La Germania passa al piano B: espulsioni. Come chiede “l’indipendente” Baviera

bavieradi BENEDETTA BAIOCCHI – Accogliere o espellere? La cancelliera Angela Merkel ha usato la politica del doppio forno ma va detto che l’intransigenza tutta bavarese del rigore e del padroni a casa nostra – giusto da una terra che vuole sempre più indipendenza da Berlino – sembra avere la meglio. O comunque, non può essere trascurata la richiesta di maggiore attenzione…

In un recente e ben fatto reportage del Corriere del Ticino a cura di Andrea Colandrea in terra tedesca, la scansione del rigore viene confermata. E non solo perché arriva il freddo e si pone il problema, materiale  e concreto del “dove metterli”, ma anche perché in breve tempo la Germania ha dovuto assorbire 200mila arrivi.

 “Al Bundestag, le critiche, anche dure, alla linea di apertura verso i profughi dettata a inizio settembre dalla cancelliera Angela Merkel provengono ormai anche dall’interno della coalizione di Governo – dalla stessa CDU come dall’SPD – e hanno già avuto il risultato di correggere in modo tempestivo, e più severo, il diritto all’asilo. A partire da novembre, il nuovo pacchetto normativo contemplerà una serie di leggi ad hoc che si tradurrà in maggiori espulsioni, in un’accelerazione delle procedure delle richieste d’asilo (oggi il periodo d’esame delle pratiche, sulla carta, dura in media cinque mesi) e nella definizione dell’area balcanica come «sicura». La Baviera, su questo fronte, è già avanti e per dare risposte concrete senza più tentennamenti al problema dell’immigrazione dovuta essenzialmente a fattori economici, proprio a inizio settembre ha allestito il primo Centro d’espulsione nazionale a Manching, a pochi chilometri da Ingolstadt”, si legge sul quotidiano svizzero.
Reportage così non si leggono, però, in Italia.  Il fronte di malcontento interno cresce ma la stampa nazionale è tutta presa dal dieselgate, non sembra occuparsi più della questione migratoria, passata quasi in secondo piano.
“È una questione di numeri – scrive bene il Corriere del Ticino -: se entro i prossimi mesi la Germania si farà carico di ospitare fino a 800 mila rifugiati (ma c’è chi, in seno all’opinione pubblica, dà per scontato che saranno più di un milione), l’obiettivo nel medio termine è di far sì che la metà dei richiedenti l’asilo possa essere rispedita a casa il più in fretta possibile. Anche incoraggiando le partenze volontarie, per non gravare sull’amministrazione e quindi sulle finanze pubbliche e pure per evitare il degenerare di situazioni umane e familiari spesso molto delicate, per usare un eufemismo”.
Sembra di leggere cronache da un altro mondo. E, in effetti, è così.
Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

One Comment

  1. GPaolo says:

    Due secoli fa anche noi nel Nord-Est avevamo la mentalità tipica dei tedeschi, purtroppo con il tempo ci siamo allontanati da loro. Ora siamo diventati più furbi, o almeno crediamo di esserlo!

Leave a Comment