La L.I.F.E. si ritrova e lancia la “fratellanza veneta”

di PATRIZIA BADII*

Sabato 12 ottobre scorso, all’Hotel Venice di Grisignano (Vicenza), si e’ tenuto il convegno della L.I.F.E. intitolata “SOLIDARIETA’ VENETA”. Hanno preso parte quasi 200 persone, tra imprenditori, piccoli artigiani e molta gente comune.

Il Presidente Lucio Chiavegato ha aperto la giornata spiegando ai presenti cosa è la L.I.F.E. (Liberi Imprenditori federalisti Europei), e che cosa, da ora in avanti,  avrebbe fatto questa organizzazione storica: da oggi parte una battaglia a muso duro contro tutti i soprusi e tutte le vessazioni compiute dallo stato italiano a spese del popolo veneto. Una battaglia che va condotta “facendo fratellanza”. Come si fa fratellanza? “Fratellanza la si fa, stando attenti a ciò che accade al nostro vicino, all’imprenditore che abbiamo accanto al nostro capannone, all’artigiano. Fratellanza la  fa l’imprenditore con i suoi operai, perché bisogna capire che l’azienda dove lavoriamo è una famiglia e solo se si rimane uniti si vince”, ha sostenuto Chiavegato.

Hanno preso la parola anche Daniele  Quaglia, presidente L.I.F.E. Treviso e Geremia Agnoletto, ma gli stessi veneti presenti in sala hanno chiesto la parola e dal palco hanno voluto raccontare le loro storie di ordinaria tragedia, della solitudine e delle loro azienda chiuse, degli imbrogli e del ladrocinio subito dalle banche e dagli enti di Stato italiani che governano il territorio. Alcuni operai hanno raccontato della loro vergogna (che vergogna non è) nel non riuscire più a mantenere la famiglia e di come con disperazione, tutte le volte aprono la cassetta della posta, temono qualche cartella da pagare, di come si sentono oramai fuori, esclusi dall’ambiente del lavoro.

Alla fine della giornata, tutti i presenti hanno voluto aderire al patto di fratellanza, lasciando i loro nominativi al fine di far parte dei gruppi d’azione che si stanno organizzando per intervenire al grido di “aiutiamoci a vicenda”. Gruppi d’azione che non si comporteranno certo come delle” dame della  carità”. Anzi, saranno gruppi attivi e determinati a bloccare qualsiasi attacco da parte degli enti statali e dello Stato stesso ai danni  dei veneti.

La mission, ora, è quella che di fare in modo che altri veneti aderiscano all’iniziativa, affinché vengano organizzati gruppi in ogni provincia, così da costitutire lo zoccolo duro della fratellanza,che “non permetterà più a nessuno di estirpare sangue dalle nostre vene e che più nessun imprenditore veneto e nessun operaio debba suicidarsi. La giornata s’è proprio chiusa con un appello forte: “Non suicidatevi, ma venite a combattere. Vinceremo, perché uniti si vince sempre”.

*Responsabile L.I.F.E. VERONA

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8 Comments

  1. Maria, Marini says:

    chi xe che ga paura? no xe forse che chi xe in life no se perde in discorsi cossì… chi xe in life no conose la paura!!!! ecco perchè semo drio cresar a vista d’ocio…

  2. Allmore says:

    Rivolgo sentite congratulazioni al gruppo LIFE, per questa nuova piattaforma di tutela dell’imprenditore minore.

    Raccomando comunque, se mi è consentito, di non creare eccessi di tutela associativa, arrivando allo scontro frontale con la macchina persecutoria centralista.
    Si rischierebbe di venirne schiacciati, come altre organizzazioni Venetiste in passato.
    So che molti diranno : ” Io non ho paura delle conseguenze di un mio atto di forza “.
    Ma i risultati ?
    Per le cronache, che indirizzano l’opinione comune, un esiguo gruppo di facinorosi e asociali, non certo indicati come veri patrioti del popolo Veneto.

    Le azioni di forza, a mio parere, sono tanto avventate quanto inopportune. Risultano inoltre difficilmente controllabili.
    Serve invece creare la coscienza collettiva del proprio diritto a vivere, prosperare, produrre, creare, fare impresa, essendo felici e appagati, ponendo in rilievo tutte quelle gravissime dissonanze ( tasse eccessive, burocrazia abnorme, pastoie esecutive ) che ogni giorno, un organismo prevaricatore e arcigno c’impone nostro malgrado.

    Anch’io ho ditta propria e condivido con tutti voi, queste difficoltà economico-sociali, tutt’altro che risolvibili in questo sistema nocivo e corrotto.
    Fare impresa fruttifera in Veneto, oggi risulta molto difficile. Mantenerla positivamente, diventa praticamente impossibile.

    Independencia y nada más !

  3. S.V.N. says:

    Otima iniziativa, con due grandi pregi(tra gli altri):
    Non è legata ad alcun partito
    Propone soluzioni concrete ed immediate.

    Bravi.

  4. Alberto Pento says:

    Paura de cosa?
    No ghè da ver gnaona temansia, parké naltri semo da la parte del dirito e de la raxon.
    Ki mal nol fa timor nol ga da ver!
    Difendarse dai ladri e dai sasini lè on dirito e on dover de ogni bon omo.
    Ghe jero anca mi sabò e no go gnaona fifa.
    La fradelansa veneta lè l’onega pratega sensà e l’ognolo modo par vegnerghene fora ,,, a parte i miracoli dei santi o coparse.

    • mv1297 says:

      certo che mi non go paura, ansi, me boje el sangue…
      però me faria piasere vedare pi comenti…. invese semo pochi, par deso, vedemo pi vanti….

      • milo says:

        lunica paura che go a se par tutti quei che se trova uninsieme de robe negative (che in te sto periodo se na roba vergognosa da quante che ghi nè) nol se pi bon de darghine fora e el va via de testa. Daltronde no semo tutti uguai.

  5. patrizia says:

    mv1297,mi sa che te ghe rason………

  6. mv1297 says:

    Ciao Lucio, so uno de cuei che ga partecipà Sabo al convegno de Grisignan.
    Non ghe xe comenti, non xe che deso tuti ga paura?

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