MALNATE: LEGA CHIUDE PER NON CHIEDERE SOLDI AI MILITANTI

di GIANMARCO LUCCHI

«Riteniamo profondamente scorretto il continuo ricorso all’auto-finanziamento da parte dei militanti e dei sostenitori della sezione quando i vertici del partito investono incautamente i proventi del nostro volontariato. Per questo motivo – seppur a malincuore – la sezione di Malnate chiude la sede di via Carducci 13». A renderlo noto, con una lettera inviata alla segreteria federale del partito, è la sezione Lega Nord-Lega Lombarda di Malnate (Varese). «I principali elementi che da sempre hanno distinto la Lega Nord – scrive il segretario della sezione di Malnate, Isidoro Fornoni – erano tre: il fatto che fosse un movimento e non un partito, la sua forte identità, il suo legame con la base». «Ad oggi, purtroppo, non ci resta che prendere atto che qualcuno ha tradito questi ideali. La gente ha perso fiducia nel nostro simbolo, fatichiamo a trovare un messaggio chiaro e univoco da portare nelle piazze, gli slogan storici stridono con l’attuale gestione della ‘cosa politicà, e i militanti si sentono abbandonati a loro stessi». «Le recenti notizie di cronaca – continua la lettera inviata anche alla segreteria provinciale della Lega – ci hanno feriti; siamo pochi ma onesti e motivati e il vedere che tutti i nostri sforzi intellettuali, fisici ed economici non hanno nessun valore per alcuni dirigenti del partito ci lascia disorientati». «Auspichiamo – scrive ancora Fornoni – che la convocazione del nuovo congresso federale e il rinnovo dei vertici amministrativi diano nuovo corso e nuova linfa alla Lega Nord e speriamo che la chiusura della nostra sezione possa intendersi temporanea; ricordiamo che la Lega Malnate è presente e continuerà la sua attività sul territorio ma senza una sede fisica». La lettera si conclude con la richiesta di «espulsione immediata per chi ha distratto i fondi del Movimento, ed i loro conniventi, che hanno permesso l’inaudito attacco a cui siamo sottoposti. Senza guardare in faccia a nessuno!».

Intanto è bufera anche  sui conti della Lega di Bologna, ma qui si punta il dito contro il segretario della nazione Emilia, Angelo Alessandri, che tra l’altro dal 2009 al 2011 ha nominato ben quattro commissari al vertice provinciale, quello che gestisce la cassa secondo regolamento. È Carla Rusticelli, responsabile amministrativa provinciale fino al 2009 e poi allontanata dalla Lega, a sostenere di aver «visto passare del nero – racconta alle pagine bolognesi di Repubblica – ma mi sono sempre rifiutata. Per questo motivo sono stata estromessa». Era anche revisore dei conti: «Andavo spesso a Reggio Emilia. Ma mi facevano vedere solo un conto bancario», senza altri documenti, e «mi si sono drizzate le orecchie». Si dice severa: «Ho sempre rotto le scatole» in ogni assemblea e «tutto quanto veniva verbalizzato» per essere mandato a Milano, ma «quello che denunciavo o veniva cancellato o frainteso», così della sua battaglia «contro questa gestione allegra del movimento, non ce n’è traccia». Se i magistrati indagassero in Emilia, sostiene, accadrebbe «un putiferio. Ci sono conti mai messi in ordine, soldi in nero, sia in entrata che in uscita. C’è più sporco qui che a via Bellerio».

Dal 2009 al provinciale arrivarono i commissari nominati da Alessandri «e nessuno dei quattro era bolognese», rincara la dose il consigliere regionale Manes Bernardini, che nel biennio incriminato era commissario cittadino quasi senza poteri ed è tornato a gestire il provinciale solo nell’autunno scorso, quando Rosi Mauro approdò in Emilia, e solo per traghettarlo verso il congresso (eletta poi Nicla Cioni pochi giorni fa). «Molto duri» quegli anni per Bernardini: «Mi sono salvato da quella epurazione per circostanze anche fortuite». Declina ogni responsabilità sulla cassa: «durante il commissariamento anche il tesseramento, di solito incassato dalle sezioni come Bologna Città, era finito al provinciale». Insomma, «chiedere a me cosa è successo dal 2009 al 2011 – commenta poi a ÈTv – è come chiedere a un operaio della Mirafiori cosa fa Marchionne con i soldi; noi eravamo operai» e ci sono «cose che ti viaggiano sopra la testa». Ora, «quello che ha fatto Reggio Emilia lo valuteremo», attacca: «la prima esigenza è fare chiarezza» e «Alessandri era il segretario dell’Emilia», ha nominato i commissari che «rispondevano a lui» e «ha i suoi responsabili amministrativi e le sue partite da dimostrare nei confronti del Movimento. La sede opportuna è il congresso e noi lo abbiamo a giugno». Si aprirà anche un versante giudiziario? «Non posso dirlo», ma «più tempo ci metteremo e più i dubbi aumenteranno. Io la pulizia la farei abbastanza in fretta».

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11 Comments

  1. Marco Fabrini says:

    URAGA’ ma vai a CAGA’…informati sulle origini della Lega prima di dire “sempre”. Non offendere chi ha spinto la carretta negli anni 80-90. L’errore dei pionieri è stato solo quello di fidarsi di certa gente

  2. gigi ragagnin says:

    la sezione di Malnate ce l’ha proprio con abbozzi e family,
    senza dirlo, sono stati di una crudeltà … senza nominarlo, senza scusarlo (poveretto, non sapeva)

  3. tontolino says:

    La maggioranza dei membri e del direttivo della Lega Nord Estero si auto-sospesero l’anno scorso. Il comportamento dell’apparatkit era incomprensibile. Peraltro si subodorava qualcosa di losco, anche se allora non v’erano gli estremi per convalidare il subodore.

    Adesso viene in mente la descrizione di Virgilio in quel supermercato del peccato che e’ l’Inferno dantesco,

    “ipocresia, lusinghe e chi affattura,
    falsità, ladroneccio e simonia,
    ruffian, baratti e simile lordura”

    A consolazione della sezione di Malnate ecco un aneddoto semplice ma significativo. In paesi stranieri come gli Stati Uniti, Australia, Argentina etc. i volenterosi sostenitori che arrivavano alle riunioni sua sponte dovevano gia’ farsi a volte 400-600 kilometri di viaggio, piu’ vitto, alloggio nonché il costo, sia pure modesto, della tessera.

    La Lega Nord Estero aveva chiesto all’apparatkit di fornire (in toto) 50-100 chiavette USB con il simbolo della Lega, da offrire quale omaggio ai neo-sostenitori, (2 euro per chiavetta, quindi massimo 200 euro). Si trattava di acquistarle dalla sezione italiana che le aveva prodotte.

    Venne comunicato alla lega Nord Estero, tramite uno dei nominativi recentemente finiti sui giornali, che “non c’erano fondi disponibili”.

    A quel punto ci si rese conto, ante litteram, che tutto non era che una colossale presa per una parte del corpo che mi rifiuto di nominare, dato il mio inviolabile rispetto per le signore.

    http://www.yourdailyshakespeare.com

  4. silvano says:

    Questo è un vero atto di coraggio di persone con le palle che ragionano con la propria testa e non con quella del partito che si è dimostrato partito Romano…. Complimenti ragazzi !!!!!

  5. Nicola Job says:

    E basta con queste facili critiche, con questo sparare cannonate contro la lega nord. Diciamo che tra tutti i partiti è probabilmente quello meno inquinato da fenomeni di corruzione. Già militanti e simpatizzanti si sentiranno traditi da questa disonestà emersa ai vertici. Non siamo qui a discutere ovviamente se sia giusto o meno utilizzare i fondi del partito per questioni personali: è fuori discussione che i soldi sono di tutti gli iscritti e deve esserci massima trasparenza. Credo invece e spero che questa bufera porterà ad un esodo di molti leghisti verso altri lidi. Ed ecco una occasione storica per noi veneti che in tutti questi anni abbiamo sofferto i facili slogan lega nordisti. Leghisti veneti voi come noi indipendenstisti abbiamo lo stesso obiettivo di fondo: VIA DA ROMA. Aderite anche voi a VENETO STATO in massa per dare forza all’unica soluzione possibile a questa occupazione politico militare dello stato italiano. Ricordate Cambrai? era come adesso, una coalizione di italiani ed altri stati europei che volevano appropriarsi con la forza delle nostre ricchezze. Adesso lo fanno con EQUITALIA che è la stessa cosa.

  6. mario mario says:

    Il problema è che la Lega è cresciuta e pasciuta imitando l’assolutismo burocratico con gli stessi vizi.
    Per questo che se il tempio della Lega è pieno di vermoni, la cosa non è diversa per il tempio della politica italiota. Ora, cosa fa il tempio burocratliota? Ci fa vedere una bella mela rossa che è l’Italia patriottica, l’Italia dei diritti fondata sul lavoro, l’Italia generosa contro il terrorismo internazionale…e noi mangiamo o meglio ci mangiamo la bella immagine. Dentro la mela è un dedalo inestricabile che divora di tutto.
    L’unica cosa di cui ci accorgiamo è che la mela si ingrossa e ogni tanto appare un bel Lusi da un buco fatto nella mela che ci fa “ciao sono Lusi ops scusate ho bucato la buccia mi si vede uh come sono brutto!”….

    • grego says:

      Hai sicuramente ragione, ma non è che la cosa consola

    • Nicola Job says:

      Senti mario mario non seminare zizzania in questi spazi, per favore astieniti da fare commenti, un italiano come te cosa ci fa su l’indipendensa? Poi a dire la verità mi sembri anche uno con le idee un po’ confuse.

  7. Dan says:

    Butto un sassolino lì, solo una domanda perchè non so niente: in Piemonte come vanno le cose ? Cassa allegra pure lì ?

  8. URAGA says:

    Cari LEGHISTI ,LA LEGA ,E STATA ,E SARA PER SEMPRE UNA GROSSAA PRESA PER IL CULO NEI CONFRONTI DEI PROPRI SOSTENITORI…UN PO COG….

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