La Grecia ha rotto il dogma. Il liberismo non è Dio

di MARCELLO RICCItsipras

La volontà di conciliare l’inconciliabile ,  porta ad imporre unioni impossibili che poi sono racchiuse  in una matrioska. E’ avvenuto in Italia, con il capolavoro dell’assurdo, il Regno di Napoli e il Lombardo- Veneto forzosamente saldati senza possibilità di impedirne o armonizzarne le conflittualità . L’euro pensato  per sanare le manifeste e profonde crepe e le diversità esistenti, le ha rese più profonde. Doveva essere il collante  universale per gli stati europei che l’hanno accettato; altri, Inghilterra in testa, che hanno preferito mantenere le loro storiche monete hanno avuto ragione e sono in vantaggio. Unire popoli diversi per mentalità ed economie non è impresa facile. Infatti, l’euro non ha prodotto effetti positivi in Italia e nei paesi con pesanti problemi come Grecia, Portogallo e Spagna.
Una moneta unica, con un valore determinato e non può essere diversamente, presuppone che il pane e il resto abbiano pressappoco lo stesso prezzo nei vari stati ovvero che il potere d’acquisto sia abbastanza uniforme. Quanto accade in Grecia ne attesta il fallimento e il risultato del referendum, comunque vada, sarà irrilevante perché i sì e i no si bilanceranno e non avrà alcun potere di bonificare le cause della crisi. La Grecia è un’antica democrazia, ma ciò non può bilanciare errori madornali, incompatibili con qualsiasi sana economia, come esonerare gli armatori da ogni carico fiscale e distribuire pensioni a chi non ha versato adeguati contributi, rendere elefantiaco un apparato pubblico già pletorico ed altre robe del genere. Lo stato sociale deve essere commisurato al Pil ovvero, sostenibile.
Nel caso della Grecia    è stato finanziato con il debito, non un debito temporaneo per superare una congiuntura o per investimenti produttivi, ma per assicurare un tenore di vita spropositato. Tutta colpa del popolo greco e dei governi che si sono succeduti? Solo in parte le colpe sono dei greci, c’è stato un ampio concorso d’altri sistemi economici di dimensioni immensamente maggiori. Gli USA hanno creato e diffuso l’economia supportata da una moneta effimera che non ha contropartite e garanzie perché è stampata senza limiti, è un gigantesco assegno a vuoto che nessuno ha il coraggio di portare all’incasso.
In termini poveri, per gli americani ( quale popolo s’intende ?) è normale, ripetono le operazioni portate a termine sempre con successo  dai tempi lontani dell’acquisto di vastissimi territori, praticamente alcuni attuali stati, pagando gli indiani d’America con perline, nastrini e specchi.
Corsi e ricorsi storici, fortunatamente la Grecia ha solo imparato a far debiti e non a risolvere i problemi economici con le guerre. Non può essere criticata più di tanto la Germania, che rifiuta di finanziare ulteriormente un Paese con sole prospettive di deficit. E’ vero anche che non è etico e giusto far pagare ad un debitore problematico interessi alti che lo porranno in crescenti difficoltà. Il credito deve essere concesso a bassi tassi d’interesse e solo se esistono i presupposti economici di restituzione.
In assenza di questi requisiti non deve essere concesso alcun credito, costringendolo a risolvere i problemi nel suo interno. Un popolo obbligato all’autarchia, prima o poi riesce a riordinare i conti. Certo, ciò è in contrasto con il libero mercato. Si entra nel mercato globale quando si è competitivi, altrimenti meglio restarne fuori. Grandi civiltà si sono affermate senza globalizzazione. I popoli devono crescere con il lavoro e non vivendo di prestiti. C’è anche da considerare l’usura che supera la sfera individuale e giunge ad essere praticata e legalizzato anche su scala internazionale. Nel caso della Grecia c’è un intreccio spaventoso tra colpe e speculazione, cattiva politica e usura, che vede complicità esterne al popolo greco.

 

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