LA LEGA DI UN TEMPO SUL VIALE DEL TRAMONTO

del DIRETTORE

Non sorprendetevi troppo, ma per una volta sono quasi d’accordo con il Trota. Cosa ha detto il giovin virgulto della casata padrona della Lega ieri al Pirellone in piena bagarre-teatrale per il caso Boni? «Io le prove non le ho viste. Conosco comunque i principi della Lega e sono altri» rispetto al quadro che emerge sui giornali in questi giorni. «Noi – ha quindi aggiunto a chi gli chiedeva se la Lega sarà pronta a cambiare opinione se ci saranno altri elementi – la responsabilità la prendiamo sempre tutta. Se, e dico se, si accerteranno certe cose non siamo quelli che negano la verità». L’unica variazione che bisognerebbe apportare alla prima parte della sua dichiarazione è traslare tutto all’imperfetto: “Conoscevo comunque i principi della Lega ed erano altri”. Oggi quei principi sembrano sepolti sotto una coltre di potere e di arroganza, che finisce per accomunare i dirigenti del Carroccio ai partiti della Prima Repubblica. E badate bene, dico i dirigenti, e non i militanti e i sostenitori. E’ la stessa arroganza che nei giorni dello “scandalo Tanzania” portava qualche capataz a rispondere così alle domande incalzanti dei giornalisti, che spesso erano anche gli interrogativi del popolo leghista: “Sono soldi nostri e ne facciamo quello che vogliamo”.

Questa non è più la Lega di un tempo, che giustamente puntava il dito contro gli avversari che si macchiavano di comportamenti ambigui o, peggio ancora, sui quali gravava il sospetto di comportamenti illeciti. Quella Lega urlava, magari strepitava sguaiatamente, ma incontrava il favore della gente che pretendeva pulizia, che invocava trasparenza. La Lega di oggi – con varie responsabilità al vertice -, diventata il più vecchio partito che siede nello screditato Parlamento italico (screditato per via delle forze politiche che lo occupano, verso le quali l’indice di fiducia dei cittadini è precipitato tra il 5 e l’8%), è come se avesse assunto i panni di una Dc o di un Psi qualunque nella loro fase calante. Appare aggrappata come una cozza alle posizioni di potere e di privilegio che ha conquistato, e se ne frega altamente dello scoramento e dei sentimenti in tempesta dei tanti militanti ed elettori che non viaggiano con il paraocchi.

La Lega di un tempo avrebbe imposto a Davide Boni, anche se strasicura della sua innocenza, di fare un passo indietro e almeno dimettersi da presidente del Consiglio regionale, così come hanno fatto Penati e gli altri componenti indagati della presidenza. E si badi bene, non si vuole assolutamente con questo adombrare la possibile colpevolezza dello stesso Boni: saranno il prosieguo dell’inchiesta e l’eventuale processo a dirci come stanno le cose. Ma certo il quadro accusatorio, come ha rilevato il Celeste Formigoni, appare piuttosto grave. Quella Lega avrebbe già fatto saltare per aria la Giunta lombarda da quel dì: oggi, invece, rimane attaccata alle comode poltrone del nuovo “Formigone”, forse perché teme che, andando al voto, potrebbe ricavarne qualche brutta sorpresa.

La Lega di oggi, invece, si è schierata come un sol uomo, almeno formalmente, a difesa di Boni, ha escluso le dimissioni, dando così più di un’impressione di essere incollata al potere come ultima ancòra di salvezza. “Non mi dimetto perché sono innocente” ha detto il presidente del Consiglio regionale lombardo: sarà anche vero, ci auguriamo persino che sia vero, ma non è lui che deve decretare la propria innocenza.

Nella Lega di un tempo non sarebbe mai successo quanto accaduto a Varese, dove nell’urna per l’elezione dei delegati al congresso nazionale della Lega Lombarda sono state contate più di cento schede oltre il numero degli aventi diritto al voto. Sacrosanta la democrazia in un partito che si esprime attraverso il voto, ma cosa significano quelle cento schede in più, forse che non si vuole accettare la libera determinazione di chi ha il diritto di esprimersi, e si preferisce buttarla in caciara come direbbero nella Capitale corrotta e infetta, ma sempre troppo amata dai capataz leghisti?

La Lega di un tempo dimostra di essere sul viale del tramonto. O quantomeno di essere ormai in fondo alla strada della trasformazione in altro. Il che non esclude che alle prossime elezioni amministrative il Carroccio possa anche ottenere un risultato di tutto rispetto. Tuttavia la sua diversità è sempre più pallida e il suo progetto politico (ammesso che ancora esista) contraddetto dai comportamenti tenuti giorno per giorno. E obiettivamente appare difficile che anche una “strategia sognante” possa invertire la deriva, sebbene Maroni abbia iniziato una manovra di riposizionamento della Lega, che tuttavia per ora sembra toccare più aspetti di immagine, ma meno di contenuto e comportamenti.

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27 Comments

  1. Arcadico says:

    Ormai lo hanno capito anche i sassi (sottoscritto compreso) che la pianta è venuta su storta!

    Quello che mi manda in bestia e’ il fatto che il substrato ideologico e la base non erano sbagliati!

    Quindi e’ stato un problema di persone!

    Come la base si sia fatta estromettere e’ a dir poco incredibile!

    Carrieristi, opportunisti hanno progressivamente corroso il tessuto connetivo idealistico.

    Ora una domanda sorge spontanea: Chi e che Cosa consentirà alle GENTI DEL NORD di avere una rappresentanza politica efficace!

    Il patrimonio di credibilità iniziale e’ stato dilapidato!

    Ricostruirsi una verginità sembra una operazione ancora più ardua e destinata al fallimento perchè riproposta dalle stesse persone che avrebbero dovuto vigilare!

    lA STRADA CONGRESSUALE appare viziata dalla deriva partitocratica e financo tardiva.

    Ergo rimane una sola strada percorribile ma molto dolorosa che e’ lo scioglimento!

    Difficile che chi ha rimpinguato copiosamente il proprio conto corrente sia così lucido e generoso dal mettersi in discussione!

    Ergo aspettiamoci SOLO il peggio del peggio!!!

    • luigi bandiera says:

      Purtroppo troppi arrivisti e caregari o cadregari si sono fatti largo… e ora ci stanno portando al disastro.

      Speriamo che emerga un CAPO..!!

      Poi o sistema le cose o arriveranno le moltitudini con i forconi.

      Certo che basta con l’assalto alle poltrone cioe’ PAGHE SENZA FATIKA’..!

      Lo dico per tutti..!

  2. Domenico says:

    Rendiamoci conto che la lega è al de profundis. Con qualche spasmo preagonico, più o meno scoordinato. Dispiace per chi ci ha creduto, ma la lega attuale è la brutta copia della dc dorotea..

    • luigi bandiera says:

      Io ho dato senza mai chiedere… per anni.
      Dimenticato quando non allontanato. E non solo.
      Ero come Miglio nel senso di INDIPENDENTE.
      Davo pero’…

      Uno mi dette del traditore e gia’ qua si comprende che chi e’ andato avanti lo ha fatto calpestando i primi… i pionieri. Gli onesti. Quelli che gli prepararono la strada per GUADAGNARE..!! Non il posto solo, ma anche la bella PAGA.

      Molti si sono arrichiti o si sono messi in tasca moneta valida grazie ai primi. Ingenui di sicuro.

      Se va a ramengo io non piango. Anzi…

      Sono un buono, ma quando m’incazzo divento na bestia..!

      Forse e’ ora che diventi bestia..!!

      Va, non voglio riportare qua il mio tristissimo caso e non voglio fare il bestia.

      Certo. Lo speravo da tempo… proprio per far scappare i TOPI…

      Quando la nave affonda i primi a scappare sono proprio i TOPI..!!

      Scusate se la prendo sul personale.

      Svoboda specie dai TOPI.

  3. Massimo says:

    In occasione degli arresti degli assessori leghisti bresciani, 10 mesi fa Davide Boni ha affermato:
    «Chi è ACCUSATO di corruzione deve togliere il movimento dall’imbarazzo»
    http://www.youtube.com/watch?v=9yzsPOHzpx4

    E’ stato coerente ?

    • luigi bandiera says:

      Non per lui ma per tutti, solitamente 1+1=2. E’ la NORMA.

      Purtroppo, per noi PEONES di natura o di disgrazia, in POLITICA 1+1= a quello che si vuole. A quello che vogliono loro.

      RIBELLIONE O MORTE..!!

  4. luigi bandiera says:

    Beh, si. La lega non e’ piu’ quella di una volta: troppi infiltrati nelle sale dei bottoni.

    In questi tempi ultimi cinque anni circa, ha sempre tirato il freno a mano.

    Con il monti poi… ha grippato il motore.

    Pero’, Boni, ha fatto come Fini.

    Io condivido la loro scelta perche’ siamo in itaglia: bisogna fare i proprio affari.

    Se non si pensa ai propri affari non ci pensera’ mai nessuno.

    L’andazzo e’ da MANIKOMIO ma noi guardiamo al tempo se fa caldo o freddo… prima era berluskao kamarellao… a intrattenerci.

    Viste le trasmissioni TiVi come sono calme e educate, salvo quando si parlano addosso e che non si capisce un tubo 6V6..? Sono educati per caso alla trikoglionita maniera..?

    Comunque adesso sono tutti sotto ai colonnelli col grado di prof..!!

    Beh, si nota o no che sono tutti allineati e coperti come in una adunata di scout..!

    E qualcuno cita i GARANTI…

    Se il primo garante e’ assente, immaginiamo e poi, tutti gli altri…

    interrompo per la pubblicita’:

    IMMAGINIAMO E POI..!!

    Svoboda, forse, dopo morti. Per oggi e in avvenire, NIET.

  5. Mauro Cella says:

    Nonostante sia stato nei ranghi fino al 2003, per me la Lega è morta nel 1996, la sera della manifestazione sul Po, quando Bossi a Venezia (io ero a Mantova) fece i salti mortali per minimizzare ciò che era appena avvenuto e spegnere gli entusiasmi.
    Durante la settimana seguente ne parlammo un pò in sede e dopo meno di dieci minuti di discussione arrivammo tutti alla medesima conclusione, caso rarissimo “Il Capo ha avuto paura”.
    Bossi quel giorno ha visto in faccia quel malessere del nord che ha cavalcato per decenni, ha visto la massa di persone, civilissime ma determinate, e si è spaventato.
    Non voglio discutere quali siano stati i motivi che hanno spinto Umberto Bossi a fondare la Lega Nord ma vedendolo allo schermo sul palco di Venezia ho visto un uomo in palese imbarazzo e impaurito. Impaurito non dai nemici politici o dai ringhi di Scalfàro, ma dalla gente cui lui stesso aveva dato una speranza.
    Nessuno, nè a Via Bellerio, nè a Roma, si aspettava che così tanta gente avesse ancora voglia di lottare, civilmente e pacificamente.
    Da allora tutto ciò che Bossi ha fatto è stato placare gli animi, spegnere le speranze e rispingere la gente nella rassegnazione.
    E’ riuscito dove Presidenti della Repubblica, mass media e persino il più astuto demagogo del Dopoguerra, Silvio Berlusconi, hanno fallito: rimettere museruola e guinzaglio al nord.
    Tanti hanno chiamato in causa oscuri patti coi “poteri forti”: io invece chiamo in causa il solo Umberto Bossi e la sua paura. Per un uomo ossessionato dal controllo totale ad ogni costo non esiste nulla di peggio che dovere guidare una enorme massa di persone verso un futuro che non si sa cosa riservi.

    • gianluca says:

      Analisi molto condivisibile.
      dir

    • liugi says:

      Lo posso capire. Una ipotetica rivoluzione padana si sarebbe potuta trasformare in una guerra civile. Nel 1996 era ancora ben vivo il ricordo della terribile guerra in Yugoslavia e certamente Bossi non voleva assumersi una tale responsabilità.

      Quello che mi dispiace è che Bossi sia partito volendo dividere l’Italia, ma abbia finito per unirla più di quanto abbia fatto Garibaldi.
      Dal 1996 in poi, sembra che abbia fatto di tutto per rendere risibile il secessionismo.
      Prima di tutto ha quasi completamente eliminato la sua élite intellettuale, cioè coloro che avrebbero dovuto sfidare i parrucconi italiani sul tema dell’identità italiana. Così la Lega divenne per definizione il partito degli incolti e l’indipendentismo una cosa da ignoranti. A mio avviso è la colpa più grave della Lega.
      Ha puntato tutto sull’essere contro etnie definite: il nemico prima erano i terroni, poi gli immigrati, in particolare islamici. Così la Lega è diventata il partito razzista per eccellenza, e di riflesso essere indipendentisti agli occhi degli italiani equivale ad essere razzisti.
      Si è alleata con Berlusconi, politicamente parlando il suo peggior nemico. Così la Lega è diventata un partito romano come tutti gli altri. La gente è delusa, ma non per questo voterà gli indipendentisti, nel timore di avere votato una Lega 2.

      L’indipendentismo non parte da zero, ma da meno dieci. Intanto a Roma fanno festa (con i nostri soldi).

    • Giorgio Milanta says:

      E allora cosa dire di quanto successo a Modena, intorno al carcere dove erano detenuti due dei Serenissimi, in occasione della manifestazione in suo favore?

      Chi era presente non potrà mai dimenticare.

  6. Radimiro says:

    Credo che molti forumisti antilega dovranno aspettare ancora un bel po’ ! Io invece spero che la Ln dura ancora a lungo, nonostante certe sue imperfezioni, visto che nell’orbita degli aspiranti sostituti, c’è un vuoto cosmico agghiacciante e di soggetti credibili alternativi non si vede neanche l’ombra !

    • Radimiro says:

      Correzione: duri al posto di dura !

      • Giancarlo says:

        Ok, facciamo finta che la Lega conservi una parvenza di rispettabilità e che non sia semplicemente da rimuovere con il carro attrezzi quale materiale inerte ingombrante. Quali sono le prospettive? Facendo un’analisi sociologica del voto, il suo zoccolo duro è la pedemontana lombardo-veneta, quella che votava DC ai bei tempi, pari pari. Il resto della Padania, dal Piemonte all’Emilia, alla bassa l’hanno votata per protesta contro la partitocrazia, la burocrazia, il degradarsi progressivo della qualità di vita del sistema “italiano”, è stato un voto anti-sistema con percentuali decisamente minori che come arrivavano se ne andavano, in un susseguirsi di alte e basse maree, e comunque un voto di opinione che chiedeva legalità e correttezza amministrativa. Nelle grandi città non ha mai sfondato, nel Trentino-Sudtirolo non se la sono mai filata (giustamente). Quindi, direi, ideologie nuove, comportamenti nuovi e persone nuove, possibilmente giovani ma non necessariamente, che abbiano appeal ANCHE per un elettorato diverso.

  7. Rinaldo C. says:

    Siamo in uno stato di credibilità molto difficile, molte cose dette nei vari commenti mi trovano molto d’accordo.
    Io vorrei che la lega ritornasse alle sue origini, in mdo più soft ma più determinato nel procedere sulle idee del popollo leghista che in buona parte di essi credono e ne sono convinti di cambiare qualcosa, in modo particolare
    i vertici che ci hanno portato a sconfitte morali. Noi che eravamo diversi ora siamo additati come i vecchi partiti della 1^ repubblica, a me non stà bene, mi ribello ma purtroppo c’è la voglia di mettere tutto a fuoco, ma!!!
    Forse nelle regioni della lombardia o del veneto siete più convinti nel procedere a uscirne e fondare movimenti in alternativa alla lega Nord, nella nostra regione siamo in una esagerata sudditanza a Bossi, che sicuramente ho creduto in lui ma ora non vedo l’ora che si defili urgentemente dalla lega, ha fatto il suo tempo, ha costruito e stà distruggendo tutto quanto ha creato. E’ un vero dittatore, non puoi dire niente devi tacere e subire, altrimenti vai fuori dal movimento. Io mi auguro che vada fuori lui e tutti i suoi accoliti. per primo tutti congressi provinciali devono dare una sterzata per poter diventare
    ancora credibili, altrimenti siamo veramente sul viale del tramonto, anzi preciso, siamo finiti, se comprendiamo questo ci si può risollevare. Con stima a tutti i veri lghisti che credono nella indipendenza saluto con affetto di un vero leghista indipendente.

    Rinaldo

  8. jesse james says:

    in Piemonte è stato riconfermato Cota Concordia, a dimostrazione che nessuno dentro la Lega ha il coraggio di mandar via simili tristi figuri, veri itagliani nell’anima e democristiani nel pedigree. Grazie a simili personaggi la Lega non la voterà più nessuno…

    • Giorgio Milanta says:

      Quando qualcuno – anzi, molti qualcuno – ha avuto il coraggio di indicare un personaggio di spicco, stimato, onesto e preparato, seguendo tutte le regole della competizione interna e con i numeri dalla propria parte, è intervenuto in sede congressuale direttamente LUI, sbraitando e minacciando di espulsione il concorrente vincente e mandando sul palco un noto deputato piemontese a riferire i termini del diktat.
      Era il 23 gennaio 2000, al Teatro Massaua di Torino.

      È stata la pagina più nera della storia della Lega Nord Piemont.

      Per quanto mi riguarda è stata la fine di tutto, la distruzione del legame di fiducia che aveva portato gente comune – come il sottoscritto – a impegnarsi in politica per il bene della propria Terra e della propria Gente.

      Quel giorno mi è crollato il mondio addosso.

      Quel giorno ho perso la speranza, definitivamente.

  9. birba says:

    VI SIETE DIMENTICATI L’ATTEGGIAMENTO DELLA LEGA NEI CONFRONTI DEL POCO ONOREVOLE GIANLUCA PINI CHE E’ INDAGATO DALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI FORLI’ PER MILLANTATO CREDITO PER ESSERSI FATTO DARE 15.000,00 EURO DA UN ASPIRANTE NOTAIO OVVIAMENTE AL FINE DI RACCOMANDARLO

  10. francesca says:

    Vi piacerebbe….

  11. Giacomo says:

    Faccio il mio lavoro di drastico militante. La lega deve sparire se vogliamo sperare in un futuro di autodeterminazione per le regioni padano-alpine. Lavoriamo per le generazioni future sperando che si dimostrino migliori della nostra, pur con tutte le commendevoli eccezioni. The answer is education. Il riscatto per le nostre genti passa per il polo opposto a quello su cui ha puntato la lega. La lega ha puntato sulla vena popolana, da terza elementare. Come dice Oneto, l’ignoranza è una delle radici più profonde della schiavitù del nostro popolo, così intento a lavorare e così inetto nel pensiero astratto. Noi dobbiamo puntare sullo sviluppo di un pensiero indipendentista forte, profondo, dignitoso e rigoroso e sul fare breccia nel pensiero italianista, che è stato abbracciato dai veri conservatori della nostra società: i neonazionalisti di sinistra.

    • Vittore Vantini says:

      Bravo Giacomo! Ma io aggiungo che dobbiamo prendere il maggior numero possibile di giovani e accompagnarli pazientemente a diventare cittadini informati. Ottima anche l’aggettivazione sul pensiero indipendentista.

    • sciadurel says:

      concordo totalmente

  12. Ferruccio says:

    I vecchi militanti ..quelli veri quelli con un ANIMA ed abituati a camminare con la spina dorsale dritta se ne sonoandati o sono stati cacciati..

    I giovani sono in Lega solo per un posto di lavoro ben retribuito (esempio lampante la Trota )

    I BABBARI SONANTI sono tutti RAMPANTI in cerca di cadrega…

    iL movimento GIOVANI PADANI si è ridotto ad essere un ufficio di collocamento per giovani disoccupati organizzati
    guidati da un capoCLAN (Grimoldi)

    Voi vedere un futuro in tutto questo ????

  13. Lucafly says:

    Speriamo che almeno sia un tramonto definitivo.

  14. Giorgio Milanta says:

    Un viale del tramonto lungo 12 anni.

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