La guerra dei 30 anni, la falsa rivoluzione della legge elettorale

di ROBERTO BERNARDELLI*

Questo la politica ci vuole insegnare: riforme uguale legge elettorale. Ed è da trent’anni che la politica la mena su questa storia. La rivoluzione in Italia infatti sembra debba passare solo e soltanto per una legge che cambia il criterio della selezione della classe dirigente. Già discettere di “classe” e di “selezione” e per di più “dirigente”, fa capire che si tratta di una manovra di distrazione del popolo bue.

Vero o no che in Italia le riforme si traducono dagli anni ’90 in poi in questa parola magica? Da Mariotto Segni in avanti, il vuoto insegna. Riforme verso il nulla, a dimostrare che il problema non è come ma chi si vota, col suo progetto. Vedete rivoluzioni all’orizzonte?

In Germania viaggiano benone ancora con la prima legge elettorale inaugurata dalla Repubblica federale tedesca. Non cambiano ad ogni legislatura, né i giornali e i partiti fanno di una eventuale riforma il casus belli della sopravvivenza o meno della democrazia o di un accordo addirittura per governare trasversalmente. E’ un non argomento. Qui invece non si parla d’altro.

Noi siamo stati fatti passare per un referendum, per delle riforme alla latina, in modo che la ridondanza ci facesse immaginare che stava per cambiare il mondo. Invece nulla di nulla. C’è chi grida allo scandalo perché l’accordo tra Renzi e Berlusconi è un patto deciso e siglato fuori dal Parlamento. L’obiezione ai puristi non è semmai “visto che gli altri non si sono messi d’accordo prima, qualcuno ora ci riesce”, quanto piuttosto se non ci si senta alquanto, e anzi tanto ipocriti nel criticare l’evidenza italiana della politica. Ossia che tutto è deciso fuori dal Parlamento. Dove sarebbe il suicidio della democrazia, lo scandalo? E’ molto e, peggio, spudoratamente ipocrita, puntare il dito su chi fa e disfa alla luce del sole, nel bene o nel male.

Chi punta il dito sa infatti che ogni decisione sul nostro destino è extraparlamentare e i parlamentari del centro così come della destra o della sinistra sanno alla perfezione, a menadito, che il Parlamento conta solo per le entrate dei parlamentari a fine mese. Il resto è deciso nei corridoi dei partiti, quando va bene, altrimenti nelle stanze delle banche e a Bruxelles o nei vertici dei massoni che decidono come orchestrare il simulacro della sovranità attraverso i saggi dei partiti.

Dai primi anni ’90 la legge elettorale è all’ordine del giorno, spacciata a tutti come se fosse la rivoluzione mancata ancora da venire. E’ la partitocrazia a decidere, lo diceva Pannella prima che arrivassero altre presunte forze rivoluzionarie.

Se sarà la legge elettorale a farci più liberi, con più pensione in tasca, con uno stipendio più pesante a fine mese, con più lavoro e meno disoccupazione, con meno burocrazia e meno fisco a generare suicidi, con l’autonomia e la libertà di tenere i nostri soldi dove si lavora, allora è la rivoluzione. E siccome sappiamo che non lo sarà mai, dato per ovvio che il treno per cambiarla a immagine e somiglianza di un territorio è stato perso quando avevamo anche il biglietto, meglio parlare d’altro. Di una sana rifondazione autonomista. Meno poltrone, anzi, nessuna, perché solitamente è così che si iniziano le rivoluzioni.

*Presidente Indipendenza Lombarda

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8 Comments

  1. luigi bandiera says:

    Mi sbaglio di sicuro, ma la democrazia che e’ basata sui partiti non dara’ mai il potere al popolo detto sempre sovrano (MA DI KE??).

    Da quando sono nato (tempo di guerra) ad oggi ho sentito sempre dire ad ogni problema presentatosi: qua bisogna fare una riforma.

    Il motivo l’ho capito moolto piu’ tardi: era per non avere RESPONSABILITA’..!

    Quindi?

    Quando i politici si sentono messi alle corde invocano non il “BANDO” o al tempo, ma la RIFORMA.

    Oggi e’ talmente evidente sto kax di fatto che mi meraviglio che sia io, umile analfabeta e ignorato, a farlo notare.
    Ho passato diverse ore nelle sale operatorie ma dopo aver ripreso conoscenza non pensavo ad altro che alla nostra regina. Si dai, sapete chi e’… e va ben, ve lo dico: si chiama CONFUSIONE.

    La Confusione e’ tale che sbilancia perfino l’INTELLIGHENZIA TRIKOLORITA.

    I poteri dello stato non dovrebbero essere SOTTO LA SOVRANITA’ DEL POPOLO??

    Oggi e’ proprio cosi’??

    O non e’ vero che i poteri (4 5 6 o di piu’) sono i sovrani e tengono sotto il popolo??

    Oggi va di moda un sacco di cose che il POPOLO non GRADISCE. Pero’ i poteri le impongono.

    Se non li ascolti finisci in galera o scomunicato.

    Quasi quasi diciamo che ognuno dei poteri fa quel che gli piace di piu’.

    Il popolo grida ma loro non vedono e non sentono per cui non fanno.

    NULLA FANNO E FARANNO A FAVORE DEL POPOLO.

    Arrivati sull’orlo del precipizio sapranno gridare e molto forte: QUI CI VUOLE UNA RIFORMA. Oggi e’ quella elettorale e domani..??

    Cosi’ se la caveranno sempre e le loro STRAPAGHE scorreranno nel loro alveo come se fossero fiumi… di denaro.

    Tuttavia, SOCCOMBEREMO.

    continua

    • Unione Cisalpina says:

      sai kual’è il tuo problema !? … ke kontinui a dar kredito a kuesto skifo di stato e suoi attori istituzionali… e nsotrani.

      <b<prova a smetterla di meravigliarti x le kose ke non vanno e stupisciti, se mai potrai, delle kose giuste ke certamente non faranno 🙂

      ciao Luigi … personalmente, kuasi sempre, ti leggo 🙂

      • luigi bandiera says:

        Vedi Unione Cisalpina,

        se sono incappato in un ingorgo stradale e lamento il disagio che si prova nell’esserlo non e’ che lo approvi, anzi, pero’ realisticamente ragionando devo dire che c’e’ e che per uscirne serve capire per prima cosa che c’e’..!

        Ora, purtroppo, l’italia c’e’, bisogna saperlo che c’e’ per uscirne fuori.

        Invece, molti fattitaliani sia dall’andazzo che dalla scuola, non sanno che c’e’ e che li tiene sotto..!
        Pensano che tutto sia normale e non si ribelleranno mai nemmeno se dalla mattina alla sera sentono che sono sotto dominio, nel nostro caso, sotto un sistema KOMUNISTA..!

        Disincantare una massa cosi’ presa o manipolata in testa e’ impossibile. Diventa un lavoro abnorme.

        E ti sei chiesto perche’ io spesso penso all’INTELLIGHENZIA italiana ma anche europea se non mondiale..?

        Perche’ la ritengo MALATA..?

        Perfino certi scienziati stanno uscendo dal seminato, scambiano la conoscenza con l’arroganza, per cui la vedo nera per i giovani nell’immediato futuro.

        Hai sentito che il Papa ha benedetto INTERNET..???

        Diciamo che e’ TUTTO dono di Dio, compresa la rete internet… E che dire se internet e’ un sistema che SCHIAVIZZA PIU’ DI OGNI ALTRO SISTEMA. Moolto di piu’ della KST, per intenderci..?

        Negli anni 80 quando cominciai a fare una rete del tipo di internet d’oggi, scrivevo: stiamo vivendo una rivoluzione epocale della comunicazione, ma attenzione che e’ molto pericolosa la rete che stiamo per costruire.
        Il perche’ sta nel fatto che e’ la rete che ci fa navigare dove vuole lei. Invece, NOI DOBBIAMO ESSERE I NAVIGATOR (noi dobbiamo essere i SOVRANI).

        Esempio: le strade ci portano dove vogliono loro. Invece, dovremmo essere noi ad andare dove vogliamo andare per tutti gli appunti.
        Se osserviamo meglio notiamo che tutto ci rende schiavi.
        Oggi piu’ di ieri, ma schiavi siamo. Imnsomma la vera liberta’ non esiste nemmeno dopo morti.

        Termino ripetendo quasi un dogma:

        IL GREGGE NON SI SCEGLIERA’ MAI IL PASTORE E I KANI.

        MA SARA’ SEMPRE VICEVERSA..!

        + o – naturalmente.

        Amen

        • Unione Cisalpina says:

          beh … presenti tutta una serie di problematIke esistenziali e riflessioni profonde ke, xò, ti portano allo skonforto ed al pessimismo sistematiko …

          ottimi e kalzanti gli esempi e sillogismi ke proponi x komprendere il tuo pensiero di fondo…

          ci vuole pazienza … ciò ke tu hai koscientizzato e vedi, purtroppo, non è appannaggio di tutti …

          ki è nato servo e da servo vive, ha diffikoltà a rikonoscere il proprio stato, skoprirne le kause ed agire konseguentemente x emanciparsi …

          konviene xò fare il bene x il bene stesso senza aspettarsi rikompensa alkuna, altrimenti anke il tuo diventa strumentale e non è altruismo nè giova alla kausa komune k’è “la Liberta Nostra” dal giogo koloniale e razzistiko roman_italiko …

          ciao Luigi … 🙂

  2. Unione Cisalpina says:

    nella Konfederazione Cisalpina x kui mi spendo, spero ke il sistema elettivo delle Autorità ke debbono presiedere e dirigere tutto l’apparato amministrativo_politiko, avvenga selettivamente (x plebiscito popolare) esklusivamente a livello komunale

    in ciaskun Komune si eleggeranno gli individui (ben konosciuti e noti a tutti gli elettori) sino a kompletare l’Organigramma Amministrativo (Presidenze, Kommissioni, Assessorie e/o Ministeri… ke, strutturalmente, assieme alle eventuali Agenzie, Missioni, etc., tutti inklusi, konkorreranno poi a formare l’Assemblea) ke si ripeterà a livello Distrettuale, Nazionale e Konfederale …
    solo ke, nei 3 livelli successivi a kuello Komunale (ovvero il Distrettuale, Nazionale e Konfederale) non sarà il Popolo a sceglierli, ma,
    – nel Distretto, gli eletti nei vari Komuni ke lo formano, cisaskuno nel proprio ordine e grado;
    – a livello Nazionale (+ o – le attuali Regioni), konkorreranno gli eletti dei Distretti della Nazione ed infine,
    – a livello Konfederale, gli eletti dei Konsigli Nazionali della Konfederazione

    Kuanti e kuali vantaggi, in ogni ambito, avrebbe un simile sistema elettivo !?

  3. Giuseppe Isidoro says:

    C’è un articolo nella costituzione, l’assenza del vincolo di mandato, che mina alle basi la democrazia e fa sì che il volere del popolo sia subordinato a quello dei suoi rappresentanti in parlamento. Costoro, invece di rappresentare il popolo, una volta eletti diventano efori dello stato, inteso come entità suprema con il potere di guidare il popolo e correggerne gli errori, e naturalmente il confine tra democrazia e populismo lo pongono dove vogliono loro, a seconda dell’opportunità partitica. Se non si corregge quest’anomalia costituzionale, non c’è sistema elettorale che possa garantire bipolarismo e governabilità, che rimarranno in balia di voltagabbana e traditori del patto elettorale fatto dal partito o dalla coalizione che ha firmato un programma comune. Se un’alleanza al governo si sfascia con il pretesto d’interpretazioni diverse del programma controfirmato, si dovrebbe comunque tornare alle urne. L’ideale sarebbe vietare le coalizioni e conquista il premio di maggioranza il partito di maggioranza relativa. Questo spingerebbe i partiti minori a fluire in quelli maggiori riducendoli possibilmente a due o tre, all’interno dei quali i motivi di contrasto, le liste elettorali e la leadership si risolveranno attraverso primarie e congressi.

  4. Dago says:

    Buongiorno, tutto vero e sacrosanto. Facciamo qualcosa per “far partire il treno”. Firmiamo pet COLOR44.Poi ognuno comprera’ il suo biglietto.

  5. Albert Nextein says:

    Facciano quel che vogliono.
    Io, intanto, non pago.

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