La guerra all’Isis in piena deregulation

Strage California: Obama, non sappiamo ancora perchédi MARCELLO RICCI – Il terrorismo è la tattica di guerra dell’Isis contro la civiltà occidentale. Cambiano i tempi e anche il modo di combattere le guerre; da sempre crudeli, ma esistevano delle regole; dalla comunicazione dell’inizio del conflitto, al rispetto della convenzione di Ginevra. L’attuale è combattuta dall’Islam nella più totale “deregulation”: le azioni brutali e sanguinarie non colpiscono obbiettivi militari ma seminano morte e terrore nelle popolazioni inermi e inconsapevoli di essere sul fronte. È guerra, non la si può minimizzare, declassare. È improprio parlare di scontro tra civiltà; è l’aggressione della barbarie assoluta verso la civiltà millenaria del mondo occidentale.

È impossibile difendersi da questi assassini feroci seguendo i principi di rispetto della dignità umana che per l’Occidente è sacro.
È vero che la guerra è guerra, che i mezzi per combattere sono cambiati, dalle guerre di posizione si è passati alle guerre nei cieli, dalle baionette e cannoni, alle armi atomiche. I devastanti risultati hanno prodotto ripensamenti e si è giunti, attraverso molteplici accordi internazionali a bandirne l’impiego e la proliferazione.

La conquista dell’energia atomica ha senso perché può affrancarci dalla dipendenza dal petrolio. Il mondo arabo, senza la persistente sbornia dei petroldollari, avrebbe una diversa dimensione e riuscirebbe a esprimere un qualcosa di positivo riallacciabile a un lontanissimo passato. Purtroppo squallidi personaggi, gonfi di ricchezze non guadagnate, oppressori dei loro popoli, illudono le loro tribù che la causa dei loro mali è l’opulento occidente e che la felicità, negata in terra, sarà per loro nel regno di Allah. Le grandi disparità
delle condizioni di vita e di pensiero sono la causa primaria del marasma globalizzato di cui sono corresponsabili quelle multinazionali protese a conseguire un profitto smisurato. Queste sono responsabilità dell’occidente e le sta pagando a prezzo della
sua stessa esistenza.

L’Occidente si è lasciato drogare dalla globalizzazione esasperata; sui riflessi di questa sulle migrazioni – invasioni, hanno influito le ricadute della fine delle colonie; con la totale apertura delle frontiere e con il mito del multietnico, del multirazziale, del multiculturale si sono diluiti e dispersi costumi, principi, ideali favorendo la costruzione di un enorme cavallo di Troia. Tutto quel che segue ne è la logica conseguenza. Al concepire un cocktail di razze, di usi e costumi, come una conquista non è estraneo il perverso desiderio di riprodurre colonie e schiavitù nelle stesse nazioni europee. Lo hanno fatto i tedeschi con l’enclave turca e tutti i popoli (anche in casa nostra) ove l’avidità ha offuscato il raziocinio.

La conoscenza di culture, d’usi e costumi di popoli diversi appartiene al sapere, mescolare massicciamente genti profondamente
diverse significa innescare incomprensioni o meglio odi che il tempo esaspera. L’Italia è sotto schiaffo ed è in grande difficoltà perché debole politicamente. La politica, arte nobile, filosofia della vita collettiva è in mano nel mondo ed in Italia a soggetti mossi da grandi ambizioni personali, ma con la vista corta. Questa classe politica, cristiana per origine e per cultura, o ha perduto la coscienza di esserlo o volutamente lo ignora.
Il Cristianesimo esprime idealità semplici e nel contempo profonde da tutti fruibili, anche dai poveri di spirito; presuppone fede ed onestà. La lettura del Corano, ne esistono varie versioni, quella riservata ai paesi islamici è integrale e completa; nelle altre versioni alcune sure in toto od in parte sono omesse. Le omissioni riguardano ove con estrema chiarezza si predica violenza, distruzione e la morte per gli infedeli (l’ottava sura ad esempio).

Non esiste un islam moderato ed uno integralista, esiste l’islam che conosciamo attraverso New York, Madrid, Londra ed altro e forse qualche musulmano che si comporta con civiltà perché non animato da odio. Ne esistono prove inconfutabili; nessun imam, nessun musulmano, ha mai provveduto a segnalare attentati in preparazioni o attentatori votati a tale attività. I terroristi non vengono da Marte ma circolano, si organizzano nelle moschee ed in tutti i luoghi di ritrovo degli islamici.

Negarlo è cecità assoluta o involontaria complicità. L’Italia sarà il prossimo obbiettivo. Si ha il vantaggio di saperlo, ma il vantaggio deve essere sfruttato con azioni efficaci. Le misure delViminale sono inadeguate. Come si può sperare che un permesso di soggiorno induca un musulmano a fornire notizie vere ed importanti?

È gente animata da una profonda fede, disposta a morire per la causa. Si rischia di comprare bugie e di essere depistati. Si deve essere determinati nella difesa come loro lo sono nell’offesa. Si devono chiudere le frontiere per tutti i musulmani, senza eccezioni e distinzioni e si devono sorvegliare con estrema attenzione i luoghi di riunione e di residenza degli islamici in Italia. Gli irregolari debbono essere respinti anche fracassando gli scudi del garantismo. Lasciare mano libera ai servizi americani ed inglesi di agire contro il terrorismo anche in Italia, con il semplice obbligo di informare le autorità. Trasferire le competenze per processare questi terroristi alla Magistratura Militare applicando il codice di guerra. La magistratura ordinaria non deve avere, transitoriamente, data l’eccezionalità e la gravità del momento competenza in materia.

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

Leave a Comment