La legge elettorale, serve solo a restaurare il vecchiume politico

di FABRIZIO DAL COL

Tutti i santi giorni la riforma della legge elettorale va un passo avanti e due indietro. Il motivo? Salvo qualche sporadico caso come quello di alcuni big tipo Veltroni e forse anche d’Alema, tutti gli altri non intendono rinunciare alla propria ricandidatura. Infatti, questi “great fathers” nel corso della loro carriera politica hanno assunto, all’interno dei rispettivi partiti, un enorme potere di controllo e oggi, grazie alle loro correnti, dispongono di una grande quantità di voti che divengono buoni per essere utilizzati nelle trattative per le candidature. Questo “modus operandi” è stato adottato con successo dai “vecchi volponi” della politica fin dalla nascita della Repubblica ed è giunto fino ai giorni nostri senza che gli “eredi naturali”, ovvero i cosiddetti  big che conosciamo oggi, abbiano mai pensato che prima o poi  quel “modus operandi” avrebbe potuto finire.

La crisi economica ha reso evidente ciò che fino a ieri era tenuto nascosto ovvero che gli sprechi, la corruttela, il malaffare e le tangenti di cui si sono resi responsabili i partiti, sono divenuti nel tempo  il vero “motore” del consenso politico. Per le cause sopra citate, questi partiti si ritrovano oggi spogliati di quel “modus operandi” che negli anni  ha permesso loro di garantire ad ogni elezione le ricandidature dei propri big mentre oggi i Cittadini vorrebbero spazzarli via tutti perché ritenuti  unici responsabili dello sfascio in cui è finita l’Italia. Mentre in Parlamento si discute di legge elettorale, da Palazzo Chigi arriva la notizia di una riunione tenutasi tra il premier Mario Monti e una delegazione del Pdl guidata da Silvio Berlusconi che ha avuto in agenda la modifica appunto della legge elettorale. “La riunione è stata dedicata ad un esame della situazione politica, alle prospettive di modifica della legge elettorale, nonché alla situazione economica e alla legge di stabilità”, si legge nella nota del governo pubblicata dopo mezzanotte. Diversi osservatori e politici segnalano da tempo come il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano abbia l’obiettivo di far votare l’Italia nella primavera del 2013 con una nuova legge elettorale, tanto che lui stesso è intervenuto in modo piuttosto inusuale nel merito della riforma, chiedendo che il disegno di legge, ora in discussione al Senato, non incentivi la formazioni di cartelli elettorali, tali da non riuscire a garantire la stabilità politica. Nel frattempo il presidente dell’Udc Rocco Buttiglione, in un’intervista ad Avvenire, ha detto ieri che “il Capo dello Stato potrebbe battere un nuovo e ultimo colpo”, convincendo il governo di Mario Monti, di cui è stato l’artefice, a presentare un suo disegno di riforma, se in Parlamento continuasse l’impasse.

Intanto nella commissione Affari costituzionali del Senato è in discussione un testo, appoggiato da centrodestra e Udc e contestato da Pd e Idv, che prevede un sistema proporzionale corretto da un premio di maggioranza per la coalizione, soglie di sbarramento e il voto di lista con preferenze. Alla luce di quanto sopra detto, appare evidente come questa intera vicenda rischi ora di rivelarsi un tira e molla infinito e questo perché, i partiti non riescono più a ricostruire un nuovo “modus operandi” in grado di garantire da un lato le candidature alle prossime elezioni di coloro che i Cittadini invece vorrebbero spazzare via e dall’altro garantirsi anche la fedeltà dei futuri eletti necessaria a governare il Paese.

 

 

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

3 Comments

  1. Alieno says:

    La legge elettorale deve essere votata dai cittadini, altrimenti i partiti (come in tutto il mondo) faranno solo i loro interessi!

  2. Culitto Salvatore says:

    ogni qualvolta che si inzia a parlare di elezioni si parla di legge elettorale..ma al cittadino che gli frega? con la nuova legge elettorale si creeranno posti di lavoro? si aiuteranno le imprese a crescere? i morti di fame a non morire di fame? i lavoratori a lavorare? insomma cosa cambia con una legge elettorale?

  3. Dan says:

    Tutto questo va contro i principi di democrazia sanciti dalla costituzione. Questo, insieme a molte altre cose, prove il fallimento del primo articolo della costituzione e di conseguenza delegittima ogni ogni di potere, controllo ed autorità che discende da esso.

    L’italia è morta, siamo tutti liberi

Leave a Comment