La Grecia è salva, l’Italia è fallita

di BEVA KUMETTOTASSE3

Nel primo semestre del 2015 sono fallite 1.334 imprese: sono in concreto più di 7 al giorno – ma c’è chi esulta pensando che si è ad un livello inferiore del 7% al livello registrato nel 2014. C’è poco da rallegrarsi perché da gennaio ad aprile sono state oltre 26mila le realtà chiise, per un saldo tra aperture e chiusure negativo per quasi 16mila imprese: 10.654 nel commercio e 5.254 nel turismo. E’ la fotografia scattata dall’Osservatorio semestrale sul Commercio e Turismo condotto per Confesercenti da CRIBIS D&B.

Nonostante una lieve frenata, il numero di fallimenti rimane infatti  troppo elevato: è il 36% oltre il livello registrato nel 2011, più del doppio (+106%) delle 647 procedure fallimentari del primo semestre del 2009. Sul fronte di pagamenti, si registra un lieve miglioramento nel commercio: nel secondo trimestre dell’anno le imprese che hanno saldato con un ritardo grave (oltre i 30 giorni rispetto alla data di scadenza) sono state il 24,2%, lo 0,4% in meno rispetto ai primi tre mesi. A livello geografico, il Sud e le Isole mostrano le maggiori criticità: la percentuale di pagamenti oltre i 30 giorni dalla scadenza è del 33,9%, contro il 28,5% del centro, il 15,5% del Nord Ovest e il 13,3% del Nord Est. Rimangono sopra la media i ritardi oltre 30 giorni per la somministrazione (36,5%) e per il Commercio al dettaglio di generi alimentari (30,4%).

Sta di fatto che dal 2011 commercio e turismo sono entrati in una recessione profonda, dovuta al crollo dei consumi interni, all’aumento della pressione fiscale – soprattutto quella locale – e alla stretta del credito. La ripresa non è ancora stata percepita dalla maggior parte delle piccole e medie imprese, per le quali il ritorno alla crescita appare ancora una chimera. Oltre 8 imprenditori su 10 – l’82% – dichiarano di non aver intercettato l’inversione di tendenza nei primi sei mesi dell’anno: piu’ di uno su due – il 51% – non rileva miglioramenti rispetto al 2014, mentre il 31% sostiene di avere subito un nuovo calo. Solo il 17% delle imprese vede segnali di miglioramento.

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One Comment

  1. ItaliaFallitaNell'Anima says:

    Guardate il film Paid in Full: è l’Italia a breve. Disoccupazione, gioco d’azzardo in aumento, non riuscire a pagare le bollette caricate apposta dalle aziende, prestiti per tutto soprattutto per il superfluo, non avere più il necessario! Presto la droga girerà così. Tanto, siamo già abituati a scannarci, italiano contro italiano…

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