Quel voto deciso a maggio dalla Germania: la Grecia faccia il referendum per uscire dall’euro.

 

Era il 12 maggio e dalla voce di un ministro tedesco arrivava la proposta di indire un referendum popolare in Grecia per decidere che fare su euro e debito. Mai perdere la memoria storica. Ecco cosa scriveva l’Indipendenzanuova.com un mese e mezzo fa.

di BENEDETTA BAIOCCHIcrisi grecia

Letta così che cosa mai vorrà dire la frase del ministro tedesco alle finanze, Wolfgang Schaeuble entrando all’Eurogruppo? Vediamola: “Se il Governo greco vuole fare un referendum, faccia un referendum, magari potrebbe essere la misura giusta lasciar decidere i greci se sono pronti ad accettare ciò che è necessario o se vogliono altro”. Ed ha anche aggiunto: “La decisione sta alla Grecia”.

Non usa mezze parole la Germania: fuori dai piedi. Certo, dopo aver impiccato i paesi dal pareggio di bilancio e aver imposto di non pagare le pensioni per Costituzione, perché per star dentro il rapporto deficit pil, il governo Monti si inventò la legge Fornero che sacrificava per le banche tutti i lavoratori pensionati, gli esodati e chi si è visto bloccare l’indicizzazione dell’assegno, ebbene, torna in scena il dibattito Grecia dentro o fuori. Anche dall’euro. Il che, per la Grecia, sarebbe un vantaggio strepitoso stando alle previsioni che fa lo stesso Salvini per l’Italia. Concorrenza monetaria, ripresa.

Ma Berlino insiste: All’Eurogruppo non ci sarà un accordo sulle riforme della Grecia, perché “purtroppo i progressi non sono stati sufficienti per arrivare a una decisione”. Per il ministro “è una cosa positiva che non ci siano state nemmeno delusioni, ma non è buono che le cose non abbiano fatto molti progressi. Saremo informati degli sviluppi”. Schaeuble ha ricordato che il 20 febbraio scorso “si era deciso che le tre istituzioni e il governo greco dovessero decidere come attuare un programma concordato di riforme e che poi l’Eurogruppo avrebbe potuto dare il proprio via libera. Ma siamo ancora lontani”.

Poi un altro colpo… Nell’Eurogruppo c’è “delusione per i progressi poco rapidi, il calendario darebbe fino a fine giugno per un accordo ma la difficoltà ora è che molti, incluso me, sono preoccupati per la situazione della liquidità e spero che questo possa essere risolto con i pagamenti che potrebbero arrivare” con un accordo: lo ha detto il ministro irlandese delle finanze, Michel Noonan, precisando come “il tempo sta passando e c’è ancora molto da fare”. Quindi che fanno? Fanno fallire Atene?

Ed ecco i primi rimbalzi speculativi.  A metà giornata le borse europee restavano deboli per le incertezze sul negoziato con la Grecia. In forte calo la borsa di Atene, che cede il 2,54%. Francoforte segna -0,3%, Parigi -1,05% e Milano -0,26%. In controtendenza Londra, che avanzava dello 0,06% e Madrid che sale dello 0,26%.

 

Print Friendly

Articoli Recenti

Lascia un Commento