stento oggi a riconoscerla in questo nuovo corso maroniano. Troppo debole appare per il momento il cavallo di battaglia della Macroregione del nord, così come dimesso e subalterno si presenta il nuovo rapporto instaurato col Pdl e Berlusconi.

La conquista della Lombardia, in questo quadro, è più una vittoria di Pirro che un successo strategico. Essa difficilmente potrà compensare il calo di consensi che il partito sta registrando in tutto il nord, né potrà costituire una medicina per i troppi mal di pancia che si allignano nel suo gruppo dirigente allargato.

Di questi tempi il potere logora più che nel passato, non si può pensare di piegarlo facilmente alle esigenze di irrobustimento della propria parte politica, senza tener conto del rigetto che la politica, le cariche istituzionali, le poltrone, provocano attualmente nei cittadini.

Poi c’è Bossi, con la moglie e i figli, e quello che resta del famigerato “cerchio magico”. Quelli che il passaggio di testimone a Maroni l’hanno subìto, ma mai fino in fondo accettato. Qualche giorno fa l’ex segretario si è recato dal notaio accompagnato dalla moglie Manuela Marrone e da alcuni fedelissimi, tra cui l’ex senatore Giuseppe Leoni, per depositare un nome e un simbolo. A che scopo? Ufficialmente si è parlato della costituzione di un’associazione culturale e di un giornale identitario “padano”, ma sono in molti a giurare che dietro questa operazione ci sia  un altro disegno: dare vita ad un nuovo soggetto politico, in rottura con la Lega di Maroni.

D’altronde che il clima nel Carroccio sia tesissimo lo dimostrano anche gli epiteti che ci si scambia ormai tra vecchi sodali. E così se Bossi si rivolge agli yes man di Maroni dandogli del “leccaculo”, ecco che Tosi, sindaco di Verona e capo del partito in Veneto, non ci pensa due volte a dare al vecchio capo dello “stronzo”, aggiungendo: “Bossi? Se va via la Lega sopravvivrà. Tutti sono utili, nessuno è indispensabile”…

Intanto, come in uno scenario simil-staliniano, fioccano le espulsioni dei dissidenti (il comitato di disciplina e garanzia ne ha decretato già cinque), dei recalcitranti al nuovo corso. Tutto è nato dopo le proteste ed i fischi a Pontida, ma la cosa ha tutto il sapore di una resa dei conti finale, tra maroniani e lealisti, che potrebbe sfociare, con soddisfazione di entrambe le fazioni, in una separazione, di fatto consensuale sebbene condita di contumelie e recriminazioni di rito, delle due anime del movimento.

La situazione è dunque molto seria, e non solo per la lotta all’ultimo sangue tra “bossiani” e seguaci del governatore lombardo: la crisi del partito è molto più profonda e lo dimostrano in maniera inequivocabile i dati delle scorse elezioni politiche. In Piemonte si passa dal 12,61% al 4,69%, diventando il quinto partito, addirittura dietro Scelta Civica, mentre in Lombardia dal 21,61% si scende al 12,92%, con 590mila voti in meno.

Se il calo di consensi elettorali del Carroccio è stato dunque uniforme in tutto il nord, nel Veneto, bisogna ammetterlo, è stato decisamente più vistoso. Da queste parti ci si contendeva il primato di prima forza politica regionale col Pdl, mentre ora ci si deve accontentare di un misero quarto posto, avendo perso più di 500mila voti con un crollo, in termini percentuali, dal 27,08% al 10,53%.

Complessivamente, nelle tre regioni del nord, i voti alla Camera passano da 2,501 a 1,171 milioni, con una perdita secca, ordunque, di 1,329 milioni.

Non cambiano le cose per quanto riguarda i numeri del  Senato, dove si passa dal 12,32% delle elezioni 2008 al 4,91% in Piemonte, dal 26,05% al 10,95% in Veneto e dal 20,72% al 13,72% in Lombardia. In totale 1,084 milioni di voti in meno (da 2,230 a 1,146 milioni).

Dicevamo del Veneto. Oltre alla faida nel gruppo dirigente ed agli effetti degli scandali, in questa che è stata una regione chiave nella geografia politica della Lega si scontano anche altri problemi, che si chiamano crisi dei distretti industriali e del modello di sviluppo da un lato e rigurgiti indipendentisti dall’altro.

Di fronte a quest’ultimi il governatore Zaia è apparso impacciato, inconcludente, stretto tra il realismo imposto dal suo ruolo e la necessità di non apparire meno “venetista” degli altri, dei fautori della secessione. Il risultato è stato che ha scontentato un po’ tutti, indipendentisti e non. E poi come conciliare l’idea di uno stato veneto indipendente con l’idea della macroregione di cui ha fatto una bandiera il nuovo segretario del Carroccio? Paradossi leghisti.

Molto esplicativa, da questo punto di vista, un’affermazione che ho letto recentemente sul giornale online L’Indipendenza, in un articolo a firma di Riccardo Venturini: “Volere un veneto indipendente non significa essere leghisti, anzi significa considerare questi i peggiori traditori della causa, coloro che ci hanno fatto perdere almeno 20 anni di tempo in questa battaglia, con le loro Padanie inesistenti ed i loro simboli senza storia ed artificiali, noi abbiamo una grande storia alle spalle e degli Alberti da Giussano non sappiamo che farcene”.

Più chiaro di così!

Le cose non vanno meglio in Piemonte, dove tra scandali e crisi della sanità, la giunta guidata da Cota non se la passa certo meglio.

Un clima da basso impero, dunque. Dove in gioco potrebbe essere la sopravvivenza stessa del partito. Intanto proprio il governatore del Piemonte ha annunciato alcuni giorni fa che si sta lavorando per una grande mobilitazione in Piemonte, Lombardia e Veneto per il fine settimana del 18-19 maggio. Un modo per rinserrare le fila e ridare entusiasmo ad una base sempre più smarrita.

Ma la crisi è molto più profonda e riguarda proprio la missione del partito, il suo progetto strategico. Al di là dei danni che certe campagne separatiste hanno prodotto in questi anni alla credibilità delle istituzioni repubblicane, non si può non rilevare che tutte le promesse fatte dal Carroccio su questo versante, dalla devolution al federalismo, passando per la secessione vera e propria e le varie soluzioni padano – centriche alla crisi italiana,  si sono rivelate negli anni solo propaganda, acqua fresca. La stessa riforma del federalismo fiscale, presentata come una grande vittoria del nord, si è rivelata di difficile attuazione e sconclusionata nei suoi aspetti più salienti.

Tutto ciò mentre ancora forte è il tanfo degli scandali che hanno coinvolto il vertice del partito e la stessa famiglia del capo.

Che fare? Questo è il vero dilemma oggi. Che non potrà essere sciolto crogiolandosi nell’ingannevole risultato delle regionali in Lombardia. Per tanti piccoli imprenditori, artigiani, commercianti, il tempo dell’illusione sembra ormai definitivamente tramontato, ma a scappare sono anche i ceti più popolari, duramente colpiti dalla crisi, disincantati rispetto all’inanità della classe politica italiana, dentro la quale quella leghista non ha fatto eccezione.

La giostra sta finendo di girare? Forse è prematuro dirlo. Certo però che vedere Maroni acquattato dietro Berlusconi nell’occasione delle consultazioni al Quirinale, come un pidiellino qualunque, qualche riflessione l’ha purtuttavia indotta…

 

 

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61 Comments

  1. Maximilien Parisian says:

    Un solo nome sulle schede, Padani: “MARINI” “MARINI” “MARINI”!
    Un governo arrroma ladrona per sbloccare la macroregione!

    Poveraccia la giunonica che ieri ha dovuto scrivere la lisciata di pelo alla Dal Lago, e oggi prontamente smentita… va beh, per un posto al caldo questo e altro!

    MARINI! MARINI! MVSSOLI… EHM MARINI!

  2. il brambi says:

    L’unica soluzione è quella di costringere il caro Maroni a fare presto e non aspettare la fine dell’anno per dare una svolta e forzare la mano allo stato itagliano.
    Come avevo preconizzato prima delle elezioni, Maroni è servito a spegnere gli entusiasmi dei leghisti ed ad indebolire la voce di quelli che credono ancora, non senza ragione, che l’unico modo di salvarci è quello di separarci dallo stato oppressore in qualunque modo e prima possibile.
    Rivoluzione e secessione dovrebbero tornare ad essere le parole d’ordine del movimento.
    Per quanto riguarda la radio, alcuni conduttori sono come vengono descritti da qualche commentatore, ma altri sono veramente in gamba e meriterebbero molto più di quanto hanno ottenuto fino ad ora.

    • Orso Mannaro says:

      Se ascolti Rpl ti renderai conto che le parole Secessione e Padania, e non solo, sono state bandite e chi parla da quei microfoni risponde ad ordini superiori. I geni del 2.0 pensano di aumentare il consenso spegnendo lo spirito rivoluzionario della base, poveri stolti. Allo stesso modo ogni critica nei confronti dei nemici interni al Movimento incarnati da Tosi, viene stigmatizzata come volontà di divisione. Anche i tombini sanno invece che il pericolo di divisione nel Movimento è incarnato da Tosi e dalla sua corte che vogliono stravolgere l’oggetto sociale, che se ne vanno in giro fischiettando la marcetta di mameli tricolore alla mano cercando di diffondere il virus nella base, in spregio al primo articolo dello statuto, ad oggi in vigore e che nessuno, nemmeno loro hanno avuto il coraggio di abrogare. Una situazione che, se non fosse tragica, sarebbe comica. Purtroppo è tragica. Il tutto nel silenzio colpevole e complice di Maroni. Bossi questo non lo avrebbe mai consentito e temo che prima o poi il vecchio leone non sopporti più lo scempio di cui è fatto oggetto il Movimento e dei nostri ideali. E non si tratta di bossiani o maroniani, ma di chi è fedele al progetto di separatismo dal cancro italico e di chi, come Tosi, vuole trasfromare la Lega nell’ennesimo partito a sostegno dell’unità nazionale e dell’oppressione dei popolo padani. Lo capisci che di questo passo non si va avanti e la scissione è sempre più una triste realtà? Nessun leghista sano di mente può accettare di abiurare all’articolo 1, se sei leghista l’italia ladra e parassita è tua nemica, altrimenti non sei un leghista, sei un Tosi il gemello Fini, un Napolitano, un Berlusconi, un Prodi, un Bersani, quello che vuoi tu, ma non un leghista.
      Padania Libera.

      • Miki says:

        Eh ma Orso Mannaro il problema di alcuni Leghisti o pseudo tali sembra essere che gli investimenti all’estero della Ln anzichè passare dalle banche italiane (che ovviamente reinvestono ovunque,dalla Tanzania a Cipro) sono stati fatti senza passare da intermediari. Poco importa se oggi grazie a questi strateghi,che meritano solo di avere un conto in Mps, il movimento è PIENO di infiltrati di mamma Roma.

    • Miki says:

      Urge sito di informazione parallela degli 1.0 alla maniera dei siti No tav: per esempio nessuno che abbia preavvisato i Lombard delle contestazioni a Noventa Padovana. Altrimenti l’impatto mediatico (e non solo quello..) sarebbe stato ben più pesante.
      Facciamo vedere a qualcuno che i “dieci pirla” che contestavano a Pontida, come li chiama coso li con sprezzo, stanno tornando forza egemone nella Ln.

  3. franco says:

    ma cos’è questo sito? un sito indipendentista o il sito dei trombati della lega? dai commenti sembra che la seconda ipotesi sia quella validaj

  4. Rtg says:

    Mbè, è chiaro,
    la LN sta passando dal farsesco al grottesco.
    Rpl è ancora farsesca
    ma tra uno Sbirolo che vuol fondare un nuovo
    partito e un Maroni che vuol restare in casa
    di Bersyl a far finta di fare il padrone della situazione
    siamo nel grottesco.
    Consiglio loro di attendere serenamente la prossima
    legnata dalle regionali friulane, rientra nella natura
    delle cose.

  5. Francesco says:

    lega cheeee? nord???? ahah…la lega ha smesso di esistere nel momento in cui ha tradito la sua missione (1996:secessione). il resto è agonia, fortunatamente al giro finale.

    • Miki says:

      Era morta nel 1994. Poi è risorta
      Era morta nel 1999. Poi è risorta
      Era morta nel 2001. Poi è risorta
      Era morta nel 2006. Ibidem
      E’ morta nel 2012.
      Più che un partito è una setta: ZOMBIE!
      Fortuna che adesso c’è il cardinal Bobolo che con l’aiuto della fede (e di parecchie espulsioni) avrà la meglio sulla malvagia creatura Gemoniaca.
      Col plauso de Roma,(sa va sanse dire aho’!)

      • Francesco says:

        ma nelle 4/5 vite di cui parla ha ottenuto qualche risultato per il nord?

        • Miki says:

          Cosucce: decreti attuativi sul federalismo,quote sulle produzioni agricole, riduzione del numero dei parlamentari (legge dello stato: http://www.altalex.com/index.php?idnot=7929
          poi mutata in referendum dalla banda degli onesti di centrosx). Detassazione per i lavoratori dipendenti(cuneo fiscale) e altre stranezze. Ti informo che basta digitare la tua originalissima domanda in un qualsiasi motore di ricerca..

  6. giovanepadano says:

    Non so se si è capito che da dopo le elzioni a oggi l’allega ha perso almeno la metà dei voti che le erano rimasti, per lo più confluiti nel PDL.
    Cerchio magico e cerchio maronita si dovranno spartire le briciole e sperare che padron berlusca ricandidi loro e riconfermi i contratti alle loro concubine, figli scemi, ex giovani analfabeti, corti dei miracoli assortite.

  7. Albert says:

    Sarà tutto vero, ma Tosi ha detto: “non telefono a una che MI HA DATO dello stronzo”. Cosa ben diversa da come scritto.

  8. Miki says:

    Prendo atto che il sig. Pandolfi ha scoperto che a)il Veneto
    ha una grande storia alle spalle e degli Alberti da Giussano non sa cosa farsene. Un altro fulminante passo avanti per l’umanità dopo la scoperta/invenzione del sandwich, da parte di sua Signoria il Conte di Sandwich Paria di Inghilterra.
    b)Zaia si trova nella non invidiabile situazione di chi deve mediare tra l’anticristo (il nazionalismo tosiano e i suoi seguaci italioni,che però tengono il manico della lama saldamente in pugno) e gli indipendentisti Veneti. E se qualche volta la sua saggezza e il suo non comune equilibrismo vengono interpretati da pochi eletti (o unti da chissachi) come “impaccio”, dalla moltitudine della plebaglia ottusa e qualunquista questo impaccio viene interpretato come RESPONSABILITA’, di chi non vuole spaccare ulteriormente il movimento Ln. Ancora più evidente,il piglio Sigonellian/Craxiano dello Zaia di questi giorni,se rapportato ai fendenti ciechi dei traditori Tosiani,che buttano fuori i non allineati (a mamma Roma) un giorno si e l’altro pure.
    Adesso il sig. Pandolfi deve solo realizxzare che il cerchio magico è un’astuzia da giornalettismo di regime (nessuno sano di mente si esprimerebbe mai in termini di “cerchio magico” di Berlusconi nei confronti di Alfano, rispetto a un Sacconi o altro più distante dal leader) e poi potrà raccontare un giorno,con fierezza,ai suoi nipotini “non dico di aver capito tutto della Ln ma quantomeno ci ho provato e non ho nemmeno sfigurato.
    Altrimenti può solo ambire a prendersi l’applauso facile dei Carraro qui sotto (altro nome-garanzia) come lo cercano gli imbonitori del popolino a 5 stelle, quando si lanciano a corpo morto sul “tutto sbagliato-tutto da rifare” parlando sempre del partito avverso,mai del loro. Un po’ come nelle barzellette: “guardati da chi prima ti da consigli poi parla male di te,cornuto”.

  9. luigi bandiera says:

    LA LEGA NODDE o torna a fare la lega nord o MUORE..!

    STOP…

    Ma come lega nord sa fare qualcosa di nordico..??

    Se mette in mano le amministrazioni ai foresti e’ come non avere la lega nord.

    GLI AMMINISTRATORI LOCALI, NOSTRI, LI VOGLIAMO IGNORANTI MA NOSTRANI..!!

    Invece si e’ preferito imparati ma foresti: non cureranno MAI i nostri interessi..!!

    Salam

  10. Comitato Ultimi Veri Venexiani says:

    La Lega nord, votare presidente di questo paese già fallito e decotto il Marini (sindacalista e per giunta ex DC, oggi PD), significa ALTO TRADIMENTO nei confronti del simbolo Marciano e bandiera della Liga Veneta. Passare tra le fila Indipendentiste è un DOVERE. – WSM

  11. Amedeo says:

    Bossi, ha la moglie terrona, e non vogliono l’indipendenza del nord. “Roma ladrona”, è una propaganda per rubare i voti agli altri partiti.
    Lo dimostra il fatto che si mette insieme al nano fascista e ricevono i voti dal sud.
    Chi vuole l’indipendenza della Padania, deve andare diritto per la sua strada e fare tutti gli atti che sono necessari per l’autodeterminazione dei popoli. Lo scritto della costituzione italiana, “una e indivisibile”, è una truffa ai danni dei popoli oppressi e sfruttati.

  12. Jesse James says:

    Ma non é che, finito il vecchio “cerchio magico”, ora è il turno di un nuovo “cerchio magico” ?

  13. Miki says:

    Pretendere che se ne vada il capolo dei responsaBoboli (senza far nomi)?

  14. Albert Nextein says:

    Chiudere subito la baracca dovrebbe essere il primo pensiero e il primo provvedimento di maroni.
    Il cadavere puzza dal 1994.

  15. paolo says:

    L’agonia della Lega passa anche dai padani, quindi anche i gufi si mettano a lottare per il nord con la Lega ogni altra iniziativa fuori dala Lega è destinata a morire e parlo di movimentini minuscoli, sappiatelo!

    • Ferruccio says:

      L’ agonia dei padani passa solo e solamente dalla Lega Nord…. in Padania non si è mai stati così male da quando la Lega Nord è forza di governo sia locale che italiota

      • Miki says:

        Quando c’era da votare le riforme (vere non quelle del five stars) come la Devolution, lei e gli altri Padani come avete votato?
        Poi mi pare che i sindaci Leghisti siano un’eccellenza, quindi almeno a livello locale la devo PURTROPPAMENTE smentire..

        • Ferruccio says:

          Le uniche 2 regioni dove il referendum per ladevolution raggiunse la maggioranza dei consensi fu il lombardo veneto ..
          I sindaci leghisti non sono eccellenze come Lei afferma sono solo un po meno incapaci di altri

    • giovanepadano says:

      Infatti quel 3% in più a berlusca che hanno registrato i sondaggisti da alcune settimane pare venga proprio da chi ha votato allega alle scorse elezioni: insomma se devono votare per silvio tanto vale farlo direttamente che votare la sottomarca scadente.

  16. Maurizio says:

    La risposta è nel titolo; “Che fare?”. FARE!! La si mette giù dura con roma, ci si tengono i soldi che servono per la sanità, le strade e per rimettere qualche soldo da spendere nelle tasche di lombardi, veneti e piemontesi. Fatto questo il resto verrà da solo. Non è difficile…basta FARE.

    • Amedeo says:

      Si deve proprio fare così. I lussi degli uffici romani, provengono dai soldi del nord. Serve anche una riduzione dei costi degli apparati burocratici. Le strade italiane sono tutte quante rotte e se ne costruiscono poche, ci fanno solo le rotonde per rovinare l’urbanistica delle città. La maggior parte dei soldi del nord serve per gli stipendi e le pensioni d’oro dei monarchi plebei che si sono succeduti negli anni della Repubblica romana.

    • Worand says:

      Sottoscrivo in pieno. FARE davvero, in concreto, stando vicini al Territorio.
      Abbandonando gli indugi e i “Kooly Nudi” di nefasta memoria.

    • giovanepadano says:

      Bravo!Fatti non pugnette!

  17. Bepe says:

    Non basta che il “cerchio magico” fondi un nuovo partito perchè qualcuno se lo fili …

    Se dei piantagrane vogliono proprio farsi espellere per fare il loro mestiere di piantagrane fino in fondo …

    • giovanepadano says:

      Si il problema che se restate troppo da soli c’è il rischio che padron berlusca preferisca dare la precdenza alla nuova formazione politica del bozzi piuttosto che a voi belleriani sopravvissuti, un po’ come è stato con fratelli d’italia rispetto la destra di storace.
      Il fututo dell’autonomismo è altrove e non ha a che fare nè con i moncherini dell’ex movimento nè con i partituncoli nati negli ultimi anni.

  18. Worand says:

    L’articolo è in parte convidisibile, ma si possono sollevare obiezioni.
    In primis, alle europee del 1999 e, soprattutto, alle politiche del 2001 (dopo la nuova alleanza con Berlusconi), la Lega subì un’emoraggia di consensi analoga a quella avvenuta oggi. Voti successivamente recuperati ripristinando il legame con il territorio e imbastendo progetti all’apparenza efficaci, che purtroppo si sono rivelati inconcludenti.
    Ora non resta che verificare l’attendibilità del progetto Macroregionale di Maroni e del professor Galli.
    Quanto al dissidio interno tra Maroniani e Cerchio Magico, risulta difficile immaginare un nuovo partito fondato da un Bossi ormai logoro (senza il carisma da grande condottiero degli anni ’90) accompagnato da sua moglie, da suo figlio, da Rosy Mauro (!!!), da Belsito, da Monica Rizzi, da Reguzzoni.
    Le eccellenze (poche) della Lega, penso a Matteo Salvini e a molti giovani capaci, rimarrebbero fedeli a via Bellerio. Vincendo per concretezza e capacità.

    • Tromby says:

      Infatti, adesso il nano sognante ha la Votino….. Altro che Rosy Mauro (!!!!)

    • Orso Mannaro says:

      Bossi se vuole puo ricominciare domani mattina da zero nonostante la malattia e l’età, perchè è un creatore di consenso, è uno che passerà alla storia, ha creato un Movimento, una coscienza di popolo ed il carisma non dipende dalle condizioni fisiche di un uomo, ma dalla sua statura personale e politica (Bignasca è morto eppure la Lega dei Ticinesi ha vinto le ultime elezioni grazie a lui e senza di lui) roba forse troppo grossa per voi convertiti alla versione 2.0 e le vostre “eccellenze”. Salvini un’eccellenza? E in cosa? Nel passare la vita da una festa della Lega all’altra o da un salotto tv all’altro o su facebook e twitter? O a trascorrere anni come parlamento europeo facendo interrogazioni a tema profondamente indipendentistico come quella sull’annosa questione della morte dei delfini nei mari di Sardegna o suilla pesca del bianchetto in Liguria? O forse è un’eccellenza ad usare le ghiandole salivarie a seconda del vento che tira? Per quanto io mi ricordi solo una decina d’anni fa nel 2004 si definì pubblicamente – mi pare a Repubblica – “prima bossiano che leghista”. Nell’ultimo anno più di una volta (anche se meno sfacciatamente del camerata Tosi) non ha perso occasione per prendere le distanze da Bossi, proprio nel momento dell’attacco mediatico-giudiziario, colui che lo ha allevato, cresciuto, difeso in occasione delle cazzate che ha più volte fatto, e gli ha garantito un futuro con stipendi di giada. Con queste ed altre eccelenze modello Gianfranco Fini, pronte a pugnalare il capo e padre politico in difficoltà (in primis il camerata Tosi) la Lega ha perso circa 1,3 milioni di voti e la prossima volta sarà un altro bagno di sangue.
      Se Bossi fa baracca e burattini, raccomandatevi a qualche santo perchè le vostre “eccellenze” raccoglieranno consenso quanto i desperados indipendentisti, doppio zero, come la farina. Non mi meraviglierei se tra qualche tempo fosse abrogato il Sole delle Alpi, così come le parole Padania e Secessione, e fuori dalle sezioni iniziassero a comparire i primi tricolori autografati fa Flavio Tosi. Una Lega del genere non ha più senso per noi leghisti indipendentisti e comunque non ha futuro.Io intanto la tessera per il 2013 non l’ho rinnovata e poi vediamo cosa succede.
      Quanto poi agli indipendentisti anti-leghisti che dire ormai? Buona fortuna anche a voi, ne avete tanto bisogno, soprattutto per quando la tanto odiata Lega non vi oscurerà più e potrete finalmente rivelare tutto il vostro potenziale rivoluzionario per liberare la Padania dall’italia. Prosit, barlafüs.

      • Worand says:

        Attenzione: nessuno nega le capacità di Bossi come catalizzatore aggregante di consenso, unico, vero leader rivoluzionario del dopoguerra e individuo dalla statura politica senza eguali. La Lega a lui deve tutto, se la Padania ha preso coscienza di sussitere come entità macroregionale e nazionale con rivendicazioni legittime, lo si deve solo a lui.
        Il problema attuale è un altro, e in qualche modo la malattia che lo ha colpito ne è mandante indiretta: negli ultimi anni si è circondato di personaggi che, evidenza alla mano, hanno dimostrato scarsa capacità e scarsissimo interesse per la causa autonomista. In questo senso, sottoscrivo le puntuali analisi di Gilberto Oneto.
        Inoltre, l’errore madornale di Bossi nell’ultimo periodo è stato incaponirsi sulla successione dinastica da parte del figlio, sobillato dalla moglie, quasi la Lega fosse un’azienda a conduzione familiare. Renzo, purtroppo, oltre ad aver avuto una “madrina” politica incompetente (Monica Rizzi di federalismo ne sa quanto una spogliarellista di fisica quantistica), si è dimostrato più incline a frequentare le feste, le semi-veline, piuttosto che studiare seriamente per diventare un capo. E le sue interviste, nelle quali appariva come un semi-analfabeta, non hanno giovato alla causa.
        La necessità di trovare un leader-traghettatore credibile in attesa di far maturare una nuova classe dirigente, ha indicato Maroni come successore naturale, per esperienza e conoscenza del movimento. Per questo tanti leghisti sono diventati, come si dice, “Maroniani”. Non per fare uno sgambetto a Bossi, ma per assecondare un naturale ricambio dopo eventi non proprio lusinghieri (è stata la questione Belsito-Rosy Mauro a far perdere i consensi, non certo la gestione di Maroni).
        Quanto a Salvini, non sono io il suo avvocato, ma è una persona dialetticamente preparata, molto apprezzata dal Territorio (qualità imprescindibile), che conosce bene le istanze autonomiste. Il Parlamento Europeo, purtroppo, costringe a occuparsi di tematiche risibili, e di questo non gliene si può fare una colpa. Ma durante ogni apparizione tv (vetrine comunque utili per diffondere il proprio pensiero), si è sempre dimostrato lungimirante e preparato. A differenza della classe dirigente del periodo cosìdetto “cerchiomagista”, scandito da nomi del calibro di Mauro, Rizzi, Reguzzoni (il meno peggio), Bricolo e compagnia brutta.
        Io credo che tutti si debba remare in un’unica direzione: quella della concretezza e della realizzazione di fatti. Con Maroni e con Bossi, con giovani under 40 preparati, unendo le velleità ideali alla concretezza della loro realizzazione.

        • Miki says:

          Pontida passata da 80000 a venticinquemila. Movimento infiltrato da fascisti e taliani. Cancellazione di tutti i simboli identitari. Messa al bando di parole quali secessione in tutti i comunicati ufficiali e in tutti gli organi di partito. Progetti del genere macronazione del Nord. Accantonamento dell’agenda elettorale (i famosi 16 mld in Lombardia)
          Quando si dice: concretezza e realizzazione dei fatti..

    • giovanepadano says:

      Non puoi paragonare il ’99 a oggi: allora c’era un bozzi in salute che ancora sparava contro il berlucsa e il recupero fu naturale. Se poi per te bamboccio zalvino e i suoi compari di merenda “giovani” (tutta gente sopra i 40) che con le loro campagne elettorali bamboccione ci hanno portato a queste percentuali sarebbero persone capaci stiamo freschi. Io da gente così non comprerei nemmeno uno spazzolone del cesso.

      • Miki says:

        Soprattutto,come detto giustamente da O. M.,Umberto Bossi può permettersi ANCHE di ripartire da zero. Maroni no.
        Maroni NO.
        Maroni? NO!
        MANA’.

        • Veritas says:

          Neanch’io sono il suo avvocato, ma sono totalmente d’accordo con quanto sopra scritto da Worand su Salvini, aggiungo, anzi, che è dotato di un’intelligenza non comune.
          Non per niente Reguzzoni l’ha combattuto per appropriarsi della segreteria di Milano:

      • Worand says:

        Beh, non è proprio così. Nel 2001 Bossi fece l’alleanza con Berlusconi e la Lega scese al 3,9%. Nel 2010 si tornò al 10%. Quest’anno la Lega è scesa al 4,2%, ma non certo per colpa di Salvini. Diciamo pure che la causa è da ricercarsi nell’ex “punta di diamante” del Movimento. Il signor Belsito. Una figuraccia come quella della Tanzania, non si recupera immantinente, con la bacchetta magica.

        • Miki says:

          Soprattutto col metodo Postalmarket visto a Pontida “venghino siori&siore diamanti per le seZZioni più baciap.. pardon: MERITEVOLI!”.
          Prossima volta investimenti solo in Mps,se poi reinvestono in Tanzania va bene, perchè non l’ha fatto in maniera diretta Bobolo.

    • Miki says:

      Eh si: i risultati a doppia cifra (DOPO la virgola) sono li a dimostrarlo…

  19. Lucky says:

    Venturini? lo 0,01 % parli per se, con lui neanche si sarebbe partiti, se la prenda conla massa di polentoni che vivono a nord del Po e non con chi ha dato venti anni alla causa

  20. Sante Carraro says:

    autopsia impeccabile
    del disastroso fallimento della LegaNord.
    bravissimo Luigi Pandolfi

    SerenissimiSaluti

  21. Dan says:

    La nave sta affondando, i topi stanno cercando un posto in scialuppa: non prima di aver saccheggiato l’ultima argenteria rimasta

  22. Alberto Pento says:

    Sperem ke sipia la volta bona e ke li s-ciope e li se desfe en presia cofà on cadavaro al sol d’istà … sento xà la spusa o la tanfa.

    • franco says:

      si pì che a lega si sciopà vialtri, andè a ciaparvea co i pori bancari parchè no ghe da i prestiti ai falliti!!! ciao 0 per cento!!!!! saludami i partitini indipendentisti del sottozero par sento!!!!!!!!

  23. Orso Mannaro says:

    Se non ci sono alternative, meglio dividersi e morire con l’illusione della libertà e l’odio per l’italia, che restare con gentaglia come Tosi e morire con la certezza della schiavitù tricolore. Tosi di problemi non ne ha, qualche cosa da fare a Casa Pound o dai Fratelli d’italia o nel Pdl, la troverà sicuramente. Chi paga e pagherà sempre fino alla morte siamo noi imprenditori e lavoratori della Padania, colonia d’italia.
    Padania Libera.

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