La lanterna di Genova, porta del Nord sull’Europa

Lanterna_1481

 CULTURA e TRADIZIONI LIGURI- STORIA della LANTERNA di GENOVA

di GUERINO ROMEO – Era nata come faro per segnalare ai naviganti l’ingresso nel porto di Genova e con i sui 77 Mt è il faro più alto d’Europa. E’ situata nel quartiere di Sampierdarena (ex San Pier D’Arene), ove si allungava la punta collinare di San Benigno. Nel 1944 era rasa al suolo dai bombardamenti, ma con il contributo dei Lions Club, è stata restaurata nel 2017. La prima parte venne costruita nel 1128 e l’attuale costruzione risale al 1543. I Ghibellini l’attaccarono danneggiandola gravemente e nel 1321 fu riparata. Nel 1326 fu aggiunta la lampada ad olio e nel 1340 fu dipinto lo stemma del comune di Genova. Dopo il 1513 ci fu l’assedio genovese alla fortezza sottostante della Briglia ove erano asserragliati i francesi che l’avevano costruita e la Lanterna fu quasi demolita ma venne ricostruita 1543.

lanterna

La cupola del 1681 fu fatta di castagno selvatico per renderla stagna e nel 1692 furono messi i vetri. Nel 1778 fu messo il parafulmine realizzato dal fisico Sanxais. La cinta muraria del 1639 lunga 20 Km è la più lunga d’Europa, seconda solo alla muraglia cinese. Le sue mura furono definitivamente fortificate dai Sabaudi. Al loro fascinoso interno ci sono la storia di Genova con i suoi racconti, l’arte, il territorio, le persone. Per raggiungerla e visitarla nei giorni e orari stabiliti, c’è una passeggiata di 800 metri e 172 scalini per accedere alla prima terrazza. Per i genovesi, la Lanterna non è solo un faro, è il simbolo della città, della Sua storia marinara, del Suo grande porto che si apre al resto del territorio europeo, rappresenta anche il suo spirito di potenza marinara commerciale e allo stesso tempo, fa rivivere lo spirito silenziosamente accogliente dei genovesi che con la Lanterna indicavano ai marinai, l’ingresso del porto sicuro di Genova la Superba! La Lanterna è il simbolo di Questa meravigliosa città, silenziosa, parsimoniosa, mugugnona quanto basta per non infastidire gli altri, perché il genovese, il ligure, non vuole “dar fastidio a nessuno e da nessuno essere infastidito”. Guardando la Lanterna, vengono in mente le parole del Petrarca che le diede il nome di Superba dopo averla osservata e ammirata, e nel 1358 disse estasiato. “Vedrai una città regale, addossata ad una collina alpestre, Superba per uomini e per mura, il cui solo aspetto la indica Signora del mare”.

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2 Comments

  1. Romeo says:

    Concordo, perciò…Autonomia e federalismo x la Liguria!!!!

  2. mumble says:

    Ma se ghe pensu …. veggu a lanterna …. E pensare che oggi il simbolo di Genova è un ponte spezzato, immagine che richiama una tragedia umana per le vite portate via, e che materializza con la potenza di un’immagine la involuzione di Genova che si era ridotta ad avere quale principale via di comunicazione con l’Europa un vecchio ponte probabilmente giunto al termine della sua vita tecnica.
    Se penso che il costo per ricostruire il ponte è stimato al massimo in 200 milioni di euro mi viene spontaneo un piccolo ragionamento: dato che il residuo tributario della Liguria è di 650 milioni di euro, con l’autonomia i liguri potrebbero costruirsi tre ponti morandi all’anno.
    E li chiamano pure avari e spilorci….. Ah, già, quelli hanno reso Genova la Superba, gli attuali genovesi invece …. amen

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