La Lega cavalca lo stop a immigrazione, ma resta zero assoluto in protesta fiscale

di CRI. MA.fisco_tasse

Protestare contro l’immigrazione è come affondare il coltello nel burro. Per la Lega lo stop all’invasione è un’autostrada di consenso da sempre. Per Salvini basta svuotare il salvadanio e le percentuali di voto crescono. Ha detto il segretario della Lega dal palco: “Martedì a Strasburgo chiederò insieme a Marine Le Pen che venga sospeso il trattato di Schengen e si vengano controllati i confini”. Nulla di nuovo, né su questa alleanza né sulla presenza di Casa Pound, che questo giornale ha affrontato con abbondanza di interrogativi.

Ma la questione che ci interessa non è tornare sulla svolta a destra, l’abbraccio con lo Stato nazionale. Questo ci ha colpiti: ”Stiamo pronti a fare la rivolta fiscale”, ha detto Maroni. Ma come, ancora? Ogni tre per due, la Lega estrae la carta dell’obiezione, che poi diventa quella della protesta, che poi diventa quella della rivolta. In 20 anni, una sequenza sterminata di annunci e ogni volta, niente più che un annuncio. Che non scalda i cuori.

L’ultima volta, la più recente, il 6 settembre scorso, Salvini ha detto: “Lo scontrino? Non ve lo fate fare”. Salvini ha esortato i cittadini a rifiutare lo scontrino ed evadere il pagamento dell’Imposta sul valore aggiunto nel corso dell’ultimo comizio nella località di Alzano Lombardo. “Anche fare la spesa è fare politica. Non andate al grande supermercato, andate al negozio sotto casa, che magari è in difficoltà, e chiedete  di non farvi fare lo scontrino”.

Poi, l’annuncio:  il 14 novembre è stato scelto come data dello “sciopero fiscale”. Dal palco di Milano, non una parola, però. Quale pulpito migliore?

Andiamo avanti.

Il 14 settembre 2014, parla il governatore veneto. E dice: “Se il governo pensa di tagliare anche un solo euro di spesa sanitaria al Veneto noi facciamo lo sciopero fiscale.  E  Salvini, dal Monviso, rincara:  “Dobbiamo mettere in atto alcune azioni di resistenza fiscale“. Quali?

Torniamo un momento indietro, 20 luglio 2014: i titoli dei giornali sono espliciti. La “Lega proclama sciopero fiscale, rivoluzione in ottobre”. Dal palco del congresso, Salvini riconfermato con proroga fino al 2016, dice   che “lo Stato italiano lo facciamo saltare per aria”, che il bancomat obbligatorio va preso a “martellate”, e aggiunge: “Io ho bisogno di gente disposta, nel momento in cui ci fosse in ballo il futuro dei nostri figli o di posti di lavoro, che sia pronta a infrangere il codice civile e penale. Bisogna essere pronti a farlo, non bastano gli applausi altrimenti ‘Fonzie’ come un rullo compressore annienta tutto”. I primi dovrebbero essere i politici, gli amministratori, ma non se ne vede l’ombra coraggiosa.

E di più: “Oggi lanciamo una rivoluzione fiscale che, in ottobre, spero porti in piazza milioni di italiani: proporremo un’aliquota fiscale secca al 20% uguale per tutti, dal Nord al Sud, per ricchi e poveri. La nostra scommessa è quella di far pagare di meno a chi oggi paga troppo e di costringere a pagare chi oggi non lo fa”. Qualcuno ha visto milioni di italiani in piazza?

E adesso un salto nel passato, fino al 17 settembre 2007, quando ancora la Lega si trovava in Riva Sette Martiri. Leggete qui il programma ambizioso, dopo che a Ferragosto il senatur aveva annunciato una grande manovra di protesta fiscale:

  • L’8 per mille nella denuncia dei redditi non va dato allo Stato ma alla Chiesa Cattolica, o ad altre istituzioni stabilite dalla legge.
  • Autoriduzione di 11 euro dalle tasse da pagare. Tale somma per legge  non viene recuperata dallo Stato, né sanzionata, perché i costi sarebbero troppo eccessivi.
  • Non adeguarsi agli studi di settore modificati dal governo Prodi in caso di completo discostamento rispetto al proprio reddito. “Resistete, non pagate, aprite contenziosi”, è stato l’invito di Roberto Maroni.
  • Sciopero del Lotto, comprese lotterie, schedine, gratta e vinci, bingo, slot-machine.
  • “Un lavoratore autonomo che sbaglia il codice tributo non viene sanzionato perché lo si considera un errore formale. Che cosa succederebbe allora se milioni di persone indicassero per errore un certo codice che gira le tasse agli enti locali anziché a Roma?”, spiega Daniele Molgora. Il lavoratore dipendente può scrivere al datore di lavoro sollecitandolo all’errore.
  • Abolizione del sostituto d’imposta. Anni fa si tentò di abrogarlo con un referendum, bocciato però dalla Corte costituzionale; oggi invece partirà una raccolta di firme per cancellarlo, con una legge di iniziativa popolare.
  • Astensione dall’acquisto di titoli del debito pubblico, cioè Bot e Cct. Parallelamente i risparmiatori dovrebbero acquistare i buoni emessi dagli enti locali, soprattutto le regioni del Nord, per autofinanziare le infrastrutture padane.
  • Detrarre tutto il possibile dalle tasse: scontrini di farmacia, spese scolastiche, incentivi sui frigoriferi, contributi ai partiti.
  • Vademecum per l’amministratore: come far ingrassare i comuni e mettere a dieta lo Stato.
  • Boicottare le aziende statali: basta con Agip, Enel, Tirrenia e Rai. Prediligere prodotti messi in commercio dai privati.
  • Non acquistare più biglietti Alitalia, utilizzare vettori alternativi.

Qualcuno ha notizia della protesta fiscale del 2007?

Mercoledì 14 marzo 2012, la Lega Nord apre allo sciopero delle tasse e non esclude la disobbedienza fiscale contro “il governo Monti-Napolitano”. Maurizio Fugatti, vicepresidente dei deputati del Carroccio, afferma ad Affaritaliani.it: “La benzina è arrivata quasi a due euro al litro. C’è già stata la prima crescita dell’addizionale regionale dell’Irpef. A maggio-giugno arriverà l’Imu sulla prima casa (e tutti capiranno che cosa vuol dire il governo Monti-Napolitano). In più dal primo ottobre scatterà l’innalzamento dell’Iva al 23%. Visto tutto ciò lo sciopero fiscale è un argomento che, forse mai come oggi, può far breccia nell’elettorato padano. Ma ancora una volta, ci si ferma all’annuncio.

Veniamo a tempi migliori, allora, 30 aprile 2012. Maroni è vicino alla segreteria e lancia l’obiezione per non pagare l’Imu. Parte a Verona  la proposta di sciopero fiscale, l’ex ministro  invita ad unirsi alla protesta i circa 5-600 Comuni ribelli, come sono stati definiti quelli più penalizzati, nel “Lega Unita Day” il primo maggio. Risultati? Tutti pagheranno, i “sindaci guerrieri”, come li chiama Bobo, non fanno una piega. La disobbedienza non ha seguito.

“Spesso il primo nemico della Lega rischia di essere la Lega, ora non ci sono più alibi”, aveva affermato Salvini da Padova al suo ultimo congresso. In effetti….
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9 Comments

  1. Castagno 12 says:

    E’ INDISPENSABILE sapere anche:

    ” Quando un cliente deposita del denaro in una banca, diventa un creditore chirografario (ovvero non privilegiato, non assistito da garanzia) della banca. ….
    ….. il denaro,quando depositato in una banca, cessa integralmente di essere denaro del titolare: diventa allora denaro della banca …..
    …… Il denaro versato alla banca è denaro che il titolare sa di avere depositato allo scopo di affidarlo al controllo della banca: a questo punto è denaro della banca; è noto che la banca lo tratta come denaro proprio …..
    …… Il denaro posto soto la custodia di una banca è, a tuti gli effetti di legge, denaro della banca la quale potrà disporne a piacimento ….
    ….. la banca non è responsabile delle perdite dovute a speculazione, ne è colpevole di abusi di fiducia se diventa insolvente …. ”

    Vedi il magazine “NEXUS New Times” – edizione italiana –
    N. 106 – Ottobre-Novembre 2013 – pag. 29.

    EVVIVA !

    Riuscite a collegare le informazioni sopra riportate con le conseguenze dovute all’utilizzo della carta di credito ?

  2. Castagno 12 says:

    Il Problema Fondamentale – Emissione di Valuta che genera Debito – NON viene affrontato da nessun partito, Vecchio e Nuovo.

    E l’aumento del Debito Pubblico innesca quello della tassazione.

    Ovviamente tace anche la Lega, incorporata da Forza Italia.

    Ho ricordato il problema del Debito Pubblico anche nel mio commento in coda all’articolo qui sotto riportato:
    “Renzi tassatore seriale: Iva al 25,8% …… “. di Benedetta Baiocchi.

    Non c’è niente di difficile da capire, ma per i disinformati, i ritardati, gl’inconcludenti è gl’incapaci (che sono i più) è impossibile agire.
    E’ questo loro atteggiamento ci condanna.

    Con l’utilizzo della CARTA DI CREDITO, la Banca ha, nelle sue mani, gli investimenti e tutta a liquidità del correntista, che può essere bloccata in qualsiasi momento.

    Inoltre quella liquidità rappresenta un generoso e FONDAMENTALE finanziamento AL SISTEMA che tutti rimproverano.

    Se non si è capaci di collegare fra di loro le dverse realtà, si continua ad andare per farfalle !

    Le Dirigenze dei Movimenti Indipendentisti presentano richieste ad un Interlocutore NON abilitato a rispondere:
    qualsiasi governo italico è PALESEMENTE privo di Sovranità, non può decidere al riguardo.
    Inoltre queste Dirigenze non informano, in modo adeguatro, i loro militanti.

    Gli Indipendentisti votano, quindi approvano IL SISTEMA del quale si lamentano.
    Se gli Indipendentisti NON votassero, sia nel Veneto che in Lombardia non ci sarebbe un’affluenza alle urne dell’85%. Punto e basta.

    In concreto: nessuno fa qualcosa di utile per CREARE PROBLEMI AL SISTEMA !

    Anche la Lega, NEI FATTI, “Resta zero assoluto”. IN TUTTO !

    I problemi si aggravano giornalmente e il Governo Mondiale, indisturbato, guida la danza SUL TITANIC !

  3. Sergio Andreani says:

    Niente di nuovo : le solite idiozie contro la Lega Nord.

    Meno male che ci sono i gruppuscoli veneti che fanno la rivoluzione : votando al 40 % per Renzai alle Europee…

    Almeno la Lega qualcosa fa : e i forconi ?

    Non dovevano ribaltare l’ Italia con Leonardo Facco ?( ..fiacco )

    per tacere di Grillo che , per non perdere migliaia di voti che stanno tornando al Carroccio , prima dice di essere per il Referendum contro l’ Euro e poi contro i Clandestini, pur avendo votato l’ abolizione del reato di clandestinità in Parlamento.

    Poveraccio.

    Tra poco dirà anche di essere favorevole alla Padania indipendente.

  4. Albert Nextein says:

    La lega è un partito parolaio.
    Col culo a roma.
    Un cadavere dal 1994.
    Parole sul diritto all’immigrazione selvaggia e incontrollata.
    Parole su un fisco predatorio e da confisca.

    Le parole stanno a zero.

    Avevano Miglio, ora chi hanno?

    Dove elaborano le loro proposte?
    All’osteria il Sabato?

  5. Marco says:

    Zero assoluto in protesta fiscale e sotto lo zero assoluto per l’indipendenza. Quindi continuiamo a parlarne?

  6. Dan says:

    A fare salterello siamo tutti buoni a cavalcare lo stop all’immigrazione.

    Si vuole veramente fermare l’invasione ? Si esce dalle proprie casette, si vanno a prendere gli invasori e si fa pulizia.

  7. ..purtroppo sono sacrosante parole…..non si possono neppure discutere….

  8. Riccardo Pozzi says:

    A proposito dell’abolizione del sostituto d’imposta, Giorgio Fidenato combatte da anni in prima persona questa battaglia, completamente abbandonato dalla Lega (“se vuole fare l’eroe si accomodi…) e ignorato da tutti ma proprio tutti i media. Ho provato anch’io ad organizzare un pubblico incontro a Mantova con Fidenato ma la Lega locale, dopo un iniziale entusiastico assenso, mi ha snobbato, occupandosi di ben altre importanti questioni locali come la partecipazione alle municipalizzate e la fiducia al sindaco di centrodestra cittadino.

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