LA GIAMAICA FA FAGOTTO, IL COMMONWEALTH SI ASSOTTIGLIA

di VERCINGETORIX

Per tutti gli inglesi, la Giamaica è sempre stata un fiore all’occhiello dell’impero. Fin dal XVII secolo, l’isola è stata dominata dai re di Inghilterra e sfruttata come colonia strategica.
Nonostante molte nazioni si smarcarono dal dominio britannico già a partire degli anni ’50, l’isola che dette i natali a Bob Marley e Marcus Mosiah Garvey (i due eroi nazionali giamaicani per eccellenza) dovette aspettare il 6 agosto 1962 per potersi dichiarare indipendente grazie ad un plebiscito nazionale.
La trasformazione delle colonie britanniche del Commonwealth nel 1949 facilitò il trapasso e la Giamaica, al pari di molti altri paesi (tra cui Australia e Canada) riconobbero la regina Elisabetta II come capo di stato, legittimando così una sorta di continuazione del legame coloniale. La presenza di un governatore ufficiale, nominato dalla regina per rappresentarla, rafforzò sicuramente la percezione che la presenza britannica.
Il 29 dicembre scorso, tuttavia, la vittoria elettorale del People’s National Party giamaicano nel confronto con i laburisti di centro-destra, con il 53,4% dei voti (42 seggi su 63 totali) ha portato al potere una donna, Portia Simson Miller (nella foto) . E il nuovo primo ministro dell’isola (che aveva già ricoperto tale incarico nel 2007) ha dichiarato, al momento di assumere i poteri, l’ obbiettivo primario di far uscire la Giamaica dal Commonwealth per proclamare una repubblica, il che significa che la regina di Inghilterra cesserà di esserne la sovrana.
La nuova premier ha anche posto subito l’accento sulla questione costituzionale dell’isola e ha promesso una nuova fase di trasparenza sulle vicende del Paese e sui rapporti tra Kingston e Londra. All’insegna di questa sbandierata sincerità, la signora Simpson-Miller ha promesso l’ introduzione di una Repubblica, spezzando in tempi brevi ogni vincolo di fedeltà agli ex padroni coloniali.
Sir Patrick Alley, attuale governatore della Giamaica per conto della regina Elisabetta, avrebbe così le ore contate per l’arrivo della nuova repubblica giamaicana che dovrà nascere al seguito di un referendum.
Di sicuro i giamaicani non sentiranno la mancanza di questa figura tanto inutile quanto odiosa: un intermediario nominato da un monarca lontano migliaia chilometri per una mera rappresentanza politica (i poteri del governatore sono pressochè nominali).
Staremo a vedere cosa ha in mente Londra per fermare quello che potrebbe essere il primo sintomo di un’emorragia.

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

3 Comments

  1. aussiebloke says:

    Un articolo molto itagliano per stile e contenuto, sig Vercingetorix.

    Titolo in stile itagliano, in cui una possibile opinione o eventualita’ futura viene riportata come fosse un fatto gia’ accaduto al tempo presente.

    Contenuto in stile itagliano, in cui i nomi vengono storpiati (Simpson-Miller, non Simson Miller; Patrick Allen, non Patrick Alley) e la notizia centrale viene sballata. No, la PM giamaicana non ha mai detto o pensato di abbandonare il Commonwealth, ha solo proposto di trasformare la Jamaica in repubblica. L’essere membri del Commonwealth non ha piu’ niente a che vedere con lo status di monarchia o repubblica. La maggior parte dei 53 paesi del Commonwealth sono repubbliche (ad esempio, l’India). Non confondete l’appartenenza al Commonwealth con l’avere Elizabeth II come capo di stato, sono due cose del tutto separate.
    Altro errore: la “regina d’Inghilterra” non e’ il capo di stato in Jamaica. Il capo di stato e’ Elizabeth II, regina della Jamaica, un’entita’ costituzionalmente e legalmente del tutto separata dalla monarchia britannica. E il governatore, suo rappresentante, viene nominato dal governo giamaicano, da molti anni ormai.

  2. Filippo83 says:

    Pensiamo un po’ ai fatti nostri, e lasciamo che canadesi e giamaicani decidano del loro destino. In fondo, questi odiosi e lontani regnanti, a loro non costano nulla, né fanno giochetti politici di maggioranza, e nemmeno impediscono che siffatti stati aspirino ad una maggiore indipendenza, per non parlare di Québec e Scozia. Impensabile tale libertà nel nostro sistema così democratico e nazionale (o meglio, nazionalistico) persino per regioni come il Veneto, sempre più venate di un indipendentismo che tocca ogni aspetto della vita e della società, ma che non trova ancora qualche degno interprete.
    Quanto alla Giamaica, liberissimi di fare come meglio credono, è nel loro pieno diritto. Viste però le condizioni dell’isola, il Commonwealth è l’unica cosa che la separa da una condizione simil-Haiti. Che non vengano dunque a piangere alla porta del ricco Occidente, se poi non saranno capaci di fare da soli.
    Viva la Regina! E non osate paragonarla a re Giorgio (Napolitano).

  3. luigi bandiera says:

    I dollari canadesi hanno ancora la regina li’ stampata…

    Sanno i canadesi di essere sotto ancora sebbene ci siano dichiarazioni e atti che li liberano. Me lo dissero questa estate dato che ogni tanto loro (venethi-canadesi) tornano a casa.

    Gli inglesi superaro e di gran lunga i latini.

    L’e’ che i latini (romani) credono alla Befana perche’ hanno certi ruderi… cadenti.

    Li possino…

    Basta che nevichi e tutto si ferma…

    MA NDO NATE MO..?

    A ROMA’… BASTA SOGNA’… bisogna lavora’.

    Ave o sognatori…

Leave a Comment