La Lega che vuole uscire dall’euro dimostra di essere un partito italiano

di GIORGIO FIDENATO

Guardando la trasmissione delle Iene ed ascoltando altre notizie apparentemente su argomenti assai diversi, ma, secondo me, sono significative di una situazione ormai irrecuperabile e per certi versi pericolosa. Andiamo con ordine.

La prima notizia risale ad alcune settimane fa. In un dei Talk show televisivi (francamente non ricordo quale) venne trasmessa una intervista ad un presidente di piccole imprese del Veneto, il quale, nel riferire della tragica situazione dell’economia, anche Veneta, continuava convintissimo a dire che la colpa di tutta questa situazione era delle banche, che non concedono più credito e della BCE che non permette di stampare moneta e/o di svalutare la moneta.

La seconda notizia l’ho ricavata guardando il programma le Iene. Fra le tante storie raccontate che mi facevano sorridere amaramente, c’è stata quella su un finto sordo muto di un paese del sud Italia. Probabilmente imbeccati da qualcuno, le Iene si sono messi di nascosto a seguire il falso sordo muto che, a corrente alterna, parlava con chi gli sedeva accanto, a seconda se lo conoscesse o meno. Il filmato era inequivocabile sulla falsità della sua malattia e di conseguenza, sulla falsità dell’assegno di invalidità che riceveva da oltre 20 anni dalla Stata italiano e che era costato, a detta delle stesse iene, la bellezza ormai di 600.000,00 €. Quello che però mi ha dato veramente da pensare è che, oltre a trovare scandaloso il comportamento quasi indifferente degli Enti preposti all’erogazione dell’assegno di fronte all’esplicita denuncia delle Iene, quando le Iene hanno cercato di smascherare il falso invalido nel suo ambiente di vita, i cittadini che assistevano a questa scena hanno immediatamente chiamato due fratelli energumeni che sono immediatamente arrivati si sono subito scagliati con violenza contro quelli delle Iene. Inoltre, sempre questi cittadini, che assistevano quasi divertiti alla violenza dei due fratelli hanno continuato a parteggiare a favore del falso invalido, facendo capire a quelli delle Iene di andarsene, altrimenti sarebbe successo qualcosa di grave.

La terza notizia è che il governo ha approvato o sta per approvare una altro contributo di oltre 100 milioni di euro per Roma capitale, per ripianare il nuovo ed ennesimo buco di bilancio dell’amministrazione capitolina di Alemanno, dopo che lo stesso aveva ricevuto appena insediato un consistente contributo, non ricordo se di 300 o 500 milioni, per sanare un buco dell’amministrazione Veltroni (quella volta, il passaggio di soldi venne votato anche dalla Lega). L’ultima notizia è di ieri e viene osannata da coloro che sono critici verso l’euro e la moneta unica. La notizia è che ormai che 3 italiani su 4 vedono di cattivo occhio l’euro e l’Europa, segno evidente che imputano a questi la causa di tutte le loro disgrazie economiche che stanno vivendo.

Ecco volevo fare alcune riflessioni su queste notizie e trarre alcune, amare, conclusione.

La prima riflessione che faccio è questa. All’inizio dell’era leghista, si faceva un gran parlare del fatto che c’era del marcio nell’Italia e soprattutto in una parte dell’Italia. Il marcio però non coinvolgeva solo la politica, ma un tessuto sociale fatto di persone che sapevano benissimo come far girare le cose in  loro favore e, senza un minimo di senso civico ed etico, approfittavano a man bassa della situazione e cercavano i tutte le maniere di farla perpetuare. Dopo oltre 20 anni di leghismo, la situazione è sempre quella, anzi è peggiorata, si è ancor di più incancrenita, con la novità che anche il nord ormai ha bruciato e sta bruciando tutte le sue risorse materiali e morali in una caduta apparentemente senza fine. Al sud la grande massa della gente vive di soldi rubati, derivanti dall’assistenzialismo più sfacciato, che non ha mai fine. Le amministrazioni del sud continuano a far debiti in maniera sfacciata, tanto sanno che prima o poi arriverà pantalone a ripianare il debito.

Ma se andiamo ad analizzare le altre due notizie, cosa possiamo notare? Possiamo notare che imprenditori del nord, molta gente del nord (penso anche allo stesso segretario in pectore della Lega, Salvini), di fronte a fatti conclamati di malversazione, furto, appropriazione indebita sfacciata di ricchezza altrui, non sanno altro che dare la colpa di questa situazione all’euro e all’Europa.

Noi libertari non siamo stati e non siamo certo teneri con l’istituzione europea (criticata quando tutti erano europeisti convinti), ma non riesco a capire come, soprattutto da parte di gente del nord dell’Italia, di fronte alla manifeste ed palesi ragioni del disfacimento dell’Italia, cioè al ladrocinio e alla malversazione non di quattro politici, ma di intere comunità, si continui a gridare a a sbraitare contro l’europa. Invece di chiedere ancora più rigidità nella moneta così forse si accelererebbe il disfacimento dell’Italia, ci si accoda alla protesta contro la BCE e l’euro rigido di coloro che hanno capito che l’euro rigido sta innescando la fine della loro possibilità di soggiogare la parte produttiva del nord perché questa o chiude o, se vuole vivere, deve finalmente aprire gli occhi e ribellarsi in maniera pesante a questa situazione di soggezione che sta vivendo.

Concludo amaramente: ma sarà capace la Padania, la gente che vive e lavora in essa, di capire la sfida che ha di fronte? Quante volte i leghisti dicevano che stare in Italia saremmo stati trascinati nel mediterraneo e che ci conveniva accodarci al treno della rinascente mitteleuropa? Saranno finalmente capaci i padani di prendere in mano il proprio destino? L’intervista all’imprenditore del nord e il sondaggio contro l’euro mi fanno dubitare, molto dubitare!!!

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

62 Comments

  1. FrancescoW says:

    Sottoscrivo in pieno, specie sull’Europa.

  2. luigi bandiera says:

    Costi quel che costi BISOGNA uscire dall’euro e dal trikolore.

    PSM

  3. Diego says:

    Articolo totalmente inutile coi soliti argomenti già preconfezionati : “i meridionali”, “Roma” e bla bla.
    Fortunatamente la crisi dell’euro zona, ha spinto molti cittadini e compresi molti (ex) leghisti ad aprire qualche libro di economia ad informarsi su siti e blog per avere una visione un po’ meno caricaturale della situazione.
    L’argomento eurista per eccellenza infatti è che la crisi non sarebbe colpa dell’euro ( che fa tanto “purezza nordica”) ma dell’Italia, della sua corruzione dei suoi sprechi e delle sue inefficienze e via dicendo.
    Questo è falso. Totalmente falso.
    Come funzionava l’Italia prima dell’euro? Lo spiega molto bene Claudio Borghi da un punto di vista monetario, dato che l’argomento è questo:
    prima dell’euro esistevano, come oggi, grosso modo 2 Italie, un’Italia del nord, molto competitiva, e un Italia del sud, assai meno competitiva. Queste 2 Italie condividevano la stessa moneta, cio’ comportava un fatto molto semplice: l’industria del mezzogiorno era costretta ad usare una moneta troppo forte rispetto alla sua competitività mentre l’industria del nord una più debole. Chi trae vantaggio da una simile situazione? Naturalmente l’industria del nord!! E infatti nei 150 anni dell’Unità d’Italia abbiamo assistito a una formidabile crescita dell’industria del nord che, intendiamoci, era già più competitiva nel periodo pre-unitario ( non me ne vogliano i neo borbonici…) ma è proprio in ragione di questa maggiore competitività di partenza che l’utilizzo della moneta unica italiana, la lira, ha fortemente avvantaggiato le aree più competitive e svantaggiato le aree più povere ( il mezzogiorno). Non solo ma la nascita di grandi poli industriali non puo’ prescindere da un grande mercato interno, il sud offriva anche questo, un grande mercato di sbocco per l’industria del nord e una moneta competitiva per battere la concorrenza coi prodotti del nord Europa. E ‘SOLO GRAZIE ALL’UNITA’ D’ITALIA E ALLA LIRA CHE L NORD E’ DIVENTATO L’AREA INDUSTRIALE PIU’ IMPORTANTE D’EUROPA, non c’entrano nulla i celti il dio po, il sangue ariano o le altre cazzate che abbiamo sentito raccontare per anni. Naturalmente in cambio della moneta competitiva e del mercato di sbocco interno il nord ha dovuto dare i trasferimenti, il famoso passivo fiscale, ma questi trasferimenti erano una contropartita ad una situazione comunque vantaggiosa, una sistema Italia che ha trasformato un misero paese agricolo nella seconda potenza industriale d’Europa.
    Con l’euro il sistema Italia è saltato, è saltato perché non c’è piu la lira! Ora il nord deve continuare a dare trasferimenti al sud ma senza più avere la contropartita della moneta competitiva, rimane solo il mercato interno che pero’ è sempre più anemico specialmente nel mezzogiorno. Sono bastati 10 anni di euro per mandare all’aria il manufatturiero veneto, sono bastati 10 anni di Euro per uscire dal G8. La Germania infatti, ha fatto in 10 anni con l’euro, quello che il nord Italia ha fatto col sud Italia per 140 con la lira! Con una “piccola differenza” pero’…mentre l’Italia essendo una nazione, istituiva “meccanismi compensativi” ovvero trasferimenti di risorse dal nord al sud, l’Europa, non essendo una nazione, di questi meccanismi compensativi non vuole sentir parlare. La Germania vuole la botte piena e la moglie ubriaca, vuole la moneta competitiva per la sua economia (l’euro) senza dover assistere i paesi in difficoltà.
    Intendiamoci, i mali che affliggevano l’Italia prima del 1999 erano gli stessi di oggi: corruzione, inefficienze e sprechi esistevano tanto quanto oggi, esistevano le mafie i politici ladri ecc. ecc. eppure…eppure con tutte queste storture l’Italia era la 5° potenza economica del mondo con il tessuto industriale tra i più solidi del pianeta e con un risparmio privato tra i più alti del mondo, tanto da essere presa spesso a modello di sviluppo.
    L’euro ha distrutto l’economia italiana.

    • L'incensurato says:

      Quindi tutti daccordo: l’itaglia va divisa. Ognuno si tiene il suo malloppo e si accolla la sua parte di debito. Obiezioni?
      Respinte.
      Ecchepero’ quando poi si passa dall’indignados all’embedded finisce come la devolution: regioni del sud “derubate dalla lira ecc ecc” (tutte cose legittime, da analizzare): NO 96%. SI 4%. E alura? Se fem? Ciurliamo nel manico? Ci prendete per il coccige che siam gia’ bravi a farcelo da soli; ovvero l’alfabetizzazione al sud non supera il 4% eqquindi SAREBBIMO tutti daccordo: a vele spiegate,ma nessuno ce le spiega. Com’e’ sta cosa?

      • Diego says:

        non mi risulta che sia mai stato fatto un referendum sulla lira o sul fatto di poter usare una “moneta del sud”…nulla di tutto questo, il referendum quello sulla devolution era stato presentato come un referendum sul federalismo (ma in realtà non c’era nessun federalismo) e al sud si sono spaventati perché pensavano che non sarebbero arrivati più i trasferimenti…e se hai letto il mio commento, capirai il motivo.
        Poi ci sarebbe anche da capire come mai quel referendum sia passato solo in 2 regioni….mentre nel resto del nord sia stato bocciato: non sarà mica che quando si gioca a fare i pagliacci con le camice verdi e le ampolle si perde anche un “tantino” di credibilità politica per caso?…

      • Diego says:

        Aggiungo solo che nel mio commento, se lo hai letto ( comincio a dubitarne) non ho mai scritto che il sud è stato derubato dalla lira! Al contrario ho scritto che al sud arrivavano ( e arrivano tutt’ora) una barca di trasferimenti dal nord! I quali fungevano da meccanismo “compensativo” per la scarsa competitività dell’economia meridionale.
        Il punto è un altro. E’ che all’interno dell’euro zona non esistono meccanismi compensativi per i paesi che hanno subito un danno di competitività dall’euro, ma d’altra parte a pensarci bene il famoso “più europa” che piace tanto ai piddini ( ma anche qualche piddiellino) altro non è che il tentativo di costruire un super stato europeo che consenta i trasferimenti interni dal nord Europa verso il sud Europa. Un progetto pericoloso che trasformerebbe l’Italia tutta intera nel MEZZOGIORNO D’EUROPA: un deserto industriale, un bacino di manodopera a basso costo costretto a emigrare nel nord Europa, un grande mercato di sbocco per i prodotti tedeschi, il tutto sostenuto dall’assistenzialismo e finanziato da Bruxelles.
        E stai attento che lo scherno che oggi riservi all’analfabeta meridionale domani te lo potresti ritrovare addossato al “terrone” di Lecco che emigra per fare il cameriere a Berlino…
        Francamente di fronte a un simile film dell’orrore preferisco tornare alla lira.

        • L'incensurato says:

          ma neanche io ho scritto derubato dalla lira. Poi la geniale intuizione de “il Nord produce il resto d’itaglia consuma”, riassumendo brutalmente il tuo scritto, ha portato il crack BEN PRIMA dell’euro. I famosi ruggenti 80’s,pomicini de mita e compagnia brutta ti dicono niente? Onestamente ritengo il Nord l’abbia fatto grande il piano Marshall,ottenuto in cambio della sovranita’ territoriale,non plotoni di operai a bassa specializzazione rinvenibili in qualunque parte d’Europa. Se poi il vostro mantra consolatorio e’ “il Nord l’abbiamo fatto noi” per carita’ va bene tutto,siamo quasi a natale..

          • Diego says:

            “il vostro mantra consolatorio”…
            io non ho nessun mantra consolatorio…penso che l’Italia l’abbiano fatta gli italiani, il resto sono solo chiacchiere.
            SOVRANITA’ NAZIONALE!!!

    • Stefano Spagocci says:

      Mi sembra del tutto evidente che la prima causa dell’arretratezza meridionale sia la mentalità profondamente assistenziale e statalista dei meridionali stessi (intesi come entità statistica, certo esistono le eccezioni). D’altronde Putnam ha mostrato come, all’unità, le differenze economiche tra sud e nord fossero esistenti ma meno accentuate di quelle odierne. Ma era già fortissima le differenza in termini di capitale sociale, cioè di senso civico, mentalità, visione della vita. E le origini etniche possono giocare un ruolo determinante a questo proposito. Di sicuro è stata determinante la civiltà comunale ed, ancor prima, Il Regno d’Italia medievale, diretto discendente del Regno dei Franchi e dei Longobardi in Italia. E potremmo andare ancora più indietro. Sarà politicamente scorretto scriverlo, ma le differenze etniche in questa scassatissima “penisola” contano, eccome.

      • Diego says:

        per favore, i longobardi erano un popolo di selvaggi, 4 gatti che hanno assoggettato praticamente tutta la penisola ( tranne Venezia e Roma) e che non erano più del 2% della popolazione romano italica del tempo.
        Quanto ai Franchi, il loro non fu di certo un dominio coloniale, non c’erano carovane di Franchi che occupavano la penisola.
        Diciamo che l’area del nord Italia era già la più ricca del paese nel tardo impero romano, probabilmente già dal II sec. DC.
        L’acculturamento progressivo delle provincie romane d’Europa Centrale ( Gallia Pannonia Illiria) aveva trasformato l’area del Po ( che ai tempi dei “famosi” celti era solo una zona povera arretrata e marginale) in un nodo strategico dei traffici commerciali tra il mediterraneo e l’Europa. Le stesso ruolo che, il nord Italia ritroverà nel basso medio evo quando a seguito delle crociate si riaprirono le rotte commerciali tra il medio Oriente e l’Europa, dando luogo alla civiltà comunale e più tardi al rinascimento.
        Al contrario il sud ha sofferto della marginalizzazione del mediterraneo a seguito della conquista islamica della sponda meridionale del mediterraneo divenendo un luogo periferico e marginale del mondo occidentale.
        Detto questo, per lunghi secoli il sud dell’Italia è stato comunque, anche se non al pari del nord, un’area di prosperità e di civiltà avanzata: mentre a Palermo si costruiva la cattedrale di Monreale in Svezia o in Norvegia i superiori nordici dal sangue ariano vivevano nelle capanne…
        Anzi a conti fatti, nei 3000 anni storia della civiltà occidentale il primato economico delle nazioni del nord Europa è recentissimo: dal XVII secolo in poi…in pratica solo 4 secoli su 30!!!! Nei 26 secoli precedenti diciamo che il puro sangue nordico scandinavo era un po meno puro…
        In realtà sono le condizioni geopolitiche ed economiche che determinano la fortuna o la sfortuna dei popoli non la razza, è la domanda di beni da produrre e commerciare che incentiva la laboriosità e la produttività non la razza, è nel susseguirsi di generazioni abituate al lavoro e al commercio che si sedimenta la cultura dell’intraprendenza e non nella razza.

        • L'incensurato says:

          Della serie “io c’ero” e “mi ha detto mio cugino”.
          C’è sempre un ottomano visigota; principio primo di tutte le disgrazie del sud-sudan poco.

    • pierluigi says:

      mi piace, anzi… mi piacissimo

  4. Diego Tagliabue says:

    Dimostra di essere un partito keynesiano, PIGS ed euroterronico, nella “miglior tradizione” di Grecia e Magna Grecia!

    Intendiamoci: non sono avverso a una moneta propria, ma solo per la Lombardia e solo se stabile come il Franco Svizzero.

    La Lega, invece, rivuole la carta da culo, detta Lira.

  5. Castagno12 says:

    A GIORGIO FIDENATO – 1.11.13 at 8:47 pm.

    Prendo atto che il suo trambusto mentale ha prodotto uno scritto pieno di contraddizioni e di fantasie.
    Per ben due volte, dopo aver criticato ciò che ho scritto, al rigo successivo ha precisato che “potrebbe essere vero”.

    Quindi prendo in esame poche cose, senza approfittare del suo stato.

    In breve.
    1) Non troverà mai un mio scritto nel quale denuncio l’esistenza di un complotto. Quindi stia zitto.

    2) Lei ha scritto: “I Castagno non hanno capito come evitare di cadere nella fogna …”.
    Io da anni ho denunciato, e su l’Indipendenza, da mesi, che gli italiani sono caduti in difficoltà a causa della emissione di Valuta a Debito che comporta, INEVITABILMENTE, il continuo aumento delle tasse.

    E da tempo scrivo che è una scelta suicida votare e finanziare, anche nel quotidiano, i gestori del disastro.

    3) Lei ha scritto: “Ora la BCE come tutte le banche centrali sono tutte banche pubbliche”:

    Alla sua età legge ancora i libri delle favole o crede alle balle che le raccontano ?
    Scriva su Google “I soci della Banca d’Italia”, poi vada sul blog “I soci privati delle Banche centrali (private) – Disnformazione.it”

    Troverà l’elenco dei Soci della Banca d’Italia e sotto, quello dei Soci della Banca Centrale Europea (BCE) e sotto ancora quello dei Soci della Federal Reserve -U.S.A..
    Sono soci, azionisti PRIVATI e per quanto riguarda quelli di Bankitalia (privati per il 94,75%) sono anche in larga parte stranieri (Stato del Vaticano compreso).

    Per favore, un po’ di rispetto per i lettori.

    La dizione per dette Banche, “Ente di Diritto Pubblico”, è truffaldina, è a beneficio dei grulli, perchè quelli che contano, sono gli azionisi, i soci.

    4) Lei dice che “bisogna tagliare brutalmente l’itaglia”.
    Per trovare persone disposte a seguirla, dia una dritta, per evitare che la sua battutaccia abortisca.

    Caro Fidenato, dopo aver scritto una replica, si distragga e poi la rilegga con calma prima di utilzzare il bottone “invia commento”.
    Sarà meglio per tutti: per lei, per i lettori e per il Quotidiano.
    Grazie.

  6. Amedeo says:

    Lombardia e Veneto, erano le uniche regioni che potevano far parte dell’euro, ma erano capaci anche di non entrare, facevano già parte di un ambiente europeo internazionale.
    L’euro è stato una truffa nei confronti dei cittadini italiani, ai quali non è stato loro chiesto se volevano far parte dell’euro, come invece è avvenuto in altri paesi. L’euro è stato imposto, ma non c’è stato nessun controllo sui prezzi. Tutti i prodotti, dopo l’euro, costavano il doppio rispetto alla lira e gli italiani sono stati derubati dei loro soldi a causa dell’euro.
    Sono i comunisti, a portare gli italiani ad avere una moneta comune ad altri stati europei, ma in Italia, si fanno sempre le cose senza una buona valutazione delle conseguenze, e i comunisti rovinano tutto quello che essi toccano.

    L’arretratezza degli italiani, è diventata veramente spaventosa, a causa dei fascisti e dei comunisti che per vent’anni hanno governato il paese, sono stati dei veri impostori che si sono accordati fra loro. Alcuni popoli europei, sono più arretrati di noi, ma la gente è più intelligente e usano la testa. Il “nano fascista” si è comprato la Lega, per avere credito verso le istituzioni, ha messo i bastoni fra le ruote alla Lega, corrompendo i suoi militanti. La Lega ha perso la fiducia in se stessa, quando essa poteva diventare il primo gruppo politico d’Italia e costringere lo stato italiano a scendere a patti, mentre le alleanze hanno usato i suoi voti e l’hanno messa da parte.

    Alcuni paesi, hanno aderito all’euro, ma non hanno rinunciato alla loro sovranità monetaria ed utilizzano l’euro per gli scambi internazionali e la moneta locale per gli scambi interni. Uscire dall’euro, quando il danno è già stato fatto, per l’Italia, potrebbe derivare un nuovo danno, e una possibile uscita dalla moneta unica, essa dovrebbe essere sottoposta a referendum.

    Un’altra soluzione, è quella fare una nuova moneta parallela all’euro, senza rompere il contratto con l’euro. Ricordate, la Lega, dei primi tempi, quando voleva fare un’altra moneta, ed esisteva ancora la lira? Negli stand delle feste, erano distribuite le false monete e molti di Voi, lo ricorderanno, si acquistavano come souvenir. La Lega, per riprendere la fiducia dei suoi elettori e delle imprese, dovrebbe ripartire…dalla stampa delle monete. Questa volta, si deve fare sul serio. Negli anni Settanta, lo facevano anche alcune banche del nord, quando mancavano i soldi in moneta, emettevano dei piccoli assegni di carta.

    L’euro, serve ai tedeschi per esportare i suoi prodotti. I comunisti italiani, hanno svenduto il paese, senza avere niente in cambio, senza alcuna contrattazione e passivamente. Tra l’altro, dai parassiti, non c’è da aspettarsi niente di buono, se non di alimentare la sola corruzione.

  7. Marco Mercanzin says:

    Un Paul Krugman, nobel in economia, fresco di giornata :

    il danno che la Germania fa

    I tedeschi sono indignati , indignati con il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti , la cui “relazione semestrale economica internazionale e politiche di cambio” , muove delle critiche su come le politiche macroeconomiche tedesche stiano incidendo sull’economia mondiale . I funzionari tedeschi dicono che le conclusioni del rapporto sono ” incomprensibili ” – il che è proprio strano , perché sono assolutamente semplici.

    Ah, è vero, gli Stati Uniti hanno imperdonabilmente spiato Angela Merkel – ma ciò non ha nulla a che fare con questo, e chiunque porti tale argomento in questa conversazione dimostra il suo fallimento intellettuale . Inoltre , parlare sinceramente delle politiche economiche tedesche non ti rende anti- tedesco o anti-europeo; di nuovo, chiunque cerchi di eludere la sostanza [del discorso] muovendo tale tipo di accusa, di fatto ha ammesso la discussione.

    Quindi, riguardo la discussione . Ecco una breve storia dell’ eurozona, raccontata attraverso le serie [della bilancia dei pagamenti ] di due Paesi , la Germania e la Spagna :

    La creazione dell’euro è stata seguita dalla comparsa di enormi squilibri , con grandi quantità di capitali derivanti dal nucleo (“core”) alla periferia.

    Poi arrivo un “arresto improvviso” dei flussi di capitali privati [ndr: nel 2007, per il noto Ciclo di Frenkel]​​, che costrinse paesi periferici a eliminare i loro deficit di current account, nonostante il processo sia stato rallentato dalla fornitura di prestiti ufficiali , principalmente attraverso i prestiti tra le banche centrali . La pessima notizia per la periferia è che finora l’aggiustamento è avvenuto principalmente attraverso la depressione delle economie , piuttosto che per una ritrovata competitività; così il rovescio della medaglia di tale “miglioramento” per la Spagna è il 25% di disoccupazione .

    Normalmente si potrebbe e dovrebbe aspettare che l’aggiustamento fosse più o meno simmetrico, con i paesi in surplus che riducono i loro surplus [ndr: di bilancia dei pagamenti] mentre paesi in deficit riducono i loro deficit .

    Ma ciò non è accaduto.

    La Germania non ha affatto operato un aggiustamento; tutto l’aumento dei Current Account dei Paesi periferici europei ha avuto luogo a spese del resto del mondo.

    E questa è una cosa molto brutta.

    Siamo ancora in un mondo governato da una domanda insufficiente , e molto soggetto al paradosso dell’avarizia. Continuando ad avere surplus enormi e inappropriati, la Germania sta danneggiando la crescita e l’occupazione nell’intero globo. I tedeschi possono trovare ciò incomprensibile , ma è semplicemente macroeconomia 101 .

    Si potrebbe obiettare che non è colpa del governo tedesco se ha dei surplus – ma si sarebbe sbagliato.

    (Sono caduto in questa trappola , ma ha riconosciuto l’errore.)

    Per prima cosa, la Germania ha perseguito l’austerità fiscale nonostante il suo status di creditore, contribuendo ad un inasprimento generale della politica nella zona euro. E un modo di pensare il ruolo della Germania all’interno dell’euro è che essa si impegna in enormi operazioni di cambio tramite Target 2 , e che ciò tenga giù il “Deutsche Mark ombra” :

    Certo , non mi aspetto che i funzionari tedeschi ammettano qualcosa di quello che dice Tesoro. Non sono bravi sulla macroeconomia come la intendiamo noi; in realtà, non sono bravi sulle identità contabili, in quanto la loro visione sembra essere che tutti dovrebbero essere come la Germania , ed avere enormi surplus commerciali .

    • Leonardo says:

      Paul Krugman, uno che dice che per uscire dalla crisi bisogna sperare di attaccare e fare la guerra ai marziani.

      • Marco Mercanzin says:

        E’ esattamente il contrario, caro Facco. Krugman dice che se tutti facessero come la Germania ( mercantilisti), e cioè legarsi tutti all’export, il pianeta terra dovrebbe esportare su Marte.
        La prego di nn scadermi così in basso, la mia considerazione per lei ( economia a parte) e’ molto elevata.

  8. Claudio Romiti says:

    Ottimo caro Giorgio. Hai centrato in pieno la contraddizione degli eredi di Alberto Da Giussano. Invece di usare lo spadone per recidere l’enorme zavorra che sta trascinando nel baratro il Nord produttivo, si lasciano tentare dalle sirene della sovranità monetaria. Quella che, per intenderci, consente di procrastinare il redde rationem di una economia drogata truffando il risparmio, il consumo e l’investimento. Purtroppo la madre dei pagliacci economici è sempre incita ovunque.

  9. Castagno12 says:

    A STEFANO GAMBERONI – 1.11.13 at 11:31 am ed ai suoi colleghi di pensiero.

    Il suo commento è spensierato e disinvolto: lei ha messo nel frullatore un po’ di tutto, sogni, speranze e desideri.
    Poi, quando segnalo realtà che non riuscite a contestare, dite che io insulto.
    Pensate quello che vi pare intanto la situazione continua a peggiorare

    1) Lei ha scritto: “Se si torna alla lira ….. le aziende potrebbero essere rilevate dai concorrenti esteri per 4 soldi”.
    GIA’ FATTO, senza bisogno di uscire dall’€uro, senza essere tornati alla lira.
    E l’elenco delle imprese che l’italia ha perso è molto lungo.

    2) Lei ha ricordato “che abbiamo pagato fior di tasse straordinarie per entrare nell’€uro” e io aggiungo che i veri gestori dell’Ue hanno fatto finta di credere che i conti italiani fossero in ordine.
    Era fondamentale far entrare l’italia nell’Unone, per spolparla e perchè offre un gigantesco porto disponibile per l’invasione: “INGRESSO LIBERO, ORARIO CONTINUATO”.

    3) Nella sua Conclusione, lei, per il blocco “padano-veneto-tosco-marchigiano” auspica l’uscita dall’italia.
    Ci dovrebbe gentilmente indicare con quali modalità.

    Anche qui al Nord abbiamo i mantenuti (un esercito) e quelli che lavorano saldamente attaccati al Sistema che ci opprime.
    Tutti costoro, pensando che il loro “carnevale” possa durare a lungo, non intendono approvare il distacco da “mamma” Roma.

    4) Lei afferma che il suddetto blocco di popolazioni e Regioni deve restare nell’euro.
    E qui sta il suo “CAPOLAVORO” strategico.

    Non avendo la lira, non abbiamo la Sovranità Monetaria.
    E la quota azionaria del 14,57% di Bankitalia nella BCE non ci conferisce alcuna Sovranità, anche se parziale.

    Perchè l’Unione europea è nelle mani della BCE e della Commissione europea, non è gestita dai Popoli che ne fanno parte
    La BCE e’ PRIVATA, quindi non è la Banca dell’Ue.
    La Commissione europea ha potere decisionale ed i suoi membri non sono stati eletti da alcun popolo, ma scelti da Lorsignori. Nell’Ue, il livello di “democrazia” E’ ZERO !

    Quindi il blocco “padano-veneto-tosco-marchigiano”, restando nell’€uro, continuerebbe ad essere privo della sua Sovranità.

    Abbiamo anche tanti “bimbi”, italiani DOC, che auspicano l’Europa dei Popoli. Una frase, un progetto che riempie la bocca e nulla più.
    L’Europa dei Popoli ? E’ IRREALIZZABILE:

    Un lavoretto da niente:
    a) eliminare la Commissione europea
    b) dare al Parlamento europeo il potere legislativo del quale, attualmente, è privo e creare un governo democratico
    c) trasformare la BCE, da Privata, in Banca pubblica del Super Stato Ue
    d) trasformare, da private in pubbliche, le Banche dei vari Stati membri dell’Ue, ora azioniste della BCE.
    Che siano vere Banche di Stato, non solo nel nome.

    Quando una situazione NON E’ MODIFICABILE, ci si attiva per uscirne al più presto, senza perdere tempo, senza fornire illusioni con progetti IRREALIZZABILI.

    Indipendenza Veneta vuole restare nell’Ue e nell’€uro.
    Quindi vuole ottenere l’Indipendenza per liberarsi dalla sottomissione italiana, ma per restare AGLI ORDINI dell’Ue, antidemocratica e sottomessa a Padroni Privati.
    Vedi punto (4).

    UNA PENSATA GENIALE !

    Riguardo all’Ue e all’€uro, che progetti hanno i vari Movimenti Indipendentisti della Lombardia ?

    Se il blocco “padano-veneto-tosco-marchigiano” avesse veramente fiducia nei propri mezzi, dovrebbe puntare alla propria moneta, la lira, alla difesa dei suoi confini e alla propria INDIPENDENZA !

    • Marco Mercanzin says:

      Tranquillo castagno, a breve saranno superati dagli eventi, e vedrai, dopo diranno che loro lo aveva o sempre detto che l’euro era una fregatura.
      Ha cominciato perfino Giànnino a girare la frittata sull’euro…. Si adegueranno.

      • Leonardo says:

        L’ignoranza dei barnardiani è illimitata. Contro l’euro i libertari scrivono da anni. Nel 2000 organizzai un convegno e pubblicai un numero monografico della rivista Enclave contro Euro ed Europa. Ma quelli come te, manco sapevano cosa fosse una moneta, esattamente come oggi. Spero arrivi il default e che ti riempiano casa di lira stampata, mentre io mi divertirò con oro e bitcoin.

        • Marco Mercanzin says:

          Lei sparava contro l’euro nel 2000? Mi compiaccio. Io ci litigavo in sezione nel 94 con i paracarri leghisti.
          Ergo, adesso lo dica a Fidenato, noto innamorato dell’euro e dei suoi vincoli pseudo moralistici.
          Quindi usciamo dall’euro e poi ne discutiamo.
          PS : Barnard nn c’entra una sega. Lui riporta esclusivamente quello che i maggiori macroeconomisti mondiali riportano da un secolo.
          PS 2 : ero abbonato a Enclave, non si dia pena.

          • Mister Libertarian says:

            Marco Mercanzin era abbonato a Enclave?

            E quando ha cominciato a partire per la tangente keynesian-krugmanian-barnardiana?

            Basta che i libertari mollino un po’ il il lavoro intellettuale che i cattivi maestri prendono subito il sopravvento, almeno sulle menti più malleabili ….

      • enoquick says:

        seguito da mediobanca

    • Fidenato Giorgio says:

      Castagno12 è un tipico esempio di un indipendentista che non ha capito niente e che, purtroppo, mi fa pensare che i padani non saranno in grado di acquisire la propria indipendenza.
      Nel suo articolo traspare il solito complottiamo becero banale, che denota solo stupidità.

      Che altre entità approfittino della debolezza dell’Italia per fare acquisti a man bassa di imprese può essere anche vero. D’altronde è la stessa situazione che si verifica nella realtà. Quando un’azienda è sull’orlo del fallimento, ci sono gli avvoltoi che giro pronti a comprale per due soldi.

      Ma qui il problema è capire (e questo i padani o indipendentisti alla Castagno non lo capiscono) perché siamo così deboli, così messi male.

      I Castagno dicono perché c’è un complotto dell’euro o dei banchieri perché privati per far fuori le aziende.

      Potrebbe anche essere vero e allora non hanno capito come evitare di cadere nella fogna in cui l’Itaglia è caduta. E secondo loro la risposta sta nella sovranità monetaria, nella svalutazione della moneta, nella banca pubblica.

      Ora la BCE, come tutte le banche centrali sono tutte banche pubbliche. 60 anni di sovranità monetaria con la possibilità di stampare moneta ci hanno portato nella situazione in cui siamo e noi vogliamo ancora perpetuare il sistema e dare in mano ai politici eletti democraticamente la gestione della moneta.

      La via di uscita per i padani, come per un po’ di tempo dicevano all’inizio, è tagliare brutalmente l’Itaglia e privatizzare e liberalizzare di brutto.

      Nella liberalizzazione e privatizzazione ci va infilata anche la moneta, perché cari padani, un moneta pubblica non significa affidarla alla politica, ma significa darla al mercato che vuol dire che in un mercato non ci possono essere delle leggi che limitano la proprietà della moneta a qualcuno piuttosto che ad un altro. Significa che TUTTI e in qualsiasi momento possono battere moneta, e se si affaccia un altro non può essere fermato!!!!

      • Marco Mercanzin says:

        Ehi Fidenato, ti do una notizia : col cazzo che negli ultimi 60 anni abbiamo avuto sovranità monetaria.
        Ma col cazzo davvero! E poi sarei io a essere un asino economista? Ma lo capisci che dall’81 non siamo più padroni della moneta? Ti rendi conto che dall’entrata nel serpente monetario ( SME) eravamo vincolati al marco con una piccola banda si oscillazzione del 1,25%? Cioè una sorta di euro ante litteram ? Ma di che sovranità parli se negli anni 80 i Titoli di stato pagavano anche il 14% di interesse ?
        E poi, vuoi dare la moneta al mercato, ma contemporaneamente propugni la permanenza nell’euro, palesemente un ossimoro, visto che la ns economia nn e’ libera di avere una moneta valutata liberamente dal mercato, perché legata all’euro, che palesemente rispecchia le volontà tedesche e i suoi bisogni.
        Fidenato, rasserenati, siediti prendi una grappa ghiacciata e rifletti profondamente….. Niente niente ti svegli.

      • Emilia2 says:

        Anche l’Argentina e l’Irlanda avevano privatizzato di brutto.

  10. luigi bandiera says:

    Tuttavia la rai storia continua a fare propaganda a pro EU e el KAXIN uno e indivisibile.

    Oggi 01-11-2013 16:00-16:28 circa documentava sugli stati uniti d’europa. Ma quante brave persone che c’erano.

    So che a scuola ci facevano fare temi sull’unione eu e quindi ci preparavano ad accettare l’unione che il “POPOLO” voleva fare.

    Stessa menata del kax con l’italia… fu il “popolo” italiano (inesistente) a volere l’unita’. No quattro strakani…

    E avanti con le menzogne.

    W el KAXIN uno e indivixibie… merrrrdddd…

    • Fidenato Giorgio says:

      Luigi concordo pienamente con te. L’ho scritto nell’articolo, che noi libertari siamo assai critici con il super stato europeo. Ma dire che è meglio la sovranità monetaria italiana, ce ne passa. In ogni caso la moneta non deve essere di nessuno stato, ma deve essere del popolo. Mercanzin continua a confondere stato con popolo. La vera sovranità monetaria deve essere anarchica e antimonopolista.

      • Marco Mercanzin says:

        Io nn confondo niente. La sovranità deve essere del popolo e non ci sono alternative. Cazzo sta dicendo ?????

      • luigi bandiera says:

        Giorgio,

        gli stati si sono impossessati della sovranita’ che deve essere del popolo o dei popoli.

        Ma oggi in particolare gli stati sono prepotenti e tiranni perche’ sono cresciuti molto e per questo hanno MOLTA FAME di DENARO.
        La loro forza sta nel fatto che votiamo, legittimandoli, chi poi amministra questi stati e ovviamente TASSANO il DEPOSTO SOVRANO RESO SCHIAVO..!

        Se si continua cosi’ NON NE USCIREMO MAI E POI MAI..!!

        Via dall’euro, via dall’ISLAFRITALIA, via dall’URKA, via dalla TERRA e finalmente partenza per un altro pianeta, questo e’ MALATO..!!!

  11. Fidenato Giorgio says:

    Mercanzin merita una sola risposta, che è poi una domanda. Se esistesse la Padania, cioè il nord separato dal sud, secondo te l’euro farebbe lo stesso male che fa oggi al sistema Italia?

    Sicuramente no, quindi i problemi che abbiamo non sono legati all’euro, ma al parassitismo italiano.

    Fattene una ragione e lascia perdere le assurde teorie di Barnard. Quello è un comunista che non capisce un cazzo!!!

    • Marco Mercanzin says:

      Le rispondo subito. Succederebbe quello che sta succedendo in Germania : deflazione dei salari e milioni di minijob da 400 € al mese. Investimenti bloccati e domanda interna bloccata. Elevata disparità della distribuzione della ricchezza. Insomma un paese orientato all’export che sta segando il ramo su cui è seduto: infatti quando noi pigs nn compreremo più le loro merci, salteranno per aria. E salteranno anche quando usciranno tutti i buchi delle loro banche, fatti per sostenere loro export.
      Insomma, per la terza volta nella storia, i tedeschi verranno usati, grazie alla loro testa dura, per distruggere l’Europa. E saranno quelli che alla fine pagheranno di più.
      Saluti Fidenato.

      • Fidenato Giorgio says:

        Marcanzin non mi hai risposto. Ti ho chiesto cosa succederebbe alla Padania, qualora non ci fosse più il sud assistenziale e ladronesco!!!

        • Marco Mercanzin says:

          Io ti ho risposto. Solo che il tuo livore ti impedisce di capire. La padania, o il Veneto, senza il sud, ma con l’euro sarebbe costretto a diventare export oriented, cioè, a contenere la domanda interna attraverso deflazione degli stipendi, per poter essere competitiva sull’export.
          Più di così nn so che dirti, alla prossima nn mi resta che un disegnino.

    • Castagno12 says:

      ” SICURAMENTE SI’ “.
      Anche se molti, imprenditori e massaie, non si sono.ancora accorti che trattasi di una moneta imposta, mefitica e dotata di azione devastante: siamo in caduta libera !

      Si tratta di fatti, non di mie opinioni o di “mie verità”.

      Troverà le spiegazioni esaurienti nel mio commento postato alle 6:28 pm.

      Guardi che le “finezze” verbali non conferiscono validità a ciò che lei afferma.

      Le conviene modificare il titolo del suo articolo perchè il governo italiano, la sua coalizione, il suo leader, Letta, vogliono restare nell’€uro.
      Sono tutti italiani MONDIALISTI, come da copione !

    • enoquick says:

      Portogallo,Spagna,Francia,Irlanda e Grecia
      Si puo dedurre che anche per questi rispettivi popoli la colpa è la loro non l’ euro
      Ora siamo al livello dove le colpe, nel bene e nel male, sono dei popoli e non dell’ avere una moneta sbagliata rispetto ai fondamentali economici della nazione in cui vivono.
      Nazione in cui esistono leggi,costumi e tassazione non omologate tra i vari Stati dell’ UE

  12. Pietro says:

    Ehhhh molto più facile fare la sparata populista anti-europea e prendere un 4-5% di voti del popolino, mantenendo cosi la poltrona, che combattere per autonomia o indipendenza
    P.S. io in Catalogna queste sparate anti-europee non le ho mai sentite, anzi, uno dei capisaldi dell’indipendentismo catalano è proprio la “europeità” dei catalani rispetto agli spagnoli

  13. Marco Mercanzin says:

    Quindi, riassumendo, l’itaglia e’ piena di parassiti, piena di politici ladri e inetti, intere comunità fuori legge e fuori mercato. L’itaglia di merda aumenta la pressione fiscale per pagare tutto questo melmoso sistema, facendo morire le PMI, vero traino della ns produzione.
    Tutto giusto ? Bene.
    Quindi, l’estensore di questo articolo, probabilmente dimenticando che siamo all’interno dei parametri e vincoli dell’euro, dal lontano 1999,non osserva che questi vincoli non hanno minimamente diminuito tutta la merda suddescritta. Anzi, propugna un proseguimento dell’euro : incurante evidentemente, che esso e’ una moneta troppo forte per la ns economia, facendo artificiosamente lievitare i prezzi dei ns prodotti, che perdono così quote di mercato. Strano per chi si definisce liberale, godere nel mantenere il valore di una moneta fissato di imperio, anziché avere una moneta che liberamente veda fissato il suo valore dai mercati. Ah, i mercati e la loro mano invisibile traumaturgica…evidentemente per i liberali de noaltri i mercati valgono a corrente alternata.
    E poi, euro ed EU vogliono dire anche distanza ulteriore fra chi decide e chi subisce quelle decisioni: va bene così? O vogliamo finalmente dare responsabilità ad ogni si volò popolo e con essa tutta la sovranità di cui ha diritto, ivi compresa quella monetaria ?
    No. Per il suddetto articolista non siamo degni di tali diritti.
    Siamo microcefali sottosviluppati che devono essere telecomandati da illuminati superpartes divini e assessuati, che sicuramente penseranno unicamente al nostro bene, e che, si badi bene, nemmeno possiamo eleggere o far decadere.
    Azzo, na genialata vera !!!!!

    • Pietro says:

      l’articolista invece ha completamente ragione…il problema del Nord non è l’euro, ma il sistema parassitario italiano (centro sud) che ci toglie tutte le risorse…anzi, nell’euro la padania non avrebbe nessun problema a starci

      • Marco Mercanzin says:

        Si certo. Qualche dato ?

        • Roberto Porcù says:

          @ Marco Mercanzin – concordo in pieno con Fidenato e Pietro. Ho visto anch’io le Iene con un albergo a Roma acquistato da politici e l’intrallazzo amichevole nel bingo tra gli stessi e la delinquenza organizzata, cose di cui Giorgio non dice per non appesantire troppo il suo articolo.
          Tu volevi qualche dato? Sul piatto ti metto i quattrini che diamo giusto ora a Roma per sistemare le sue cose, le spese delle regioni del sud “che non è possibile regolamentare a costi standard ed il culo che mi sto facendo con mio figlio, io imprenditore veneto anche in questi giorni di festa.
          E lunedì pagherò in banca, forse sanzionato, quel pizzo che venerdì non mi è stato possibile pagare per lo sciopero dei bancari.
          Non mi piace la burocrazia europea, ma molto meno mi piaccciono politici e burocrati italiani che definisco una associazione a delinquere senza tema di smentite.

          • Marco Mercanzin says:

            Ehm mi scusi, ma guardi che oltre ai parassiti italiani, noi paghiamo anche quelli europei attraverso il fondo salvastati : 50 miliardi in due anni andati.solo per fare un esempio. Contento lei …

        • Pietro says:

          molto facile, cerca “residuo fiscale delle regioni” su Google..

    • Marco, politicamente l’unione europea è un odioso regime centralista e totalitario, e ne uscirei volentieri domattina, e anche Fidenato. Ma il giogo economico è esclusivamente frutto di una tragica situazione di debito insolvibile in cui l’italia si è messa da sola grazie a decenni di politiche basate sul deficit di uno stato usato come ufficio di collocamento per la compravendita del consenso elettorale. Da questa situazione si esce solo con il default, cioè la bancarotta dello stato. Da quel giorno l’italia non riceverà più credito e il nord non potrà più mantenere 8-10 regioni fallite.
      Primo uscita dall’italzona, poi dall’eurozona.

      Lombardia indipendente. Veneto indipendente.

      • Marco Mercanzin says:

        No Giacomo , sbagli. La porcheria italiota non la risolvi con una moneta che devi comprare dai privati. La porcheria italiota deve morire, e i ns popoli tornare liberi. Ma se la ns economia non sarà in possesso di tutte le armi sovrane, dovrai sempre pagare interessi per avere liquidità, ingrassando parassiti altrettanto voraci degli attuali parassiti italici. Non capire questo, vuol dire essere limitati ad una visione tattica e non strategica.
        Ti ricordo che gli attuali 2000 mld di debito sono tutti, e dico tutti, nati da interessi pagati sul debito dal 1981 in poi, data nella quale si separò la banca d’Italia dal controllo del tesoro. Da li’ i tassi sui titoli di stato schizzarono , fino ad accumulare l’attuale debito. Se si fosse mantenuto l’assetto della banca centrale come allora, questo debito nn ci sarebbe.
        Questi sono dati e numeri, non opinioni o moralismi.

        • meno stato per tutti says:

          “Se si fosse mantenuto l’assetto della banca centrale come allora, questo debito nn ci sarebbe.
          Questi sono dati e numeri, non opinioni o moralismi”.

          No amico mio, questi non sono ne dati ne numeri, ma semplici congetture.

          il problema non è affatto l’euro, ma i debiti sovrani denominati in euro.

          la domanda che sempre volgo alle persone che mi parlano di uscire dall’euro come panacea di tutti i mali è questa: cos’è l’euro?

          certamente l’euro non funziona come potrebbe, ed è gestito malamente, sono il primo a dirlo. ma la soluzione non sta affatto nell’uscita dalla moneta unica, o perlomeno, non ora….

          ciauz

  14. Grazie a Fidenato per questo lucidissimo articolo che condivido sillaba per sillaba e che cercherò di diffondere per quanto in mio potere.

    La risposta alla domanda “riusciranno i padani…?” è, da ciò che vedo, totalmente negativa. I padani sono la più incredibile accozzaglia di servi sciocchi e utili idioti che si sia mai vista sulla faccia della terra. Sono una genia tentuta scientemente nella più più bieca ignoranza da una fabbrica di pensiero unico efficientissima: la scuola pubblica italiana. Prima di capire chi sia il loro nemico, cioè lo stato centralista italiano e i suoi milioni di dipendenti a libro paga italiani, i padani si lanceranno in ogni sorta di teorie cospirazioniste e accuseranno di ogni nequizia anche le tribù della foresta vergine del Borneo. L’unica speranza che abbiamo, e non certo per noi stessi ma per i nostri figli e nipoti, è resettare tutto e ripartire territorio per territorio nell’opera di educazione e informazione.

    Lombardia indipendente.

    • ermanno says:

      ignorante sarai te, non i Veneti.
      quelli han nel sangue il Lavorare sempre e comunque. lo stato chiede troppo, testa bassa e lavorare di piu.
      non sono ne plagiati da roma , sarebbero moolto piu rilassati e fancazzisti
      non sono e non si sentono schiavi , altrimenti si ribellerebbero.

      sono Lavoratori abituati a far tanto e anche di piu.
      dovre produrre 100 e dare 70 va bene, se chiederanno 80 i Veneti cercheranno di produrre 115 !
      chi nin ce la fa,chiude, emigra, si suicida prendendo come un fallimento personale, non addosso la colpa allo schiavista stato. sanno d esser tartassati ma lo vivono come una cosa ‘è cosi facciamo di piu’

      • “sono Lavoratori abituati a far tanto e anche di piu.
        dovre produrre 100 e dare 70 va bene, se chiederanno 80 i Veneti cercheranno di produrre 115 !”

        che logica è, Ermanno, se non una logica da schiavi? Peché lombardi e veneti non hanno quel minimo di lucidità necessaria a capire che l’italia per loro è solo una matrigna puttana che li mette nel tritcarne da piccoli e se li mangia senza lo straccio di uno scrupolo? E da cosa deriva questo se non dalla profonda ignoranza e colonizzazione culturale in cui sono tenuti questi due popoli?

        Cerca di capire cosa cerco di dire e da che parte sto…

  15. Piombo says:

    Giorgio Fidenato ha perfettamente ragione.

    Le regole europee, casomai, sono troppo blande: dovrebbero vietare con durezza qualsiasi nuova spesa pubblica in presenza di un alto debito pubblico.

    Noi abbiamo un debito del 133 % del pil e i nostri politici continuano a spendere e spandere senza nessuna conseguenza.

    L’euro non sarà il massimo (meglio sarebbe una moneta agganciata all’oro), ma è centomila volte meglio della liretta inflazionabile e svalutabile a piacimento dai politicanti nostrani, che tanti irresponsabili vogliono reintrodurre.

    • Marco Mercanzin says:

      E infatti siamo passati in soli due anni di monti letta, i più austeri secondo le regole eu, dal 120 al 133% di debito. Ma quando capirete che ci stanno depredando di tutto con la scusa moralista delle formiche e delle cicale? Azzo, nemmeno di fronte ai numeri vi arrendete.
      Stanno chiudendo aziende a raffica per mancanza di domanda interna, e niente, per loro ancora più austerità e blocco di spesa. Lo stato per questi qua, deve spendere meno di quello che preleva ( surplus di bilancio) , ergo prosciugarci. E poi sareste degli indipendentisti ????

  16. Federico Bellina says:

    Massì dai, alla fine i parassiti non sono il sordomuto, gli enti complici e la gente che fa questo gioco. I parassiti sono gli evasori del nord!

  17. Garbin says:

    La politica all’apparenza sciagurata dei governi italiani in verità ha un obbiettivo preciso, rendere la vita del nord difficile e convogliare la paura e la rabbia verso l’euro.

    Anche i sassi hanno capito che il sud Europa estremo, Grecia, sud italia e Spagna culturalmente non sono in grado di fare gli europei, il sud italia è il peggiore di tutti, guardate i dati sull’evasione, economici ecc. questa gente in Europa non ci può stare e desidera andarsene, ma per andarsene e non essere una versione peggiorata del Kosovo deve avere la Padania incatenata a se per avere qualche mulo che lavora.

    Stanno facendo in modo che il nord esca dalla zona euro contro i suoi interessi e di propria volontà anche se questo significherà la catastrofe, roma ci sta impoverendo, roma canaglia ci porta via tutto poi con i media e i tanti delinquenti sparsi nel territorio ci convince che è colpa della Merkel e dell’euro.

    Cadremo nella trappola e finiremo nella melma in cui il sud da qualche migliaio di anni ci sguazza a meraviglia.

  18. Stefano Gamberoni says:

    Condivido i timori dell’articolo, Ma l’euro in effetti conviene solo alla popolazione di metà paese (area padano-veneta-toscana-marche). Lì c’è tessuto produttivo e risparmi (molti dei quali investiti in titoli itagliani). Bisogna riuscire a spegare a questi territori che l’eruo è l’ancora che tiene saldi i risparmi, le pensioni ed i valori delle aziende. Se si torna alla lira, i risparmi non varranno più nulla, l’inflazione galopperebe distruggendo pensioni e salari, le aziende potrebbero essere rilevate dai concorrenti esteri per 4 soldi.
    Una debacle totale, visto che abbiamo pagato fior di tasse straordinarie per entrar nell’euro.
    L’euro è convenuto anche a ROMA che nel bilancio statale ha avuto risparmi per minori interessi dal 2000 ad oggi in termini di migliaia di miliardi. Visto l’andamento del debito è chiaro però che se li sono spesi tutti in assistenzialismo e spesa corrente. Quelli che ci hanno governato, loro sì fuori dall’euro.
    Uscire dall’euro sarebbe invece conveniente al Lazio-sud dell’itaglia, perchè se svalutassero sarebbero competitivi sui servizi (turismo) di fabbriche ne hanno poche, le principali succursali di ditte padano-venete.
    CONCLUSIONE:
    – la nostra salvezza (padano-veneta-tosco-marchigiana) è restare nell’euro ed uscire dall’itaglia.
    – la loro salvezza (popolazioni lazio-sud) è uscire dall’euro e svalutare.
    Due strade separate, insieme si muore tutti.

    • Tarco says:

      ” Se si torna alla lira, i risparmi non varranno più nulla”…
      ma per favore!! Quando siamo entrati nell’€ne forse che i nostri risparmi sono aumentati? NO! e dunque se torneremo alla Lira i nostri risparmi NON caleranno. Semplicemente saranno più cari i prodotti esteri di circa un 20-30%. L’inflazione potrebbe arrivare ad un 8% nel giro di un anno.
      PAURA? Io per nulla! Quando avevamo l’inflazzzione al 10% ma una economia che funzionava (PUR CON LA SEMPRE ESISTENTE CORRUZZZIONE E SPRECO) e la banca di italia che comprava i bot, un operaio riusciva a comprarsi casa.
      Ha ragione in toto Marco Mercanzin.
      Per favore leggete e capite “il tramonto dell’euro”, poi avrete una visione precisa dei fatti.
      Preferite la disoccupazione o l’inflazione?
      Io sono della Romagna ed avrei vantaggi enormi nell’uscire dall’€ne…

  19. Euskaldun says:

    Come se l’euro non fosse un problema, sembra si proponga di fare come quel tale che per dispetto alla moglie si taglia le palle.

  20. ermanno says:

    mentre nelle terre ove il sordomuto gridava ‘vatttinnnne’ al tipo delle iene la ‘comunità’ si è messa tutta dalla sua parte, i Padani sono abituati a NON aver aiuti esterni, stato per primo, quindi individualmente prendon le loro scelte di andar all estero, chiudere, farla finita, o andar sempre avanti come un cavallo da traino. (gli asini si fermano prima, i cavalli no scoppiano)
    difficilmentesi ragrupperano per ribellarsi, chi può creare gruppo dev esser d altro spirito e mentalità… piu romano o politicante diciamo… ma rovescio della medaglia crea molta diffidenza nel veneto lavoratoreautonomo

    situazione difficile, se fossimo diversi non saremmo cosi produttivi .

Reply to Fidenato Giorgio Cancel Reply