La Lega 2.0 è un fantasma. Ecco sei regole per la Lega 3.0

di GIANFRANCESCO RUGGERI

La Lega 2.0 resta ai miei occhi qualcosa di ignoto e di difficile comprensione, francamente non ho capito bene cosa sia e cosa voglia fare, l’unica cosa che mi è chiara è il triste maquillage con cui sono stati messi in cantina simboli e nomi. Hanno smesso di utilizzare il termine Padania, perché non lo ritengono vincente da un punto di vista elettorale, ma visti i recenti risultati non sembra che il nome Nord abbia portato più voti!

In attesa che Maroni mi smentisca e faccia faville con il progetto macroregione, mi sono preso la briga di ipotizzare quali dovrebbero essere le basi per una Lega 3.0 e mi sono detto: cosa farei se fossi io il segretario federale?

Punto primo. Ripristinerei nomi e simboli identitari, convinto come sono che Reggio Calabria è Nord rispetto ad Agrigento e Bergamo è Sud rispetto a Sondrio: non abbiamo bisogno di dubbiosi posizionamenti relativi, servono nomi univoci e saldamente georeferenziati, Padania lo è dal 1903, ma su questo aspetto non mi dilungo, perché Oneto ha già detto tutto ciò che si doveva dire.

Punto secondo. Restando in tema, occupiamoci del simbolo sulla scheda elettorale: è ora di finirla con le impiastrate, con le pastrugnate, serve chiarezza, quindi basta liste civiche e liste dei candidati. Allearsi con liste civiche per prendere i voti della cosiddetta società civile (che cavolo è?) come fan tutti i partiti significa ammettere implicitamente che si è oramai lontani dalla gente comune, che si è politicanti consumati come tutti gli altri e serve il supporto dei volti “civili” della società: preoccupante, se si pensa che la Lega è nata come “lista civica”, la lista civica del territorio.

Inoltre basta liste del candidato che stanno ad indicare una personalizzazione della politica, se chiedo di votare l’uomo e non il progetto, dimostro di non avere idee. Quale è il progetto politico delle liste Tosi in provincia di Verona, combacia o differisce con il progetto politico della lista Dal Lago a Vicenza? Boh!

In sintesi un solo simbolo, quello della Lega, basta e avanza per trasmettere un messaggio chiaro e univoco.

Punto terzo. Stabiliamo quale è il messaggio politico: semplice, basta leggersi l’articolo uno dello statuto e poi agire di conseguenza, invece di fischiettare, zuzzurellare e gigioneggiare.

Mai come in questo momento la Lega sta sbagliando a non calcare la mano sulla via indipendentista o soberanista come dicono in Catalogna. Quale momento migliore se non la presente crisi per chiedere la libertà, per spiegare che se la Padania fosse libera ed indipendente non solo non vivremmo una crisi così nera, ma ce la passeremmo benino come Austria, Svizzera e Germania. Anche chi non è mai stato indipendentista si rende conto della situazione, di una Padania che fa sempre più fatica a tenere in piedi il baraccone Italia e che rischia di sprofondare con Roma. Anche chi non è mai stato indipendentista perde il posto di lavoro, perde la casa, fallisce e chiude l’attività di una vita: maiala ladra, glielo vogliamo dire che se la Padania fosse libera probabilmente tutto ciò non sarebbe successo, vogliamo dirgli che si stanno giocando i frutti di una vita e le fatiche di generazioni di padani, giusto per sostenere un’illusione tricolore? Dovrebbe essere una campagna martellante, tambureggiante per far capire anche i più tonti che abbiamo dato, dato, dato e ora, almeno per istinto di sopravvivenza, dobbiamo farla finita e riprenderci la libertà.

Già mi immagino i piagnistei di Tosi: “ma ditemi come si fa a fare la secessione?” Ciccio bello, il segretario della Liga Veneta sei tu e se non sai cosa fare per ottenere ciò che sta scritto al punto uno dello statuto, beh, allora dimettiti, càmbia mestèr! In ogni caso mai come in questo momento Roma ha bisogno di soldi e mai come in questo momento si dovrebbe sfruttare il fatto che il nostro carceriere è con l’acqua alla gola, quindi invece di pagare per niente, come abbia sempre fatto fino ad ora, dovremmo deciderci a pagare in cambio di qualcosa. Tosi, facciamoci carico del debito italiano in cambio della libertà, qualcosa di analogo lo ha detto anche Zaia, accendiamo un “mutuo” e in 30 anni lo ripaghiamo.

Punto quarto. Non limitiamoci al solo aspetto economico, infatti subiamo un’oppressione che non è solo economica, prima di tutto è culturale ed identitaria. Perché i nostri soldi vanno a Roma? Il saccheggio coloniale che subiamo da decenni si basa su di una favoletta secondo la quale “siamo tutti italiani” di conseguenza “chi ha di più deve dare a chi ha di meno, deve contribuire al bene collettivo”. Perché questa falsità avesse una parvenza di realtà era necessario creare la presunta “collettività” e distruggere ogni elemento identitario che dimostrasse il contrario. Di conseguenza salvaguardare e promuovere la nostra identità non è solo un dovere morale, ma è un valido modo per far capire a tanti padani tonti che noi siamo altro, che noi siamo noi e loro sono loro e che non vi è ragione alcuna per continuare a credere all’italica favoletta che ieri ci illuse, che oggi li illude. Investire sulla cultura identitaria non è una pirlata da romantici eruditi, ma è la via maestra per far capire ai padani che non “siamo tutti italiani” e di conseguenza che non dobbiamo più subire l’altra parte di questa presunta collettività.

A questo proposito sarebbe il caso che anche le tre regioni si muovessero subito con iniziative concrete e dirompenti e visto che in Lombardia si aboliranno i rimborsi ai consiglieri che l’anno scorso sono costati 3 milioni ecco trovati i soldi per agire. Presidente Maroni sarebbe un bel messaggio se ora si spendessero quei soldi per formare un corpo docente che insegni in lombardo nelle scuole, invece di rimborsare come una volta pasticcini, cicciù e babbà? Se poi si accodassero anche Zaia e Cota, ecco fatta la macroregione!

Punto quinto. Allearsi o no? Anche in questo caso si dovrebbe ricordare il punto uno dello statuto, ovvero l’alleanza è utile ad ottenere l’indipendenza? Mi rendo conto che già troppe volte le alleanze sono state presentate come utili e quindi ripeto che non si deve solo citare l’articolo uno dello statuto, ma anche agire di conseguenza. Cosa significa agire di conseguenza? Significa che la Lega 3.0 potrebbe allearsi con chiunque, ma prima di iniziare la trattativa dovrebbe porre una precondizione senza la quale non ci si siede neppure al tavolo: l’alleato deve riconoscere che la Padania esiste e se assieme si vincono le elezioni il primo atto deve essere l’ufficializzazione di questo riconoscimento. In consiglio comunale, provinciale, regionale si vota che la Padania esiste, che non è Italia, che ha diritto ad autodeterminarsi, se invece le elezioni sono nazionali, si va in parlamento, si mette in votazione che la Padania esiste e si pone la questione di fiducia. Se il riconoscimento non passa che sia il comune, che sia il governo di Roma, dimissioni in blocco e tutti a casa.

Ovviamente in caso di elezioni politiche e regionali si deve anche concordare preventivamente lo svolgimento di un referendum indipendentista, senò niente alleanza.

I possibili alleati non accetteranno mai questa condizione? E chissenefrega, vuoi i voti della Lega 3.0? Riconosci che la Padania esiste, senò arrangiati! Berlusconi vinca da solo le prossime elezioni…

Punto 6. Così facendo la Lega 3.0 perderà molte amministrazioni, comuni provincie ed anche regioni? A parte il fatto che sta già succedendo, ben venga una cura dimagrante, ben venga l’opposizione. Fossi segretario ne sarei contento, perché il potere logora, corrompe, perché la Lega 3.0 si liberebbe così dai cadregari, dagli amici della poltrona: se non ci fosse più trippa per gatti, in molti andrebbero a leccarsi i barbis altrove, quindi resterebbero solo quelli che ci credono veramente. Non è solo una questione di repulisti, per coerenza anche in questo caso ci si deve chiedere per quale motivo la Lega 3.0 deve prendersi la briga di amministrare un ente? Fare gli amministratori aiuta a raggiungere l’obiettivo dell’articolo 1 dello statuto? I pirla risponderanno che gli amministratori della Lega sono bravi.

Tra i cosiddetti bravi amministratori ne conosco uno che vuole costruire a ridosso di una chiesa romanica del 1.100, in barba ad ogni concetto di identità e di difesa della heimat, la piccola patria e se la prossima volta lo trombano è un bene per la Padania. Ammettiamo però che veramente tutti i sindaci della Lega amministrino bene, nonostante i risultati elettorali non confermino neppure quello, e chiediamoci perché la Lega debba amministrare? Perché far quadrare i conti e fare i salti mortali per tenere in ordine i nostri comuni, ogni volta che Roma taglia i trasferimenti, perché fare gli esattori di Roma? Si arrangino i partiti italici, siano loro a spiegarlo ai cittadini!

Premesso che la buona amministrazione dovrebbe essere scontata, La Lega 3.0 dovrebbe amministrare un ente solo con l’ulteriore scopo di fare identità e dare visibilità alla causa indipendentista, insomma agire in ossequio al punto 1 dello statuto. Cosa ce ne facciamo di un sindaco che si limita ad aggiustare le buche e i cessi delle scuole? Un cesso lindo che profuma di mughetto ci porterà all’indipendenza?

In provincia di Bergamo la Lega ha circa 60 sindaci, quando Napolitano è venuto a Bergamo solo in 5 si sono rifiutati di andare a sentire il suo predicozzo, né mi risulta che nessuno degli altri 55 abbia preso la parola per dire chiaro e tondo al presidente che era in Padania e che siamo stufi di essere una colonia. La Lega 3.0 dovrebbe tenersi stretta i 5 sindaci che non sono andati, gli altri dovrebbero decidere cosa vogliono fare: se pretendono l’indipendenza della Padania non vanno ad ossequiare il presidente della repubblica e non si riparino dietro la scusa della cortesia istituzionale… gli esattori italici sono cortesi quando ci fanno pagare l’IMU?

Se poi si trovasse anche un capo carismatico, ma non troppo, sarebbe utile e nel poco esaltante quadro dirigenziale l’unico che abbia i numeri mi sembra sia Zaia: se ne faccia una ragione Tosi, ma se proprio non potesse sopportarlo, stendetegli un bel tappeto rosso (bianco e verde) e spalancategli la porta!

Magari anche una Lega 3.0 così configurata non riuscirebbe a raggiungere lo scopo, ma per lo meno ci proverebbe in maniera coerente con il punto primo del suo statuto.

 

 

 

 

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27 Comments

  1. Davide says:

    Articolo molto interessante, condivido l’analisi sui problemi della lega e forse anche la soluzione proposta…ma veramente qualcuno che sa leggere, scrivere e far di conto può credere che il nord sia una colonia della teronia? Al più, è una colonia dell’ue, particolarmente della Germania, che in questi ultimi anni sta finendo di distruggere il tessuto produttivo lombardo e veneto…

  2. Longobardo Pavese says:

    Concordo in pieno con lo spirito dell’articolo!!…

  3. Veritas says:

    Bellissimo articolo: Complimenti.

  4. Veritas says:

    Bellissimo articolo. Complimenti.

  5. Luca L'Insubre says:

    Condivido al 100%

  6. giovanni says:

    caspita! mi sono emozionato a leggere l’articolo di Gianfrancesco Ruggeri. Fortunatamente, pensavo mentre lo leggevo, c’è qualcuno che fa proposte da abbracciare al volo, che ridà vigore alla nostra ideologia, che smorza la delusione che trafigge un leghista di vecchio corso come me. Poi leggi i vari commenti e ritorni alla realtà: dirigenti cadregati, militanti impotenti, sostenitori in calo, credibilità in picchiata, fiducia annientata … Eppure non bisogna mollare, cominciamo a congelare i soldi in cassa della Lega, non facciamoceli dilapidare da chi si dice padano ma li usa per i fatti suoi, usiamoli per la Lega 3.0 come vista da Gianfrancesco. Io sarei disposto ancora a raccogliere sostegno e tessere se sapessi di lavorare per il sogno Padano. Tra i leader attuali Salvini è quello che mi sembra più genuino …

    • Miki says:

      Si: come Tosi. Faccia il sindaco di Milano,che come gavetta non è male, prima di lanciarsi in rinnovati fuochi secessionisti.

      • giovanni says:

        niente male come idea, Salvini Sindaco di Milano. Nel frattempo chi proponi per la Lega 3.0? perchè bisogna anche proporre … ed averceli o … inventarli

        • Miki says:

          Intanto dopo Moratti e Pisapietà sembrerebbe uno statista. Per la Ln 3.0 (numeri che detesto ma x capirci): un indipendentista. In rigoroso ordine di preferenza: Zaia,Reguzzoni,Alessandri. Non si può fare domani mattina? Un interim di Bossi Bossi per MASSIMO un anno e nel frattempo,come Locatelli,si fanno le cose per bene. Cioè non come la farsa di Assago a cui ho penosamente dovuto assistere..

  7. arcadico says:

    Se mi è concessa la battuta … poche idee e ben confuse!!!

    Fra poco, (il tempo di pochi altri ceffoni elettorali), il mondo di chi cerca una soluzione politica a nord (non persone che cercano soluzioni al proprio conto corrente), dovranno, obtorto collo, sedere ad un tavolo e … PARITETICAMENTE … confrontarsi !!!

    Condizio sine qua non … tutto il resto è … paranoia!!

    • Miki says:

      A me la concettina sembrava chiara: condicio “sine qua non” si recuperano i voti dei Padani (più o meno convinti di esserlo) è quello di tornare a parlare di indipendenza e non di macro-gingilli del “prima il Nord”

  8. giammarco.e says:

    Splendido articolo se non fosse che l’autore sia scivolato al punto 5, a mio parere le alleanze con questo o quell’altro non servono a nulla, la lega le ha provate con l’uno e con l’altro, risultati zero. Un ventennio di accampamento a Roma, cercando di riformare lo stato, prima con la secessione, poi con la devolution, infine con il federalismo, risultati Zero. Il tentativo del riconoscimento del territorio della Padania è stato fatto, ricordo che il gruppo nel palazzo si faceva chiamare lega per l’indipendenza della Padania, non è servito a nulla. Non si può riformare quello che è non vuole essere riformto, Roma potrà fare tutte le promesse del mondo o le lusinghe che dir si voglia, ma alla fine non concederà nulla, Roma non chiuderà mai il rubinetto che la sostiene, ne va della sua stessa sopravvivenza, piuttosto dirà muoia sansone con tutti i filistei ed è quello che sta succedendo. Quindi le uniche strade che rimangono sono il riconoscimento internazionale, oppure ……. omissis). Non raccontiamoci le barzellette almeno tra noi, non illudiamoci altrimenti passeremo un altro ventennio trovandoci nella stessa identica situazione di oggi.

    • Gian says:

      io voglio il riconoscimento non del nome del gruppo parlamentare, io voglio che come precondizione il Berlusca o Renzi dichiarino pubblicamente che la Padania esiste e poi come primo atto parlamentare lo si mette ai voti in parlamento. Se non passa tutti a casa, subito, senza tentennamenti. Mi rendo conto che parlare di alleanze faccia venire l’orticaria a molti, ma in nessun caso le alleanze passate si sono basate su di una precondizione del genere. E questa sarebbe solo la precondizione, figurati il resto …

      Proprio questo è il problema fino ad ora ci si è alleati per vincere, per governare, io invece non cerco l’alleanza, ma non la escludo a condizione che sia determinante, veramente utile all’indipendenza.

  9. la lega non è + kredibile nè riformabile…

    sprofondi roma kon tutto il fetente karroccio bossian_maronian_tosiano

    20 anni di ciarlatanerie e cianfrusaglie… pensate ke dal suo partito di tradimenti ed inganni, il meserabile elettromediko, riceve €uro 800.000/anno … kapite xkè ci tiene tanto !?
    sono italianisti nemici della nostra gente … si divertono a prenderci x kulo e farsi gli affaracci loro …

    diamo a kuesti infami il benservito ke si meritano… ovvero ignorarli, non votarli nè farli votare !

    • Miki says:

      Ma più che fare del federalismo legge dello stato,cosa doveva fare la Ln? Sparare a napoletano? Magari,però restando nei poteri del parlamento non si puote. Perchè i vostri legittimi dubbi non li girate agli ammazza sentenze (e leggi) della corte di Scassazione e al presidente del csm di cui sopra? Si sono pure dovuti inventare il golpe del nonnino (Monti) per fermare i decreti attuativi

    • amelio says:

      ma con tutti questi insulti dove credete di andare… sono d’accordo con l’articolo di Ruggeri che critica e propone, ma in assoluto disaccordo con ‘sta unione cisalpina che pare capace solo di sparare cazzate…

  10. Alterego says:

    Non ho mai creduto e non credo ai micromovimenti regionali indipendentisti, occorrerebbero anni e non so con quali risultati.
    Il patrimonio di idealità (che lega 1.0 e 2.0) hanno tradito è immenso, però non sono convinto che si debba distruggere quel patrimonio.
    La lega 2.0 è nelle mani di Maroni, non si parla + di Padania ma di Nord, Tosi è il + italiano e democristiano che esista, Zaia non convince benissimo, ma di leghisti della prima ora di gente che non vota + per la lega ma che crede nella separazione dall’italia siamo in tanti.
    Organizziamoci sulla base di un manifesto che parta da quanto ha scritto Gianfrancesco, MA NON DOBBIAMO FORMARE UN NUOVO MOVIMENTO, DOBBIAMO ESSERE LA LEGA 3.0 la lega che è svincolata sia da Bossi che da Maroni, la lega che resta lega ed è pronta anche alla scissione.
    Il momento è favorevole, il tempo è poco, il leader lo abbiamo è GILBERTO ONETO.
    Perché non partiamo da Indipendenza e tramite un Blog iniziamo il tam tam in rete.
    Quello che conta sono i fatti, basta chiacchiere.

  11. BRUNO DOLFINI says:

    ERA UN PO’ DI TEMPO CHE SCRIVEVO :
    –QUI LEGA NORD, 3.0 (Cioè Dolfini Bruno)
    ORA RINGRAZIO INFINITAMENTE
    GIANFRANCESCO RUGGERI E MI SENTO MENO
    SOLO :SICURAMENTE SIAMO IN DUE E,QUINDI,
    IL 50% IN PIU’ IN BREVISSIMO TEMPO.
    OLTRETUTTO GIANFRANCESCO Mi HA TOLTO
    LE PAROLE DI BOCCA ED HA ANNUNCIATO
    PUBBLICAMENTE IL PROGRAMMA DELLA
    LEGA NORD 3.0 ;CONCORDO IN PIENO!!!
    BRAVISSIMO GIANFRANCESCO RUGGERI:
    SEI STATO ECCEZIONALE !!!
    Sinceri Saluti.

    • Gian says:

      onestamente anch’io era un po’ che ci pensavo alla lega 3.0, poi quando ho letto i tuoi commenti mi sono detto: beh, io scrivo un articolo, male che vada siamo in due! Quindi io ringrazio te.

  12. ingenuo39 says:

    In linea di massima condivido in pieno tutti questi principi. Purtroppo non sono attuabili da questi dirigenti leghisti attuali.

  13. gigi ragagnin says:

    farete piangere i tre roberti, oltre che migliaia di persone che ci stanno bbene assaje. assalvini (movimentista) cura dimagrante, poi verrà pesato. mi piacerebbe sapere che ne pensa bepi covre.

  14. Giuseppe says:

    Ragioniamoci sopra. Gli spunti non mancano di certo…

  15. Claudio Franco says:

    Bello. Credo che molti si stiano ponendo gli stessi problemi. E ognuno dà la proprie soluzioni. Peccato che sia uno spreco di tempo. Chi ha il mazzo un mano è Maroni coadiuvato dai suoi vice. Una Lega del genere descritto non è all’ordine del giorno. Almeno per i prossimi 3 anni. Ma noi abbiamo un problema adesso. Noi, lombardi, veneti, padani in generale. Allora bisogna pensare a vie che non implichino decenni di propaganda, anche culturalmente accuratissima come vorremmo idealmente. La Padania è una grandiosa invenzione, è la quadratura del cerchio. Però per come stiamo messi non potremmo esserle più lontani. Allora l’idea è: noi siamo padani perchè siamo anche lombardi, veneti, ecc. Allora partiamo da lì. Rendiamoci indipendenti con gli strumenti referendari delle risoluzioni 44 (firmate CoLoR44) e una volta liberi saremo liberi anche di costruire la padania con gli altri nostri conterranei. Questa mi sembra la via più pragmatica. Dobbiamo smetterla di essere idealisti o moriremo con un pugno di mosche in mano e l’italia l’avrà avuta vinta.

    • Gian says:

      ben vengano i referendum, meglio ancora se assieme ai referendum anche la Lega si desse una svegliata. In ogni caso è sempre bene preparare un piano B, se i referendum non dovessero passare o non dovessero essere ammessi o non dovessero comunque portare a nulla, servirebbe nel frattempo incominciare a seminare per raccogliere qualcosa tra 3 anni.
      Cerchiamo di percorrere tutte le vie possibili, nessuna esclusa, sperando che almeno una ci porti al risultato…

  16. Fidenato Giorgio says:

    L’articolo è da condividere in toto, ma che Zaia rappresenti la nuova figura per condurre la Lega, mi sembra assai improbabile. Zaia è un altro dei miracolati, sedutosi su una gradega nella quale ci sta molto bene!!!

    • Gian says:

      è possibile che lei abbia ragione, dico solo che nell’attuale dirigenza mi sembra il meno peggio… di certo meglio lui che Tosi!

      • Albert1 says:

        Zaia è il più democristiano della lega: alle “convergenze parallele” ha sostituito il più aggiornato, ma sempre cialtronesco, “federalismo centripeto e non centrifugo”. Per quel che riguarda il camerata: ha il pregio di parlare chiaro, fosse un po’ più coerente rifonderebbe il msi, o magari potrebbe fare la mascotte di fratelli d’itagghia.

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