La Francia prova a metterci una pezza ma il politicamente corretto ha già colpito a morte l’Europa. Non ci resta che RESISTERE

libro giuseppeparigidi GIUSEPPE REGUZZONI (nota della redazione-Certo, non lo potevamo immaginare che la presentazione del libro di Giuseppe Reguzzoni, Il liberalismo illiberale, al circolo del Barlich venerdì sera a Varese con Terra Insubre sarebbe stato in contemporanea con una Parigi in fiamme. Giornalisticamente parlando, meglio di così non poteva andare. Eravamo sulla notizia. Recita infatti il sottotitolo del libro del prof: “Come il politicamente corretto è divenuto la nuova religione civile delle società liberali”. E i fatti di Parigi sono, crudamente, il mostro che è stato generato all’appiattimento delle coscienze, dall’avvento in ogni spazio del sapere, di una religione che ci ha portato al non opporre resistenza a chi pretende che la “sua libertà”, anche di uccidere, diventi tollerata, in nome di un sistema che non sa più gestire il conflitto tra “più libertà”. stefania piazzo)

 mohler

San Petronio è un tempio del politicamente scorretto, nessuno osa più parlare dell’affresco con Maometto all’inferno! Avevano persino proposto di coprirlo, un po’ come ha fatto il governo inglese quando Chirac andò a Londra e vennero coperte le statue dell’ammiraglio Nelson, perché davano fastidio!

Di lenzuola sugli elementi identitari della nostra storia e della nostra civiltà ce ne stanno mettendo uno dietro l’altro. Noi stiamo zitti, la Chiesa sta zitta, pavidamente zitta.

Io nel mio libro sono tenero verso i liberali, a differenza di Armin Mohler, che fu segretario di Ernst Junger, di cui ho tradotto il testo “Contro i liberali”, ovvero: il liberalismo con la sua astrattezza e incapacità di affermare il mondo nella sua complessa condizione reale, non è forse divenuto il cavallo di Troia di tendenze e fenomeni che stanno portando all’autodistruzione della civiltà occidentale?

Il titolo del mio libro, Il liberalismo illiberale, lascia invece supporre che vi sia anche un liberalismo liberale e che sia possibile lavorare su quel fronte.

Mohler è più radicale. Di Basilea, lui non si sentiva svizzero ma cittadino di una regione che non c’è. Si sentiva erede degli antichi alemanni, di quella regione che va dall’Alsazia e scende fino a Basilea, e che non è uno stato ma un’identità. Anche se questa regione è divisa politicamente e religiosamente.

Conosce Joseph Strauss, lavora con lui per molti anni, ne scrive i discorsi, ma il progetto  di trasformare la Cdu, il partito dei cristiano sociali bavaresi, in un partito nazional conservatore, fallisce.

Oggi la Germania paga ancora questa ambiguità. Fallisce perché l’opposizione interna liberale vuole che la Cdu sia un partito moderato, liberale, e si trova contro la parte identitaria bavarese.

E Mohler? “Più divento vecchio – scriveva – più divento incapace di mediazioni”. Mentre alla gente normale succede il contrario. Media media media… non ti trovi in mano più niente. Fu profetico: la Germania ora è invasa dai profughi. E’ di oggi la dichiarazione di Scheuble, ministro dell’economia: “E’ in corso una slavina migratoria”.

Diventando vecchio e rimanendo sincero, Mohler non accettava più le mezze misure. In questo contesto nasce il suo libro, “Contro i liberali”. Lui si chiede: di chi è la colpa di questa situazione? Il liberalismo ha esaltato questa idea astratta di libertà, per tutti ma anche per quelli che negano questo principio di libertà.

Quanta gente sta usando i nostri principi di libertà per demolire le nostre libertà?

L’abuso dei principi liberali è all’ordine del giorno.

Le moderne democrazie liberali vivono di presupposti che non sono in grado più di garantire.

Arriva uno che ti chiede la poligamia, e tu cosa gli rispondi, visto che hai garantito tutte le libertà?!

Arriva uno che ti dice che vuole buttare la calce sul Maometto di San Petronio in nome della libertà e tu cosa gli dici? C’è chi non porta alla mostra col crocefisso di Chagal la classe per non turbare la sensibilità di chi non la pensa come te. E tu cosa gli dici?

Entriamo nel cosiddetto conflitto delle libertà, le libertà tra di loro confliggono. Come ne usciamo? Secondo Mohler il liberalismo ha fatto il suo tempo, è una ideologia ottocentesca, non più in grado di rispondere alle grandi domande.

Le strade da percorrere sono altre, e sono la strada di una radicale, decisa contestazione del cosiddetto modello democratico liberale.

Qual è il senso di pubblicare questo testo provocatorio? E’ il senso di ascoltare una persona onesta che si pone delle domande che vanno al dunque, che esigono delle risposte.

La differenza rispetto al mio libro, sta nel fatto che non tutto il liberalismo è necessariamente illiberale.

Il liberalismo è una ideologia ottocentesca, oggi è in crisi, le moderne democrazie liberali vivono di presupposti che non sono più in grado di  garantire.

Dietro questa affermazione c’è una rivoluzione, significa che il nostro sistema non sta più in piedi,  sta crollando tutto, il nostro sistema politico giuridico non regge più.

Entrano dei corpi estranei che lo mettono in discussione, nei suoi presupposti di fondo.

Ma se il libro di Mohler è nato dalla delusione, il mio libro nasce invece da una constatazione.

Io mi ero occupato di politicamente corretto per la prima volta non in università ma per il quotidiano la Padania quando era direttrice Stefania Piazzo, l’ultima direttrice de la Padania,  (ora direttore de l’indipendenzanuova, ndr).

Avevo fatto una pagina e avevo scritto che il politicamente corretto è un linguaggio, un condizionamento della lingua. Allora Francesco Speroni, aveva inviato al giornale una proposta di legge che ricordava delle norme del parlamento europeo per regolare l’uso del linguaggio. Ma non è così. Il politicamente corretto non è un linguaggio, è una religione e una delle religioni peggiori che esistano, subdola.

Normalmente, la religione si presenta dicendo che cos’è, ha una sua gerarchia, ha i suoi ministri del culto, ha delle sue verità, ha dei centri di riferimento. Il politicamente corretto è una religione sleale, vive di tabù, termine che io mutuo dalla psicoanalisi, cioè di cose che non si possono dire, ma regola quello che non si può dire   sotto cose che non dichiara mai.

Il politicamente corretto è una religione che non è soltanto illiberale, irrazionale ma è tremendamente violenta, che sta avviando la più terribile delle dittature, nell’indifferenza totale del mondo politico, culturale e con stupore dello stesso mondo religioso e non solo cattolico.

Il primo capitolo spiega cos’è il politicamente corretto, perché è una religione, il secondo ne spiega le origini storiche e mi ricollego a Carl Schmitt, al saggio “L’età delle spoliticizzazioni e delle neutralizzazioni”. La questione che noi chiamiamo politicamente corretto nasce dal fatto che lo Stato, le istituzioni, per non scontentare nessuno, diventano sempre più neutre, cioè di nessuno.

A furia di neutralizzare, questo ha garantito il dominio dell’unica cosa che conta, che non è la finanza, come dicono i marxisti, ma è la tecnica, che ci rende tutti schiavi, annullando la dimensione più vera della nostra vita che è quella del pensiero o dello spirito, che per me sono la stessa cosa.

La terza parte si rivolge la mondo cattolico, nasce dallo stupore dell’assenza di qualsiasi reazione di fronte ad una cosa fluida che si chiama politicamente corretto che sta sbranando la nostra società, sta uccidendo le nostre libertà, ci sta togliendo tutti. E questi stanno zitti, non si rendono  conto della posta in gioco.

Ci vantiamo del nostro pluralismo, ne abbiamo fatto un dogma, quello della tolleranza a tutti i costi, per tutti ma non ovviamente per i nemici della tolleranza (ci ricorda la rivoluzione francese!).

Però è il potere a stabilire cosa sia tolleranza e chi e che cosa debbano essere tollerati. Siamo davvero liberi? Davvero accettiamo la pluralità di opinioni senza barriere e senza limiti? Sulla carta sì, nella pratica la storia è piena di censure.

Arriviamo persino a censurare la ricerca storica. Ci sono momenti della storia del Novecento che non possono essere indagati, dimenticando che la storia è scienza e non può essere limitata da qualcosa. Lo storico ha il dovere di lavorare sui documenti a qualunque condizione e in qualunque circostanza.

Se mi poni un limite, mi sta togliendo quella libertà di cui ti stai vantando. Difficile sottrarsi all’impressione che la libertà e la pluralità di opinioni siano oggi sottoposte a una sorta di magistero implicito. Ho scelto apposta la parola magistero, perché il politicamente corretto è una chiesa laica, con dei vescovi e probabilmente un “papa” che sta governando i cambiamenti che ci stanno colpendo in maniera così repentina e feroce.

Il criterio di riferimento essenziale di questo magistero è la corretta politica o political correctness. Non è un inglesismo, è che la teoria del politicamente corretto è nata negli Stati Uniti. C’è una differenza però, il politicamente corretto negli Usa è stato influenzato dalla cultura calvinista, da una matrice però ancora religiosa. Quella europea è la degenerazione del sessantottismo. Una matrice freudmarxista.

E’ una ideologia che si è indebolita, al servizio di chi comanda.

Il politicamente corretto non è in alcun modo codificato, non è (ancora) del tutto parte delle norme e del linguaggio giuridico anche se in realtà lo è.

Nel calendario civile, che sta sostituendo quello religioso, ed è prova che il politicamente corretto sia una religione,   la giornata della memoria è diventata obbligatoria. Bene.

Ma perché non lo è la battaglia di Lepanto? Perché, se è un evento storico, lo si ignora? Perché va rimossa la memoria della nostra identità cristiana europea?

Il politicamente corretto non è ancora parte del linguaggio giuridico, ma si manifesta anche nel dibattito ad esempio sul tema del gender. Che uno sia gay sono fatti suoi, ma nel momento in cui si nega un principio identitario si va a negare qualcosa che ha a che fare con l’essere.

Che cosa si propone questa religione del politicamente corretto? Le religioni mirano alla salvezza, il politicamente corretto  mira a consolidare un potere attraverso il sogno di tutte le dittature che è il rimbambimento delle masse.

Rousseau aveva teorizzato l’idea di religione civile, se noi applichiamo i suoi criteri, possiamo dire che tutto quello che noi vediamo ha a che fare con la creazione di una nuova religione civile alla quale non ci è chiesto di aderire, ci viene imposta una conversione dell’alto, come una controriforma “laica”.

Stiamo scivolando verso delle dittature leggere, che sono le peggiori, le più implicite, che ci condizionano.

Google ha un calendario laico religioso. A Natale ha Babbo Natale, poi ci sono le feste ebraiche, ci sono le feste islamiche, ma non ci sono più le feste cristiane. Lepanto, ad esempio, come già detto, non c’è mai, giusto per celebrare una ricorrenza storica, visto che Google celebra gli eventi storici. Ma sono quelli del… politicamente corretto.

La pagina di google rappresenta questo modello di religione civile fluida, indefinita, liquida.

Questo è un progetto o un fenomeno culturale? Giro queste domande al mondo cattolico, perché dopo il Vaticano Secondo il mondo cattolico ha sottovalutato ampiamente questo fenomeno. Questa è una evoluzione culturale spontanea?

Tempo fa scrissi un articolo ancora su la Padania, su una circolare del ministero dell’Istruzione. Si diceva che i figli degli stranieri irregolari potevano iscriversi a scuola senza presentare codice fiscale e documenti, viene solo registrato l’indirizzo provvisorio dei loro genitori. Ebbene, così clandestini non sono, perché se li metti a scuola e c’è un indirizzo, sanno dove sono. Non avete idea cosa si scatenò. Mi presi una denuncia da un sito, il mio articolo venne presentato come razzista e xenofobo e ancora adesso il mio nome è legato a questa cosa, e avevo solo citato l’esistenza della circolare.

Mandai una lettera diffidandoli dallo scrivere che Reguzzoni voleva l’espulsione dei bambini! Era un falso. Questo è un meccanismo inquisitorio figlio del politicamente corretto, religione civile, liquida, vuota, senza dogmi, con l’obiettivo di rincoglionimento del popolo, per fargli perdere valori, identità e trasformarlo in masse. Ha dei preti, la sua stampa, i suoi politici, il suo ministero del condizionamento. Chi c’è dietro? Il mio compito però è spiegare questo meccanismo, dire che le religioni tradizionali sono più oneste, ti chiedono di aderire, il politicamente corretto si impone dall’alto, utilizza i meccanismi liberali presunti per far passare un meccanismo illiberale, censorio.

Se apriamo le porte della città, il nemico entra e questo punto non c’è più niente da fare.

Come ci opponiamo? E’ come diceva Junger l’entrare nella foresta, l’uscire dalla massa. In una battaglia frontale perdiamo, perché siamo pochi. Temono però la guerriglia, perché non la possono controllare. La soluzione è la guerriglia, colpire il nemico quando  è solo e “tagliargli la gola”.

(testo liberamente tratto dall’intervento del prof.Giuseppe Reguzzoni al circolo culturale Il Barlich a Varese il 13 novembre 2015, promosso dall’Associazione Terra Insubre)

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5 Comments

  1. Salvo says:

    Sig. Caroti, mA l’articolo parla di liberismo o di Liberalismo? O per Lei son la stessa cosa?

  2. Giancarlo says:

    Oriana Fallaci è stata facile profeta e nei suoi libri scriveva esattamente quello che sarebbe avvenuto in Europa, stante il politicamente corretto…ma io lo chiamerei l’idiotamente cialtrone !!
    Ormai sia ben chiaro ce li abbiamo in casa e non sarà facile estirparli dalle nostre comunità.
    Se ci fossero dei politici con le palle….scusate il francesismo, adesso tutti i sospettati o schedati come possibili o probabili o quello che volete voi terroristi o fiancheggiatori o quello che volete voi….andrebbero immediatamente e senza tante manfrine idiote e cialtrone rimandati ai loro paesi e consegnati alle autorità dei loro paesi che ne facessero quello che vogliono.
    Le frontiere Europee andrebbero lasciate aperte agli europei, mentre agli stranieri d’Europa, ivi compresi coloro che per nascita sono stati riconosciuti europei, nei loro documenti di identità dovrebbe risultare le loro origini e quindi impedito che possano trasferirsi dentro l’Europa da un paese ad un altro senza speciale autorizzazione o lasciapassare…tralascio descrivere a quali controlli verrebbero sottoposti prima e dopo il rilascio di tali autorizzazioni alla circolazione.
    Le nostre democrazie vengono usate dai terroristi a loro uso e consumo poiché il lassismo del politicamente corretto sta uccidendo cittadini europei indifesi e lasciati morire senza poter fare nulla date le strategie sin qui seguite dai terroristi dell’ISIS.
    Se non si faranno subito politiche serie e restrittive sul suolo europeo………..potremo fare la guerra all’ISIS in Siria o Iraq, ma loro continueranno ad ucciderci a loro piacimento e noi non riusciremo a fermarli.
    E” questo che vogliono i nostri politici europei o dei singoli stati in Europa ????
    Nei prossimi mesi sapremo che fine faremo nei prossimi anni è sicuro !
    WSM

  3. renato says:

    Mi sono fermato a metà circa della lettura, dovevo smetterla di agitarmi sulla sedia. Ho un’opinione sul “politicamente corretto” e, forse erroneamente, ritengo che altro non sia che una delle espressioni della disonestà. Quando al potere c’è un tipo di governo, non ha importanza di quale tendenza o colore, che tutto inviluppa allora si può notare come la massa accetti il male minore, come si prostituisca al potere anziché tentare, anche solo tentare, di resistergli. C’è chi per natura è portato ad assumere tale atteggiamento e non fa una piega, anzi si arrabatta nella ricerca del compromesso, della raccomandazione. C’è chi dice che non ci sta, forse perché gli manca lo spazio e chi rema contro, pochissimi, spesso rimettendoci del loro. Certo, ci sono delle responsabilità, e la religione giuoca un ruolo importante. Tuttavia, nell’anno di grazia 2015 possiamo ricordare che la tecnologia e la scienza della comunicazione hanno fatto passi da gigante. Ora sta al singolo individuo porsi la fatidica domanda : siamo uomini o caporali ?

  4. Devo dissentire dall’autore. Il liberismo esiste ed è l’opposto del politicamente corretto. Questo infatti è un insieme di bigottismi ottusi quanto irrazionali che paralizzano la nostra libertà.
    In effetti stanno paralizzando tutta la nostra civiltà occidentale. Quello che deve essere messo in chiaro è che siamo preda della più mostruosa psicosi collettiva (una malattia mentale a livello epidemico) mai conosciuta dalla storia. Questo è il risultato della interazione di cristianesimo e socialismo che si sono integrati in questa ideologia che ci sta strangolando. E’ un cappio che ci siamo messi al collo da soli e per recuperare la nostra libertà, assieme alla nostra civiltà, dobbiamo reagire sia contro il cristianesimo che contro il socialismo.
    Nel mio lavoro “Da Gesù a Marx” ho cercato di spiegare questo fenomeno. Lo potete trovare sulla mia pagina web. Grazie.

    • renato says:

      Presumo Lei sia un liberale e quindi approfitto dell’occasione che il Suo intervento mi offre per porre, da non addetto ai lavori, una domanda che mi frulla in testa da molto tempo: come si spiega il fatto che da Malagodi in poi non ci sia stato un leader nel PLI ? O mi sbaglio ?
      Ci sono diversi siti web dai quali ho tentato di capire se ci sia qualcuno con personalità ed idee liberali che possa far rinascere il PLI. Ho letto tante dichiarazioni di intenti, oltre ai soliti voli pindarici, e nessun impegno a fare. Fare, non auspicare di poter fare. O augurarsi che qualcuno faccia. L’abominevole “politicamente corretto” pare aver contagiato un po’ tutti. Se penso a Piero Gobetti che andava in Fiat a parlare di principi e idee liberali agli operai, beh! mi cadono le braccia nel dover constatare la pochezza, la quasi nullità odierna. Gradirei una risposta.

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